Discussione

STIPENDI

Sui giornali, nei telegiornali si spiffera ai quattro venti in modo clamoroso che l’economia italiana è in ascesa, in netta ripresa, anche l’occupazione sale di livello e di numero di occupati, peccato che molti siano solo dei precari che forse non avranno mai un posto fisso e decente. Si confida sulla crescita della produzione e delle esportazioni. Se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto che tutto questo ottimismo è abbastanza scandaloso. Molti sono diffidenti davanti a questa spavalda sicurezza. Alcune aspettative sono state sicuramente tradite. Ci sono laureati che sono costretti ad andare all’estero o ad accettare un lavoro diverso dagli studi intrapresi. Ci sono nel contesto economico pregiudizi, false ipocrisie, odiose affermazioni e bugie. Ci descrivono una realtà pura, un benessere diffuso che non esiste se non a parole. La vita diventa ogni giorno più complicata, per far quadrare il bilancio si fanno salti mortali. Molti imprenditori fanno gesti clamorosi e si trasferiscono all’estero. L’Italia si vanta di essere una nazione industrializzata e ricca. Molti restano perplessi. Gli anziani soffrono in solitudine, a molti invalidi seri non viene riconosciuto l’accompagno. La nota dolente è la disoccupazione, l’esercito dei giovani inoccupati, che non cercano più un lavoro, e vivono nella inedia, praticamente senza speranza e passano il tempo sul cellulare o chiusi in casa. I negozianti hanno visto ridotta la loro clientela e si sono intristiti. Molti pensano che sia solo un periodo di transizione, altri si sono insospettiti. La vita è divenuta più modesta. Ci sono questioni che meritano un punto di riflessione. Da un lato si sono ancora aumentati gli stipendi e le pensioni magari di poco e dall’altro si da spazio ai rincari. A passo lento e compunto si va verso l’aumento di benzina, pedaggi autostradali, treni, taxi ecc. Non ha senso aumentare gli stipendi se poi si aumenta tutto, in questo modo non aumenta il potere di acquisto che resta invariato. E’ un meccanismo assurdo, un serpente che si morde la coda, un circolo inutile e vizioso che porta nel baratro della indigenza e della povertà. Le promesse finte sono vanificate dai fatti. La gente si sottomette a testa bassa. Si creano barriere e disparità sociali sempre più marcate. La gente ha in comune l’assenza di liquidità. A conti fatti si fa sempre fatica ad arrivare alla fine del mese. I bambini spasimano per avere un piccolo giocattolo. Si tratta di una strategia precisa che mira a illudere la gente. Le speranze crollano, cadono a terra. si inducono le persone a lavorare in nero, a fare il doppio lavoro, a trovare lavori subalterni. Molti azzardano la fuga dal paese, dove la tassazione è totalmente fuori controllo. E’ ovvio che i giovani decidano di andarsene. Sono stanchi, amareggiati, piccati di questo sistema assurdo. All’estero il lavoro profuso si converte in benessere e ricchezza. Il vizio italiano resta il gioco delle segnalazioni e raccomandazioni. Un sistema privo di senso che non da frutti neppure a lungo termine. Il sentire comune è pieno di sfiducia e disperazione. La rabbia diventa furia. Si attacca l’immobilismo di questo tempo che se da un lato da stipendi più alti dall’altro toglie risorse con tasse e balzelli. Tutti sono assetati di giustizia. Il termine più calzante di questa situazione seria è parlare di presa in giro. Ognuno capisce la situazione dell’altro perché è sulla stessa barca che un giorno non lontano affonderà. Tutto si risolve a parole, nessuno si mette nei panni dei poveri veri. Bisogna capire al volo che questo sistema non può reggere a lungo. Si spera intensamente che sia solo una pausa. Molti vogliono illudersi ma il mistero sul futuro resta