Ai nostri giorni si da una enorme importanza alle firme. Tutti come invasati comprano solo determinate marche. E’ deprimente vedere come nomi classici per i figli sono stati soppiantati da nomi ispirati alla moda come Chanel, Boss, Valentino, Krizia. E’ clamoroso vedere come molte persone fanno collezione solo di certi indumenti di un certo stilista. Si vive in un mondo vanitoso fatto solo di moda. La visione sul mondo è la visione sulla moda del momento che sconvolge ogni tradizione e che muta di continuo come la tenda di un soldato. Ci sono mode che entusiasmano, che dettano legge. Ci sono mode maschili e femminili di grande presa sul pubblico. Ci si veste alla moda, si ha un magari un buon lavoro, si fa sport in palestre prestigiose, si fanno viaggi all’estero, si hanno auto, ville e palazzi, si ha uno sguardo altero ma poi si cambia strada con assiduità quando si incontra un vecchio compagno di scuola. Si arriva a sfuggire, ad abbassare gli occhi, a girare la faccia. L’altro si scatena in mille domande e dubbi per capire dove ha sbagliato. Si cambia strada, si fugge, si scende dai mezzi pur di evitare l’ex compagno di scuola. Non si ha voglia di raccontare, di raccontarsi, di rievocare i vecchi tempi quando si era giovani e spensierati. Nel tempo si è perduta la spontaneità, il gusto di stare insieme, di condividere, di divertirsi in modo corale non più solitario. L’ex compagno di scuola guarda l’orologio per darsi un tono, si concentra sul cellulare per evitare di guardare, di osservare, finge di non riconoscere l’altro, eppure ci sono stati scherzi, battute, feste insieme, studi condivisi, regali, auguri. I ricordi sono stati resettati come si fa con il pc e rimossi. Si preferisce il dialogo da remoto, meno invasivo, meno personale. Non si amano le sorprese, l’alunno che salta fuori di soppiatto dal passato è una scocciatura. Non si vuole entrare in confidenza, narrare la propria vita anche se piena di successi. Si spia il compagno, si sbircia di sottecchi, si va in confusione ma non si saluta. Quell’incontro è uno scandalo da evitare. Non si vuole rievocare il passato, le sue relazioni. Di proposito si scappa frettolosi con occhi feroci per il disappunto. Non si saluta la persona, anzi si prova una fitta di gelosia se la persona sta bene. Si gode se il compagno è messo male. Tutti cadono vittima di questa procedura. La nostra interiorità è mutata, si è lacerata, propende per gli adii senza parole. Si lascia andare tutto e tutti con disinvoltura. Si evita il dialogo, la parola. Si evitano le amicizie troppo strette che danno dipendenza. Bisogna farsene una ragione. Nessuno parla, e poi se si parla ci sono solo offese e litigi. Sono mutati i punti di vista sulla amicizia sempre più soggettivi. Nessuno vuole partecipare della vita degli altri che devono rimanere al loro posto. La nostra epoca trasuda solitudine mascherata sotto un atteggiamento brioso. Con aria stupita ci accorgiamo che siamo caduti molto in basso. Siamo spauriti, spaesati, tremendamente freddi e indifferenti. Niente ci turba, ci riscalda, nemmeno la stretta di mano di un vecchio compagno di scuole testimone della nostra passata giovinezza. Abbiamo dimenticato le buone maniere. Ripetiamo passivi gli stessi gesti. Siamo candidati alla solitudine di cui siamo attratti come in un colpo di fulmine. Non abbiamo ideali, non proviamo amore e rispetto per nessuno. Ci stanchiamo di tutto. Bisogna prendere atto di questa mancanza di slancio e spontaneità. Lo stato d’animo privo di amore porta solo a visioni errate e alla depressione priva di sentimenti. I legami sono osteggiati, traditi ed è subentrata la indifferenza . tutti si fanno notare per le firme che indossano ma poi scappano in presenza di un conoscente e affogano nella inedia. La piega che ha preso l’umanità è quella di essere disumana.
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