Il nome scientifico del melone bianco è cucumis melo, il nome della tradizione contadina è popone, forse originario della Persia. Sicuramente diffuso anticamente in Asia e Africa dove c’erano meloni selvatici meno dolci dal sapore di cetriolo usati per insalate, di forma allungata . Gli attuali maggiori produttori sono Cina, Turchia, Iran, Egitto, , Giappone dove esistono varietà particolari e in Europa Spagna, Paesi bassi, Francia dove esistono molte varietà dai nomi diversi. Si tratta di una pianta annuale, spesso rampicante. Il melone simbolo di fertilità per via dei suoi molti semi si diffuse anticamente in Egitto, in Grecia e presso i romani che lo usavano come verdura non come frutta per contorni dalle proprietà lassative. Nel medioevo si diffuse grazie agli scambi commerciali fra popoli. In Italia di produce al sud, e in sicilia è usato a natale. La pianta ha fiori e un fusto peloso. La selezione ha dato vita a meloni più dolci e succosi. La pianta ama il clima caldo, il sole, i terreni drenati, la costante irrigazione. Non ama i ristagni di acqua. La raccolta avviene fra luglio e ottobre. Ci sono anche i meloni tardivi e quelli amari che sono usati come piante medicinali il melone bianco che si conserva a lungo contiene potassio, vitamina c, acqua, zuccheri, carboidrati, fibre, proteine, grassi, poche calorie . Il melone giallo ha la vitamina a e il beta carotene ma risulta meno digeribile. Il melone bianco, nato per una caratteristica genetica, detto invernale, diffuso in Egitto, abbassa la pressione e favorisce la idratazione. La buccia può essere reticolata, gialla, crema, bianco, verde chiaro, liscia o rugosa . La polpa può essere avorio, verde chiaro bianco e dal sapore un po' acidulo. Ci sono varietà più profumate e aromatizzate.
Attualmente viene molto usato per antipasti e dessert. Si possono fare anche delle marmellate. Il suo uso è consigliato perché è più digeribile del melone arancione che per molti è indigesto.
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