Discussione

Ho perso mia madre a 13 anni, tumore al seno diagnosticato troppo tardi, ora ne ho 31, sono passati 18 anni, ma il dolore per la sua scomparsa non è mai passato, É sempre lì, come un rubinetto che perde e non riesci mai ad aggiustare del tutto. Mia madre mi manca e basta. E fa male. Mi manca come l'aria dopo una lunga apnea sott'acqua o come la pioggia durante una lunga siccità e non mi basta pensare che la sua assenza è solo fisica, mi manca persino poterci litigare e poterle chiedere scusa. É un dolore sordo, fermo, li, incastonato nel petto, un dolore che resta, mentre tutto scorre, mentre io vado avanti. Avrei voluto chiederle tante cose, avrei voluto mi insegnasse ad amare, perché sfortunatamente, non sono in grado di farlo. Avrei voluto fosse fiera di me. E l'unica cosa che mi resta ora è sperare che sia felice, ovunque essa sia.

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Ciao Elena, ho letto la tua storia, mi dispiace molto. Non posso nemmeno immaginare il tuo dolore. Ho letto anche che hai 31 anni, magari siamo dello stesso anno, io ne ho ancora 30 perché sono nato a settembre del 1990. Tu di che anno sei? Comunque si vede che hai facilità a scrivere e che lo fai con sentimento, mi hai detto che hai smesso ma penso proprio che dovresti riprendere. A parte questo, benvenuta su 101, spero che il sito ti piaccia e che ti aiuti a ricominciare con la scrittura. Io non vedo l'ora di leggere il tuo prossimo post.

 

Ciao Mattia, ho accolto con piacere il tuo invito perché in realtà per me la scrittura è stato il cosiddetto "primo amore" da bambina mi esprimevo molto meglio con gli scritti che non con le parole dette ad alta voce. Sono dell'agosto 1989, quindi 31 compiuti da pochi mesi.

 

Sono molto contento che tu abbia accettato l'invito, a dir la verità non ci speravo, poi il tuo post nella 101 mi ha sorpreso. È stata una gioia inaspettata. Ora sei dei nostri! 🙂 Mi fa piacere sapere che la scrittura è così importante per te, so che ti troverai bene qui perché su questo sito gli amanti della scrittura possono sbizzarrirsi e di conseguenza chi invece adora leggere trova pane per i propri denti. A proposito, se conosci qualcun altro che come te adora scrivere, non esitare a passare parola 🙂

 

Ah beh questo poco ma sicuro. Se il Covid permette e riesco effettivamente a partire per la stagione invernale diventerà una sorta di diario di bordo, preparatevi.

 

Wow!! Non vedo l'ora di leggere le tue storieee!! Stagione invernale dove? Dove andrai? Ho letto nella bio del tuo profilo che sei laureata, ti occupi di giornalismo?

 

In realtà ho scelto un'altra strada, ho capito che così com'è strutturato il mondo del giornalismo non fa per me. Poi chissà qualcuno mi scopre qui e cambia tutto. Scherzi a parte sono una segretaria di ricevimento in strutture ricettive. Ho scoperto che accogliere le persone e farle sentire a casa mi piace molto. Al momento faccio la stagione estiva da una parte, in Sardegna in genere e l'invernale in montagna. Sono una nomade in sostanza

 

Caspita allora abbiamo molto in comune, sono nomade anche io come te, sono un pianista di piano bar e quando è scoppiato il casino del virus ero a bordo del Costa Mediterranea nell'Oceano Indiano... Ora sono a casa da un bel po', il che è insolito dato che mi sono abituato a vedere casa mia solo una decina di giorni all'anno. Ho cercato negli hotel per la stagione invernale a terra ma adesso è tutto molto più difficile ovunque e credo per tutti i settori. Magari un giorno ci incontreremo in qualche hotel, questa stagione invernale dove sarai? Un'estate ho lavorato negli hotel a Madonna di Campiglio e dintorni.

 

Dovrei essere in un residence a Cervinia se il Covid permette. L'anno scorso ero in Alto Adige e due anni fa in Valle d'Aosta a Pila

 

Caspita, chissà che spettacolo Cervinia! Ti faccio un in bocca al lupo allora, speriamo che tutto riparta e che le cose migliorino. Hai girato parecchio vedo. Parli tante lingue?

 

La base: inglese, francese e spagnolo. Ho fatto il liceo classico ad indirizzo linguistico: in sostanza non facevano greco e i primi due anni ho studiato arte e diritto oltre inglese e francese che studiavi dalla prima e dalla terza potevi scegliere se fare spagnolo o tedesco

 

Caspita complimenti! 3 lingue straniere sono tante, io mi arrangio con l'Inglese, a scuola mi hanno insegnato anche il Francese ma durante le ore di queste materie dormivo sempre... 😁 Però il destino mi ha portato a doverle usare, vedi i casi della vita...

 

Non le parlo alla perfezione, ma vengo capita e tanto mi basta. Poi comunque credo che più lingue parli, più puoi confrontarti con gli altri più puoi conoscere. E non guasta mai

 

Non le parlo alla perfezione, ma vengo capita e tanto mi basta. Poi comunque credo che più lingue parli, più puoi confrontarti con gli altri più puoi conoscere. E non guasta mai

 

Credo che il livello ideale di conoscenza di una lingua straniera sia quello che permette di risolvere le situazioni della vita di tutti i giorni. Non serve essere dei grandi oratori per riuscire a comunicare con la gente in giro per il mondo, voglio dire: per chiamare un taxi e farsi portare da qualche parte non serve un dottorato in lingue. Certo che più uno è bravo a comunicare più va lontano, in tutti i sensi. Alla base di tutto ci vuole una certa apertura mentale, ma purtroppo mi rendo conto che non siamo tutti uguali e posso capire chi di fronte ad una lingua o in generale ad una cultura straniera si chiude a riccio. Invidio chi invece è predisposto per le lingue e le apprende facilmente. Ricordo che ai tempi della scuola, la mia capacità di esprimermi in Inglese e Francese era molto limitata, anzi, forse il termine più appropriato è "scolastica", facevo molta fatica. Ho cambiato marcia quando ho avuto la necessità di parlare, nel mio ambiente di lavoro, quindi mi sono imposto di impararlo. Il risultato mi ha sorpreso: ho impiegato pochissimo per riuscire a parlare in Inglese e questo è la dimostrazione che volere è potere... e che ai tempi della scuola anche se dormivo sempre avevo il sonno leggero 😆

 

Nemmeno io ero una cima a scuola con le lingue, soprattutto l'inglese, il francese lo rifiutava, ma ero bravina, lo spagnolo lo adoravo e non avevo nessuna difficoltà a parlarlo. Ho iniziato a parlare inglese per necessità, dopo aver deciso di partire per cinque mesi per Malta. Durante quell'esperienza ho avuto modo di conoscere ragazze e ragazzi dell'Europa e non solo per cui parlare inglese è diventata una necessità, ma sono contenta di essere riuscita a sbloccarmi.

 

Avrei potuto inciampare mille volte sull'isola di Malta, navigando nel Mediterraneo, ma purtroppo è uno di quei posti dove non ho ancora avuto il piacere di attraccare. Spero di poterla visitare un giorno. Caspita, quindi parli fluentemente lo Spagnolo, a me piacerebbe, ho provato a fare un po' di pratica quando ero a bordo, con l'aiuto di amici madrelingua, ma non avendolo mai studiato a scuola è un po' un casino. Comunque, prima o poi a forza di provare riuscirò a spiccicare qualche parola, spero.

 

Fluentemente no, quando non pratichi per molto tempo le cose si perdono, ma lo capisco molto bene. Sono un po' un diesel e ho bisogno di qualche minuto per entrare nel meccanismo quando parlo, ma mi piace moltissimo

 

Se adori lo Spagnolo e sei romantica, sicuramente ti piaceranno i testi di Armando Manzanero, è un pianista messicano. Oramai fa parte dei classici, la classifica musicale latina oggi è fatta di altri nomi, più giovani, ma la sua musica mi fa comunque impazzire. Questa è una delle mie preferite, ascolta:

 

Cara Elena, dal giorno che ti sei iscritta ho letto e riletto più volte le tue parole, e trovo difficile, ma non impossibile, donarti qualcosa per farti stare meglio, anche solo per un secondo. La perdita delle persone amate, come hai detto, è qualcosa che segna indelebilmente la nostra vita e fa parte di noi, che lo vogliamo o no. La morte, come disse S. Jobs, “[…] è la più grande invenzione della vita, spazza via il vecchio per fare posto al nuovo […]”. La frase è nuda e cruda, può fare male, ma è la pura verità e questo ci deve spingere a proseguire, a lottare, come ha fatto chi ci ha preceduto, tua mamma compresa, e tutte le persone a cui vogliamo bene e adesso non sono più fisicamente con noi. Penso che tu porti dentro molte cose della tua amata mamma, perché malgrado non ci conosciamo personalmente, da come e quello che scrivi si riesce a percepire inscindibilmente, e sono certo che lei sarebbe fiera di te, come lo è chi ti conosce per quello che Sei. Lei ora è felice e vuole che tu lo sia altrettanto. Un solo consiglio: apri il tuo cuore, sono sicuro che lei sarebbe d’accordo. Io, ad esempio, sebbene non abbia figli, sarei molto orgoglioso di avere una figlia come te. Ti auguro tanta serenità a partire da questo istante.