Discussione

DENTI STRETTI

Andrea Carraro è nato a Roma dove vive e si occupa di informatica. Il suo primo romanzo di esordio porta il titolo a denti stretti. Nel romanzo è descritta nei dettagli la sua generazione fatta di ragazzi che cercano la propria strada, che vogliono essere eternamente adolescenti, che desiderano solo divertirsi. Il gergo giovanile spesso crudo compare in tutto il romanzo, lo scrittore fa proprie alcune espressioni gergali di impatto emotivo, come palla di grasso riferito a un ragazzo obeso preso di mira e deriso dal branco, bastardo, pischello, fottuto, sfottere , frignare ecc. Ogni ragazzo del suo gruppo cerca il consenso degli altri cerca di essere il leader, capo indiscusso. Gli insulti fra ragazzi spesso sono osceni. Si deridono vecchie signore attempate. I padri sono sullo sfondo spesso invadenti o assenti e non si accorgono di nulla. Fra i ragazzi del gruppo cui appartiene il protagonista ci sono liti, musi, ricatti. Nei pomeriggi noiosi fanno discorsi astratti e gare erotiche. Rifuggono tutti dalle responsabilità. Le ragazze sono soppesate nelle qualità del loro corpo non della loro anima, le brutte sono viste di malocchio. Le periferie in cui vivono sono abbandonate, piene di strade dissestate. I divertimenti non includono le forme di arte che annoia. Le bestemmie entrano nell’eloquio. A scuola si da importanza solo alle pratiche sportive, si detestano i ragazzi che come si dice in gergo leccano i professori. La lettura non è considerata importante. Una cosa però questi ragazzi hanno compreso che nella vita occorre sempre lottare a denti stretti, nessuno regala niente. I preti non sono visti di buon occhio per via delle loro prediche. La moda è quella poi di mettere soprannomi. Il volto di questi giovani appare annoiato, distaccato, apatico come se non ci fossero stimoli di sorta. Molti ambiscono a diventare stelle del calcio, le ragazze stelle dello spettacolo. Molti appaiono stanchi e demotivati. Si lanciano in assurde sfide. I ragazzini più piccoli sono solo dei mocciosi da tenere a bada. Molti piangono di nascosto. Disertano le lezioni. A loro di alcune questioni non importa nulla. I capi del gruppo sono fieri e sprezzanti. Non sopportano andare in chiesa, fare beneficenza. La parola più diffusa fra loro è schifo, ci sono troppe cose che fanno schifo. Spesso sono nervosi questi giovani, collerici e infantili. Non sopportano raccomandazioni e pettegolezzi. I capi sono solo quelli che hanno fegato. Il sesso è il loro argomento prediletto. A casa il dialogo con i genitori spesso è ridotto all’osso. Tutti sanno che si devono imparare a difendere da soli. I gay sono spesso presi di mira. Le persone perbene sono solo dei borghesi noiosi. Si tratta di una nuova mentalità giovanile che si scontra con una realtà spietata e crudele nella sua apparente normalità. La masturbazione diventa una pratica quotidiana una valvola di sfogo, una fonte di orgoglio e di vanto, una forma di virilità accertata. Le ragazze obese sono prese in giro anche a scuola. La distinzione in classi sociali è odiata. Sono giovani che sanno che non bisogna essere carichi di aspettative le disfatte sono dietro l’angolo e in certi casi le speranze sono ridotte al lumicino. Spesso sono giovani presi dalla morsa della noia e della malinconia senza motivo. L’unico sfogo è il fumo pe sentirsi grandi. Il desiderio di rivalsa spesso si smorza. Sanno di vivere in una società senza pietà dove tutto si paga a caro prezzo.