La gente comune va sempre di fretta e non si accorge minimamente di nulla, non coglie sfumature emotive di vario livello. Le persone altamente sensibili invece per natura avvertono tutto, colgono i dettagli, stanno attente alle sfumature, si rendono conto di molte cose che gli altri non percepiscono. Non colgono l’ironia di certe parole, la repulsione di certi gesti, il tono della voce. Alcune persone sono venerate dal volgo per la loro posizione sociale ma non sono cristalline, vengono osannate ma sono meschine. Il volgo nostra fedeltà e devozione verso persone autorevoli che non sono sempre perfette. La gente molto sensibile spesso nota che dirigenti, persone di successo, dottori, luminari spesso hanno dei trasalimenti, dei moti di repulsione verso la gente comune, operai, impiegati, commessi. Danno spettacolo di una sorta di presa di distanza, di distacco emotivo che vuole essere alla fine pure fisico. Ci sono persone che si mostrano contrariate a prendere l’ascensore con persone delle pulizie, del condominio, loro cosi autorevoli non possono viaggiare con persone comuni, comuni mortali. Donne ricche che guardano una vetrina di lusso si sentono quasi minacciate dalla presenza di persone del ceto medio basso, la vetrina dovrebbe essere loro prerogativa, loro terreno, gli altri, i mediocri, dovrebbero essere esclusi. Solo loro hanno il diritto di usufruire di alcuni beni di lusso. Gli autorevoli hanno un atteggiamento altezzoso, sostenuto, solo loro possono imporre silenzio e rispetto. Loro soli detengono il potere, tutelano la nazione. Gli altri costernati sanno che devono sparire alla loro vista ferita da certi visioni di bassa lega. I potenti si felicitano fra di loro, fanno muro, si coalizzano forti del fatto che ispirano fiducia e rispetto. Si apprende che in certi contesti i poveri non sono graditi, la loro presenza disturba. Ci sono ambienti altamente selettivi dove si trasalisce alla vista di un povero diavolo che viene respinto con atteggiamenti e sguardi. Ci sono persone che impiegano tempo a capire questi meccanismi. Lo stile di esclusione è quasi sempre lo stesso. Sembra che ci sia un comune accordo. Ci sono eventi che sono terra di conquista di pochi eletti che si inalberano alla vista di gente comune ammessa. Il volgo deve nutrire poche aspettative, deve logorarsi, vivere in un limbo sospeso, essere respinto con tutte le conseguenze emotive del caso. Al volgo non si restituisce dignità. Per il volgo la resurrezione è lontana anni luce. Per fortuna il volgo si è fatto furbo e fa meno figli, per evitare di vedere quel trasalimento, quello sconforto raccapricciante destabilizzante negli occhi dei prepotenti verso anche i bambini. Il messaggio forse è stato recepito. Le esclusioni ai piccoli devono essere evitate perché procurano sensi di inferiorità e dispiaceri. I potenti avvolti dal lusso pensano che il cuore dei poveri sia di cotone come diceva una celebre canzone del passato. I trasalimenti evidenti fanno vacillare l’autostima, scombussolano, tramortiscono. Bisognerebbe avere la presenza di spirito di agire allo stesso modo se si avesse un residuo di orgoglio. Gli umili sembra che debbano piangere, farsi piccoli e sentirsi inutili.
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