I rapporti fra suocera e nuora non sono sempre idilliaci. La nuora è colei che ha portato via il figlio tanto amato. Ci sono tuttavia delle eccezioni. Ci sono suocere che hanno affidato intere aziende alle nuore forse più assennate e promettenti degli stessi figli, forse un po' scapestrati. I figli non dovrebbero dimenticare i loro doveri verso la madre e i genitori più in generale, non dovrebbero essere assenti, saltare gli impegni. Molti figli moderni fanno poco per i genitori anche se sono stati allevati alla perfezione e nel migliore dei modi. In certi casi il figlio non prova nulla per la famiglia, è completamente distaccato. I figli negli affetti dovrebbero imitare i genitori.
Negli ultimi tempi sta accadendo un fenomeno strano. La moglie, la compagna tende a dire male della suocera, a evidenziare i suoi difetti palesi e nascosti e a farlo presente al figlio, il quale invece di difendere la madre, accetta le critiche e le accentua anche in presenza di estranei. Denigrano la madre mettono in risalto le sue manie, le sue pecche, le sue fissazioni tipiche magari dell’età. E’ come un voltare le spalle alla madre che è accusata di essere troppo apprensiva, poco elegante, troppo timida, troppo trascurata, poco loquace, poco affettuosa e via discorrendo. La madre fa regali, dona soldi ma è malvista, il figlio non la difende, non la aiuta, è sordo e indifferente ai richiami. Si arriva a non far vedere e conoscere i nipoti alla nonna. La madre è accusata di essere problematica, di non saper badare a se stessa, persino di non saper cucinare, stirare. Il figlio non si informa neppure della salute della madre. I rapporti sono spenti, ridotti all’osso, i difetti della madre sono insopportabili. Gli incontri sono rari, pianificati. La madre resta pietrificata. Viene messa a cantone come una scarpa vecchia. La madre sente la mancanza di comprensione. La nuora diventa fredda e distante, non tollera i difetti che ingigantisce. I rapporti stanchi degenerano verso la chiusura. L’uomo influenzato dalla compagna risoluto chiude il rapporto o lo riduce al lumicino. Il richiamo del sangue viene messo a tacere. La madre è troppo vecchia, è di mentalità antica, ha troppi sbalzi di umore. Il figlio finisce per non rispondere neppure al cellulare alla madre che è noiosa e invadente. La madre è troppo moralista, troppo bigotta, poco sportiva. Da fastidio con la sua petulanza. La madre ripete sempre le stesse cose è monotona, stordita. Non è calma, non sa organizzarsi, dice sempre il rosario. Sembra che la madre debba espiare chissà quali peccati. La madre è troppo paurosa, troppo testarda e meticolosa. E’ troppo pessimista, poco socievole, ha il cervello fuso. La madre non è moderna, non fa sport, non usa lampade abbronzanti, non ci tiene. Le critiche incalzano. La madre è troppo grassa, poco attenta alla linea. L’uomo si lascia prendere dalle critiche alla madre sistematiche, massicce. Il desiderio è di avere pochi rapporti con lei., la madre fa fare delle figuracce, rivanga il passato, scava nelle vita privata. Le visite si diradano. La madre è troppo concentrata su se stessa, si lamenta troppo. Spesso il rapporto si logora senza mezze misure. Non ci sono vie di mezzo.
La madre diventa una estranea da criticare e la gravità sta tutta in quella presa di distanza verso la propria genitrice. Una delle cose peggiori è criticare la propria madre.
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