Discussione

Un’arancia al giorno…. (come la mela): il detto cambierà con le nuove scoperte?

Tutti quanti conoscono il proverbio “una mela al giorno leva il medico di torno”. Chissà se presto toccherà alle arance completare questa frase. La scienza sta indagando sulla composizione chimica delle bucce d’arancia, dove sarebbero presenti dei composti che modificano l’attività dei batteri intestinali, per sfavorire la predisposizione alle vasculopatie. Gli americani generano circa 5 milioni di tonnellate di bucce d’arancia all’anno. Al momento, le bucce sono per lo più trattate come rifiuti, ma la FDA considera gli estratti naturali a buccia d’arancia sicuri per il consumo umano. Le bucce degli agrumi sono un notevole scarto dell’industria agroalimentare, ma vero e proprio scarto inutile non lo sono poi così tanto. Basti pensare che dalla parte bianca (albedo) si estraggono le pectine usate per la preparazione e l’addensamento delle marmellate. Le pectine sono polimeri naturali simili alla cellulosa o alle fibre di molte altre piante: sono poco idrolizzabili ma possono subire fermentazione da parte di certe specie batteriche. Ricerche recenti hanno dimostrato che i batteri intestinali, in determinate circostanze, possono aiutare a sviluppare malattie cardiovascolari. Quando si nutrono di alcuni nutrienti durante la digestione, i batteri intestinali producono uno scarto metabolico chiamato TMAO, che è un potente predittore della futura cardiopatia. Quando il microbiota intestinale si imbatte nei nutrienti chiamati colina e carnitina, da essi possono elaborare un derivato dell’ammoniaca chiamato trimetil-ammina (TMA). Gli enzimi batterici possono quindi convertire la TMA in TMAO (ossido di TMA). Questa tossina è un antagonista dell’ossido nitrico sintasi (NOS), un enzima cellulare nei vasi sanguigni che produce ossido nitrico, un potente vasodilatatore. Ma le bucce d’arancia contengono componenti che interferiscono con gli enzimi ossidanti della TMA. I ricercatori ritengono che l’azione aiuterebbe a prevenire la comparsa dell’aterosclerosi, agendo nelle fasi iniziali di infiammazione e addensamento dell’ateroma. In una ricerca preliminare eseguita circa 4 anni fa all’Università della Florida, un team di ricercatori ha sperimentato con tre gruppi di topi per vedere se questa ipotesi stava andando nella giusta direzione. Un gruppo di animali è stato nutrito con una dieta regolare, il secondo è stato alimentato con una dieta regolare più la carnitina, da cui viene prodotta la TMAO. Il terzo gruppo è stato alimentato con una dieta regolare, carnitina e bucce d’arancia. Hanno scoperto che le bucce d’arancia hanno alterato la composizione dei batteri nei due punti nei topi alimentati con una dieta regolare, carnitina e bucce d’arancia. In studi paralleli, il team ha dimostrato che l’azione patogena della TMAO sulle arterie dipende dal metabolismo degli acidi biliari. La TMAO ha modificato i profili degli acidi biliari, specialmente nel siero, soprattutto a carico degli acidi colico, deossicolico e tauromuricolico. Questa tossina ha inibito la classica via di sintesi degli acidi biliari, attraverso le proteine nucleari SHP e FXR. leggi tutto ... https://www.medicomunicare.it/2021/09/06/unarancia-al-giorno-come-la-mela-il-detto-cambiera-con-le-nuove-scoperte/

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