Discussione

Il Digital Storytelling come metodologia didattica

Il Digital Storytelling come metodologia didattica

Digital Storytelling e apprendimento Definiamo apprendimento un processo che sia attivo, intenzionale, cooperativo, autentico e costruttivo. Caratteristiche proprie che ritroviamo anche nella narrazione digitale. Attivo perché gli studenti e i destinatari sono spesso coinvolti attivamente nella produzione digitale (di qualsiasi genere). Intenzionale perché deve essere chiaro quali saranno le finalità e il target di riferimento. Cooperativo, perché non solo permette ai fruitori di contribuire alla realizzazione del prodotto, ma anche perché la fruizione finale non è mai passiva, ma richiede un’interazione con il prodotto stesso. Permettendo di sviluppare varie abilità e di collaborare nella fase realizzativa. Autentico, perché i contenuti disciplinari proposti sono affini e vicini alle esperienze di vita dei destinatari. Costruttivo perché i destinatari di riferimento devono rielaborare le conoscenze. Digital storytelling processo di apprendimento attivo Queste caratteristiche sono proprie anche del digital storytelling. Quindi la sua fruizione può sviluppare processi di apprendimento significativo, con tutti gli aspetti sopra elencati. Un digital storytelling è, infatti, il risultato di un processo attivo già nella fase di progettazione, intenzionale per chi lo realizza, cooperativo perché spesso frutto della collaborazione di più soggetti, autentico perché racconta esperienze e vissuti reali e costruttivo perché vuole veicolare dei messaggi ben definiti. Utilizzare il Digital Storytelling Nello specifico, le modalità di utilizzo del digital storytelling per migliorare i processi di apprendimento sono varie. In particolare la presentazione agli studenti, attraverso i digital storytelling, di problemi complessi sotto forma di casi specifici reali e concreti, è una metodologia didattica ben conosciuta e sperimentata. Così come l’esplicazione storico-narrativa di importanti teorie, invenzioni o principi scientifici. Si acquisisce in tal modo il «sapere perché, quando, dove», che implica l’essere «capace di fare», il saper dominare le situazioni attraverso l’utilizzo di strategie adeguate di azione, che non separino il dominio cognitivo da quello emotivo. È evidente che l’attività di “inventare storie” richiede e sollecita lo sviluppo di una varietà di abilità cognitive, come il selezionare informazioni e conoscenze, compararle e revisionarle, ma anche competenze linguistiche. Più in generale, essa promuove la competenza narrativa che consiste nel saper connettere e organizzare le informazioni secondo legami temporali e causali al fine di raccontare una storia. La competenza narrativa si compone di abilità La capacità di costruire una storia coerente, ossia in cui sia riconoscibile uno svolgimento, e coesa, attraverso l’uso di elementi, come per esempio le congiunzioni e gli avverbi che connettono e «tengono insieme» le parti. La capacità di prevedere e stabilire relazioni tra le informazioni sia di tipo causale che temporale e la capacità di costruire e intrecciare nella storia il piano degli eventi e il piano delle emozioni. La letteratura evidenzia che il digital storytelling è un’utile strada per promuovere anche la media literacy. Il digital storytelling promuove la creatività La creatività è definita come la capacità di combinare elementi posseduti (materiali o immateriali), dando luogo alla costruzione di qualcosa di nuovo per rispondere a uno scopo. Parliamo di una creatività di tutti, con la «c» minuscola, specificando che tutti sono creativi quando danno vita a qualcosa di nuovo, non di assolutamente nuovo per la comunità a cui appartengono ma nuovo per se stessi. Poiché l’attività di creazione del digital storytelling coinvolge anche processi creativi, sembrerebbe allora che i suggerimenti didattici a sostegno della creatività possano essere presi in considerazione anche quando si intende sostenere l’invenzione di storie da parte degli studenti. digital storytelling Il progetto europeo Creanet Creanet un progetto europeo di ricerca triennale, propone delle linee guida che forniscono alcune indicazioni della gestione del processo di apprendimento/creatività. Prima di tutto, viene segnalata l’importanza del ruolo dell’adulto che dovrebbe accompagnare gli studenti nelle esperienze costruendo un contesto non valutativo in cui le relazioni siano basate su accettazione ed empatia, invece che sulla competizione e sulla performance. Creanet sottolinea, inoltre, l’importanza della buona gestione del tempo. I processi creativi vengono facilitati quando gli studenti hanno la possibilità di pensare e lavorare in un tempo disteso e rilassato, in cui siano previste occasioni di riflessione, di revisione e di discussione su quanto già fatto allo scopo di apportare eventualmente modifiche a quanto svolto e di decidere come proseguire. Un ulteriore suggerimento riguarda i processi creativi: secondo Creanet sono facilitati quando l’adulto invita e sollecita gli studenti a utilizzare in modo combinato e integrato diversi linguaggi. Ma quali competenze sviluppa il digital storytelling? Volendo premettere una definizione di competenza (concetto mutuato dal mondo della formazione professionale), si riscontrano molte accezioni indicate da vari autori in questi anni ultimi anni. Una delle definizioni oggi più citate è quella secondo la quale: “la competenza si basa sul saper mettere in moto le proprie abilità e conoscenze per arrivare a risolvere problemi in occasioni sempre diverse, svolgendo una performance sulla quale altri soggetti andranno a giudicare“. Tutte le definizioni si trovano d’accordo nell’evidenziare come il concetto di competenza sottolinei l’integrazione tra conoscenze, abilità, atteggiamenti, consapevolezza e autoregolazione: una competenza è più che soltanto conoscenza e abilità. La competenza richiede la capacità di dare risposta a domande complesse, mettendo in gioco e mobilitando risorse psicologiche e sociali (inclusive di abilità e atteggiamenti) L’attività di creazione e fruizione del digital storytelling non solo richiede, come si è visto, abilità narrative, ma facilita anche l’acquisizione di competenze metacognitive significative, come una migliore comprensione, la capacità di selezionare le fonti e un’accresciuta curiosità per l’argomento trattato, lo sviluppo del pensiero critico. Media literacy In aggiunta vanno segnalati miglioramenti nella capacità di comunicare usando diversi media (abilità relative alla media literacy) e a un miglioramento delle competenze digitali, oltre che tecniche. È importante invece sottolineare un altro aspetto: la creazione e la fruizione del digital storytelling favoriscono il miglioramento delle competenze partecipative ed etiche, ossia la comprensione dell’importanza del lavorare in gruppo e, a livello emotivo, la capacità di sviluppare l’empatia comprendendo le emozioni degli altri e condividendo le proprie. E’ favorita inoltre la capacità di rispettare le regole e le persone con cui si sta lavorando (competenza etica) Conclusioni Il digital storytelling può rappresentare un momento di apprendimento e di alfabetizzazione tecnologica, di sviluppo di capacità di sintesi e di ricerca più stimolanti e creative delle metodologie tradizionali ). Per le caratteristiche che gli sono proprie, può diventare uno strumento prezioso per la didattica, non necessariamente sostitutivo di altre modalità di insegnamento, ma può rappresentare un valido supporto per agevolare gli insegnanti, ad esempio allo scopo di introdurre argomenti specifici in modo accattivante, integrandosi come strumento complementare alla didattica disciplinare, rendendo più efficace lo sforzo dei docenti e degli studenti. La modalità di insegnamento che combina le nuove tecnologie con la narrazione può essere considerata anche un mezzo per ridisegnare la relazione tra insegnanti e studenti, che in questo modo possono trovare un canale comune di comunicazione non basato sull’interazione classica alunno-insegnante, dove gli alunni hanno un ruolo passivo rispetto all’insegnante che si pone come divulgatore dei contenuti didattici. Un’ultima riflessione riguarda il ruolo dello storytelling nella didattica: in realtà esso è sempre stato parte della didattica, anche se in modalità inconsapevoli. La professione stessa dell’insegnante non è altro che una forma di storytelling, tanto più efficace quanto più legata al racconto di «storie» di problemi e soluzioni reali delle discipline integrate. Per questo motivo il digital storytelling può essere considerato un’esperienza «trasformativa» anche per gli insegnanti che hanno in questo modo la possibilità di mettersi in gioco assumendo ruoli diversi e di sperimentare nuove modalità di insegnamento, diventando anche mediatori e interpreti dei processi sociali innescati dalle narrazioni digitali.

Commenta