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Procida

Una storia marinara, di remi e di vele, di pescatori, capitani coraggiosi: questa è la storia di Procida, intima e minuscola (3,7 chilometri quadrati), immersa nel Tirreno come la perla scontrosa di un’ostrica selvaggia, così fascinosa da solleticare fantasie medievali, poesie e visioni di narratori lanciati sulle rotte dei paradisi lontani. Oggi arrivano i navigatori dell’estate, ed è un posto fatale per gli artisti, un set sublime per il cinema. E se le star del grande schermo alimentano i miti del presente, richiamano un percorso già delineato in capolavori della letteratura, da Virgilio ad Orazio, da Giovenale a Boccaccio, fino a «Graziella», il romanzo di Alphonse de Lamartine, un diplomatico francese di stanza a Napoli, che naufragò sull’isola durante una gita in barca. La giovane corallaia, figlia di un pescatore, si innamorò, riamata, di Lamartine, che così la descriveva: «Graziella aveva gli occhi a mandorla, grandi, erano di quel colore indefinito tra il nero scuro e il blu del mare… tinta celestiale che le donne dell’Asia e dell’Italia traggono dal fuoco ardente del loro sole e dall’azzurro sereno del loro cielo, del loro mare e delle loro notti».

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Stupenda! Che storia e che colori nella foto! Grazie Riccardo, mi hai fatto sognare con questo racconto. Avevo sentito spesso nominare Procida ma non avevo mai visto nemmeno una fotografia, non mi era mai capitato, i casi della vita. Devo dire che una bella vacanza in quei posti mi tenta, ora che mi hai incuriosito. Tu ci sei mai stato? Sarà meglio di Capri? Chissà...🤔