Discussione

BARDO

Il bardo secondo la tradizione di molte nazioni era un antico poeta e cantore epico, nato al tempo dei Celti. Apparteneva a una classe inferiore di poeti. La parola significa colui che narra le lodi, di solito a pagamento aveva il compito di scrivere componimenti in lode del committente e della sua famiglia. Nella religione orientale la parola bardo ha assunto un altro significato, in particolare nel buddismo tibetano. La parola tibetana significa fra due. Per la filosofia tibetana il bardo è l’intervallo, il periodo di transizione del viaggio dell’anima prima della rinascita spirituale e del distacco completo e definitivo dal corpo. Il defunto attraversa infatti vari livelli di coscienza prima del suo distacco terreno. Si tratta di uno stadio intermedio pieno di visioni e allucinazioni prima del risveglio e della rinascita. Una fase sospesa molto fluida, di passaggio densa di visioni prima della liberazione. Ci sono vari rituali da compiere. Si dovrebbe pregare vicino alla salma per evitare che l’anima torni al ciclo di rinascite. Il defunto avrebbe delle visualizzazioni sul suo passato e sul futuro che lo attende. In tal senso viene in aiuto il libro tibetano dei morti tradotto nel 1949 da Giuseppe Tucci. Nel testo descrittivo si dice che l’anima deve passare per tre frasi principali. Secondo alcuni sensitivi l’anima dopo la morte rivedrebbe tutta la sua vita e si rammaricherebbe per i suoi errori dolendosi enormemente in un tormento sempre più crescente in base ai peccati, Ci sarebbe poi per l’anima la opportunità di auto analisi delle sue manchevolezze. Una sorta di auto giudizio allo specchio. Ci sono molte versioni a seconda delle religioni ma un dato è certo l’aldilà esiste come pure l’anima che molti sensitivi hanno visto e contattato.