Negli ultimi tempi si stanno diffondendo dei comportamenti comuni da parte di molta gente. I rapporti umani si sono modificati, anche fra parenti, non sono più alla insegna del rispetto e della dolcezza e gentilezza. Ci si consola possedendo oggetti e tecnologie. Tutti temono di essere compatiti e preferiscono tacere. Un proverbio popolare afferma che è meglio essere invidiati che compatiti.
Ai nostri giorni sono sempre di più le persone che fanno i funerali di un proprio caro non avvisando nessuno, né amici né parenti, che si accorgono dell’accaduto sono andando al cimitero per una visita. I funerali sono sempre più raffinati ma privi di seguito. In alcuni casi si rifiuta il conforto della religione, e le ceneri sono disperse anche in mare. Nei funerali non c’è calore, non vi è solidarietà. I figli, i nipoti ostentano freddezza, indifferenza, tracotanza. Nessuno piange o si mostra confuso. La morte è una sventura che va tolta subito di mezzo. I funerali sono rapidi, gli incontri fra i discendenti veloci, privi di confidenza . Con evidente meraviglia notiamo persone vestite come per una festa. Fra i presenti nel funerale non vi è empatia, comunanza. In alcuni casi i funerali sono ridotti all’essenziale. Pochi fiori, pochi saluti, pochi abbracci. Ogni volta si ripresenta la solita scena tipica. Non ci sono strette di mano, non vi è totale partecipazione. Si evita volutamente la commozione. Nessuno appare sinceramente con candore sconvolto. Tutti mostrano eccessivo autocontrollo. Non ci sono manifestazioni di affetto solidale, di educazione. La commozione è aggredita perché turba troppo. Il pianto non pervade il volto di nessuno. Solo i cani fedeli sfoderano una opportuna tristezza per la mancanza del padrone. Nessuno lascia sfogare il suo dolore. Il turbamento non è tollerato perché non è confortante. Non esiste una affettuosità gentile. nessuno è segnato dal lutto. Tutti tornano dopo il funerale nel turbine della esistenza terrena. Manca l’amore disinteressato, appassionato, il sentimento amicale puro. Il funerale fa perdere tempo, blocca la propria autonomia, apporta sfortuna. Non esite comunanza nella sofferenza, solidarietà.
In questo modo non si avvisa più nessuno della morte di un familiare, si omette il fatto volutamente, non ci si confida. Sembra un comportamento folle, balordo ma ha le sue motivazioni segrete. Spesso nei funerali si adottano comportamenti infelici ossia malumori, pettegolezzi, ostentazioni di lusso, depravazioni, commenti malefici e infelici. Una ragazza durante il funerale del padre è stata presa di petto da alcuni parenti e le è stato detto che da allora in poi erano solo fatti suoi, che sarebbe fallita e finita male. Nessuna parola di conforto, nessun aiuto materiale e morale. Molti per evitare dispetti, intromissioni, attacchi, sospetti, disprezzi , aggressioni, maleducazioni per tutelarsi sono costretti alla fine a tacere. Le relazioni non sono concepite più come una volta, sono spesso traumatiche e brutali. La gente è divenuta impavida e non confida più nel prossimo. Per evitare soprusi, costrizioni si viene a patti con la solitudine estrema, che resta l’unica soluzione possibile. Per i funerali si segue cosi il nuovo codice comportamentale, che è divenuto un imperativo. Una libera scelta spontanea che caratterizza il nostro tempo sempre più edonistico. Ci vuole però coraggio ad abbattere i muri della umanità. Gli altri di fronte a certe scelte possono solo abbassare la testa stanchi con gli occhi spenti. Il calore e la luce sono scomparsi.
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