Ai nostri giorni sono i social che dominano la scena. Gli approcci sono sempre più fantasiosi, improvvisi, vivaci. Le personalità forti emergono prepotentemente, come l’egocentrismo. La gentilezza, l’educazione raffinata sono lasciate fuori della porta come importune. Le persone per tendenza semplici non sono considerate e comprese. La realtà spesso viene travisata. Ci si ispira alle mode del momento. Ci sono continui scambi e contatti che sembrano duraturi e poi si esauriscono in poche settimane. La regola è la precarietà che non sa distinguere il bene dal male. Un commovente flusso di scambi di opinioni e parole imbevuto di dolcezza si trasforma in uno scontro verbale acceso. Spesso sui social dei ragazzi adocchiano delle ragazze e se queste dopo una prima fase di accettazione si defilano vengono malamente insultate. Con sorpresa si scopre che su certe ragazze sono stati montate delle storie romanzate. Chi si cimenta in corteggiamenti sui social non sa a cosa va incontro. Ci sono donne, ragazze che utilizzano i social per socializzare, per adescare persone dell’altro sesso. Spesso accade che le loro migliori amiche, anche se non sono interessate a conoscere uomini, vengono importunate pesantemente, perseguitate, diventano oggetto di ossessioni. Si ripetono atteggiamenti spregevoli.
Perché tentare di circuire una donna che ha solo la colpa di aver dato sui social la propria amicizia, spesso per noia, per gioco, per svago a una altra donna che non è detto che sia sua amica intima. ? alcune persone sono state costrette a ricorrere alla cancellazione per sfuggire al massacro online. Molte hanno sudato sette camicie per far capire che erano di altri panni. I comportamenti sono sempre più superficiali. Molti uomini sono rinfrancati da comportamenti mal compresi e nutrono la speranza di fare molte conquiste femminili come se i social fossero delle case di appuntamento ben disposte. In certi casi si deve per forza voltare pagina. Darsi da fare e uscire dal sistema magari in modo graduale, in punta di piedi, anticipando le mosse dell’avversario. I social possono tarpare le ali, impedire la libertà di espressione, graffiare lentamente l’anima. Persone che si presentano leggiadre poi si accaniscono e diventano perfide. si avverte come persone normali sui social si scatenano fino a divenire irriconoscibili, irascibili, nevrotici. Vengono insultate e perseguitate anche dolci neo mamme. Un passo avanti sarebbe quello di preservare da questo scempio minori e adolescenti, salvaguardare la loro essenza, il loro sviluppo emotivo. In alcuni casi donne prese dallo sconforto si sono suicidate in modo atroce. Bisogna prestare attenzione perché si fatica sempre di più per non essere risucchiati dai social. Il loro ruolo sarebbe quello di apportare serenità e invece provocano solo scompiglio nella vita della gente. Sui social tutti sono vulnerabili, oggetto della fissazione di gente malata di mente, senza scrupoli, un universo in lenta ascesa. L’appello accorato è quello di tenere gli occhi aperti per evitare di incappare in persone disturbate. Sui social il mondo sembra rivoltato le persone oneste sono derise. Dispiace lo scambio di ruoli, il sarcasmo, le barriere esistenti , le persone ironiche che rompono gli argini. Siamo persuasi che certi social possono provocare afflizione e depressione se usati in modo scorretto. Ci vorrebbe una regolamentazione ferrea, una supervisione perfetta, uno stretto controllo. Le persone lunatiche dovrebbero essere tenute lontane da contatti ravvicinati. Prima di entrare su piattaforme sconosciute meglio esitare, verificare. Alcuni social disorientano, fanno vacillare la pazienza. Ci sono anche social istruttivi, che sostengono la cultura. Non si può certo stare isolati, appartati. L’approccio deve essere guidato dalla intelligenza per evitare sofferenze e gelosie. Nei casi gravi meglio distaccarsi o lentamente o prontamente a seconda dei casi. La dignità deve essere sovrana. Non possiamo rimetterci per un fugace momento di piacere. I social non devono essere prigioni per la mente, luoghi di dissimulazione della verità. La verità raccontata deve essere robusta, significativa. Dobbiamo diffidare delle persone troppo gentili dalla apparenza irreprensibile. Le donne sono state quelle più vittime di impostori dall’elogio facile. Non si può ammirare senza ritegno una persona conosciuta solo sui social. Le persone vanno viste sul campo. Molti si ammantano di una aura di perbenismo inesistente e si impongono alla attenzione. Bisogna studiare i toni, avvertire le dissonanze per godere in santa pace di conversazioni e
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