Ci sono persone che nascono povere e di questo si vergognano enormemente, a loro l’indigenza pesa come un macigno. Provano vergogna persino per i nonni e i genitori che vorrebbero quasi disconoscere. Non si riconoscono nel loro ambiente sociale. Il loro comportamento è ribelle e arcigno. Si fingono ricchi e fanno di tutto per trovare attività remunerative per fare cassa. Se riescono a divenire benestanti assumono tutta una seria di atteggiamenti spocchiosi. Non solo non ricordano più le proprie origini umili ma si lasciano andare a tutta una serie di comportamenti frivoli, I loro costumi sono alla insegna della mollezza, dell’agio. Sono selettivi, esigenti, critici con gli altri. Non accettano errori, vogliono la perfezione in ogni campo. Le loro brame sono evidenti come le loro aspirazioni meschine. Spesso nella loro vita impeccabile si nasconde il marcio. Amano condurre spesso una vita equivoca, dissipata, gli eccessi fanno per loro. Si circondano di oggetti preziosi inutili, di folle di amici fannulloni. Cercano di realizzare tutti i loro sogni. Il loro peccato non è solo quello di superbia ma di dissipazione di risorse. Conducono una vita dispendiosa, non badano a spese, comprano cose inutili, Si lasciano andare all’ozio puro e semplice. Nella vita privata sono avidi, arrivisti, impavidi, spavaldi. Molti raggiungono alte vette e si danno al vizio. I vizi sono numerosi e di ogni tipo, gioco, donne, alcol. Non serve fare la morale. Loro tanto sono superiori gli altri sono solo dei squallidi moralisti incalliti. Loro seguono i propri istinti, i propri impulsi. Vogliono far vedere al mondo che ce l’hanno fatta. I loro desideri sono voraci. Sono deboli ma incolpano gli altri di esserlo. Si adagiano mollemente dentro una vita disgustosamente lussuosa. Si sentono in una posizione ideale che deve essere per forza esente da aspre critiche. Non fanno sconti. Puniscono solo chi li ostacola nella loro ascesa. Queste persone non perdonano, non fanno favori, non hanno compassione alcuna. Vivono la loro vita tranquilli e liberi, gli altri non esistono. Condannano gli altri alle ristrettezze, infatti in alcuni casi avrebbero potuto aiutare gli altri, magari a trovare un lavoro, ma non lo hanno fatto. Per loro solo il denaro ha il suo fascino, è amico, gli altri sono tutti nemici. A piccoli passi cadono preda di mille passioni false. Inevitabilmente il loro ruolo li porta alla solitudine. Soffocano le aspirazioni degli altri per gelosia. Seguono la propria strada seminando divisioni. Il loro destino è segnato dalla solitudine spiccata che caratterizza tutta la vita. Rifiutano le amicizie per paura di essere importunati. Giungono alla fine della vita con gli occhi chiusi. Un giorno forse verranno rimproverati per aver rifiutato il valore sacro della amicizia e per non aver aiutato il prossimo nonostante potessero farlo agevolmente senza grossi sforzi. Quella loro inerzia infanga il genere umano nonostante si reputino perfetti. Non si esce mai indenni dal peccato di ignavia e indifferenza.
https://www.my101.org/discussione.asp?scrol=1&id_articolo=7561