Discussione

PERDERE TERRENO

La passione di Cristo, che ogni anno in occasione della Pasqua viene rinnovata e raccontata ,ci invita a veri spunti di riflessione. Cristo viene condannato e crocifisso anche perché i capi di allora del sinedrio e gli altri capi politici temono di essere soppiantati nella gestione diretta del potere, in altre parole vedono in Cristo un rivale in grado di togliere loro il potere politico sul popolo, visto poi che Gesù ha un vero influsso sulle masse. Nel film di Zeffirelli questo aspetto viene evidenziato, i capi sono scettici e guardano il trionfo di cristo fra le folle con apprensione, con sguardo rivoltante e malevolo. I capi, i dirigenti temono di perdere terreno. La stessa cosa stomachevole e ridicola avviene ai nostri giorni, molti colleghi fanno dei dispetti, calunniano, sparlano senza un briciolo di dignità per paura di essere superati, di perdere potere. Spesso offendono in modo irritante, sgomitano per farsi largo, agiscono con astuzia, hanno comportamenti imperdonabili. Spesso sono aggressivi, immorali, cercano di compiacere i dirigenti e di sottomettere il collega rivale. Si scatenano contro il collega. Spesso la loro è una causa persa con ogni probabilità ma si ostinano a portare avanti la loro battaglia che diventa guerra a oltranza. Vogliono distinguersi, farsi un nome e verso il collega sono sprezzanti. In alcuni casi minacciano in tono velato. Fanno di tutto per eliminare il rivale, per rovinare la carriera del collega. Certi comportamenti rattristano per la loro malvagità. Accusano il collega, lo mettono in ridicolo, evidenziano i difetti di carattere. La loro persecuzione è sempre attiva. Anche la scelta del popolo di far liberare Barabba al posto di Cristo non ci deve sorprendere ci illumina su quanto accade ai nostri giorni. Anche ai nostri giorni si crocifiggono gli onesti con il fine di eliminarli a vantaggio dei più furbi che sono osannati per la loro scaltrezza ed è inutile quasi sempre invocare clemenza. Il popolo in pratica è ha favore del più malizioso, del più indegno che sfida il mondo. La redenzione è sempre lontana. Si ha la lucida certezza che per gli onesti non c’è comprensione ma solo freddezza. I furbi, i depravati, i disonesti spesso la fanno franca, sembrano intoccabili, passano incolumi. Si osanna praticamente solo chi è capace di tutto. Per gli onesti solo insulti e derisioni, assalti da più parti. Molti onesti sono disperati, nessuno li capisce. Gli impavidi sono apprezzati nel duello cruento fra bene e male. Gli onesti esibiscono un coraggio temerario, impeccabile, razionale, non amano subito soccombere. In alcuni casi reagiscono con audacia. Cercano di sacrificarsi, di salvarsi perché si sentono persone incomprese. Gli onesti spesso pagano di persona ma non si crucciano il loro trionfo è tutto interiore perché si sentono puliti dentro.