Discussione

Dove nasce un’attrice: L’infanzia, i set, le emozioni di Rossella Ianniello.

Dove nasce un’attrice: L’infanzia, i set, le emozioni di Rossella Ianniello.

In un panorama cinematografico in continua evoluzione, emergono talenti capaci di portare autenticità, intensità e verità sullo schermo. Tra questi c’è Rossella Ianniello, giovane attrice napoletana che, con determinazione e sensibilità, sta costruendo un percorso artistico ricco di esperienze, sfide e traguardi importanti. Dai primi passi all’asilo, quando il teatro le ha rivelato la sua vocazione, fino ai set cinematografici che oggi la vedono protagonista, Rossella ha trasformato la passione in disciplina, lo studio in opportunità, e ogni ruolo in un tassello della sua identità artistica. Protagonista di film intensi come “Angeli Silenziosi” e “Ho visto un sogno”, ospite in programmi televisivi, giurata in festival e presto parte della serie SEPTEM, Rossella rappresenta una nuova generazione di interpreti che non teme di mettersi alla prova, di crescere e di esplorare nuove forme narrative. In questa intervista, Rossella racconta il suo percorso, le esperienze che l’hanno plasmata, i sogni che custodisce e le collaborazioni che spera di realizzare. Un viaggio sincero, appassionato e profondamente umano nel cuore della sua arte. Com’è nata la tua passione per la recitazione? La mia passione per la recitazione è nata quando ero molto piccola, praticamente all’età dell’asilo. Durante uno spettacolo teatrale capii immediatamente che quella era la mia vocazione: vedere le persone che mi applaudivano e mi acclamavano è stato il momento che ha dato origine a tutto. Da allora non ho mai smesso di inseguire quel richiamo. Qual è stata la tua prima esperienza sul set? Fin da bambina ho frequentato diverse accademie di recitazione cinematografica e teatrale, dove ho conseguito vari diplomi e attestati. Terminati gli studi, sono arrivati i primi lavori: ho interpretato un piccolo ruolo nel film Redemption Revolution, e successivamente ho ottenuto il ruolo da protagonista in Gli Angeli Silenziosi, diretto da Jean‑Luc Servino, in uscita il 30 ottobre. Inoltre, compaio nel videoclip della canzone “Amiche ’e core” di Mr. Hyde ed Enrico Rispoli, le cui scene sono tratte proprio dal film Gli Angeli Silenziosi, La Rinascita. È stata un’esperienza particolare, perché mi ha permesso di vivere il progetto anche da un punto di vista musicale. Parlaci della tua esperienza in Ho visto un sogno. “Ho visto un sogno” uscirà a dicembre. In questo film interpreto la protagonista femminile, un personaggio che vive la sua storia come una sorta di sottotrama: la mia presenza emerge attraverso i ricordi del protagonista maschile, impegnato nel suo percorso legato alla boxe. Il mio ruolo rappresenta la parentesi romantica della storia, quella che accompagna il protagonista nei momenti più difficili, sostenendolo mentre affronta sfide, sconforto e la pressione degli obiettivi sportivi. È un film che parla di determinazione, sogni da inseguire e del coraggio di non arrendersi mai. Una storia intensa, che tocca tematiche attuali e profonde. Nel cast figurano anche nomi importanti come Gianluca Di Gennaro, Gianni Parisi, Gigi Attrice e altri professionisti che rendono il progetto solido e di grande qualità. Per la presentazione del film sono stata ospite nella trasmissione “Vizi Capitale”. Se dovessi definire la tua identità artistica oggi, quali elementi diresti che ti rappresentano di più? Direi che mi rispecchio soprattutto nella drammaturgia. Fin da piccola mi sono sempre ritrovata in questo tipo di espressione, e ancora oggi è l’ambito che sento più vicino. È difficile racchiudere tutto in un solo elemento, perché ogni parte del percorso ha un peso, ma se dovessi scegliere un termine, direi che la drammaturgia è ciò che mi rappresenta di più: è l’ambito in cui mi sento davvero a casa. Guardando al tuo cammino artistico, quali esperienze ti hanno plasmata di più? Il progetto che mi ha segnato maggiormente è Gli Angeli Silenziosi. Interpreto una delle due protagoniste: una ragazza che gioca a calcio e vive la sua adolescenza insieme alla sua migliore amica, finché le due non si ritrovano ad affrontare una battaglia molto più grande di loro, quella per la salute. Ricordo una scena in particolare: eravamo io e l’altra protagonista, completamente immerse nell’emozione. Quando il regista chiamò lo “stop”, noi non riuscivamo a fermarci. Continuavamo a piangere, perché quella scena ci era entrata sotto pelle. Era come se quel dolore, quella lotta, fosse nostra. Quel film mi ha permesso di scoprire parti di me che non conoscevo. Io sono una persona che alza sempre l’asticella, che cerca nuovi livelli espressivi, e questo progetto mi ha fatto capire che avevo ancora molto da esplorare. Hai vissuto anche esperienze formative importanti fuori dai set. Ce ne parli? Assolutamente sì. Ho frequentato il master “Oltre la Scena”, dove abbiamo preparato uno spettacolo sotto la direzione di Adriano Pantaleo, Francesco Di Leva e Giuseppe Gaudino. È stato un momento bellissimo, che mi ha segnata profondamente. Fare queste “esterne”, lontano dal mio paese natale, Napoli, è sempre molto formativo. Lavorare con loro è stato pazzesco: sono artisti straordinari, e se potessi scegliere di fare un nuovo spettacolo teatrale, lo farei di nuovo con loro. E se dovessi pensare al futuro? Se penso al futuro, mi piacerebbe realizzare un film scritto da me. Per quanto riguarda le collaborazioni, mi piacerebbe lavorare con Pierfrancesco Favino, Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo. E se dovessi scegliere un regista teatrale, sceglierei Giuseppe Gaudino, senza esitazioni. Dove ti vedi tra dieci anni? È una domanda complicata, perché chi fa questo mestiere tende a guardare da oggi a qualche mese avanti. Ma tra dieci anni mi auguro di poter lavorare con i colossi del cinema italiano, di crescere ancora, di continuare a vivere set, storie, personaggi. Mi auguro di essere sempre più vicina alla versione migliore di me stessa. Altre esperienze significative nel tuo percorso? Un’esperienza che mi ha arricchita molto è stata la partecipazione al Nano Film Festival, dove sono stata invitata come giurata e ospite. Un altro passo fondamentale è il mio ingresso nella serie SEPTEM, diretta da Mirko Zagarella, in cui interpreterò uno dei ruoli da protagonista. È un progetto che mi entusiasma e che rappresenta una nuova sfida nel mio percorso artistico. L’intervista a Rossella Ianniello ci restituisce l’immagine di un’artista giovane ma già profondamente consapevole del proprio percorso, delle proprie radici e dei propri obiettivi. La sua storia è quella di una ragazza che ha trasformato un sogno nato all’asilo in una strada concreta, fatta di studio, sacrifici, set, emozioni e traguardi sempre più importanti. Rossella guarda al futuro con la stessa determinazione che l’ha accompagnata fin dall’inizio: il desiderio di realizzare un film scritto da lei, la volontà di collaborare con grandi interpreti del cinema italiano, l’ambizione di crescere ancora, senza mai perdere la sua autenticità. Se c’è una cosa che emerge con forza dalle sue parole, è la capacità di vivere ogni esperienza come un’occasione per evolversi, ogni ruolo come un viaggio emotivo, ogni progetto come un tassello della sua identità artistica. E mentre continua a costruire il suo cammino, Rossella Ianniello si conferma una dei volti più promettenti della nuova generazione di attrici italiane: luminosa, intensa, determinata. Una giovane donna che non smette di credere nel potere delle storie e nel potere dei sogni. Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa