Virginia Oldoini era nata il 22 marzo del 1837 da una famiglia nobile e potente. Suo padre era marchese, ed era un uomo ambizioso, amante della carriera che era divenuto membro della camera dei deputati nel regno di Sardegna, vantando una parentela anche con il conte Camillo Benso di Cavour. Di solito non era mai in famiglia e non fu presente neppure alle sue nozze. Era un diplomatico sempre in viaggio. Sua madre era una donna vanitosa e fanatica. L’infanzia fatta di apparenze condiziona la sua vita. Il desiderio di semplicità fu in lei soffocato. Era stata educata sin da piccola al lusso e alla raffinatezza. Sua madre di origini toscane riceveva personaggi illustri nel suo salotto. Lei imparò subito molte lingue e fu subito al centro della attenzione nelle corti anche per la sua rara e precoce bellezza. Fu definita da molti la più bella di Europa dell’epoca definizione che la lusingò rendendola vanitosa ed egocentrica e dedita a una vita dispendiosa. Dietro l’influsso dei genitori si sposò appena diciassettenne con il conte di Castiglione giovane vedovo di cui ebbe un solo figlio maschio che curò poco sempre impegnata nella vita mondana. La sua vanità la portò ad essere egocentrica, anticonformista, aggressiva, ed a avere molti amanti e problemi economici di non poco conto. Il suo matrimonio avvenuto in Firenze in santa maria del Fiore fu sontuoso e durò diversi giorni ma dopo qualche anno suo marito si trovò a dover fronteggiare molti debiti.
Ottenne molti successi alla corte di Francia. Conobbe Napoleone III a una festa e lui ne rimase turbato scatenando la gelosia della moglie Eugenia. Ebbe una lunga relazione con Napoleone III. Lui le aveva regalato un anello di smeraldo facilmente riconoscibile che lei per vanità esibì in modo spudorato e vergognoso scatenando l’ira dell’imperatore che la voleva più discreta. Dopo la rottura della relazione tentò invano di riconquistarlo affinando le arti della sua capacità di seduzione. Il suo declino fu lento e inesorabile cominciato con la morte della madre. Nessuno la cercava, accettava più le sue stravaganze. Negli ultimi anni la sua mente aveva cominciato a vacillare. Lei è la prova di come la vanità estrema possa rovinare una persona per giunta intelligente e garbata. La vanità è spesso nociva e controproducente. Un atteggiamento umile in certi contesti è più gradito.
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