Discussione

GIUSEPPE BERTO

Giuseppe Berto era nato a Mogliano veneto in provincia di Treviso nel 1914. E’ morto a Roma nel 1978. E’ noto come drammaturgo, regista, scrittore, sceneggiatore. Figlio di un maresciallo dei carabinieri e di una commerciante di cappelli, frequenta il liceo dei salesiani a Treviso. A Padova consegue la laurea in lettere. Nel 1935 partecipa come volontario alla guerra di Abissinia ricevendo delle medaglie al valore. Durante il secondo conflitto mondiale viene fatto prigioniero in Texas nel 1943 dopo una crisi di nervi proprio in prigione comincia a scrivere romanzi, novelle, racconti. Il suo romanzo di esordio è il cielo è rosso ambientato in guerra e ottiene il premio Firenze. Si stabilisce in Calabria. Nel 1951 esce il brigante. Alcuni suoi romanzi sono in prima persona altri in terza nel 1964 esce il male oscuro opera di stampo autobiografico dove si analizza il rapporto con la depressione che ottiene il premio Viareggio. Ottiene numerosi premi come il premio bancarella e Campiello. Scrive e sceneggia Anonimo veneziano una struggente storia d’amore sullo sfondo di una Venezia decadente. Nel 1978 esce la gloria. Le sue opere sono di stile neorealista e di rottura con la tradizione. Insegna storia e latino nelle scuole anche tecniche. Le sue opere affrontano temi di attualità come la ecologia . Nel 1966 esce la cosa buffa. Scrive anche raccolte di racconti che compaiono su specifiche antologie. In lui spesso prevale la vena ironica, i temi sono i ricordi, gli amori, le estati, le ambizioni. La sua è una scrittura abbastanza introspettiva. Ci sono tracce autobiografiche. Sono spesso descritte le tappe della sua vita: l’infanzia, il rapporto contorno con un padre autoritario che inibiva le sue ambizioni, le nozze, la cura psicanalitica. Sono affrontati temi come la povertà e la emarginazione sociale, il consumismo . I suoi personaggi sono in cerca di redenzi