Discussione

LOGICA CONSEGUENZA

Nel mondo il filo conduttore che lega molte questioni è il denaro. I soldi realizzano dei potenti spartiacque, da un lato ci sono i poveri dall’altra parte della barricata i ricchi con scarsi punti di contatto fra i due estremi, salvo eccezioni che si contano sulla punta delle dita. La qualità delle persone non conta, conta il conto in banca, il patrimonio. La vita dei ricchi è associata al concetto di ricchezza, successo, bellezza, divertimento allo stato puro. La vita dei ricchi è una orgia di lusso e godimenti nell’immaginario collettivo. I ricchi accumulano elogi e privilegi. I poveri sono condannati a una vita di stenti fatta di lavori manuali faticosi senza possibilità di evolversi. I modelli culturali ci impongono dei precisi piani sociali. I ricchi e i poveri sono agli antipodi. Ai poveri non è concesso di spaziare in altri campi. L’esperienza insegna che i poveri restano poveri per tutta la vita, non c’è per loro una evoluzione, una maturazione. La consapevolezza universale è quella di pensare necessario l’accumulo di ricchezza, di soldi, un accumulo personale, soggettivo ma importante. La logica conseguenza di questi parametri è che i poveri, quelli in povertà estrema, sono sempre più bersagliati da critiche e derisioni in modo quasi perenne. Un bambino non vuole giocare con il suo coetaneo povero perché questo non ha molti giocattoli a disposizione. Le persone molto ricche, benestanti sono oggetto di gelosie e invidie. Quando una persona è molto ricca di famiglia e subisce dei colpi bassi dal destino la gente invece di essere solidale gioisce per le disgrazie forse di nascosto non in palese, ma nel profondo del cuore è contenta. La sofferenza dei ricchi provoca godimento. Si ride dei ricchi caduti in disgrazia in modo dissoluto, clamoroso. Se un ricco subisce il furto di una auto la gente comune si rallegra, come a dire che ben gli sta. La ricchezza suscita nella gente comune rabbia, frustrazione, gelosia accanita. Si arriva ad augurare male alle persone ricche. I ricchi si perseguitano anche con frasi offensive, con occhiatacce perfide, con gesti maleducati. Nel dettaglio nessuno comprende che la persona non sceglie lei di nascere in una famiglia ricca o povera. Si ritrova suo malgrado in un certo contesto familiare e deve seguire la scia, non può fare diversamente. E’ scioccante la discriminazione dei ricchi e dei poveri guardati con curiosità torbida. Il ceto medio resta ovviamente confuso anche se lui è odiato dai poveri per invidia e deriso dai super ricchi smaniosi di apparire migliori. Il problema del ceto medio ai nostri giorni non si pone, sembra che si è risoluti a farlo scivolare nella povertà assoluta al pari degli altri. Forse si gode nel vedere aumentare il divario sociale e i conflitti di classe. Raramente i vari ceti evolvono, ci vorrebbe un miracolo prodigioso, accurato. Si può solo fantasticare di diventare più agiati. Non ci sono modi, vie per cambiare il proprio stato sociale, per realizzarsi in modo piacevole e appagante. Tutto ristagna come in una pozzanghera.