L’Haiku è un componimento poetico giapponese molto breve ed evocativo nato probabilmente nel diciassettesimo secolo, usato da molti poeti nazionali come Isso. Lo schema è fisso, sono diciassette sillabe divise in tre versi, il primo di cinque, il secondo di sette, il terzo di cinque. In Giappone lo schema è rigido, in occidente sono ammessi versi più liberi, dato che sono stati fatti degli adattamenti . Si tratta di una illuminazione rapida e improvvisa nata dall’istinto, dall’intuito, dalla osservazione della natura e del quotidiano. Il riferimento alla stagione è sempre apprezzato. Di solito sono riflessioni sulla natura, sugli eventi, sull’universo, sulle esperienze, sulle emozioni mai espresse, sugli animali, sul quotidiano. Possono essere anche di tipo psicologico tanto gli haiku sono studiati nelle cliniche psichiatriche per capire i vari soggetti malati. In essi si può dire il non detto. Il ritmo è musicale, armonioso, le parole sono istantanee. Si catturano emozioni seguendo specifiche regole di stile. Di solito queste poesie non hanno titolo e rima. I temi sono molti e si possono scegliere. Si possono trattare accadimenti umani.
La parola significa strofa di esordio, creata dal poeta giapponese Shiki morto nel 1902. Lo Haiku si è pero sviluppato a partire dal seicento divenendo genere letterario. E’ derivato dalla poesia classica tradizionale. Le sillabe sono chiamate more e possono essere fatte a più mani. Queta forma d’arte è divenuta popolare perché semplice, priva di retorica, ricca di suggestioni, metafore, e allegorie, ricca di sintesi. Spesso era inserita nei diari di viaggio e riproduceva tracce di scene con riferimenti a piante specifiche e animali, astri, silenzio, inverno, pioggia. Nell’ottocento si sono fatte molte antologie. In Francia si sono sviluppate nel novecento. Esistono molti cataloghi e scuole di pensiero. Alcuni presentano anche pause particolar nella metrica. Sono state fatte varie sperimentazioni con il verso libero specie in occidente e varie innovazioni. Si tratta di spunti, spesso ispirati al ciclo delle stagioni, che vengono rielaborati. Si possono riportate esperienze personali e intuizioni. La primavera è la stagione prediletta che ispira maggiormente. Alcuni autori creativi si sono ispirati all’amore, alla luna, al vissuto. Di solito il lutto e la sofferenza sono rielaborati. La natura viene messa in connessione con lo stato d’animo. I temi sono anche la tristezza, la solitudine, il tempo, lo stupore, la compassione, la fragilità, la nostalgia, l’universo, il rimorso.
Gli haiku sono spesso citati nelle canzoni. Si sono diffusi in Messico, Italia, Francia.
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