Domenico De Ferraro

 

PRIMO HOSPITAL BLUES

PRIMO HOSPITAL BLUES Ieri sera mi hanno soccorso Fuori la stazione degli autobus Stavo tanto male madre Mi hanno portato in ospedale Al pronto soccorso mi hanno diagnosticato Una sincope Stavo tanto male madre In un altro ospedale sarei morto credo. Come uno qualunque con una corda intorno al collo. Sognavo la California Sognavo di visitarla Di dire la mia con questo rythmes blues Mai avrei pensato di finire in un ospedale così con altri sorci come me Stavo tanto male madre Sotto i ferri di un chirurgo innamorato Malato d’ammore Per un infermiera cicciona Ossigenata e depilata Una donna dal grande sedere Bambola di plastica Una donna cerotto Sono in un mare di merda Stavo tanto male madre Ricoverato in questo ospedale sulla quinta strada Dove ci portano i poveretti Chi non può pagare l’assicurazione E una vera odissea Questo ricovero La verità è gialla e viene

 

LE PIETRE FILOSOFALI VILLANELLE ROCK

Ascolta lettore le pietre filosofali non sono altro che parole . Le quali si trasformano nel tempo della loro metrica in versi nati dall’individuale alchimia poetica . Magici concetti fatti della stessa materia dei sogni. Sono un mito ove il verseggiare in vari ritmi , narra l’odissea dell’uomo moderno. Simili a pietre rotolanti nella loro libera espressione , rappresentano lo spirito del rock. Una raccolta di ventidue componimenti poetici, animati da vari ritmi musicali quali il blues ed il rap. La pietra filosofale ,nell’antichità era la pietra capace di realizzare l’elisir di lunga vita, capace di donare l’immortalità. La pietra filosofale nell’immaginario comune può curare qualsiasi malattia. Donare la conoscenza di tutto, aiutare a sollevare il velo illusorio che separa il bene dal male. Non a caso si parla di pietra dei filosofi lapis philosophorum , quintessenza delle cose . Ella è capace di tramutare i metalli vili in oro. Si narra fosse composta... Continua a leggere

 

STASERA UN ALTRA ESTATE

STASERA UN ALTRA ESTATE TONIGHT ANOTHER SUMMER CANZONE Il mio verso scivola nella sera estiva senza vesti distrutto dal dolore , nella rima balla e si porta via questa vita infame Balla tra le rose coltivale nel mio giardino ideale Stasera mi sono perso dentro un vecchio blues Dentro questa mia vita, ho visto crescere la speranza di milioni di persone Dentro questa vita ho atteso il tuo saluto Dentro questa stanza io mi sono girato verso un altra finestra Verso questa ipocrisia io ho sorriso Io sono poesia Io scrivo e vegeto nell’espressione , cerco di essere me stesso Io ho compreso d’essere un fenomeno musicale Io ho cercato il senso di una frase nel sesso come un povero fesso Dimmi quando vuoi Se sai volare Se sai cantare Io non valgo nulla Ho cercato scrivere la mia vita all’inverso In questo mio inferno Avrei fatto meglio a non vendere nulla A non vedere chi se messo il distintivo... Continua a leggere

 

BALLATA DEL CAFFE’

BALLATA DEL CAFFE’ CAFFE’ BALLAD L’odio non aprirà mai le porte al dialogo Poiché la sorte se la ride sempre dietro le tendine dell’ideologia. E la savana è uno spazio libero dove portare i propri figli a correre contro il vento. A bagnarsi dentro un mare di sabbia Questa è la sera dei sentimenti timidi e sinceri. Alcuni si alzano in volo , altri vanno verso il mare delle mie memorie Oltre quel muro di ipocrisie e di poesie scritte in silenzio. Scritte sotto le stelle in una sera qualsiasi della mia vita. Ed il mio sognare ad occhi aperti segue il mio credere il mio andare, incontro ad una forma d’amore insolita. E questa la strada da percorrere per giungere alla felicità. E questa la casa della strega malvagia . Di colei che divorò il cuore di mio padre in una notte oscura e tempestosa. E questa la mia vita La mia fragile esistenza. La mia canzone che balza per strada ubriaca di vino Lungo... Continua a leggere

 

MY FREEDOM

LA MIA LIBERTA’ La mia libertà in questi giorni di guerra , viaggia , desolata nell’etere , attraverso ,vari commenti , rotti dal pianto , s’eleva sulle ali della pace . Si posa su i rami di pesco, rinasce in altre storie , che trasformano la mia realtà in un dono di nostro signore. E per le strade di questo mondo , ballano le belle fanciulle della mia giovinezza , sotto i pigri lampioni , vicino al mare di mille mie memorie. Ridono in questa storia che mi condanna ad essere me stesso . In questa altra primavera , simile ad un fiore solitario che si contorce su se stesso , tendente verso la luce della creazione . E la grazia della bellezza , mi conduce lontano , oltre questa assurda guerra. E la morte mi prende in giro , insieme al mio presente , si cala nella sua veste di dea . Cambia nelle mie visioni, corre verso il mare , verso quest’ amore al gusto di limone. Quanti miei ricordi ,giacciono in questo sognare . In questo ricercare... Continua a leggere

 

VENTI DI GUERRA

VENTI DI GUERRA WINDS OF WAR La primavera è alle porte, soffiano ,venti di guerra che miete già tante vittime innocenti . Terrorizzati siamo in tanti ,dallo spettro delle armi nucleari che ci trascina verso i colli innevati , dove stanno le vergini dell’amore profano. E arrivato marzo , con la sua bellezza ,con la follia della guerra dei governanti , con fanti e generali che marciano sopra la fresca neve , nell’eco di tanti canti , nel vento della rivolta ,oltre questi giorni pandemici. Nelle steppe scheletriche in molti ,imbracciano le scipie armi macchiate di sangue innocente. Marzo, pazzo , verrà un altra volta , cantando una dolce ode alle donne di tutto il mondo. Donne, madre ,compagne ,signore del piacere , donne dei sani valori , donne storpie, donne grasse, comuni donne , madonna mia. Mi domando che madri avete avuto, madri del dolore, madre come la mia che cuciva in silenzio nel bel tempo sperato, nel canto che portava via questa mia povera... Continua a leggere

 

VILLANELLA SAN VALENTINO

CANZONE D’AMMORE Giandomenico Ferraro Canzone d’ammore, odo correndo in macchina, nell’eco della città rabbiosa che riempie lo spazio circostante di varie emozioni , nella rinascita sociale nascosta in me , che stravolge la mia metrica ,nell'esistenza ,danzante in bilico nel buio. Io in equilibrio sull'orlo di una melodia che nasce nei bassifondi . Germogliante, dalla terra madre . Parole ,simili a note , mesti versi , dirette verso strade asfaltate di sogni. Ammore ,rubato dalle mani dei bambini , dall’immagine ecclesia che fiorisce nelle chiese desolate , lungo i confini nevosi , dove imperversa la guerra . Strappato dalle braccia di mite donne , ispirazioni ed emozioni che bruciano nel tempo che inganna e trasporta verso un interrogativo fallace , verso una pace che si disarma da sola , nell’essere e nel soffrire. Udire l’ urlo disumano degli ultimi , andare verso quel muro d’ipocrisie.

 

GUAPPARIA GANGSTA

GUAPPARIA GANGSTA SCENEGGIATA RAP Ho sognato una nuova sceneggiata rap che mi ha condotto a riflettere su ciò che potrei divenire. L’ umorismo intrinseco mi ha portato a credere in me stesso , anche se in questa città , si sta con due piedi in una scarpa . Fare finta di essere nessuno ,un qualunque pulcinella che ha vissuto fino ad adesso , solo d’ illusione, d’amor fugaci . Certo, ogni passione si sviluppa , seguendo una sua logica ,attraverso questa sceneggiata surreale, di cosa sarà il domani. Ma cosa, sarò io andando avanti ? cosa ha reso questa mia vita, una sceneggiata , lontano dalla convivenza con talune persone , cosi cercando un senso comune con cui riuscire a comprendere il male di questa società . Poiché, tutti noi , siamo protagonisti del proprio destino . Come ,vedremo nella seguente messinscena , ambientata in una osteria a ridosso di piazza Cavour in Napoli dopo la guerra . La taverna è provvista di pochi tavoli, qualche dipinto... Continua a leggere

 

SANREMO BLUES

SONG OF LOVE Cantami amore le tue pene , in queste fredde sere , il gelo m’entra dentro le ossa, nell’alibi di una bellezza che si fa reale che si nasconde dentro diversi accordi. Un amore infernale , coltivo in me. Il canto dei musici ,risuona dentro di me , attraverso varie canzoni , che mi conducono verso questa speranza ,nell’oblio dei sensi , ubriaco , alle quattro di mattina. Perduto in una libertà espressiva che mi porta in alto, sopra le nuvole, dove vaga un angelo vagabondo tra rime e ritmi .Conducendomi per mano , fin dove ho udito le voci degli ultimi ,tra i vicoli stretti di questo piccolo mondo . Passeggio sopra i tetti dei palazzi , navigo sul mare della mia immaginazione. Rimango seduto fuori un balcone fiorito. Ove scarpetta ammirava il mare . E l’amore si congiunge nella sua evoluzione in una bellezza interiore , che migra in altre forme , in un errore grammaticale congiungente, organismi ed estetismi ,perduranti in drammatiche

 

ODI D’INVERNO

ODI D’INVERNO WINTER ODI Odi d’inverno ancora , l’eco delle voci degli internati Salire lente dal profondo della terra. Hate winter again, the echo of the voices of the interiors Slowly rise from the depths of the earth. L’odi salire con la gloria degli angeli L’odi nel ricordo che brucia dentro Nella sorte che diventa legna da ardere Nei gelidi giorni , vicino al fuoco ove favilla la fiamma e racconta della sua lunga agonia nei campi di lavoro. E l’animo si perde, nel suo divenire. Nell’andare verso di te signore. Verso il tuo amore Verso il tuo esile corpo . Verso il senso della storia, nei suoi corsi e ricorsi. Odi l’amore e la morte You hate love and death La polvere nel vento passa attraverso il tempo Odi il vento dei cambiamenti Melodie profetiche Laggiù in fondo a quella strada In fondo a quei timidi ricordi In un amore senza rancori , correrai verso la tua realtà, continuando a credere d’essere solo nella tua città . Continuerai... Continua a leggere

 

INFERMA DRAMATIS PERSONAE

INFERMA DRAMATIS PERSONAE Cosciente del male, come del bene. Cosciente d’essere qui a letto ed aspettare una presta, gioiosa guarigione. Osservo me stesso, come forma che fiorisce , sboccia, s’ingrandisce , si trasforma lascia sentire il suo dolore nel tempo in cui fui certo del vero, quanto del fatto dell’essere sesso che s’anima , acquista una sua forma ,una sua identità . Sulla via della guarigione , attaccato a macchine ed ingranaggi situati all’interno di questa stanza d’ospedale, dialogo con altri poveri demoni come me. La guarigione, vede mio caro ,non risiede nell’essere capace di dimostrare la propria negatività, frutto del male di questa società. Poiché chi fu a contagiarmi , io non conoscerò mai . Può essere stato il vecchietto che abita qui vicino. La signora che esce ,ogni giorno con il cane a spasso. Può essere stato il benzinaio. Chen il cinese , dove vado in genere a fare la spesa. L’estraneità è legata alla diversità e

 

ATTI UNICI COMICI

ATTI UNICI COMICI Fuori un bar . Poche sedie. Piazza plebiscito. Il Vesuvio innevato. Una signora con suo marito a passeggio con il loro cane. Una vecchia vende castagne. Uno gnomo fa giochi con i cerchi di fuoco. Una lumaca si fuma una pipa in un angolo. Una guardia senza capello , passa per strada, cantando. Non credi d’essere in ritardo per il pranzo domenicale dai tuoi. No , cara siamo stati invitati due giorni fa Non ti sembra un po’ troppo presto Un po’ troppo, non dire sciocchezze Mio padre arrivava sempre in ritardo. Io non ne posso più di questi equivoci E la voce della coscienza Ma tiene sempre a dicere Certo perché il mio cane non è una volpe Che colpa ha lui, se tutti pensano male di noi. Cara forse hai visto male Non credo, c’è quel signore con gli occhiali che ci segue con lo sguardo. Ma non lo vedi quanto è sfortunato Sciagurato. Il mondo è fatto a scale, c’è chi sale, c’è chi scende Chi dice addio alla sua bella Chi dici addio... Continua a leggere

 

BALLATA DEL MIO NATALE

BALLATA DEL MIO NATALE Queste sere di natale si susseguono nel mio animo leste e funeste corrono con me tra la gente si fanno piccine in questi miei versi Riflessi di una luce che riscalda l’animo mio afflitto Sono andato a piedi lungo l’autostrada Ho visto un uomo ridere della sua morte Ho visto un vecchio saltare un fosso Il natale mi apparso all’intrasatte in quella grigia selva Tra palazzi foschi ,rigidi nel gelo L’ espressione di una rivolta crescere in una nuova rinascenza Era forse la mano di Dio Ero un ragazzo quando giocavo a pallone Quando ero giovane giocavo con la mia ragazza a mosca cieca Poi ogni cosa e divenuta un dilemma Le luci del natale mi hanno messo su un presepe solitario Ad aspettare ogni cosa avvenisse Cercando me stesso Ripercorrendo le strade fredde dell’esperienza Le strade dei dimenticati Di chi canta per amore ed odio Per essere capito da qualcuno Ci volle un gran coraggio E questo natale mi sembra una festa... Continua a leggere

 

PIOVE SULLE TAMERICI SALMASTRE

Piove sulle tamerici salmastre ,piove attraverso il senso dei miei ricordi che prendono forma nei versi della mia canzone ribelle figlia di varie generazioni passate , esule in una congiunzione di vari sistemi filosofici , nella voglia di passare un sereno natale, lontano dall’ipocrisia , lontano dal dubbio che mi porterà a credere che ogni male sia facile da dimenticare. Vedere vomitare in se un lungo discorso campato in aria , tante inutili domande , perché me sento come se fossi stato trasformato in Mandrake e andassi girando per la città vestito da vampiro. E vedo tanti alberi di natale , fiorire sui i marciapiedi e ci sarà prima o poi una guerra nucleare che farà saltare da sotto il sedere le poltrone dei potenti di questo paese. E non ci sarà pietà per nessuno ,sarà una nuova strage d’innocenti . Cosa bisogna fare per sopravvivere Ma che fine ha fatto la sinistra Quest’anno è quasi concluso Sere piovose Piove a dirotto Piove sui freschi pensieri

 

CANZONE PRENATALIZIA

CANZONE PRENATALIZIA L’animo mio annega in un agitato sogno Una stella e assai vicina alla mia anima La vedo splendere in mezzo a tante altre E piccola , luminosa E la stella del nord La seguo Lungo il cammino dei pellegrini Quante domande ho da fare Quanta gente, cammina con me senza sapere dove andare Quante figure stanno per essere tagliate da una lunga forbice Qualcuno dice : Siamo morti Poveretti Sono stati gettati in un fosso Senza risposta ,rimane questa vita sbandata Questa errare per luoghi incantevoli Tra rime e ritmi Tra le cose belle , cose brutte Ed il vento dell’inverno ,passa silenzioso con la sua solita speranza Nella sua forma cieca e ciclica Attraverso il circolo delle parole si somma all’unisono in varie melodie Vorrei parlare di politica Quella che si discute nella grande aula di Montecitorio Vorrei parlare di varie riforme Di questa forma fisica Di questo mio fratello infermo Passato a miglior vita ,dopo aver

 

BREVE FARSA DI DIVERSA GENTE

BREVE FARSA DI DIVERSA GENTE Riempio di vita il mio bicchiere macchiato di vino con versi frizzanti imprigionati in tante bollicine Nel mio tracannare soave , l’aurora accelera ed appare . Nell ‘alba di questo giorno freddo Vari personaggi salgono sul mio palco immaginario Qualcuno ha i baffi e le scarpe rotte Chi balbetta Chi castiga Chi deride Chi fa finta di recitare la sua parte Chi dice Chi ascolta Chi va incontro alla morte Con la ruota sgonfia Un auto passa lentamente nella mia mente Passa con tanti illustri visitatori Con un signore con gli occhiali d’oro Con una signora grassa che suona l’armonica con la bocca Con il vecchio che ha un corto circuito nel suo cervello Con una fatina , fattasi bionda, più bella di Marilyn Monroe Con tutti io parlo d’amore Con tutti prendo accordi In disaccordo Faccio le carte false per recitare questa commedia E la sera è fredda come la pelle dei demoni I tre Magi Guardi siamo venuti da lontano Non... Continua a leggere

 

IL DIAVOLETTO DEI BOSCHI

Racconto Fiabesco Abbandonato nel tempo che abbaia nella fitta nebbia tra i boschi silenziosi dove s’aggirano strane figure , insieme alle tante rime selvagge che cambiano accento nel navigare contro corrente . Negli echi di rime che latrano verso il porto del dolore , nel colore di questa vita che assume ogni aspetto ed ogni dire . Quasi a sembrare un drago che digrigna i denti , dietro la porta dei propri desideri. Io navigo lontano in cerca di un bene, dolce come il bacio di un bambino avuto dalla propria madre nel sonno. Mi lascio andare al narrare come il sogno che illumina il cielo di novembre , sulla scia di un triste ricordo. Mi elevo nell’eco dei canti che affiorano alla mia mente. Ricordi che si trasformano in immagini surreali con le ali aperti , sorvolano la città , sorvolano le piazze, piene di morti. Attraverso le volte delle chiese solitarie. S’incarnano nell’ostia benedetta , si riflettono nel sogno del giovane, che ride di se stesso... Continua a leggere

 

CANTO CIMITERO DI CAMPAGNA

Canto cimitero di campagna solitario in mezzo alla città dimenticata. Piccolo cimitero di campagna dove fioriscono tante croci . Ove i sogni si trascendono dal cielo insieme agli angeli Per poi appisolarsi sulle bianche tombe . Nel mistero della vita che continua a intimorire il mio animo Io passo tra i fossi del passato, tra l’ossesso della morte che si nasconde nel divenire. Fra la gioia dei grilli , oscure fiaccole. Luccicano le fiammelle nel vento della memoria , Ballano elle nel vento tremule nel mio canto . Fiammella che si spengono e si riaccendono nell’oscurità dei sensi. E in alto le stelle luccicano nell’oscurità di questo tempo che unisce il bene ed il male di un tempo avvenire , di un soffrire per rime elettriche. Nel sogno del fanciullo, nella corsa della donna sotto la pioggia In questi giorni di ognissanti , ascolto la voce dei miei pensieri. Un ricordo m’assale nell’animo ed in preda al timore ,meno i miei passi verso il... Continua a leggere

 

INDAGINE SCARAFAGGESCA

INDAGINE SCARAFAGGESCA RACCONTO PULP Gli errori ortografici sono simili a scarafaggi , affiorano tra le righe delle mie pagine , illuminate da una bianca luna . Scorrono tra i tanti ricordi che vanno timidi , dentro di me , all’interno di un universo metafisico , in un tempo passato che non farà mai più ritorno nel ciclo delle esistenze di mezzo. Credere in se stessi, in ciò che siamo stati, nelle proprie azioni ,irriverenti , incredibili movimenti di un umanità spezzata dalle disgrazie che si sono accumulate dentro noi . Errori che ci hanno spinto ad errare per altre terre nel ritornare vittoriosi , innocenti come il primo giorno di scuola ,rincorso nel sogno di un fanciullo addormentato tra le braccia di sua madre. Distratti dal caso letterario , fino ad un ultimo respiro ritmico che si dissolve nel vago dire che persegue regole , metriche antiche. La vita può essere spesso sgrammaticale a volte una crudele ignoranza s’impossessa di noi cosi in

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