Discussione

PROGREDIRE

In passato gli abitanti di alcuni quartieri periferici di piccole e grandi città italiane avevano creduto sinceramente e sperato in un progressivo miglioramento della loro area di abitazione, un miglioramento sostanziale, visibile, concreto, con ammodernamento di parchi, servizi, strutture, fabbriche, chiese, negozi, strade, uffici, sanità. La situazione attuale restituisce una immagine impietosa, dove i cittadini sono vittime, prigionieri di sistemi errati, feriti da molteplici disservizi. Il famoso progresso tanto sbandierato dai politici locali non c’è stato, semmai un regresso. Alcune linee bus sono state eliminate, molti negozi sono spariti. I bus e tram in estate sono pochi e sempre in ritardo, molte strade sono state chiuse con deviazioni, in modo analogo si sono registrati malfunzionamenti nel campo sanitario, i medici di base sono sempre meno. La burocrazia uccide il cittadino inerme e passivo. I parchi sono sempre più in mano ai vandali tra incuria e degrado, e sono inaccessibili ad anziani e bambini. Le scuole sono fatiscenti, prive di servizi essenziali. La notte le piazze sono in mano a vandali e criminali, uscire la sera comporta dei rischi. Il sogno di un progressivo miglioramento su tutta la linea si è infranto con ripercussioni nella vita quotidiana e a livello emotivo. Le persone cadono in depressione, si ammalano di più, hanno paure di se stessi. Siamo caduti in basso e forse non risolve neppure un salvataggio in exstremis. La gente è scontenta, visibilmente alterata, sconvolta dal disordine in ogni campo. I politici promettono con eccessiva animosità, giurano di fare ma poi deludono. Non serve lanciare appelli. I cittadini devono soffrire. Molti rinunciano a raggiungere un altro quartiere per problemi di viabilità e lavori in corso eterni. Supplicare, ingiuriare non serve. La voce del popolo resta inascoltata. Il popolo è stanco di non ottenere risultati, si sente impotente davanti a tanta superficialità. I lavori sono fatti in modo insensato e creano solo disagi e sono invece portati avanti con determinazione. Ci sono state clamorose promesse che si sono rivelate bugie. Il potere ripete gli errori, non si mostra generoso, non ha la stima dei cittadini . Le retribuzioni sono sempre più basse. Nei quartieri soffrono tutti professionisti compresi. Le amministrazioni non sono efficienti. Subentra sempre la rassegnazione. In certi quartieri sono state eliminate delle linee per il mare. Nei quartieri di periferia si torna al mare con i propri mezzi e nelle spiagge libere per arginare i costi degli stabilimenti balneari. Andare in uno stabilimento è divenuto un lusso per miliardari. In questa situazione ingarbugliata perigliosa ci si rende conto di essere tornati indietro, ai vecchi tempi dove la gente comune andava alla spiaggia libera. La gente torna indietro come i gamberi e subisce gli affronti passivi. Al confronto gli anni passati ci sembrano età dell’oro, periodi di intenso sviluppo pacifico. Ora si pensa con solerzia solo al riarmo e si sacrifica tutto per andare incontro a scenari di guerra che speriamo non diventi totale. La guerra non è apertamente rinnegata, ma assorbita nel tessuto sociale. Riprendersi è difficile quando manca la generosità, il coraggio. Con sommo stupore notiamo che i malvagi sono sempre sulla cresta dell’onda e poi ci invitano pure a perdonarli, a fare loro del bene. Le periferie non sono rianimate e la loro salvezza dipende da troppi fattori trascurati. Le rigide consuetudini acquisite non sono cambiate. La gente stupita si accorge di non essere più padrona di niente nemmeno di indossare una catenina. Molti atteggiamenti devono essere evitati, soppressi per non mettere a repentaglio la vita stessa. Si dovrebbero mettere in atto soluzioni sensate senza pregiudizi, rancori. Nessuno si muove tanto sono puniti solo i comuni cittadini, i comuni abitanti, gente senza nome senza auto blindata.