Discussione

RESTRINGIMENTI

Spesso leggiamo per distrarci da pensieri e riflessioni e conclusioni amare. Contrariamente a quello che si pensa sitiamo tornando indietro su più fronti e in vari campi. Siamo assaliti da mille cambiamenti ma tutti in peggio. Dovremo essere come cittadini furibondi ma facciamo sempre finta di nulla. Certo ci sono soluzioni che danno ai nervi per la facilità come sono state prese a danno di onesti cittadini. Molti sono visibilmente irritati. Dallo stato di grazia siamo caduti nel fango. Il clima in certi casi è invelenito, ma non si va oltre le parole di sdegno. Intorno a noi tutto si corrompe, assume una connotazione diversa. Si cade nella apatia. Molte questioni sono spine nel fianco, pungiglioni dolorosi. Anche divertirsi costa fatica per i servizi scadenti, per i messi scarsi. Siamo assediati da mutamenti che sono regressioni. Sembra che si provi un gusto spietato a mettere in crisi il cittadino comune costretto a vivere giorni atroci. Si tolgono diritti acquisiti, traguardi raggiunti. Ci sono sottili cambiamenti che sono invece pregiudizievoli per la popolazione. La gente accoglie tutto muta e impassibile pur provando amarezza per quieto vivere. Siamo un popolo passivo per definizione. Certi mutamenti oltrepassano la decenza. Ad esempio ci addolora la fine definitiva della posta prioritaria. Ci tolgono il gusto della posta celere, e ci si deve affidare solo alla lenta posta ordinaria. I colpi vengono sferrati per ferire in modo sadico. Alcuni mutamenti sono fatti a caso senza logica. In alcuni punti sono sparite le pensiline per gli autobus lasciando di sasso gli utenti. Lentamente ci tolgono le cose importanti essenziali. Il cotral ha ridotto le sue corse lasciando alcuni paesi sprovvisti di collegamenti con la capitale. Si può provare solo rabbia. Alcuni mercati rionali, pompe di benzina sono sparite lasciando senza servizi i cittadini specie anziani che sono spaesati. Molte poste, banche sono state chiuse come scuole e ospedali. Nelle città si respira il vuoto. Ci sono involuzioni più che rinnovamenti e rivoluzioni. Le cose semplice sono state complicate. I cittadini sono statti presi dallo sconforto. Anche le canzoni premiate al festival europeo denotano questi continui scippi e restringimenti. Hanno vinto tormentoni che possono durare una stagione. Il bel canto è stato messo da parte, quasi punito. Ci hanno privato della bella musica che per fortuna lei vince il tempo e le epoche mentre i tormentoni durano poco. Qualcosa comunque ci viene tolto ogni giorno come cittadini. Possiamo solo provare nostalgia per il passato più sensibile alle esigenze dei cittadini. Alcuni notano con sconforto la soppressione di alcuni punti taxi, di alcuni mezzi pubblici. L’angoscia ci fa invocare il passato. Siamo condannati al tracollo assorbiti nel dolore delle perdite. La voglia è quella di avere certi servizi che sono spariti e che non sono stati sostituiti. Restiamo orfani di molte funzioni e servizi e forse in futuro ci saranno altri tagli. Il disprezzo, il fastidio non servono a nulla. Il sogno era quello di un progresso senza fine, ma si è infranto. Possiamo solo provare commiserazione. Ci siamo autopuniti. Per ridare sollievo e vitalità bisognerebbe tornare a garantire certi servizi facendoli riapparire in modo stupefacente. I miracoli non accadono con tanta baldanza. Restiamo tenacemente ancorati al nostro territorio che ogni giorno perde pezzi importanti. Rievochiamo il passato con nostalgia e suggestione per alleviare il senso di perdita che ci attanaglia.