In passato l’educazione dei giovani era molto rigida generalmente. I figli venivano rimproverati spesso aspramente, ripresi, puniti. Alcuni ribelli venivano messi in collegio o in scuole religiose in università cattoliche. Le forme di punizioni erano diverse, alcuni venivano messi in castigo, altri chiusi a chiave nella propria stanza, altri privati della paghetta. C’erano ritorsioni dopo alcune malefatte. Era difficile passarla liscia. Gli insegnanti stessi nelle scuole si lascavano andare a forme diverse di punizione. Si usavano pure le bacchette di legno. Non c’era tenerezza, perdono. Una ragazza sorpresa a ballare in un locale di nascosto dei genitori era severamente ripresa davanti a tutti e punita fra le pareti domestiche. Non c’erano sconti, eccezioni, strappi alle regole. Non si poteva fare tardi la notte a bere per i locali. Chi voleva seguire la propria strada doveva lottare con l’opposizione dei genitori. Si contrastava la carriera artistica. Molti giovani temevano la reazione violenta del padre. I genitori si opponevano a matrimoni affrettati fatti senza riflettere. Spesso con dolore molti genitori non parlavano più ai figli per anni al ricordo del loro tradimento. Ora concordiamo tutti nel dire che i tempi sono cambiati anche se in effetti si è solo passati da un eccesso all’altro. Il cambio di prospettiva ha dato vita a una educazione a dir poco permissiva ma forse solo in apparenza. Anche ai nostri giorni ci sono soprusi, vessazioni. I giovani vengono affaticati da troppe incombenze. Gli stessi piccoli sono sottoposti a ritmi massacranti, devono per forza fare sport, corsi di lingue, corsi di vario tipo. Non c’è più spazio per il gioco, il tempo libero, lo svago, l’incontro con amici e parenti. I piccoli non si rilassano più in un giardino, in un parco. Lo stress è dietro l’angolo con le sue insidie. Sono pochi i ragazzini che protestano. La spontaneità si perde come pure l’innocenza. Gli adulti si devono assicurare figli svelti. Avere figli scaltri è un prestigio, un vanto. Gli adulti sono sempre più esigenti, e i giovani non possono barare. Il tempo è scandito, sincronizzato. Gli svaghi sono minimi. Gli impegni creano ansia, stress, dissidi, disturbi mentali. I genitori sono però infiammati di orgoglio quando i risultati sono positivi e snobbano chi ha figli meno impegnati. I piccoli di pochi anni sono già sollecitati a fare di più. Quelli che riescono diventano presuntuosi. Nel delirio egocentrico i figli sono sottoposti a prove e provini. Devono saper suonare, nuotare anche se non hanno attitudine. I figli non sono tutti uguali. In pratica molte questioni sfociano in dissidi dispensatori di malesseri. Molti figli deboli soccombono. Non ci sono più educazioni repressive ma la tendenza è quella di plasmare i figli secondo le proprie aspirazioni e desideri. La figlia deva fare la ballerina visto che la madre non vi è riuscita a suo tempo. Tutto diventa necessariamente un obbligo. Un figlio di un atleta deve seguire per forza le sue orme. In alcuni casi può andare bene in altri no. I giovani dovrebbero essere liberi di seguire la propria strada e vocazione nel pieno rispetto delle regole di convivenza civile.
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