Siamo in un periodo di crisi resa più grave dai vari focolai di guerra, una guerra perversa e insensata che non giova a nessuno. I prezzi sono alle stelle e i mercati in fibrillazione, i governi privi di fiducia. Si capisce che si stava meglio prima anche senza tante tecnologie. Bisogna precisare apertamente che ci sono varie criticità. Questo periodo è infausto sotto vari punti di vista e deludente. Si coglie un clima di incertezza. Rapidamente nelle città grandi e nei paesi stanno chiudendo molti ristoranti anche famosi e molte trattorie, sorgono solo paninoteche e fast food che vendono cibo a buon mercato. se ci voltiamo indietro ci ricordiamo di negozi e ristoranti bellissimi che animavano le città. La città non offre più tutti i servizi a portata di mano, non ci sono più gli alimentari sotto casa. In cambio abbiamo solo marciapiedi deserti e negozi chiusi. Molte attività meriterebbero una seconda opportunità.
Dobbiamo riflettere anche su un altro aspetto della questione, molti negozi, specie alimentari, gelaterie, anche se sono aperti, non vendono più come una volta e spesso la merce rimane invenduta per molto tempo. I negozianti non eliminano i prodotti da tempo esposti ma li vendono ugualmente per guadagnare. Allora ci ritroviamo a mangiare carne avariata, panna inacidita, mozzarella scaduta da tempo, formaggi insipidi, ricotta andata a male, pane raffermo, mele rovinate, arance quasi marce, uova quasi marce . Le persone che lavorano vanno di fretta e comprano senza pensare. Il problema è invece urgente, e desta turbamento. Bisogna attirare l’attenzione su questo fenomeno, perché molte persone si sono sentite male ingerendo prodotti non freschi e sani. Molte persone sono prive di scrupoli e si illudono che nessuno di accorga della cosa. Il fenomeno è sempre più evidente e salta agli occhi. Un tempo questi comportamenti anche in tempi di crisi erano inammissibili, i venditori avevano una coscienza. Alcuni alimenti risultano tossici e nocivi. Oltre la crisi dobbiamo pure sopportare il peso di questi misfatti. Ci sono bambini che si sono sentiti male per aver bevuto del latte in un bar. Alcuni negozianti se rimproverati si sono pure alterati, si sono mostrati impazienti. Alcuni recitano la parte dei bravi venditori, per alcuni era solo indispensabile rabbonire il cliente per non perderlo. Molti anziani si sono sentiti male e si sono arrabbiati. Il fenomeno si ripete spesso puntuale cornetti rifatti, pizza di giorni venduta per nuova, barrette al sesamo scadute che fanno più male che bene. Ci sono prodotti che sono stati timbrati di nuovo con nuova scadenza per fare sembrare il prodotto più nuovo. Si vende anche pesce poco fresco e frutta. Il fenomeno è in espansione come le radiazioni di una nube tossica, a farne le spese sono i cittadini comuni che mangiano cose dallo strano sapore.
Bisogna stare attenti, controllare i prodotti e le merci e nei casi sospetti meglio rinunciare rassegnati al prodotto. I venditori tanto continuano con la loro logica micidiale del guadagno a ogni costo. Meglio tacere e ritirarsi in buon ordine con un falso sorriso stampato in volto. Non serve polemizzare, discutere. Il cittadino deve soccombere, accettare la devastazione. Nel nostro tempo non avvengono miracoli e tutti sono arrivisti. Niente può tornare come prima. Il cittadino deve abbracciarsi la croce con forza e coraggio. Meglio farsi i cibi in casa dove è possibile.
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