Un tempo i festeggiamenti per l’arrivo della maggiore età erano abbastanza sobri, quasi tutti si risolvevano a una cena, a un pranzo. Erano feste dal costo ragionevole, si seguiva una linea prudente. Anche la gente ricca non faceva cose stravaganti. I genitori erano oculati, insegnavano il risparmio. Ora siamo arrivati a veri eccessi, a feste sontuose con fuochi di artificio. Di solito in passato si invitavano parenti e amici, magari si facevano due feste una per i parenti e una per gli amici e compagni di scuola. Si facevano cene fredde, rinfreschi, aperitivi. I regali erano sempre gli stessi, una collana d’oro con i coralli che andava di moda, una cornice, una agenda, un libro, un motorino, un paio di orecchini, una radio, una catenina d’argento, un bracciale, un orologio. Non c’erano grandi prospettive. Ai figli si insegnava il sacrificio, il risparmio. Ora perentoriamente le feste di qualsiasi ceto devono essere lussuose. Se ai figli si nega qualcosa mettono il muso permalosi. Le feste sono concitate, frenetiche, affollate. Si affittano locali da sogno con affreschi alle pareti e piscine. Si fanno veri party con cameriere in livrea e trecento invitati. Si regalano vini pregiati, biglietti di aereo, anelli con zaffiri. Si fanno dei debiti che stroncano il conto in banca. Le scelte sono particolari. Si invitano animatori e band di successo. Si fanno feste in maschera. Hanno la precedenza i divertimenti sfrenati. I parenti non sono quasi mai invitati, lo scoprono dopo della festa e del compimento degli anni. I cugini sono evitati, scherniti, messi da parte, rapidamente accantonai. Solo alcuni fanno una comparsa. Certe volte non si invitano neppure i nonni. Gli amici consigliano una festa senza intrusioni parentali. I ricchi regalano lontre, ermellini, gioielli e preziosi alle figlie, ai figli auto scoperte, orologi di platino e diamanti. La festa diventa una orgia di rumori, colori, strilli. Tutti di proposito vogliono feste regali, principesche. Non ci si accontenta della semplice festa, è troppo banale e comune, genera frustrazione, impotenza. Di solito il diciottenne fa anche un viaggio senza il quale si sentirebbe sminuito. Sono viaggi lunghi, in altro continente, costosi che rendono il giovane superbo. Il giovane è risentito in caso di assenza del viaggio, lo considera una ingiustizia visto che tutti gli amici lo fanno. Il viaggio deve essere verso una meta importante, turistica, generare l’invidia degli altri. Sono viaggi prestigiosi, che richiedono somme di denaro spesso racimolate qua e là da parenti e amici, nonni che ogni tanto contano. I genitori sono sempre arrendevoli, comprensivi, indolenti. Quelli più giudiziosi cercano di mettere un freno a questa deriva. Se un giovane a diciotto anni va in Australia a venti dove vuole andare? La maggioranza sono orgogliosi del figlio, non si oppongono alla dissipazione del denaro, anzi danno la benedizione. I figli devono competere con gli altri, essere superiori. Gli altri vanno superati, tenuti a bada. Bisogna predominare, far vedere agli altri, ostentare. Si ingaggiano star, fotografi professionisti, ballerine. I ragazzi pacati, educati che non spendono un patrimonio sono guardati con distacco, non hanno pregi, non hanno un senso di rivalsa, sono troppo scontati, troppo apatici, troppo avari. Poi questi giovani abituati nel brodo grasso nei momenti di burrasca non osano combattere, non sanno risparmiare. Restano inerti, privi di iniziative non si ingegnano con forza, magari rubano nel borsellino dell’amico e in certi casi, è accaduto, in quello della fidanzata, nessuno mette riparo, un veto a questo andamento insopportabile che è contro natura. Nessuno mostra risentimento, tutti tollerano. Bisognerebbe festeggiare questo evento non in modo solo grandioso ma educato, rispettando pure i parenti. Invece non si sono inviti, atti di clemenza. E’ triste vedere come la mentalità sia cambiata in modo inevitabile. Nessuno pone rimedio e intanto i giovani crescono strafottenti e superbi, protetti, sempre difesi. A loro si perdona tutto anche la distruzione di una discoteca per i festeggiamenti folli. I genitori pagano e proteggono in modo eccessivo. Non si insegna l’educazione, il senso di moderazione. Si dovrebbe porre un limite a questa insidia realmente non solo con le intenzioni. L’orgoglio, l’esaltazione in certi casi sono nocivi e vani. Il merito dei genitori è quello di allevare figli capaci, non ladri furtivi, rapaci privi di gentilezza. Si può salutare la maggiore età anche senza alcol che è pericoloso . Con amarezza si scoprono giovani sempre più ubriachi nelle feste. Sembra che gli alcolici siano indispensabili per apparire grandi, orgogliosamente maggiorenni. Solo dopo si scoprirà che è solo una illusione.
https://www.my101.org/discussione.asp?scrol=1&id_articolo=7865