Negli ultimi tempi i matrimoni, specie cattolici sono diminuiti a vantaggio delle convivenze, che vengono scelte con allegra baldanza per via dei vincoli che sono più labili, meno stringenti. L’ansia di libertà anche nelle nozze provoca una sorta di freddezza gentile nel rapporto coniugale. I doveri sono meno sentiti, l’imperativo categorico è divertirsi sia soli che con il compagno/a. la ricerca di libertà per molti è comprensibile. Si accetta passivi un nuovo tipo di armonia familiare. Di solito ai nostri giorni il marito, anche sposato regolarmente con tutti i carismi, con tanto di fede d’oro al dito, va dove vuole, fa vacanze per conto suo, incontra gli amici, organizza cene e incontri persino con le ex fiamme, la moglie segue concerti, corsi, va al mare da sola o con amiche e amici. Guardiamo con sconcerto giovani madri in vacanza da sole o con i figli mentre il marito si gode le vacanze all’estero. La coppia in altre parole non fa più uscite insieme, si separa per inseguire le proprie aspirazioni. Il compagno/a non è coinvolto, spesso non sa nulla di progetti, idee, sconfitte, vittorie, depressioni dell’altro. In alcuni casi il partener anzi è considerato un rivale, per la carriera, per i soldi. Le coppie di fatto, regolari si allontanano, non si confidano. Si finisce per litigare mentre ognuno fa la propria vita separata. Le uscite solitarie sono occasione di nuovi incontri galeotti, di nuove amicizie piccanti. Non si vedono più i pregi e i meriti dell’altro, le sue risorse. Anzi l’altro è sminuito a paragone delle nuove conquiste. I rapporti diventano tesi, avvolti nella perfidia. Si va alle cerimonie dei parenti, alle comunioni, ai funerali di famiglia da soli non accompagnati dal partener che sembra inesistente. I coniugi si separano pure nella morte, ognuno si fa seppellire nel proprio paese di origine e non segue l’altro. Le tombe di famiglia non hanno più ragione di esistere. Un comportamento nuovo che appare sempre più evidente e che fa rabbia. Ci si sposa per non restare soli e poi si fa tutto da soli come se l’altro fosse un fantasma. Ci sono coniugi che facendo lavori diversi e avendo orari differenti non si incontrano quasi mai, si incrociano nei corridoi di casa stanchi e affaticati. Anche nei divertimenti la coppia si separa. Se il marito ama la neve andrà a sciare da solo e avrà modo di avere molte occasioni di incontro con altre donne. Poi il matrimonio ha i giorni contati. I coniugi si lasciano e i figli soffrono del cambiamento. Questo fenomeno ha preso piede e viene minimizzato ma porta inevitabilmente, esattamente alla fine della istituzione della famiglia. i coniugi si congedano senza tanti complimenti e saluti per obbedire a istinti di libertà. La società ha creato solo individui singoli , che bastano a se stessi, e nessuno si deve meravigliare se siamo a crescita zero. Si percepisce solo ansia di libertà che colpisce gli occhi in modo evidente. Nessuno riesce a trasferire i propri interessi sugli altri, il proprio affetto. La famiglia è stata trafitta da nuove regole non scritte ma evocate a gran voce. Nessuno reagisce a questa deriva. La famiglia non è più un posto rassicurante pieno di fiducia, somiglia a un carcere. Si mettono in mostra solo le doti del singolo. Tutto si svolge sembra senza intenzione. Il fenomeno è diffuso e attira come una calamita ma con il tempo ha i suoi limiti. in certi contesti è utile condividere dolore, sentimento. Lasciarsi procura sempre un magone, un dolore al cuore. E’ necessaria una rivalutazione della famiglia che parta dal basso che costa poco e scalda il cuore.
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