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CANTO CIMITERO DI CAMPAGNA

CANTO CIMITERO DI CAMPAGNA

Canto cimitero di campagna solitario in mezzo alla città dimenticata. Piccolo cimitero di campagna dove fioriscono tante croci . Ove i sogni si trascendono dal cielo insieme agli angeli Per poi appisolarsi sulle bianche tombe . Nel mistero della vita che continua a intimorire il mio animo Io passo tra i fossi del passato, tra l’ossesso della morte che si nasconde nel divenire. Fra la gioia dei grilli , oscure fiaccole. Luccicano le fiammelle nel vento della memoria , Ballano elle nel vento tremule nel mio canto . Fiammella che si spengono e si riaccendono nell’oscurità dei sensi. E in alto le stelle luccicano nell’oscurità di questo tempo che unisce il bene ed il male di un tempo avvenire , di un soffrire per rime elettriche. Nel sogno del fanciullo, nella corsa della donna sotto la pioggia In questi giorni di ognissanti , ascolto la voce dei miei pensieri. Un ricordo m’assale nell’animo ed in preda al timore ,meno i miei passi verso il piccolo cimitero di campagna dove son sepolti i miei cari. Questo animo , cosa spera nella scia di un canto tra i morti Tra le croce d’argento e dorate , piegate dalla guerra. Tra le tombe in basalto ove affiora l’immagine del povero defunto Al giovane cuore la riposata ridda delle solari gesta dei giorno. Ma un'ansia mi assale guardando i ridenti occhi della fanciulla venuta per gioia con me. Se questa notte cedesse un poco di luce , su la riva del mare risorgerebbero i morti , nati in silenzio come i loro colori – uomini e donne nudi e leggeri che andarono contro il loro tempo. Ma come il vento muove il mare, muovono anche, gridando, gli uomini le barche. Sorge sull'ultimo sudore il sole. Dolce l'amore mi possiede tra la fredda sabbia d’estate passate. Tutto è così silenzioso. Non viene un forte vento a rovesciare la calma accecante. La sera, all'ombra della cattedrale, con gridi e gridi giuocano i fanciulli. Ma nel silenzio è inutile la voce anche delle campane. Nel sonno incerto sogno ancora un poco. E' questo è il giorno d’ognissanti. Dalla strada il trasalire dei sensi con le vele, al vento volano via. – lo sogno ancora un poco. Notte - sogno di sparse finestre illuminate. Sento la chiara voce dal mare. Da un amato libro, vedo le parole sparire... – Oh stelle in corsa verso l'amore della vita! Autunno Il vento mi ha lasciato da solo nelle cose che ho vedute confuse. E all'apparir del sonno, mi riposo sopra i petali di un crisantemo. Navigo sopra un lago tremulo , m’incammino lungo una esigua fila di cipressi tra mille pesanti pensieri. Espressioni e sentimenti confusi, sillogismi musicali. Mi hanno lasciato senza compagnia nella campagna, sotto la pioggia fina, solo. Sono rimasto a guardare i muti meravigliosi nudi pioppi. Anche loro soffrivano della mia pena. Pena di non saper chiaramente quando arriverà la morte. E la terra bagnata e i neri altissimi monti tacciono , vinti nella sorte d’ognuno. Sembra quasi che un Dio cattivo abbia con un sol gesto tutto pietrificato. E la pioggia lava e santifica quelle pietre lisce , posate sulle dimenticate tombe dei tanti ignoti defunti.

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