Discussione

LUIS WAIN

Luis Wain, noto disegnatore inglese, era nato in un sobborgo di Londra, da un commerciante di stoffe, famoso ricamatore, e da madre francese, unico maschio di sei figli. A causa del suo labbro leporino non fu mandato a scuola, studiò dopo nelle scuole ma anche come autodidatta. Subito dopo la morte del padre, divenne un artista indipendente e un disegnatore. I suoi disegni apparvero spesso nelle fiere agricole e nelle riviste specializzate rurali, nei giornali, e nei periodici. Di solito disegnava scene campestri, montagne, prati, fiori, poderi, ville e casali, e molti animali come cavalli, cani, gatti. I suoi primi gatti furono immagini per lo più antropomorfe, con grandi occhi vispi e attenti. Si sposò con la governante delle sorelle, alcune malate di mente, molto più grandi di lui di età. La moglie si ammalò presto di cancro al seno e accolse in casa per compagnia un gatto randagio bianco e nero. Sotto l’influsso della moglie cominciò a realizzare solo immagini di gatti. Per mantenere fede alla promessa fatta alla moglie di continuare a disegnare e dipingere per lo più soggetti gatti cominciò a disegnare solo gatti in tutte le forme, colori e pose. I suoi gatti apparsi nelle riviste ballano, suonano, fumano, giocano a carte, pescano, sorridono, hanno espressioni umane, sono eretti, indossano abiti alla moda. I suoi gatti cominciarono ad apparire nelle cartoline, di cui i collezionisti facevano incetta, nelle riviste anche natalizie, nei biglietti di auguri pasquali, nei libri per l’infanzia, nelle mostre, nei musei. Per un periodo lui usò anche uno pseudonimo. Con i proventi delle vendite l’artista finanziava associazioni benefiche feline. Andò poi in America per realizzare fumetti. A causa di alcuni investimenti errati negli ultimi anni di vita ebbe problemi economici dovendo mantenere le sorelle rimaste nubili. Alla fine in lui insorsero dei disturbi mentali riconducibili alla schizofrenia. Fu ricoverato in ospedale dove continuò a realizzare immagini di gatti e fiori molto colorate, vicine al cubismo, all’astrattismo, al futurismo, segno di evoluzione della sua arte. Le sue tristezze, la sua malattia mentale, i suoi sbalzi di umore invece di far regredire la sua arte la resero paradossalmente più prolifera. Secondo alcuni medici lui aveva dei problemi dello spettro autistico. I suoi disegni compaiono pure in testi di psichiatria. In fondo la malattia lo rendeva più estroso, più attento ai dettagli, lui vedeva quello che altri non notavano. Per gli artisti non tutte le malattie vengono per nuocere, anche la malattia della moglie lo aveva stimolato, reso malinconico e pensoso, più concentrato sul lavoro da svolgere. Negli ultimi tempi fece anche delle ceramiche di gatti purtroppo non datate. Su di lui sono stati scritti libri e saggi e dedicato mostre particolarmente significative per il tema felino trattato. L’artista è un chiaro esempio di genio artistico, astratto e concreto allo stesso tempo.