Giulio Andreetta

 

L'uomo del sottosuolo. Di Giulio Andreetta

”Io sono uno, mentre loro sono tutti” scrive il protagonista in uno dei passaggi centrali del testo Memorie dal sottosuolo. Ed in effetti gran parte di questo racconto assume, per Dostoevskij, il tono quasi di una confessione autobiografica, in particolar modo dei suoi difficili inizi di scrittore, purtroppo segnati in prevalenza dall’incomprensione del mondo pietroburghese dell’epoca. Ed è in effetti la stessa incomprensione di cui parla l’uomo del sottosuolo in questo romanzo, a mio avviso una delle vette di tutta l’opera dello scrittore russo, anche per il valore emblematico che assume per delineare in profondità la sua poetica e il suo pensiero filosofico (che viene esplicitato con chiarezza nella prima parte del libro). Ciò che conferisce un carattere tragico a Memorie dal sottosuolo non è tanto la situazione di degrado spirituale e morale che affligge il protagonista — come ad una lettura superficiale e ingenua si potrebbe evincere — ma l’intero contesto sociale che viene dipinto

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L’Epitaffio di Sicilo. Gli inizi della musica occidentale. Di Giulio Andreetta.

Εἰκὼν ἡ λίθος εἰμί· τίθησι με Σείκιλος ἔνθα μνήμης ἀθανάτου Σῆμα πολυχρόνιον «Un’immagine, la pietra, [io] sono; mi pone qui Sicilo, di un ricordo immortale segno durevole.» Ὅσον ζῇς φαίνου· μηδὲν ὅλως σὺ λυποῦ· πρὸς ὀλίγον ἐστὶ τὸ ζῆν. τὸ τέλος ὁ χρόνος ἀπαιτεῖ. «Finché vivi, mostrati al mondo, non... Continua a leggere

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