Riccadonna è il cognome illustre di una potente famiglia nobile di origini bolognesi che iniziò la sua gloriosa e luminosa ascesa nel XIII secolo, che vanta molti personaggi importanti. Il nome della famiglia è legato a un marchio storico di produzione di vini e spumanti. Nel 1921 a Canelli la azienda di vini fu fondata da Ottavio e Clara Riccadonna e poi in seguito amministrata da Pietro Riccadonna. La azienda vinicola si impose nel novecento utilizzando uve tipiche locali specie venete, piemontesi e friulane e realizzando oltre a spumanti di pregio, prosecco e vini di vario tipo come il moscato bianco. I vitigni piemontesi sono quelli più sfruttati in questa produzione. Nei primi anni del novecento fino agli anni settanta la azienda produceva anche uno spumante dolce rosso molto raro sul mercato ma di grande presa sui consumatori. Era un vino molto dolce aromatico, fragrante, leggermente frizzante, facile da bere, di colore rosso rubino con sfumature violette, fruttato con frutti rossi maturi e note di ciliegia, fragola e essenze floreali. Il sapore dolce era gradevole e morbido. Era noto per la sua bassa gradazione alcolica e quindi potevano berlo anche bambini e anziani e per la sua freschezza che si conservava a lungo. Era usato soprattutto per le feste di Natale di Pasqua specie per il dessert. Si sposava bene con cioccolato, crostate, torte di mandorle e pistacchi. Doveva essere conservato a temperatura di sei o otto gradi.
Ora lo spumante dolce rosso, piacevole variante di quello bianco, è divenuto introvabile sul mercato è solo un prodotto di nicchia fuori catalogo. Si sono imposti prosecco e rosè, apertivi, brut, spumanti asciutti e secchi per lo più bianchi, spumanti rosè secchi. Lo spumante rosso ha poca diffusione su scala nazionale. Lo si può trovare all’estero. Si preferisce il moscato, il moscato rosè. La produzione è stata ridotta, quasi dismessa per un cambio di gusto del mercato a vantaggio di prodotti più richiesti. Raramente il rosso dolce si può trovare online o in stock residui.
Si deve aggiungere che il marchio è stato assorbito nel 2003 dal gruppo Campari che si occupa pure della produzione oltre che di spumanti di vermut.
Per deliziarsi il palato bisogna accontentarsi di vini simili, di surrogati. Il tempo ci toglie i prodotti migliori che restano solo nei ricordi, ricordi di feste innaffiate dal dolce sapore rigorosamente rosso.
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