Riccardo

 

Trapani, Sicilia

La forma allungata a falce di Trapani, mentre si curva elegantemente nel mare, ispirò i primi coloni: gli Elimi, di estrazione fenicia, chiamarono la città Drepanon, che tradotto significa "falce". La leggenda narra che Demetra, dea dei raccolti e dell'abbondanza, mentre cercava la sua perduta e amata figlia lasciò cadere la falce in un momento di disperazione, e cadendo a terra e sbarcando in riva al mare, Trapani crebbe al suo posto, conservando la la falce della dea. Miti a parte, Trapani è il porto perfetto, e villaggio di pescatori, essendo adagiato su una bassa penisola che si estende ad arco nel mare, le abitazioni della città si fondono in pianure di saline, preziose per l'economia della regione. Al di là, la solitaria pianura punteggiata di mulini a vento di epoca medievale, si estende il mare aperto che si protende fino all'orizzonte, punteggiato solo dalla bellissima vetta del monte Erice e dalle Isole Egadi. Trapani, oltre all'antico commercio di tonno, pesca e sale, si occupa anche di olive e vino, e negli ultimi anni ha cominciato a fiorire. Attualmente, la provincia di Trapani produce più vino di Austria, Cile, Ungheria o della regione Toscana. Trapani è il punto più strategico della Sicilia occidentale in quanto è l'unico grande porto. Così per i vari invasori memori del suo fertile potenziale e della sua posizione geografica, è stato considerato un piccolo ma degno premio. Dopo l'epoca dei Greci in cui Trapani era una colonia minore, divenne un centro commerciale per i Fenici prima di diventare un cardine cardine dell'impero cartaginese. I Romani, veloci come sempre nell'individuare un sito di pregio, sconfissero poi i Cartaginesi nella battaglia delle Isole Egadi e presero la città, utilizzandola come piccola stazione commerciale. Dopo l'invasione e la scomparsa dei Vandali, la città riprese un po 'durante la dominazione bizantina, fino all'830 d.C. quando per la prima volta la città iniziò a prendere piede sotto i musulmani che la ricostruirono virtualmente, racchiudendola con mura su tutti i lati , e dandogli un unico piano stradale peculiare agli arabi, che si trova in diverse città siciliane. Gli arabi aumentarono anche la prosperità della città con la crescita della produzione di sale, tonno e corallo, oltre a introdurre un sistema di irrigazione aumentando così la produttività alimentare della città. I Normanni continuarono a sviluppare le potenzialità della cittadina, assegnandole il titolo di "Città Reale". Così questa pittoresca cittadina di posizione per eccellenza, crebbe in prosperità per tutto il periodo arabo e normanno. Durante l'era del dominio spagnolo, la produzione e la decorazione del corallo della città crebbero insieme all'estrazione e all'esportazione del marmo. Come porto, la città aveva sempre goduto del beneficio delle dogane che ne garantivano una costante alla prosperità cittadina. Carlo V ristrutturò le mura di Trapani aggiungendo un profondo fossato e un canale intorno alla città per proteggerla dagli attacchi. Alla fine del Settecento fu abbattuto e le mura allungate fino alla base del monte Erice. Da questo momento in poi, la città si espanse indiscriminatamente e senza pianificazione, e purtroppo continua a farlo. Estendendosi per chilometri dal centro cittadino, lungo la costa fino a Marsala, intervallato da mulini a vento del XVII secolo che si ergono come sentinelle solitarie lungo la costa, è una striscia irregolare di collinette bianche che ondeggia tumuli e valli. Trapani è la patria di un antico e unico commercio di sale e ha un museo che celebra questa tradizione. I Fenici iniziarono la produzione di questo prezioso minerale, che era stata continuata anche se in qualche modo modificata fino ad oggi. Oltre alla sua atmosfera inquietante e al valore pittoresco, l'area ospita circa 170 specie di uccelli, tra cui aironi fenicotteri, cicogne e gru e come tale è protetta dal World Wildlife Fund. Le risorse di Trapani in antiche bellezze testimoniano il passaggio di innumerevoli tradizioni e generazioni corse nel corso dei secoli. Un elenco limitato includerebbe la Cattedrale, dedicata a San Lorenzo, costruita nel XIII secolo e successivamente resuscitata nel caratteristico stile barocco siciliano. Il Santuario dell'Annunciazione, è la chiesa più grande edificata nel Tredicesimo secolo, che unisce alla forma gotica un imponente campanile barocco, all'interno ospita la cappella per pescatori e marinai (pertinente alla città in quanto nei secoli la pesca è stata un base per la città economicamente e come professione). Il Palazzo della Giudecca nel Ghetto Ebraico, costruito nel 1500, in "stile catalano" con una torre e finestre finemente decorate, è uno dei simboli più importanti della residenza ebraica in Sicilia.

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Tricolore su Roma

Roma e i suoi numerosi secoli di storia partono ufficialmente nel 753 a.C. sulle pendici del colle Palatino, in un momento in cui gli Etruschi e i coloni greci occupano aree vicine. La tradizione dà a Romolo la paternità del villaggio, tracciato nel perimetro con un aratro. Nel 509 a.C., fino al 27 a.C. governano le supreme autorità repubblicane che, elette anno dopo anno dai cittadini, fondano le basi del diritto civile. Roma, da villaggio, diventa in pochi secoli capitale di un impero e, con le guerre puniche, la dominatrice incontrastata del mar Mediterraneo. L’espansione territoriale e della popolazione necessitano una ridefinizione della "res publica", ovvero dello stato. Le soluzioni suggerite dai diversi uomini influenti che si succedono arrivano, dopo l’assassinio di Cesare (44 a.C.) e il contrasto tra Marco Antonio alleato con Cleopatra da una parte e Ottaviano, nipote di Cesare, dall’altra, a un nuovo regime istituzionale: il principato. Il "princeps" (da "primum caput" o primo cittadino) fonda l’impero in un assetto unificato e pacificato che dura fino al III secolo d.C. ("pax romana"). Durante questi secoli l’impero romano raggiunge il suo splendore. Con il III secolo d.C., Roma via via perde il ruolo centrale per la vastità e universalità del suo regno, finché Diocleziano separa in due parti l’impero ristrutturando profondamente economia, finanze, politica e burocrazia. Quest’opera garantisce a Roma un secolo di nuova prosperità e il Cristianesimo, autorizzato ufficialmente nel 313 d.C. da Costantino il Grande con l’editto di Milano, constribuisce a sostenere il regime. In quel periodo Roma contava circa 4 milioni di cittadini (uomini liberi, schiavi esclusi) e l’impero oltre 50 milioni. Nel IV secolo il baricentro dell’impero si sposta verso oriente, dopo le successive invasioni in Italia di Barbari, Visigoti e Vandali, che arrivano a saccheggiare persino la città di Roma. Il VI secolo vede la scomparsa dell’impero romano, lasciando alla storia il merito di aver creato e unificato il cosiddetto "mondo civile".

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Le strette strade medievali di Ostuni, La Città Bianca, Puglia

La bellezza di questo angolo del Mediterraneo e l'ospitalità della gente non potranno mai essere racchiuse in queste pagine, auguriamo a tutti i visitatori e gli ospiti di questa terra un soggiorno consono alla bellezza del posto con l'impegno di questa amministrazione a preservare nel tempo i tesori naturali e culturali della città bianca e del suo territorio. Il Comune di Ostuni (circa 33.000 abitanti) sorge sulle ultime propaggini della Murgia meridionale. La sua città vecchia, detta La Terra, è inconfondibile l’accecante monocroma colorazione del suo abitato, rigorosamente di bianco. Le case tinteggiate di calce e la peculiare topografia hanno fatto meritare epiteti fiabeschi, come Città Bianca, Regina degli Ulivi, Città Presepe, II nucleo antico - probabile supporto dell'acropoli messapica - è infatti arrampicato sui fianchi scoscesi di un colle e presenta una pianta ellissoidale, chiaramente espressa dalla cinta muraria rafforzata dai torrioni aragonesi. Ne rimangono otto dei quindici originari, come pure buone parti dei baluardi che chiudevano la città medioevale. Ostuni è un affascinante groviglio di stradine anguste e tortuose, un susseguirsi di corti, piazzette e vicoli che un tempo facevano capo a cinque porte che si aprivano nella cinta muraria, munite di torri, piombatoi e bertesche. L'unica vera strada che raggiunge il vertice del "cono" e che divide il centro storico in due parti è via Cattedrale, mentre tutte le altre che lo intersecano sono vicoli ciechi o scalinate strette e ripide. Qui si trovano abitazioni cubicolari, spesso scavate nella roccia, unite da archi e semiarchi che fungono da contrafforti e da sostegno; come pure palazzi che, per gli stemmi gentilizi, i portali e la varietà delle linee architettoniche, con macchie d'ocra dorato ombreggiano l'accecante bagliore del bianco labirinto, Sulla sommità del colle, infine, si erge la Cattedrale, mirabile sintesi di elementi romanici, gotici e veneziani, che domina la Piana degli ulivi secolari fino al mare.

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Genova, Via Assarotti

Sembra un controsenso, ma la costruzione di via Assarotti è antecedente a quella delle due piazze poste alla sua estremità: piazza Corvetto e Piazza Manin.

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Cassano delle Murge

Cassano delle Murge è una cittadina collinare di circa 14.000 abitanti, situata nella provincia di Bari, il cui territorio comprende il capoluogo comunale e i piccoli nuclei di Borgo Parco la Vecchia e Lagogemolo, oltre agli insediamenti residenziali di Borgo Circito, Borgo Fra Diavolo, Borgo dei Pini Mercadante e Borgo Incoronata. La presenza dei boschi e della foresta di Mercadante, lo rendono ancora oggi una “stazione climatica” famosa per la sua aria salubre. Le origini medievali di Cassano delle Murge sono ancora visibili nelle “case-torri” presenti nel centro abitato. Edificate a partire dal XII secolo, come le torri alle quali erano ispirate, ebbero scarso valore abitativo. Oggi resta la casa-torre di via San Giovanni, che racconta l’architettura e la storia del periodo in cui venne costruita. Nel centro della cittadina si possono ammirare la chiesetta di Santa Maria dei Martiri, oggi sconsacrata; la Cripta del Crocifisso, il campanile della chiesa Matrice, in stile romanico. Il palazzetto Miani-Perotti, di stile neoclassico e opera dell’architetto cassanese Vincenzo Ruffi; la Torre Civica con la sede municipale; due torri che sono sopravvissute alla cinta muraria medievale che fu invece distrutta e diverse cappelle risalenti al Seicento e al Settecento. L’agricoltura ha da sempre rappresentato l’attività prevalente di Cassano delle Murge che oggi vanta una grande produzione di mandorle, olive e uva, oltre che del cece nero della Murgia carsica, detto proprio “cece nero di Cassano. Inoltre, negli ultimi anni, si è sviluppato il processo di trasformazione dei prodotti agricoli locali: olive e uva vengono lavorati e imbottigliati e vengono prodotti un ottimo vino e un olio eccellente.

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Perugia

Aveva ragione Henry James. Il primo impegno che il viaggiatore deve tenere a Perugia è quello di “non avere fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno”. Perché Perugia deve essere “assaporata” lentamente, così come deve essere visitata in slow motion. E lei, che si erge su una collina, riuscirà ad affascinare e accompagnare in un mondo di cultura, sapori e tradizione turisti, viaggiatori e cittadini.Non a caso la città capoluogo dell’Umbria richiama ogni anno decine di giovani che decidono di frequentare l’università. Proprio qui, nella regione polmone d’Italia che, ricca di natura e storia e quindi pronta a fare il grande salto, sembra tuttavia patire i limiti infrastrutturali dell’intera regione. Dalle strade alle ferrovie, passando per i collegamenti aerei.L’Umbria, nonostante risieda nel centro del bel paese, è tuttavia collegata con il resto d’Italia, e quindi con il mondo, da vie di comunicazione quasi obsolete. Per raggiungere Milano servono dalle tre alle sei ore di treno, e la durata inferiore è solo per chi si alza molto presto la mattina. Invece per arrivare a Roma sono necessarie dalle due ore e 47 alle 4. Certo a Perugia c’è un aeroporto, ma le mete da raggiungere sono poche: Milano e Catania in Italia; Tirana, Malta, Londra, Bruxelles, Rotterdam e Vienna a livello internazionale.Dal punto di vista stradale Perugia può essere raggiunta attraverso vie di grande comunicazione, la regina tra tutte è la SS3 Tiberina che collega Ravenna a Orte. L’arteria stradale presenta spesso un fondo quasi dissestato e spesso caratterizzato da continui lavori e deviazioni. Certo, da una parte si ha la possibilità di ammirare la bellezza della natura appenninica, ma dall’altra il viaggio rischia di durare tanto, tantissimo.E Perugia nel 2019 è riuscita a ottenere la sua migliore performance nel settore cultura e tempo libero, dove si è piazzata al 16esimo posto, mentre la peggiore posizione è nel settore Giustizia e sicurezza e Affari e lavoro, dove si è atetstata al 59esimo. Per Demografia e società è 39esima, mentre in Ricchezza e consumi è al 50esimo posto e in Ambiente e servizi al 40esimo. Rispetto al lontano 1990, anno della prima rilevazione effettuata dal Sole 24 Ore, il capoluogo umbro ha perso sette posizioni, scendendo dal 30esimo al 37esimo posto. Nel corso degli anni, il miglior piazzamento è stato il 15esimo nel 1997, poi un progressivo calo fino al 74esimo del 2004, cui è seguita una risalita che l’ha fatta tornare intorno al 30esimo con migliore performance al 27esimo posto del 2014. Quindi nuova discesa fino al 58esimo dello scorso anno e la nuova risalita. Un andamento altalenante che spesso si riscontra anche in altre cittadine, ma che tuttavia nulla toglie alla bellezza di Perugia.

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Roma, Vaticano, Musei Vaticani, Sala Grande Biblioteca, Salone Sistino

La Biblioteca Vaticana possiede una delle raccolte di testi manoscritti e libri rari più vaste ed importanti al mondo. Oltre a questo, al suo interno si trova anche un'importante collezione di carattere storico, artistico ed archeologico che fa parte dei Musei Vaticani. L'area museale della biblioteca è divisa in ben 13 sezioni. • Museo Profano: vi si conservano le antichità etrusche e romane. • Galleria Clementina: vi sono esposti alcuni bozzetti artistici del XVII secolo. • Sala Alessandrina, Sale Paoline, Salone Sistino e Sale Sistine: in questi locali, tutti finemente affrescati da maestri pittori del '500 e del '600, sono raccolti alcuni doni ricevuti dai pontefici nel corso dei secoli. • Galleria di Urbano VIII: in origine vi venivano conservate alcune importanti collezioni librarie del Medioevo, ma oggi vi sono esposti mappamondi, planisferi ed altri strumenti di misurazione legati alla cosmologia e alla cosmografia. • Museo Sacro: allestito per ospitare oggetti e reperti provenienti dalle catacombe di Roma, vi si trovano anche i busti in bronzo di alcuni illustri bibliotecari. • Sala dei Papiri: i papiri che erano originariamente collocati in questa sala sono stati sostituiti da alcune riproduzioni. • Sala delle Nozze Aldobrandine: vi sono esposte diverse pitture murali rinvenute duranti vari scavi archeologici, tra queste spicca proprio l'affresco delle Nozze Aldobrandine trovato all'Esquilino. • Sala degli Indirizzi: ospita la collezione di vetri romani e paleocristiani del Vaticano assieme ad altri oggetti preziosi in smalto e avorio. • Cappella di San Pio V: vi si trovano alcuni reliquiari molto antichi, risalenti al VI secolo. • Sala degli Indirizzi di Pio IX: qui trovano spazio molte stoffe, paramenti liturgici e reperti archeologici provenienti da Pompei nonché le originali porte di legno intagliato della Loggia di Raffaello.

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Alberobello

La nascita dei primi trulli risale all’epoca preistorica. Già in questo periodo, infatti, erano presenti nella Valle d’Itria degli insediamenti e iniziarono a diffondersi i tholos, tipiche costruzioni a volta usate per seppellire i defunti. Tuttavia i trulli più antichi che troviamo oggi ad Alberobello risalgono al XIV secolo: fu in quel periodo che ciò che appariva, ormai, come una terra disabitata venne assegnata al primo Conte di Conversano da Roberto d’Angiò, principe di Taranto e poi re di Napoli dal 1309 al 1343. L’appezzamento di terra costituiva il premio del nobile rampollo angioino per i servigi resi durante le Crociate. La zona venne quindi popolata di nuovo, spostando interi insediamenti dai feudi vicini come quello di Noci. Secondo alcune ricerche, tuttavia, già verso l’anno Mille sorsero degli insediamenti rurali da entrambe le parti del fiume che adesso scorre sotterraneo. Le abitazioni a poco a poco si accorparono fino a formare dei veri e propri villaggi, in seguito soprannominati Aja Piccola e Monti. La costruzione a secco, senza malta, dei trulli, venne imposta ai nuovi coloni di modo che le loro abitazioni potessero essere smantellate in fretta: un metodo efficace per evitare le tasse sui nuovi insediamenti imposte dal Regno di Napoli e di certo anche buon deterrente per i proprietari riottosi. La maggior parte degli storici tuttavia concorda che questa tecnica edilizia fosse dovuta, innanzitutto, alle condizioni geografiche del luogo, che abbondava della pietra calcarea utilizzata nelle costruzioni. A metà del XVI secolo l’area di Monti era già occupata da una quarantina di trulli ma fu solo intorno al 1620 che Alberobello acquisì la fisionomia di un insediamento indipendente dalla vicina Noci, arrivando a contare circa 3500 persone verso la fine del XVIII secolo. Nel 1797 il villaggio ottenne dal Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone il titolo di città reale. Il nome attuale deriva dal latino medievale della Regione, “silva arboris belli”.

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Narni Umbria

Narni è un piccolo borgo medievale in provincia di Terni davvero molto caratteristico. Secondo dei recenti studi non ufficiali realizzati negli anni ’90 dall’Istituto Geografico Militare di Firenze (IGM) venn individuato Narni come centro geografico d’Italia, dove venne posto il cippo a ridosso del Ponte Cadorna, nell’antico bosco, attraversato dall’acquedotto romano della Formina, che ha portato l’acqua alla città di Narni fino al 1924.Famosa soprattutto per la caratteristica Corsa dell’Anello che avviene a maggio, evento nel quale la città “ritorna” indietro negli anni del Medioevo con figuranti in costume e cavalieri a cavallo che devono centrare un anello.Il piccolo borgo di Narni è colmo di storia e di arte e mostra ancora oggi le stratificazioni che, dai tempi più remoti, si sono sovrapposte fino ai nostri giorni. La zona intorno a Narni era già abitata nel Paleolitico, come attestano i ritrovamenti in alcune delle grotte di cui è composto il territorio. Mentre intorno al 300 a.C. i romani si insediarono nella città umbra, importante fortificazione per la costruzione della via Flaminia, lasciandone tracce ancora oggi.E se “le cronache di Narnia” non fossero solo una fiaba per bambini ma fossero realmente ispirate da una storia vera ambientata a Narni nel 1979? In quell’anno un gruppo di ragazzini chiamato “la banda del buco” scoprí un passaggio segreto sotterraneo dietro un armadio che conduceva all’attuale Narni sotterranea, legata alle storie dell’inquisizione e della massoneria… sembrerà strano, eppure un film Disney è stato ispirato da una storia vera, ambientata in Italia.

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Cervo - Tramonto invernale

Storia del borgo ligure di Cervo Cervo mantiene ancora la stessa atmosfera che si respirava al tempo in cui i suoi primi abitanti crearono questo insediamento. Non si hanno notizie certe sulle sue origini, ma pare che l’inizio della sua storia risalga addirittura alla preistoria. I suoi primi abitanti furono gli Ingauni, una antica popolazione locale. Venne poi conquistata dai Romani e sembra che sia stato in questo periodo che il paesetto ha preso il suo nome; Cervo sarebbe infatti la storpiatura della parola romana “servo”, cioè colui che offre servizi. Successivamente, esso divenne indipendente sotto la protezione della Repubblica di Genova. Per un breve periodo, fu un feudo della Repubblica di Malta. Come molti altri paesi costieri, il borgo ligure di Cervo dovette subire molte aggressioni e razzie da parte dei pirati saraceni nel XVI e XVII secolo. Essi erano infatti attratti dal corallo, la cui pesca era l’attività principale dei pescatori di Cervo.

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Finale Ligure - Finalborgo, borgo medievale (Porta Testa)

Finalborgo, uno dei “borghi più Belli d’Italia”, è un gioiello a pochi passi dal mare che incanta grazie all’atmosfera d’altri tempi. Il nome deriva da Burgum Finarii, terra di confine ai tempi dei Romani. Questo borgo è chiuso tra mura medievali ancora ben conservate, intervallate da torri semicircolari e interrotte solo in corrispondenza delle porte, la bellezza di questo borgo vi stupirà! Poco distante troviamo Castel San Giovanni, antica fortificazione militare costruita dagli spagnoli nel 1600, dalle cui terrazze godremo di un bellissimo panorama su Finalborgo e Finale Ligure. Proseguendo la passeggiata verso Castel Govone, si trova la famosissima Torre del Diamante, a forma di carena di nave e coperta da uno splendido bugnato, le cui pietre sfaccettate sono a forma di diamante.

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Riomaggiore

Situato sulla Riviera italiana, Riomaggiore, Italia è un incantevole villaggio arroccato su una collina terrazzata in alto sopra la costa ligure. Conosciuta per le sue colorate case in pietra che sembrano accatastate l'una sull'altra e il suo porto pieno di tradizionali barche da pesca, Riomaggiore fa parte della serie di cinque villaggi che compongono le Cinque Terre , patrimonio dell'UNESCO. È anche una delle mete di viaggio più ambite di tutta Italia. Il villaggio è stato originariamente fondato nell'VIII secolo da profughi greci desiderosi di sfruttare il suolo naturalmente ricco e l'abbondante vita marina che lo circonda. La Riomaggiore che vediamo oggi, invece, risale in realtà al XIII secolo. Si trova in una valle tra due ripide colline ed è stato chiamato per il torrente, Rivus Major, che scorre sotto di esso. Un tempo sotto il dominio della Repubblica di Genova , Riomaggiore faceva molto affidamento sulla produzione di vino e olio d'oliva dai vigneti e frutteti circostanti. Oggi la sua industria principale è il turismo, con più di due milioni di visitatori che arrivano in città ogni anno.

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Val Trebbia Bobbio

Bovium, ovvero Bobbio, prende il suo nome dal torrente che scende dal Monte Penice conosciuto anche come "saltus Boielis". Nel 14 a.C. i Romani si insediarono lungo la sponda destra del fiume Trebbia, che era abitata sin dal Neolitico, conquistando Bobbio. Verso la metà del VI secolo il presidio romano di Bovium venne assegnato al duca Sundrarit, che prese in concessione anche le saline. Un momento cardine della storia del borgo è segnato da un anno, il 614: in tale data arrivò dall'Irlanda il monaco eremita Colombano che ricevette in donazione la città che controllava la via del sale. Proprio qui Colombano fondò un monastero benedettino restaurando la chiesetta di San Pietro. È nel 643 che proprio attorno al convento cominciano a sorgere anche le prime abitazioni civili. A seguito della conquista di Pavia, avvenuta nel 774 da parte di Carlo re dei Franchi, il monastero mantiene un ruolo fondamentale in quanto Bobbio apre la strada ai Franchi verso la Liguria. Il borgo di Bobbio diventa quindi un monastero imperiale e un feudo di primaria importanza. Nel 1014 l'Abate Agilulfo ottiene la giurisdizione episcopale e nasce quindi la diocesi autonoma di Bobbio, che diventa una città episcopale. Nel 1230 Piacenza occupa Bobbio che viene staccata dalla città e aggregata a Voghera, spostandosi sempre di più verso l'influenza pavese. Nel 1387 Bobbio diventa feudo dei Dal Verme che lo mantengono tale fino alla metà del XVIII secolo quando, dopo le Guerre di Successione, passa ai Savoia. Da quel momento in poi la storia di Bobbio si va a intrecciare con quella dello Stato Sabaudo.

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Il Ponte Del Diavolo Di Tolentino

Il ponte del diavolo di Tolentino è chiamato così in ricordo della leggenda secondo cui l'architetto Benevegna, in difficoltà durante la costruzione del ponte ( che veniva distrutto nottetempo dall'impetuosità del fiume Chienti ), stipulò un patto con il diavolo, il quale assicurò la realizzazione del ponte in una sola notte in cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. L'architetto, pentitosi del suo patto col diavolo, si rivolse disperato a San Nicola. Il santo escogitò uno stratagemma: a costruzione ultimata benedisse il ponte; poi, attese che si avvicinasse un cane e fece rotolare una forma di formaggio dall'altra parte del ponte, costringendo l'animale ad attraversarlo. Il diavolo, accecato d'ira, tentò invano di distruggere il ponte con una cornata, che sarebbe ancora visibile.

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I colori di Albenga (Savona)

E’ una cittadina turistica e agricola, celebre per la sua storia antica risalente all’epoca romana e per dare alla tavola tre dei migliori prodotti liguri: l’asparago violetto di Albenga, presidio slow food, il carciofo di Albenga e il pomodoro cuore di bue. Passeggiando tra le vie del centro storico s’intravedono ancora le cinta murarie, se ci si addentra si riscoprono le vie principali che ne tracciavano la pianta e vestigia storiche come il battistero di epoca paleocristiana. Ma soprattutto, arrivando dal mare o dalla via Aurelia si riconoscono da lontano le torri medievali, che svettano contro il cielo. In una di queste il Museo civico di Albenga. Albenga appare come una penisola: l’estuario del fiume Centa la proietta verso il mare e ne fa un trampolino. Nelle giornate ventose la baia che si apre sull’isola della Gallinara è ideale per chi ama surfare. Al largo di questa fu trovata una nave oneraria romana e i vasi rinvenuti sono conservati nel Museo Navale Romano. Accanto alla tracce di storia, potete godervi le meraviglie della Riviera: lunghe spiagge di sabbia dorate, ristoranti che servono ottimo pesce fresco e locali per far vivere le vostre sere d’estate. Albenga, con la sua frazione Salea e l’entroterra, è anche una delle capitali del vino doc: qui nasce il vitigno Pigato, ideale accompagnamento per un piatto a base di pesce. Al Pigato e ai vini DOC della Liguria è dedicata l’annuale rassegna che si svolge proprio a Salea. Buon Natale.

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Castello d'Albertis Genova

In Corso Dogali, subito dopo la fine di corso Firenze, presso la stazione a Monte dell’ascensore di Montegalletto sorge il Castello D’Albertis che domina la città di Genova affacciandosi sul porto dalla collina. Ideato dal Capitano Enrico Alberto D’Albertis spirito avventuroso ed eclettico, viaggiatore, scrittore, archeologo, dilettante fotografo, con il gusto del collage architettonico e del revival neogotico, è stato eretto su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali intorno al 1890. Castello D’Albertis non è solo un percorso nella casa del Capitano D’Albertis, ma è un vero e proprio racconto di viaggio della sua avventurosa vita. Viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900, il Capitano ha racchiuso nella sua dimora il suo mondo in una cornice romantica a cavallo tra “camere delle meraviglie” e trofei coloniali. Il suo castello testimonia il fascino che i mondi lontani da lui visitati hanno esercitato sul suo spirito, impregnato di “genovesità” e amore per il mare e di altrettanta curiosità verso l’ignoto e l’intentato. Un allestimento moderno ed essenziale propone un percorso espositivo attraverso gli esotici ambienti dell’abitazione, la Sala Colombiana, la Sala delle Meridiane, il Salotto Turco e la Cabina Nautica per poi proseguire negli ambienti ricavati dallo svuotamento del Bastione cinquecentesco, dove sono conservati i reperti delle civiltà precolombiane dell’America Latina, degli indiani delle pianure nordamericane, degli hopi dell’Arizona, e delle popolazioni dell’Oceania.

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Borghi di Sicilia Caccamo

Caccamo, in provincia di Palermo, è uno dei meravigliosi borghi medievali che la Sicilia custodisce. Non appena si arriva all’ingresso di questo piccolo angolo di paradiso si resta subito affascinati dal suo Castello normanno, uno dei più grandi e ben conservati dell’Italia. Il Castello di Caccamo domina il paese dalla sua imponente posizione e ai suoi piedi si trovano il fiume San Leonardo e la diga Rosamarina.

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Loro Ciuffenna

Loro Ciuffenna è uno di quei luoghi poco conosciuti, ma che ha davvero tanto da offrire ai visitatori. Si tratta di un antico borgo che custodisce il più antico mulino ad acqua medievale della Toscana: un vero gioiello in pietra perfetto da visitare in ogni stagione dell’anno. Natura, tradizioni, buona cucina e tanto relax: Loro Ciuffenna è uno dei Borghi più belli d’Italia ed è la destinazione perfetta per un weekend alla scoperta della Toscana più autentica. Loro Ciuffenna si trova in provincia di Arezzo, ma è equidistante anche con Firenze e poco lontano da Città di Castello. La sua posizione strategica tra Toscana e Umbria lo rende facilmente accessibile da diverse parti d’Italia, ma soprattutto gli ha regalato diversi periodi di grande splendore in passato.

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Scanno (AQ)

Un borgo di meno di 2000 anime dove le vie si intersecano, i balconi sono sempre fioriti e le nonne portano ancora le tipiche gonne pesanti di stoffa: si tratta di Scanno, una delle località più importanti della montagna dell’Abruzzo, inserita nella seconda riserva naturale più antica d’Italia. Questa località, completamente immersa nel verde, è l’ideale da vivere per tutta la famiglia, anche per i bambini.Tra stradine e monumenti storici Una volta arrivati in paese non lasciatevi impressionare dalle stradine in salita. A Scanno, infatti, è tutto un saliscendi in cui perdersi tra case in pietra, bellissime da vedere con i loro balconcini in ferro battuto e i fiori, ammucchiati in vasi di terracotta, anche sulle scale che portano agli ingressi delle abitazioni.

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Via Roma Cuneo

La prima attestazione in cui compare Cuneo è un documento datato 23 giugno 1198: “…..consules et rectores de Picio Cuney …….”. Il toponimo sta ad indicare la caratteristica forma a cuneo creata dalla confluenza del torrente Gesso e del fiume Stura. Il nucleo più antico della città sorge sulla punta ed è caratterizzato da un impianto a scacchiera lungo una via mediana (via Roma) di epoca medievale. Benché rappresentasse una zona strategicamente importante per la sua posizione dominante sulla confluenza di due fiumi, il luogo su cui sorge la città ospitò un insediamento stabile solo in epoca relativamente recente.

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Cortona

Può sembrare piccola, ma Cortona non è mai stata oscura. Fiorente città etrusca e colonia romana, questa piccola città nel sud della Toscana è stata dotata di meravigliosi monumenti e architetture durante il Medioevo e il Rinascimento. Situato a soli 45 minuti da Arezzo e vicino al confine con l'Umbria, ha sempre avuto un posto importante nel crocevia della Toscana meridionale. Ma è stato uno scrittore americano a porre saldamente Cortona nella moderna mappa del turismo; questa è la città che Frances Mayes ha immortalato in Under the Tuscan Sun e nei libri successivi. Molti turisti si affollano qui per percorrere quella strada romana verso Bramasole, crogiolarsi al Piazza s, e passeggiare per le strade che Mayes così seducente descritto. Stratificata su una collina sopra la Valdichiana (Val di Chiana), Cortona gode di una vista sulla vallata fino al Lago Trasimeno e sorveglia le colline di uliveti e tenute vinicole che si aprono sotto. L'ambientazione è la quintessenza della Toscana, dove alti cipressi si allineano lungo strade di campagna che si snodano tra case coloniche in pietra.

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Siena

Siena, la città costruita su tre colline, è un'antica città italiana con strade strette e tortuose fiancheggiate da edifici in mattoni e assolutamente piena di cultura. Qui puoi visitare un museo di Siena, mettere piede nella loro famosa Piazza del Campo, mangiare un delizioso ragù di cinghiale e sorseggiare un buon Chianti o Brunello di Montalcino. Le opzioni non sono necessariamente infinite, dato che questa è una piccola città. Se ti sei trovato in questa commovente città toscana, per qualsiasi motivo, sicuramente ad un certo punto dovrai trovarti un buon ristorante senese. In questo modo puoi avere un assaggio (letteralmente) del cibo tipico di Siena e della regione Toscana, tra cui la ribollita - una sostanziosa zuppa di pane toscano con verdure, la pasta Pici - un tipo di spaghetti più spessi .

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Langhe - Castello di Barolo Piemonte

Di antiche origini – il primo corpo risale al X secolo – il castello ha subito nel corso del tempo diverse trasformazioni. Da maniero di difesa a residenza nobiliare di campagna, a rigido collegio di religiosi: ogni destinazione ha lasciato qualche traccia nelle sale del grande edificio. Del castello colpisce soprattutto la mole, che sovrasta e quasi schiaccia il paese con la sua imponenza, immagine tangibile del potere dei signori dei luoghi. All’interno si possono vedere le stanze con gli arredi d’epoca della marchesa Giulia Colbert, il salone degli stemmi, la biblioteca con il ricordo di Silvio Pellico, il patriota che, reduce dalle prigioni dello Spielberg, qui prestò la sua opera come segretario e bibliotecario per quasi vent’anni. Ai piani superiori è ospitato il museo etnografico-enologico del Barolo, un’esposizione di antichi attrezzi viticoli ed enologici in uso nella zona, a documentazione della vita e del lavoro dei vignaioli nelle Langhe; in altre sale, una collezione di cristalli da vino e di vecchie fotografie del paese. Nelle cantine, proprio dove la marchesa Giulia battezzò il primo Barolo, ha sede l’Enoteca Regionale.

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Albenga -Liguria

Albenga, situata al centro di un’ampia insenatura con spiaggia sabbiosa alla foce del fiume Centa, concilia il suo ruolo d’importante mercato nel settore florovivaistico ed ortofrutticolo (famosi i pomodori a cuore di bue, i carciofi e l’asparago violetto di Albenga) con la sua vocazione al turismo balneare, outdoor e storico-culturale. Ha un Centro Storico, tra i più interessanti e meglio conservati della Liguria occidentale, che gli ha valso l’appellativo di “Città delle Cento Torri”, dove è possibile rivivere la storia degli antichi romani, visitando il Museo Navale, in cui si trovano le anfore della più grande nave oneraria romana mai trovata nel Mediterraneo, o ritrovare nel Museo di Palazzo Oddo tutti gli oggetti in vetro soffiato usati dai romani, compreso il famoso Piatto Blu. Passeggerete proprio nel castrum romano, tra torri medioevali e carruggi antichi animati da bar, ristorantini e negozi, e potrete scendere nel Battistero del V sec. la cui base è a due metri sotto il livello del suolo.

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Procida

Una storia marinara, di remi e di vele, di pescatori, capitani coraggiosi: questa è la storia di Procida, intima e minuscola (3,7 chilometri quadrati), immersa nel Tirreno come la perla scontrosa di un’ostrica selvaggia, così fascinosa da solleticare fantasie medievali, poesie e visioni di narratori lanciati sulle rotte dei paradisi lontani. Oggi arrivano i navigatori dell’estate, ed è un posto fatale per gli artisti, un set sublime per il cinema. E se le star del grande schermo alimentano i miti del presente, richiamano un percorso già delineato in capolavori della letteratura, da Virgilio ad Orazio, da Giovenale a Boccaccio, fino a «Graziella», il romanzo di Alphonse de Lamartine, un diplomatico francese di stanza a Napoli, che naufragò sull’isola durante una gita in barca. La giovane corallaia, figlia di un pescatore, si innamorò, riamata, di Lamartine, che così la descriveva: «Graziella aveva gli occhi a mandorla, grandi, erano di quel colore indefinito tra il nero scuro e il blu del mare… tinta celestiale che le donne dell’Asia e dell’Italia traggono dal fuoco ardente del loro sole e dall’azzurro sereno del loro cielo, del loro mare e delle loro notti».

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Portovenere

Questa caratteristica e famosa località di villeggiatura della Liguria è un esempio perfetto del connubio tra natura e architettura: dal lungomare che incornicia il porticciolo turistico all’infinita gamma di colori delle sue strette case, dalle ripide scalinate e dagli stretti vicoli all’estremità del promontorio delle Bocche dove svetta la Chiesa di San Pietro, di epoca paleocristiana ricompletata in stile gotico. Da vedere anche il Santuario della Madonna Bianca, già Chiesa parrocchiale di San Lorenzo eretta nel XII secolo in stile romanico e in seguito restaurata ed ampliata e il Castello Doria, maestosa fortezza militare.

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Lerici

Lerici è una cittadina che era destinata a essere una meta. Come potrebbe una città color pastello arroccata sul Golfo dei Poeti non attirare letterati e visitatori? Definita la Perla del Golfo, Lerici è davvero un gioiello. Menzionato da Dante e frequentato da poeti come Shelley, Byron e DH Lawrence, attira ancora letterati e artisti in cerca di ispirazione. È molto pittoresco con le sue insenature sinuose, le scogliere rocciose, il mare scintillante e le case dipinte allegramente, il tutto presieduto dal suo castello dominante. Lerici ha lo stesso fascino delle più famose Cinque Terre ma senza la folla e con spiagge più grandi! Ci sono numerosi sentieri escursionistici, un grazioso porto turistico, panorami perfetti, sole abbondante e gente amichevole.

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San Gimignano

San Gimignano, piccola città fortificata a metà strada tra Firenze e Siena, è famosa per la sua architettura e per le sue belle torri medievali che rendono il profilo cittadino davvero unico.

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Imperia

Quando aspetto ad Imperia, in Liguria, l'autobus per andare in direzione di Diano Marina, ho questa vista della città Italia

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Camogli

Camogli è un comune italiano di 5 219 abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria. Tipico borgo marinaro, centro turistico noto per il suo porticciolo e per i palazzi variopinti sul lungomare. È anche chiamata la "Città dei mille bianchi velieri".

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