Discussione

RENETTE

La mela renetta è una mela dal sapore acidulo poco zuccherina, dal basso apporto calorico. Il suo nome viene dal francese, infatti veniva coltivata ampiamente nella zona della Loira, dalla parola reine ossia regina. Sicuramente originaria del Canada è coltivata in Piemonte, soprattutto nella zona di Cuneo, in Trentino, in val d’Aosta. In Piemonte c’è la varietà grigia, ed è chiamata Savoia visto che i reali erano molto ghiotti . Il suo uso si diffuse nel cinquecento dove era nota però la varietà bianca. Nel settecento si individuarono dodici varietà. Ci sono renette di vari colori ossia verde, giallo rugginoso, grigio, bianco, bicolore, giallo, rosso e giallo rosso. Ci sono quelle con la polpa morbida e quelle farinose. In Francia le coltivazioni si diffusero nel xix secolo in tutto il paese. Le renette contengono vitamine A, B e C, la pectina, i polifenoli, fibre e sono molto digeribili, adatte anche ai bambini e per le diete. Sono importanti per cuore, fegato, intestino, stomaco . Regolano la glicemia e il colesterolo e la flora intestinale. I suoi benefici sono stati messi in luce da uno studio della università di Trento. Combatte infatti lo stress, i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare per la sua funzione antiossidante. I diabetici trovano in queste mele un alleato contro la malattia. Meglio mangiarle crude con la buccia, cotte combattono la stipsi e mantengono inalterate le proprietà a differenza di altri tipi di mela. I cucina sono usate per lo strudel di mele, le torte di mele, le frittelle. Un abuso del suo uso può causare danni allo smalto dei denti. Sono utili per chi ha patologie cardiovascolari. Molti adolescenti e giovani non conoscono questo frutto della natura e non ne fanno uso, anche se negli ultimi tempi a causa di incroci azzardati e manomissioni il sapore delle renette inconfondibile è stato alterato reso più piatto, più insignificante e per molti persino sgradevole. Non ci sono più le renette di una volta, le razze di mele di una volta, bisogna dire che si cambia sempre in peggio. Non avvengono miglioramenti.