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Signal vs Whatsapp - riprendiamo il controllo della nostra privacy

Signal vs Whatsapp - riprendiamo il controllo della nostra privacy

Signal, non sapevo che esistesse e non avevo la minima idea di che cosa fosse fino a quando non me ne ha parlato l'amico Daniele Toesca, che ringrazio di cuore per averlo fatto. Se anche voi non sapete di che cosa si tratta e siete (giustamente) gelosi della vostra privacy, vi consiglio di continuare a leggere questo articolo, perché Signal a quanto pare è l'applicazione migliore per comunicare in assoluta riservatezza. A sostenerlo da sempre è il leggendario informatico statunitense Edward Snowden, un nome che non ha bisogno di presentazioni ma per chi non lo conoscesse lascio comunque il link alla sua pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Snowden la sua è una storia da conoscere assolutamente. Non lo nascondo: l'intento di questa mia pubblicazione è promuovere Signal per incentivarne l'adozione da parte del maggior numero di utenti possibile. Ora vi spiego perché e naturalmente vi lascio il link al sito ufficiale dell'applicazione https://signal.org/it/ Intendo contribuire alla creazione di consapevolezza generale per favorire la migrazione di quante più persone possibile dagli altri servizi di messaggistica non sicuri. Per questa ragione qualunque tipo di supporto è ben accetto, in altre parole vi invito a lasciare i vostri commenti e se vi va di diffondere il collegamento a questo articolo ve ne sarò molto grato. Mi auguro di riscontrare il vostro sostegno perché se Signal dovesse rimanere sempre confinato alla nicchia di quei pochi più attenti alla privacy, non ci sarebbe più speranza per nessuno. Infatti tutte le nostre comunicazioni sarebbero sempre in chiaro alla mercé di qualcuno, non faccio nomi ma avete capito di chi sto parlando :-D Anzi, colgo l'occasione per invitarvi a menzionare la persona o le persone alle quali avete pensato, così da rendere noto a tutti, i nomi dei personaggi di cui bisogna preoccuparsi. Dubito che la lista sarà lunga ma non si sa mai, magari in questo modo salteranno fuori dei nomi nuovi e noi tutti trarremo beneficio dall'esperienza collettiva. L'ispirazione per trattare questi argomenti mi è venuta dopo aver letto l'articolo https://www.t.ly/Ivzo pubblicato su DDAY.it nel quale si parla delle critiche mosse da Elon Musk nei confronti di Whatsapp e Facebook, in seguito al cambio delle condizioni di utilizzo di Whatsapp avvenuto di recente. Nell'articolo appena citato è presente un rassicurante approfondimento, il quale spiega che non è avvenuto nessun cambiamento di cui preoccuparsi, tuttavia io ho deciso che è venuto il momento di fare la mia parte per contribuire alla diffusione di Signal. Noi del team di 101 abbiamo già offerto un grande servizio alla collettività in fatto di protezione della privacy, mettendo a disposizione una piattaforma sociale del tutto disinteressata a collezionare i dati personali degli iscritti. Indubbiamente il mio punto di vista non è imparziale, ma voglio comunque condividere con voi e in tutta onestà lo scenario che ho nella mia testa: immagino un futuro in cui tutte le interazioni private avverranno attraverso applicazioni sicure come Signal e quelle pubbliche all'interno di piattaforme sociali altrettanto sicure come One Hundred One. Tornando all'applicazione di messaggistica, ritengo saggio che tutti insieme cominciamo a usare Signal al più presto per riprendere il controllo della nostra privacy e prevenire gravi sconvolgimenti d'interesse collettivo. Mi secca essere allarmista, probabilmente esagero, ma ciò che intravedo nel futuro dell'umanità non è rassicurante: procedendo di questo passo non escluderei che un giorno invece di combattere per petrolio, terreni e ricchezze materiali di vario genere, potremmo trovarci a combattere guerre per il dominio sui dati e l'informazione. Voi che cosa ne pensate? Non date troppa importanza alla mia ultima considerazione, è di carattere personale e oggettivamente molto fantasiosa. Invece vi esorto a spargere la voce e soprattutto a dare l'esempio, per quanto riguarda l'utilizzo dell'applicazione, che per il momento sembra rappresentare la nostra unica speranza in fatto di riservatezza. Mi rendo conto che qualcuno potrebbe pensare: "Io non ho motivo di preoccuparmi per la riservatezza della mia messaggistica, visto che le informazioni che trasmetto e che ricevo non hanno un particolare valore, a chi potrebbero interessare le mie conversazioni private?". In questo caso mi sento di consigliare maggiore diffidenza, non bisogna dare nulla per scontato, perché qualsiasi comunicazione che non sia pubblica è di valore, per esempio dal punto di vista di un malintenzionato alla ricerca di informazioni da usare contro di noi. Inoltre, qualsiasi tipo di informazione che presa in considerazione singolarmente appare insignificante, una volta messa in relazione ad altre simili o contrarie, ha un enorme valore per chi colleziona i nostri dati! Spero di essere riuscito a farvi riflettere perché interessarsi a certi temi è fondamentale al fine di garantire un futuro sereno a tutti noi. Attendo i vostri commenti e mi raccomando: spargete il verbo!

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Grazie Mattia di avere scritto questo esaustivo articolo e sono d'accordo sulla tua ultima considerazione personale. C'è bisogno di maggiore consapevolezza. Noi possiamo solo informare, poi sta ad ogni individuo scegliere. Io ci sono da tempo su Signal, lo sai. Buona giornata!

 

Grazie a te @Daniele per avermi fatto conoscere Signal. Come hai detto tu, noi possiamo solo informare la gente, poi la decisione è personale. Per usare un'espressione a noi cara, "sarebbe bello" un mondo in cui i dati personali non sono considerati una merce. Speriamo bene o comunque che le cose non peggiorino. In ogni caso, spero che qualcuno possa trovare e partecipare a questa discussione, interessarsi all'applicazione e iniziare a usarla, perché come ho scritto nell'articolo, finché resta limitata a una nicchia di persone purtroppo non può avvenire un cambiamento, per nessuno. Voglio ribadire un concetto anche se sono di parte, mi rivolgo a chi ancora non conosce o non comprende a pieno l'utilità di questo sito: oltre alla messaggistica e le comunicazioni in tempo reale, sarebbe già un importante passo avanti nella tutela della propria privacy limitare l'uso di siti come Facebook e prendere seriamente in considerazione 101 come principale piattaforma sociale.