Michele Dovere

 

L'uomo è cambiato, e con lui il suo modulo.

Osservare significa indagare cose che a primo acchitto non notiamo. Guardare, esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizi e considerazioni di varia natura. Osservare, contiene un corrispettivo temporale intrinseco. L' osservazione non è cosa rapida, significa passare ore, giorni a notare quella determinata cosa. Osservare, è un po' come perseverare, ovvero:" persistere, mantenersi fermo e costante nei propositi, nelle azioni, nello svolgimento di un’attività". Mica le stelle le scopre chi sta poco attento, o chi passa davanti ad un telescopio così per caso. Le stelle si osservano non a caso all'osservatorio, cioè una località o costruzione attrezzata per l'osservazione a distanza o per determinate osservazioni, ricerche, indagini di natura scientifica, proprio perché è una cosa che richiede tempo ed attenzione. Poi vabbè, come sempre, abbiamo tutti un cugino che passando davanti al telescopio scopre un nuovo sistema solare, così, per caso, perchè mentre stava fatto di lean (per i meno giovani, il termine lean, in alternativa anche sciroppo, purple drank o sizzurp, è usato per indicare una droga ricreativa composta da una miscela omogenea a base di sciroppo per la tosse, contenente codeina, prometazina o entrambe e una bibita gassata, generalmente Sprite, Mountain Dew o Fanta al gusto d'uva) ha guardato nel telescopio solo perché pensava fosse na canna lunga n'metro, e per puro caso ha visto delle cose. Io non sono quel cugino. Sono quello che osserva, che prima o poi lo prenderà a quel posto dal suddetto cugino che scoprirà un nuovo sistema solare. Questo disegno è la sintesi del mio osservare. Le Corbusier mi scuserà se ho avuto il barbaro coraggio di modificare il suo Modulor. Ma parliamoci chiaro, dal 1948 al 2021 sono passati 73 anni, questo tizio con sta mano alzata che sembra E.T. telefono casa ha un pò rotto i co****ni. Ormai è impossibile pensare ad un uomo senza il suo cellulare, o come si dice adesso, il suo SMARTPHONE. Per non parlare del ragazzino tutto accessoriato che prima di uscire di casa deve configurare lo smartphone con il suo orologio (scusate smartwatch), che a sua volta deve configurare con le cuffie, che deve configurare con il suo monopattino elettrico che suo padre al mercato comprò. L'uomo è cambiato, e con lui il suo modulo. Che poi sto modulo varia in base all'annata...cioè il modulo dell'uomo viene definito anno per anno dalla Silicon Valley, nello specifico da Cupertino, no Copertino in provincia di Lecce, ma Cupertino in California. E questi tizi ogni anno allungano o restringono 'sto smartphone. Quindi gli vorrei di' a Le Corbusier: "Corbù ma ha capito che culo a non dover pensare a tutte ste cose?" Mi si sta scaricando lo smartphone dove sto scrivendo questa nota, ritornerò per 20 min il modulor descritto dal maestro. Ps. Ma solo perché non sono quel ragazzino di prima, altrimenti avrei avuto la power bank e col c***o che mollavo lo smartphone.

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