Tutti siamo ammaliati dalla bellezza fascinosa ma sappiamo che si dilegua con il tempo. Tutti combattono per raggiungere una bellezza eterna inalterata nel tempo e ricorrono a vari mezzi. Nel romanzo di oscar Wilde il ritratto di Dorian Gray il protagonista, ossessionato dal mito della eterna giovinezza e bellezza, fa un patto, l’anima in cambio di essere sempre giovane e l’incantesimo si compie davanti al suo ritratto realizzato dal suo amico pittore ammaliato dal suo aspetto che lo ritrae nel fiore degli anni. Con gli anni Dorian mantiene il suo aspetto di eterno giovane mentre la tela invecchia al suo posto, si corrompe e sembra assorbire i suoi peccati. In altre parole la sua vita dissoluta dedita solo ai piaceri lascia tracce profonde nel ritratto. Il volto assume smorfie e ghigni quasi satanici in base ai misfatti commessi. Il quadro viene nascosto in soffitta perché mostra non solo la decadenza fisica ma soprattutto quella morale. Le azioni turpi lasciano tracce sulla pelle. Questo romanzo al suo apparire suscitò molte polemiche e critiche ma ha un suo fondamento di verità. Il male corrompe e distrugge pure la bellezza assoluta, per restare giovani non basta curarsi bisogna essere anche corretti e onesti, puri e innocenti.
Non è un caso che la Madonna appaia sempre come una giovinetta di sedici anni con la pelle di pesca e gli occhi brillanti come fosse eternamente giovane. Anche dei santi che sono apparsi in visione si sono mostrati giovani. La giovinezza è transitoria solo per le anime corrotte. Le anime illuminate dalla esperienza della grazia sono candide, giovani, appagate. Anche i defunti spesso vengono in sogno più giovani di quando sono deceduti. Il peccato invecchia, imbruttisce, rende cupi. Le persone serene hanno un colorito perfetto, un sorriso dolce. I volti dei cattivi sono sempre tristi, tesi avvolti come sono nella materialità sadica della esistenza.
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