Discussione

La Via dei Norcini alla Antica Osteria 1947 a Colfosco – Il Muset, la lingua salmistrata del Salumifi

Uno dei primi appuntamenti della iniziativa di informazione Di qua e di là del Piave, promossa dalla rete internazionale Borghi d’Europa nel quadro del progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI -Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica), si è svolto a Colfosco di Susegana, ove nel 2012 il Comune Patrocinava una prima edizione di StoriediPiave. Il giorno di San Martino (11 novembre), i giornalisti e i comunicatori di Borghi d’Europa si sono ritrovati all’Antica Osteria 1947 ( già conosciuta dai più come ‘barachetta’), ove la giovane Cecilia ha voluto riproporre i ‘fondamentali’ dell’osteria veneta : buon vino, cicchetti, ricette tradizionali. La prima visita ha valorizzato il brodo ‘contadino’ con tortellini, un assaggio di ‘muset’ con erbe, ben innaffiato dal vino della Cantina San Martino. La seconda visita ha proposto un tagliere con la Lingua salmistrata del Salumificio Spader, accompagnata da una giardiniera casalinga. “La giardiniera è sicuramente una delle conserve più conosciute ed allo stesso tempo più classiche della tradizione gastronomica italiana. Questa preparazione sott’aceto è molto ricca e saporita perché raccogli tutta la bontà e i profumi degli ortaggi della nostra terra. A seconda della stagione, si possono infatti trovare giardiniere preparate con verdure diverse ma sempre molto gustose e delicate. Non vi sarà difficile capire il perché del nome giardiniera quando le diverse verdure vi appariranno nel vasetto con un bellissimo effetto cromatico che vi ricorderà la primavera!” (da Giallo Zafferano). Cecilia ha poi riproposto ‘il pit in tecia in umido’ ( il pollo di casada), con una polenta gialla favolosa.Tra i piatti caratteristici della tradizione veneta spicca,infatti, il polastro in tecia, ossia il pollo in umido. “Questo delizioso piatto veniva preparato la domenica dalle nostre nonne ed era molto apprezzato da tutti. La sua preparazione era davvero molto semplice e la sua comodità era che poteva essere preparato anche dal giorno prima “ ( https://www.cucinalacrisi.it/menu/polastro-in-tecia/). Il vino col fondo della azienda agricola l’Abbazia (Follina), ha ben sottolienato la bontà dei piatti proposti. Nel novembre del 2010 così un appunto dei giornalisti de L’Italia del Gusto : “Passando per Follina, ci siamo fermati a conoscere Michele Dalto Subito si è offerto di mostrarci e spiegarci il vigneto: un terreno che era stato abbandonato e ricolonizzato da arbusti e dal bosco sovrastante la collina, a destra della provinciale tra Pieve di Soligo e Follina e che domina la splendida visuale che si apre sul borgo di Premaor. Terreno ripido, che impone lavorazioni manuali, sistema guyot, argilla in quantità e tanto entusiasmo . Lui è laureato in Economia, specializzato in statistica, e per vivere ha scelto di fare il vignaiolo, aiutato anche dai fratelli che operano in tutt’altro campo.Che sia un tipo amante del lavoro lo si capisce subito, gli studi li ha fatti aiutandosi andando il pomeriggio e nei momenti liberi nei cantieri, e soprattutto di questo ne va fiero.

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