Discussione

GOGOL

Gogol è stato un grande drammaturgo della corrente realista russa. Nel 1842 era uscita la sua raccolta di racconti di Pietroburgo una commedia umana di ambientazione nella capitale. Nel 1836 esce l’ispettore generale con esperienze autobiografiche inserite. Gogol era nato il 19 marzo del 1809, in un villaggio ucraino da una famiglia della piccola nobiltà di proprietari terrieri. Il padre era uno scrittore di commedie che gli aveva insegnato il russo e l’ucraino. La madre era una donna rigida e religiosa. Dopo il liceo compì gli studi letterari occupandosi di recitazione. Nel 1825 scrisse la prima tragedia andata perduta. Divenuto burocrate per un certo periodo ebbe la critica ostile per cui per rabbia bruciò le sue opere. In certi casi usò uno pseudonimo. Ad ispirarlo per il suo romanzo le anime morte fu il poeta Paskin. Compì molti viaggi in Germania, Svezia, Parigi, Svizzera ecc dove conobbe intellettuali e poeti. A Roma scrisse le anime morte al Caffè greco e conobbe il Belli, e scrisse novelle mentre faceva corsi di lingua italiana. Nel 1842 scrisse novelle come il cappotto, il matrimonio ecc. Fu professore di storia nella università di Pietroburgo e in quel periodo scrisse molti racconti pubblicati su riviste note la critica fu meno aggressiva verso queste novelle. Visse a lungo a Praga come mostra il suo epistolario. Visitò Malta, Gerusalemme in seguito a una crisi mistica che lo portò a fare penitenze e digiuni. In realtà soffriva di nevrosi ed esaurimento nervoso. Fu un appassionato critico di costumi russi e della burocrazia russa che satireggiò ampiamente. Gogol morì il 21 febbraio 1852 e fu sepolto nel monastero di san Danilo fu poi trasferito in un cimitero monumentale. Si diceva che fosse stato sepolto vivo dato che fu ritrovato a faccia in giù quando fu riesumato per la traslazione. Nelle anime morte, pubblicato nel 1842, Gogol era partito da un fatto di cronaca segnalato da Paskin . L’opera portava il titolo le avventure di Cicikov, titolo mutato per volontà della censura zarista. L’opera sull’esempio della divina commedia, in tre libri dove descrivere con un certo lirismo l’evoluzione dello spirito russo dalla ignoranza fino al riscatto di un popolo. Della seconda parte restano solo pochi capitoli il resto venne bruciato dallo scrittore in un atto di rabbia. Il romanzo in tono comico è un quadro disincantato della Russia e dei suoi paradossi. Viene descritta la condizione umana del popolo, la loro vita sociale chiesa e grottesca. I personaggi sono spregevoli, avidi di denaro, privi di ideali, grotteschi, nobili e aridi proprietari, donne prive di morale, commercianti senza scrupoli, patetici contadini. Il protagonista è un funzionario doganale di provincia cacciato dalla amministrazione senza scrupoli che vive nell’impero russo del 1820 che decide per arricchirsi facilmente di comprare dai proprietari terrieri le anime morte ossia dei servi della gleba che rappresentano un capitale . Passa il tempo nelle trattative per gli acquisti per ipotecarli ma una donna scopre il suo progetto di lucro e alla fine è costretto a fuggire. Il romanzo è una denuncia sociale in piena regola sulla mediocrità di certi stirpi russe e sull’apparato burocratico complesso. Le vari classi sociali sono rappresentate come avide e corrotte dedite solo al denaro e ai piaceri di bassa lega. Il comportamento etico lascia a desiderare e degenera nella degradazione più nera. Gli uomini sono schiavi del denaro, della divisione in classi. Il romanzo è una satira, un dipinto dei miseri costumi russi di provincia. Il romanzo le anime morte fu scritto in viaggio da Albano a Genzano presso Roma. Una statua a villa Borghese ricorda il suo autore.