Discussione

Una storia incompiuta

C'è stato un tempo in cui credevo nell'amore che può tutto, ora invece sono molto disillusa. In quel tempo credevo anche che sarei diventata una scrittrice prima o poi. Per arrivare al punto, ieri per caso ho ritrovato il principio di quello che poteva essere un racconto valido, se avessi continuato, ma ho avuto un blocco e non sono riuscita ad andare avanti. Ve lo ripropongo qui, in questo unico luogo dell'etere in cui non mi sento giudicata, ma capita. Un attimo. In un solo attimo cambiò tutto. La vide e capì che era lei che stava aspettando da tutta una vita. Non ne conosceva il nome, l'età, cosa facesse nella vita, sapeva soltanto che era lei. Era lei e basta. Ora ripercorreva gli istanti di quell'apparizione, a stento ricordava cosa stava facendo e perché, ricordava solo lei. Con estrema fatica era riuscito a ricostruire i fatti: stava camminando per strada, doveva tornare all'auto, la gente correva, ad un certo punto si era voltato, qualcuno l'aveva chiamato e in quell'istante era passata lei: un angelo, una dea, non sapeva dirlo. Sapeva soltanto che si era dovuto appoggiare ad un palo, che fortunatamente era lì, per non cadere. Aveva sentito una fitta al cuore, come se qualcosa lo avesse trafitto. L'aveva vista per pochi istanti soltanto, ma la sua anima ormai era stata marchiata a fuoco dalla sua presenza. Il tempo si era fermato. Osservandola sembrava una ragazza tra tante: era avvolta in un maglione piuttosto largo, quasi si volesse nascondere, non troppo alta, un po' in carne, capelli scuri, occhi scuri, lucidi, forse aveva pianto, forse aveva freddo, forse stava male, non poteva dirlo, ma avrebbe voluto scoprirlo. Poteva dire soltanto che gli occhi di quella donna erano buoni, intelligenti e vivi. In quella strana mattina invernale, lei non correva come gli altri, sembrava non aver fretta, si guardava intorno con l'aria di un cucciolo che sta scoprendo il mondo e sorrideva. Un sorriso caldo, avvolgente che era riuscito a trapassarlo da parte a parte. Più tardi a casa, seduto sul divano non riusciva a smettere di pensare a lei. La vedeva ovunque, la sentiva, sentiva che era lì ed ormai aveva una sola certezza: doveva ritrovarla.

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Immagine di Daniele

Ad incorniciare questo racconto, leggendolo, mi è venuto in mente questo quadro di Andre Kohn. I contenuti originali sono i miei preferiti, quelli che amo particolarmente. Ciò che hai descritto è molto bello, commovente a tratti, tormentoso: aspettative ed illusioni di trovare qualcuno, quel qualcuno... Sarà capitato e capiterà ancora a molti di rivivere sensazioni affini. Io la lascerei così com'è, senza aggiungere altro.

 

@Daniele quadro molto bello. Sono contenta che le mie poche righe siano riuscite a suscitare qualcosa. Non avevo nemmeno mai pensato che sarebbe potuto accadere

 

Io sono particolarmente sensibile a certe storie @Elena, per favore, non lasciarla in sospeso, ora che ho questa scena in testa, mi piacerebbe davvero tanto che la storia andasse avanti. In qualche modo in queste poche righe mi sono già un po' affezionato ai due personaggi. @Daniele il dipinto è molto bello, da persona inesperta ma sensibile all'arte della pittura, tiro a indovinare: questo quadro risale a un periodo che va dall'800 al '900? Sono entrato per leggere come al solito, ma il racconto di Elena e il tuo contributo mi hanno piacevolmente colpito. Grazie a tutti e due!

 
Immagine di Daniele

Ciao Mattia, Andre Khon è un pittore contemporaneo, classe 1972. Solitamente preferisce ritrarre donne in abiti eleganti, viste da dietro: gli ombrelli, il rosso, la pioggia, sono temi ricorrenti.

 

Elena, certo che sì, e sono sicuro che hai altri racconti da condividere... E se non ce li hai, ti invito a ritrovare quella scrittrice, smarrita, che è ancora in te. Grazie

 

Andre Khon, pensavo fosse meno recente ma mi sbagliavo, ad ogni modo lo trovo meraviglioso! Mi piacciono questi dipinti. Grazie Daniele!