Domenico De Ferraro

Scrittore Espressionista . Poeta Musicologo .Filosofo Del Corpo. Rapper in Podcast.
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CANZONE PRENATALIZIA

CANZONE PRENATALIZIA L’animo mio annega in un agitato sogno Una stella e assai vicina alla mia anima La vedo splendere in mezzo a tante altre E piccola , luminosa E la stella del nord La seguo Lungo il cammino dei pellegrini Quante domande ho da fare Quanta gente, cammina con me senza sapere dove andare Quante figure stanno per essere tagliate da una lunga forbice Qualcuno dice : Siamo morti Poveretti Sono stati gettati in un fosso Senza risposta ,rimane questa vita sbandata Questa errare per luoghi incantevoli Tra rime e ritmi Tra le cose belle , cose brutte Ed il vento dell’inverno ,passa silenzioso con la sua solita speranza Nella sua forma cieca e ciclica Attraverso il circolo delle parole si somma all’unisono in varie melodie Vorrei parlare di politica Quella che si discute nella grande aula di Montecitorio Vorrei parlare di varie riforme Di questa forma fisica Di questo mio fratello infermo Passato a miglior vita ,dopo aver

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BREVE FARSA DI DIVERSA GENTE

BREVE FARSA DI DIVERSA GENTE Riempio di vita il mio bicchiere macchiato di vino con versi frizzanti imprigionati in tante bollicine Nel mio tracannare soave , l’aurora accelera ed appare . Nell ‘alba di questo giorno freddo Vari personaggi salgono sul mio palco immaginario Qualcuno ha i baffi e le scarpe rotte Chi balbetta Chi castiga Chi deride Chi fa finta di recitare la sua parte Chi dice Chi ascolta Chi va incontro alla morte Con la ruota sgonfia Un auto passa lentamente nella mia mente Passa con tanti illustri visitatori Con un signore con gli occhiali d’oro Con una signora grassa che suona l’armonica con la bocca Con il vecchio che ha un corto circuito nel suo cervello Con una fatina , fattasi bionda, più bella di Marilyn Monroe Con tutti io parlo d’amore Con tutti prendo accordi In disaccordo Faccio le carte false per recitare questa commedia E la sera è fredda come la pelle dei demoni I tre Magi Guardi siamo venuti da lontano Non... Continua a leggere

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IL DIAVOLETTO DEI BOSCHI

Racconto Fiabesco Abbandonato nel tempo che abbaia nella fitta nebbia tra i boschi silenziosi dove s’aggirano strane figure , insieme alle tante rime selvagge che cambiano accento nel navigare contro corrente . Negli echi di rime che latrano verso il porto del dolore , nel colore di questa vita che assume ogni aspetto ed ogni dire . Quasi a sembrare un drago che digrigna i denti , dietro la porta dei propri desideri. Io navigo lontano in cerca di un bene, dolce come il bacio di un bambino avuto dalla propria madre nel sonno. Mi lascio andare al narrare come il sogno che illumina il cielo di novembre , sulla scia di un triste ricordo. Mi elevo nell’eco dei canti che affiorano alla mia mente. Ricordi che si trasformano in immagini surreali con le ali aperti , sorvolano la città , sorvolano le piazze, piene di morti. Attraverso le volte delle chiese solitarie. S’incarnano nell’ostia benedetta , si riflettono nel sogno del giovane, che ride di se stesso... Continua a leggere

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CANTO CIMITERO DI CAMPAGNA

Canto cimitero di campagna solitario in mezzo alla città dimenticata. Piccolo cimitero di campagna dove fioriscono tante croci . Ove i sogni si trascendono dal cielo insieme agli angeli Per poi appisolarsi sulle bianche tombe . Nel mistero della vita che continua a intimorire il mio animo Io passo tra i fossi del passato, tra l’ossesso della morte che si nasconde nel divenire. Fra la gioia dei grilli , oscure fiaccole. Luccicano le fiammelle nel vento della memoria , Ballano elle nel vento tremule nel mio canto . Fiammella che si spengono e si riaccendono nell’oscurità dei sensi. E in alto le stelle luccicano nell’oscurità di questo tempo che unisce il bene ed il male di un tempo avvenire , di un soffrire per rime elettriche. Nel sogno del fanciullo, nella corsa della donna sotto la pioggia In questi giorni di ognissanti , ascolto la voce dei miei pensieri. Un ricordo m’assale nell’animo ed in preda al timore ,meno i miei passi verso il... Continua a leggere

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INDAGINE SCARAFAGGESCA

INDAGINE SCARAFAGGESCA RACCONTO PULP Gli errori ortografici sono simili a scarafaggi , affiorano tra le righe delle mie pagine , illuminate da una bianca luna . Scorrono tra i tanti ricordi che vanno timidi , dentro di me , all’interno di un universo metafisico , in un tempo passato che non farà mai più ritorno nel ciclo delle esistenze di mezzo. Credere in se stessi, in ciò che siamo stati, nelle proprie azioni ,irriverenti , incredibili movimenti di un umanità spezzata dalle disgrazie che si sono accumulate dentro noi . Errori che ci hanno spinto ad errare per altre terre nel ritornare vittoriosi , innocenti come il primo giorno di scuola ,rincorso nel sogno di un fanciullo addormentato tra le braccia di sua madre. Distratti dal caso letterario , fino ad un ultimo respiro ritmico che si dissolve nel vago dire che persegue regole , metriche antiche. La vita può essere spesso sgrammaticale a volte una crudele ignoranza s’impossessa di noi cosi in

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