Rosanna Benzi è nata in provincia di Alessandria il 10 maggio 1948. Nel suo paese natale ha vissuto la infanzia e adolescenza. Nel 1962 una malattia devastante la costringe a vivere in un polmone di acciaio in un ospedale attrezzato di Genova. Lei accetta il destino e non si rassegna. La sua stanza diventa crocevia di personaggi famosi, giornalisti, amici, ammiratori. Il suo impegno civile si traduce anche nella realizzazione di una rivista dal titolo emblematico Gli altri, un periodico contro la emarginazione sociale. Insieme a un giornalista realizza il romanzo il vizio di vivere. Rosanna non è mai triste o abbattuta, combatte con mente salda. Lei non rinuncia a vivere e nella sua stanza si canta, si festeggia, si parla, si ascolta musica, ci si scambiano regali. Lei sceglie la vita. Non si sente prigioniera affronta la vita con ottimismo. Il romanzo ripercorre i tratti salienti della vita di Rosanna. Il padre severo che le fa rinunciare agli inviti, i primi balli per le feste, la sua timidezza, il ricovero in ospedale insieme al padre incredulo per la sorte della figlia e spaventato, i primi accertamenti, il verdetto finale. Ma lei non vuole sprecare la sua vita come fanno molti, la vuole custodire come un dono prezioso. Vuole aiutare gli altri nel suo piccolo. Lei impara a non trascurare le piccolezze, a non avere idee di grandezza. Si impegna a studiare per imparare. Impara a non avere invidia degli altri. Scrive lettere, racconti, trova pure degli spasimanti e innamorati, si impegna affinchè anche gli handicappati conoscano il sesso e l’amore. Decide di dipingere quadri e realizza delle opere. Scopre le contraddizioni della vita, la superficialità degli altri, la falsa modestia, la ipocrisia. Nei rari momenti che esce dal polmone scopre persone che le vogliono bene e persone che si meravigliano del suo stato, ma lei passa oltre. Impara a non dare importanza ai soldi, alla ricchezza. Lei vuole vincere i pregiudizi non vuole sentirsi inutile. Lei vuole fare progetti, crede di avere una missione come tutti. Il suo stato d’animo è sereno altri sarebbero stati presi dalla disperazione. Nel suo stato scopre il valore delle amicizie autentiche. Lei non vuole la pietà degli altri. Ben presto diventa un personaggio per il suo impegno civile ma non si vanta. La sua allegria contagia come il suo ottimismo, il gusto per la vita semplice. Si occupa di diritti, di beneficenza. La infastidisce solo la curiosità morbosa degli altri, l’indifferenza di certi medici . Lei vuole fare del bene. Per lei nella malattia lo stato d’animo del paziente conta molto. Non sopporta la carità pelosa, la superbia dei ricchi, delle donne belle e ricche. Lei non impreca mai. Intanto anche Dario Fò le fa visita e la incita ad andare avanti. Lei impara a trovare soddisfazione nelle cose semplici, nelle cose che possiede a non vivere di sole aspettative. Impara a difendersi dagli importuni, mitomani. Cerca soluzioni per ogni situazione, aguzza l’ingegno. Viene condotta persino in teatro, ogni giorno riscopre il gusto delle cose. Non ha paura di essere respinta. Non sopporta le divisioni di classi sociali, quel sentirsi dall’altra parte della barricata. Lei si sente forte e cerca forza per vivere. Lei non vuole vivere isolata, ha la mania di vivere. Riscontra problemi nei vari ospedali come personale scorbutico, ruberie, mance agli infermieri mentre all’estero le cose sono diverse. Ha un rapporto speciale con i bambini. Non sopporta la cattiveria di alcuni adulti che la escludono. Per lei il mondo moderno è troppo povero di illusioni e troppo pieno di trasformazioni sociali. Lei non soccombe vive alle condizioni poste dalla vita stessa. Lei si accetta e dovrebbero farlo tutti, arrendersi è un peccato, lei si trova mille occupazioni si interessa di sport, di politica, ha epistolari con carcerati non si tira indietro mai. Le sue idee sono sempre in fermento. La sua è solo voglia di vivere. Per lei gli individui deboli con problematiche non sono esseri inferiori come molti pensano, La nostra società è troppo incentrata sulla estetica e sul profitto. Lei vuole comprensione non compassione. Pensa che anche gli handicappati hanno diritto al lavoro, all’amore, al sesso, lei si impegna nel sociale per sfuggire alla inedia, ai cattivi pensieri, lei è orgogliosa per non essersi fatta sconfiggere dal male. Vive serena senza rimpianti, l’unico cruccio non poter viaggiare. Gli amici sono quelli che l’hanno aiutata e sostenuta. Per lei l’amicizia è importante in ogni momento della vita.
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