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PENSIERI DI UN NEOPAGANO / IL RAPPORTO CON GLI DEI NEL PAGANESIMO

PENSIERI DI UN NEOPAGANO / IL RAPPORTO CON GLI DEI NEL PAGANESIMO

Viviamo immersi in una cultura che per millenni è stata plasmata dalle tradizioni abramitiche, le sue influenze sono così profonde e capillari che spesso nemmeno le riconosciamo eppure condizionano il nostro modo di pensare, sentire e persino immaginare il sacro per questo motivo, quando una persona si avvicina al paganesimo, porta con sé un’idea che considera una verità assoluta e indiscutibile: quella per cui il rapporto con il Divino sia una relazione di sudditanza in cui l’essere umano è un servo e gli Dei sono i padroni. Se ci avviciniamo al paganesimo con questa lente rischiamo di fraintenderne l’essenza più profonda trasformandolo in una sorta di monoteismo camuffato, popolato da tanti nomi di Divinità ma retto dalla stessa struttura gerarchica; questo è un errore comprensibile dovuto al contesto in cui siamo cresciuti ma ci allontana dalla vera essenza di ciò che il paganesimo era e di ciò che il neopaganesimo può rappresentare oggi; per comprendere appieno il rapporto tra l’uomo e gli Dei dobbiamo compiere un viaggio all’indietro nel tempo, molto indietro, fino a quelle epoche che precedono la scrittura e i grandi imperi, fino al Neolitico. Nel paganesimo più antico, quello non ancora plasmato da dinamiche di potere e ricchezza, il rapporto con il Divino non era affatto verticale; le Divinità non venivano percepite come autorità lontane sedute su troni celesti ad osservare l’essere umano dall’alto in basso e a giudicare, erano invece energie immanenti dotate di coscienza che camminavano al nostro fianco sulla Terra, non erano interessate a controllare la condotta morale degli uomini, non imponevano leggi tramite profeti e non distribuivano premi o punizioni in base al comportamento; ma come possiamo essere certi di ciò che ho appena scritto se di quelle epoche non ci sono giunte fonti scritte? La risposta ci viene dall’arte, l’arte del Neolitico è una finestra sul mondo spirituale delle comunità che ci hanno preceduto e ciò che racconta è profondamente diverso dalla visione a cui siamo abituati. Nelle raffigurazioni neolitiche gli Dei non siedono su troni celesti a giudicare il mondo; le celebri Veneri, così come le figure maschili di Dei cacciatori, vengono rappresentate qui, sulla Terra, spesso accanto ad animali e a esseri umani, la loro potenza non è lontana e inaccessibile ma è radicata nel mondo stesso, non impugnano scettri per comandare ma vengono mostrati in piedi, seduti o distesi sulla terra a simboleggiare che la loro forza è immanente; è importante osservare che nelle scene in cui compaiono assieme agli uomini, questi ultimi non si prostrano in segno di timore o sottomissione ma stanno in piedi o seduti con atteggiamenti di rispetto, meraviglia e gratitudine. Uno degli esempi più straordinari di questa visione orizzontale ci giunge dalla Valcamonica dove migliaia di incisioni rupestri raccontano la vita spirituale delle comunità alpine di migliaia di anni fa, tra queste spicca la figura del Dio Cornuto, legato alla fertilità e alla rigenerazione della natura; è una figura imponente, con due corna sul capo e un grande becco di uccello rapace ma la sua postura non è minacciosa, non impugna armi, non siede su un trono e le figure umane che lo circondano non sono né inginocchiate né imploranti ma lo guardano come si guarda un maestro o una guida; questa immagine è preziosa perché ci mostra che il rapporto con il Divino non era vissuto con timore reverenziale ma come un legame tra allievo e maestro, non tra servo e padrone; altri dipinti neolitici che ci aiutano a comprendere questa relazione sono gli oranti, raffigurazioni di esseri umani che danzano con le braccia sollevate in un gesto di venerazione e ringraziamento; anche in questo caso non sono inginocchiati, stanno in piedi con il corpo eretto in un atteggiamento di lode, consapevolezza e partecipazione. Se confrontiamo l’arte pagana più antica con quella legata alle religioni monoteiste emerge un contrasto significativo, pensiamo ad esempio alla celebre Creazione Di Adamo di Michelangelo Buonarroti sulla volta della cappella sistina; in questo affresco un Dio trascendente sospeso in cielo si china verso l'uomo che giace ancora inerte sulla Terra, il gesto è verticale e asimmetrico, il creatore dona mentre la creatura riceve, la vita dell’uomo è nelle mani di Dio ma il simbolo più potente di questa relazione è la distanza tra i due indici che sono separati da pochi centimetri, quel vuoto non è casuale, rappresenta una separazione tra essere umano e Divinità che, nella visione del mondo delle religioni rivelate, non potrà mai essere colmata se non attraverso la sottomissione e l’obbedienza; è l’immagine perfetta di un rapporto verticale e gerarchico tra un sovrano e un suddito che attende il dono della vita. Per chi si avvicina al paganesimo è fondamentale abbandonare la visione del Divino legata ai monoteismi, per riuscirci può essere d’aiuto guardare ad altre tradizioni spirituali che hanno sviluppato visioni simili come quelle dei Nativi Americani; sebbene i percorsi storici siano completamente diversi gli studiosi riconoscono una notevole analogia strutturale tra il mondo spirituale del neolitico Europeo e quello delle popolazioni native del Nord America; nella loro visione il Grande Spirito non è un giudice celeste che scruta le azioni umane ma una potenza che permea il mondo, un’energia che scorre attraverso i fiori, il vento, le rocce, gli animali, gli alberi, tutto è sacro; osservando i loro antichi dipinti notiamo la stessa tendenza riscontrata nella vecchia Europa: la Divinità non veniva raffigurata con le sembianze di un sovrano umano seduto su un trono con uno scettro in mano o nell'atteggiamento di imporre leggi ma come una forza viva e presente in ogni cosa. Imparare a vedere il Divino senza gli occhiali della cultura monoteista all’inizio del percorso può non essere facile ma è essenziale liberarci dell’idea che il rapporto con le Divinità sia un rapporto di sudditanza e imparare invece a considerare gli Dei come compagni di viaggio e rivolgere loro gratitudine e riconoscenza per le energie che ci donano senza chiederci nulla in cambio perché senza di esse la nostra esistenza sarebbe priva di quella scintilla che la rende viva.

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Amore, guerra e presenze invisibili: una storia che riaffiora a Villa Clara

Amore, guerra e presenze invisibili: una storia che riaffiora a Villa Clara

Salvo De Vita: "La Villa di Famiglia" punta a Cannes 2027 Dal produttore di successi come Bound, Mare e Tu Sombra, arriva un nuovo capolavoro cinematografico destinato a far parlare il pubblico internazionale. Si intitola La Villa di Famiglia il nuovo ambizioso progetto ideato interamente in esclusiva internazionale dal Produttore e Fotogiornalista Professionista internazionale Dott. Salvo De Vita. Per questa esclusiva mondiale, De Vita ricopre un ruolo totale: ideatore, protagonista, sceneggiatore, ufficio stampa internazionale e, soprattutto, produttore esecutivo generale. La pellicola unisce il grande cinema d'autore alle radici imprenditoriali del brand MP Franchising di Salvo De Vita, un'eccellenza del Made in Italy già nota per le sue prestigiose collaborazioni all'estero. Tra storia vera e mistero: la scelta di Villa Clara Il film è basato su una storia vera accaduta tra gli anni '50 e '60. Le riprese termineranno il 18 ottobre 2026 a Bologna, all'interno di una cornice d'eccezione: la celebre Villa Clara (ufficialmente chiamata Villa Malvasia). Situata a Trebbo di Reno, a pochi chilometri a nord di Bologna, questa storica tenuta del XVII secolo è famosa in tutta Italia per le sei leggende legate ai fantasmi. Un'atmosfera suggestiva che farà da sfondo perfetto a una narrazione intensa e ricca di suspense. Un cast autentico per una sfida internazionale Il percorso verso questo film nasce da solide fondamenta: alle spalle ci sono già due vittorie a festival del cinema e due candidature ufficiali alla Mostra del Cinema di Venezia. Successi che hanno dato la spinta e la determinazione per affrontare la prossima grande sfida: il Festival di Cannes 2027. Per riuscirci, la produzione ha effettuato dure selezioni mirate su 103 candidature ricevute. Il Dott. De Vita ha scelto di investire su interpreti caratterizzati da grande semplicità, ma animati dalla voglia di rinnovarsi in un'avventura internazionale. Valeria Campana (Protagonista): Interpreta la moglie, una donna che cerca di salvare il proprio matrimonio dopo aver vissuto il terrore quotidiano della guerra negli anni '40 e '50. Valentina Consani (Co-protagonista): Veste i panni dell'amante, colei che ostacola il rapporto distruggendo la psicologia del marito. Zeno Sbardella: Nel ruolo del papà defunto, un'anima e spirito ribelle. Erika Puzone: Nei panni di un'ulteriore anima ribelle che popola la villa. Colonne sonore e squadra tecnica Un'attenzione particolare è stata riservata alla componente audio: le colonne sonore sono interamente studiate e arrangiate mediante studi privati di registrazione, sotto la diretta e attenta osservazione del Dott. Salvo De Vita, per garantire la massima resa emotiva delle scene. La regia del progetto è stata affidata al film-maker Andrea Cacciatori, già candidato al Festival del Cinema di Ferrara. Le delicate fasi di assistenza tecnica, trucco e scenografia sono invece gestite da una nuova importante entrata nello staff di MP: la Dott.ssa Anna Maria Gasbarro. Il marketing e la comunicazione Per quanto riguarda la strategia promozionale sul territorio, l'ufficio stampa digitale di supporto nazionale, la grafica e il marketing sono stati affidati all'Agenzia Urban Dream di Elisa Mietto. Si tratta di una partnership ufficiale di assoluta affidabilità, specializzata in servizi di grafica, siti web, stamperia e servizi di addetto stampa personalizzati, che accompagnerà il film nel suo percorso mediatico. L'uscita ufficiale del film è prevista per il mese di aprile 2027, subito prima del debutto sui più prestigiosi palcoscenici cinematografici mondiali e su piattaforme digitali: Vimeo, Streamtape cinema, Youtube Professional, Dailymotion, Cinemabreve. Articolo: Dott.ssa Michela Romagnoli - Dott.ssa Mietto Elisa Supervisore: Ufficio Stampa e Produzioni MP Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Distribuzione digitale Nazionale: Urban Dream di Mietto Elisa

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REBUS

In questi tempi di vacanza fare le valigie e prepararsi alla partenza è divenuto sempre più un rebus, un vero caos. Ora le vacanze sono divenute sempre più mondane, eleganti, prima era tutto più semplice, più familiare. Siamo passati da un estremo all’altro dalle vacanze semplici, povere a quelle di lusso e super lusso sempre per chi se lo può permettere ovviamente. Si possono osservare dei mutamenti sostanziali di comportamento. Un tempo gli adolescenti seguivano i genitori senza tante pretese ora vanno per conto proprio e anche se seguono i genitori danno problema a cominciare dalle valigie. Alla fine c’è sempre un braccio di ferro fra i genitori che raccomandano di portare l’essenziale e i figli che si portano dietro quasi tutta casa. I figli hanno bisogno di motorino, racchette da tennis, giochi vari, moto, le figlie hanno bisogno di abiti, accessori, scarpe, borse, bicicletta, attrezzature per capelli, per massaggi ecc. poi ci sono i costumi che devono essere tantissimi, le creme solari, le borsette ecc. sembra obbligatorio cambiarsi quattro volte al giorno. Si parte con un mucchio di valigie e i padri generalmente si infuriano. Ci vuole l’abito da sera, quello da aperitivo, quello sportivo. La paura è sempre quella di non essere al top, di andare incontro a derisioni, a discriminazioni, a maligni commenti se non si hanno certe cose. Ci sono quelli che offendono, attaccano con frecciatine insidiose che rovinano la vacanza. In certi alberghi persino le donne delle pulizie fanno commenti e criticano il look dei clienti. Le donne sono quelle più penalizzate costrette a scontrarsi con donne superbe e arroganti. Ci sono sempre divergenze e l’armonia è un sogno. Le polemiche effimere si moltiplicano. Le vacanze spesso diventano un cruccio. Ci sono persone invadenti che hanno la predisposizione a criticare, a fare sentire a disagio. Le ragazze sono più eccessive. Così le adolescenti sono costrette a portarsi dietro un numero considerevole di cose per non essere da meno, per fare bella figura con gli amici, i fidanzati ecc. le valigie diventano sempre più ingombranti. Anche in estate ci sono gare di abiti e costumi. Si accumulano rivalità e incomprensioni. Le vacanze diventano complicate, perdono il loro candore, la loro aura di riposo. Gli inconvenienti sono dietro l’angolo. Ci sono persone che si concedono compere anche in vacanza e tornano con valigie più pesanti di prima. Sono aperti allo shopping selvaggio per competere con gli altri per suscitare la loro invidia e ammirazione. Gli sguardi femminili sul look sono quelli più indecenti. Ci sono anche quelli più indifferenti che se ne infischiano ma ricevono ugualmente occhiatacce e battute. Ci sono sempre quelli che guardano attenti al buon gusto. Al mare uno vorrebbe rilassarsi avere un abbigliamento più leggero, meno formale, più libero e si trova a fare i conti con la realtà ed a indossare abiti ugualmente eleganti come nella vita di tutti i giorni per lavoro. La vacanza diventa quasi un lavoro, un impegno costante ad apparire eleganti, perfetti, impeccabili. Bisognerebbe isolarsi, avere l’usanza di andare in posti isolati senza nessuno dove la natura fa da padrona, incontaminata.

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Corto Circuito Sud

Corto Circuito Sud

La rete dei festival che trasforma la cultura del mezzogiorno in sistema produttivo. Programma Dei Festival 2026 È ufficialmente svelato il percorso di Corto Circuito Sud, un'infrastruttura culturale diffusa e senza precedenti promossa dalla Commissione 3 Cultura dell'Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud. Non un semplice contenitore di eventi, ma una vera e propria staffetta narrativa che attraversa tutto il Mezzogiorno d'Italia per trasformare il patrimonio identitario, artistico e audiovisivo in un asset economico strategico, produttivo e strutturato. Sotto la guida del Presidente, l’Avv. Maria Grazia Siciliano, ideatrice e direttrice del progetto, e con l'apporto di una commissione tecnica di eccellenza (fra i cui il vice presidente Vincenzo Vescera e i membri Matteo Grifa, Simone Esposito, Marco Milano, Ferdinando Caputo, il Maestro Bruno Santori, Fabio Gallo, Pino Aprile, Mariella Stella), Corto Circuito Sud unisce i territori da ovest a est, costruendo un racconto corale che abbatte le barriere sensoriali grazie a un hub diffuso dell'audiovisivo pienamente accessibile. “La nostra sfida è costruire un nuovo modello di cooperazione culturale tra le regioni del Sud – afferma l’Avv. Siciliano - un filo che unisce tradizioni e innovazione, memoria e ricerca, patrimonio e creatività, affinché la cultura diventi una leva concreta di sviluppo sociale ed economico. Quando i territori dialogano, crescono insieme. Quando condividono idee e buone pratiche, diventano più forti. Quando si riconoscono parte di una stessa comunità culturale, acquisiscono una capacità nuova di incidere nelle politiche nazionali ed europee. Per questo Corto Circuito Sud vuole essere un movimento aperto, partecipato e permanente. Non un evento destinato a esaurirsi, ma una rete stabile che favorisca collaborazioni, progetti, scambi e opportunità. E il fatto che questo movimento culturale nasca nella Camera dei Deputati gli conferisce un significato ancora più profondo. È il riconoscimento che le aree interne, i territori fragili e le isole minori non rappresentano una marginalità da assistere, ma una risorsa strategica da valorizzare. Qui si custodiscono identità, tradizioni e competenze che possono diventare un motore di sviluppo per l'intero Paese”. Il cuore pulsante del progetto è il suo Calendario Festival 2026: una sequenza di appuntamenti culturali di altissimo profilo che fungono da tappe di questa grande staffetta. Ogni comunità locale diventa contemporaneamente luogo di produzione, presidio narrativo e laboratorio creativo. Naxos Summer Fest 18 - 28 luglio / 8 - 30 agosto / 4 - 5 settembre Piazza Armerina (Sicilia) Un palcoscenico a cielo aperto nel cuore della Sicilia, dove musica, spettacoli e arti performative si fondono per accendere le notti estive, valorizzando i talenti del territorio e attirando un turismo culturale consapevole. Felici e Conflenti 22-26 luglio Conflenti (Calabria) Un'immersione totale nelle radici coreutiche e musicali dell'area del Reventino. Più che un festival, un rito collettivo in cui la musica tradizionale calabrese incontra la formazione, tramandando antichi saperi alle nuove generazioni. Carpino in Folk 6-10 agosto Carpino (Puglia) La celebrazione per eccellenza della musica popolare e della chitarra battente. Nel cuore del Gargano, il festival attualizza le sonate storiche intrecciandole con sonorità contemporanee ed espressioni artistiche internazionali. Lucania Film Festival 2-9 agosto Pisticci (Basilicata) Punto di riferimento per il cinema indipendente internazionale. Un luogo dove l'audiovisivo d'autore diventa strumento di lettura della realtà, animando il paesaggio lucano con proiezioni, masterclass e dibattiti di respiro globale. Jazz Inn Capri 25-26-27 agosto Capri (Campania) L'eleganza assoluta del jazz incontra la bellezza di una delle isole più esclusive al mondo. Tre serate in cui virtuosismi strumentali, improvvisazione e atmosfere uniche celebrano l'incrocio tra la cultura musicale afroamericana e la sensibilità mediterranea. Kaulonia Tarantella Festival 19-22 agosto Caulonia (Calabria) L'evento clou del panorama etnico italiano, capace di radunare migliaia di appassionati. Un'esplosione di energia, danze ritmiche e suoni antichi che ribadisce il ruolo centrale della tarantella come simbolo di orgoglio e identità meridionale. PeschiJazz 4-5 settembre Peschici (Puglia) Il fascino della costa pugliese fa da sfondo a un appuntamento raffinato, in cui sperimentazione jazzistica e melodie avvolgenti dialogano direttamente con il suono del mare, offrendo un'esperienza d'ascolto irripetibile. Scrittori allo Specchio 4, 10, 17 e 24 set – 1 ott Matera (Basilicata) Nella suggestiva cornice della Città dei Sassi, un ciclo di incontri letterari pensati per indagare l'animo umano e le contraddizioni della società moderna attraverso le voci dei grandi autori contemporanei. Peperoncino Festival 9-12 settembre Diamante (Calabria) Un vero e proprio fenomeno di massa che celebra il re incontrastato della gastronomia locale. Arte di strada, convegni, mostre e spettacoli rendono Diamante la capitale indiscussa del gusto e della cultura popolare piccante. La Forma delle Cose 15 ottobre Peschici (Puglia) La forma delle cose, di Neil LaBute. Lo spettacolo fa parte di un tour teatrale itinerante che toccherà diverse località del territorio, di cui Peschici rappresenta una delle tappe. Particolarmente apprezzabile è l'impegno della compagnia, che ha scelto di autofinanziare l'intero progetto, investendo con coraggio e passione nella propria crescita artistica. La produzione vede Roberta Chieco nel doppio ruolo di attrice e produttrice, con la regia di Luisa Moscato. Corto Flegreo 16-17 ottobre Pozzuoli (Campania) Ideato dall'Avv. Maria Grazia Siciliano, è il festival internazionale che trasforma i Campi Flegrei nel fulcro della nuova cinematografia breve. Nuovi sguardi, sperimentazione e forte impegno sociale caratterizzano una rassegna ormai imprescindibile. Magma Festival 26-27 novembre Matera (Basilicata) Le arti performative e visive si incontrano in un ambiente di pura creatività contemporanea. Un magma culturale in ebollizione che stimola nuove visioni e connessioni inaspettate a chiusura della stagione autunnale. Comicon Napoli Maggio 2027 Napoli (Campania) Il momento culminante dell'intera staffetta. Il Comicon rappresenta l'approdo naturale di questo viaggio corale, l'evento rituale e identitario in cui viene presentato e celebrato tutto il materiale narrativo, visivo e musicale prodotto dai territori durante l'anno. I numerosi eventi, non sono solo vetrine, ma fucine di nuovi progetti musicali e discografici. Corto Circuito Sud si attesta non come un cartellone da guardare, ma come un'onda da cavalcare, dimostrando che il Sud ha tutte le carte in regola per organizzarsi e trasformare la propria inestimabile ricchezza culturale in futuro. Doppio appuntamento per questo Primo Corto Circuito Sud: il 30 settembre a Roma, a Montecitorio per la conferenza stampa sulla staffetta e per la proclamazione degli artisti che saranno premiati il 17 ottobre a Napoli, al Parco San Laise. Il Festival Corto Flegreo ospiterà la Commissione e il tavolo presidenziale e tecnico dell’Intergruppo, presieduto dall’on. Alessandro Caramiello, per la Nuove nomine dei componenti della Commissione Cultura e ci sarà l’attesa Premiazione degli artisti annunciati in Senato, che si sono contraddistinti con il titolo di “Ambasciatori della Cultura meridionale e mediterranea” nel mondo. cortocircuitosud.blogspot.com/2026/07/la-staffetta-narrativa-entra-nel-vivo.html Corto Circuito Sud - Un Movimento Culturale del Sud Promosso da: Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, aree fragili e isole minori Commissione 3 Cultura CONTATTI commissioneculturasvilupposud@gmail.com 3883613264 Fabio Gallo (coordinamento promozionale) info@laltoparlante.it 348 365 0978

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I Calabresi e la guerra delle Fiandre

I Calabresi e la guerra delle Fiandre

Il prossimo 27 luglio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema“I Calabresi e la Guerra delle Fiandre”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello. La Guerra delle Fiandre, nota come Guerra degli ottant'anni (1568-1648), fu il conflitto con cui le 17 province dei Paesi Bassi si ribellarono al dominio di Filippo II di Spagna. I "fanti calabresi" sono stati protagonisti storici della "Guerra delle Fiandre" (e dei successivi conflitti europei) in quanto parte integrante dei tercios della Corona spagnola tra il XVI e il XVII secolo. All'interno dell'Armata delle Fiandre, i reggimenti di stanza nei domini italiani vennero impiegati per decenni negli scenari più duri del conflitto. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte del gradito ospite del sodalizio culturale organizzatore. La conversazione, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 27 luglio.

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Il suono di T.N.Y. riparte da un incontro inatteso con Awa Fall e Ivan Stray

Il suono di T.N.Y. riparte da un incontro inatteso con Awa Fall e Ivan Stray

Cosa succede quando anche chi conosce benissimo l’industria musicale sente il bisogno di sottrarsi alla dittatura della misurabilità? Una possibile risposta arriva con “Solo Noi”, il nuovo singolo del producer platinum certified T.N.Y. feat. Awa Fall & Ivan Stray, disponibile da venerdì 10 luglio. Antonio Colangelo, in arte T.N.Y., questo mercato lo conosce da oltre trent’anni. Dal 1993 lavora come dj, musicista, produttore e ingegnere del suono; ha firmato produzioni, mix e arrangiamenti per artisti come Articolo 31, J-Ax, Tiziano Ferro e Spagna, e ha visto i propri lavori uscire per realtà discografiche internazionali. Nel suo percorso ci sono anche numerose certificazioni: il disco d’oro per la produzione di “Un Bel Viaggio”, con cui gli Articolo 31 sono tornati al Festival di Sanremo nel 2023, il disco d’oro per quattro brani dell’album “Protomaranza” e il disco di platino per “Fiesta” di J-Ax. “Solo Noi” nasce quindi da un produttore che non parla dei numeri come se non li avesse mai incontrati. Li conosce, li ha visti crescere e diventare parte naturale del lavoro, ma, proprio per questo, ha scelto di pubblicare un brano nato in studio quasi per caso, senza partire da un’idea già orientata al rendimento. E questa decisione non arriva come un rifiuto del mercato, né come presa di distanza da un sistema di cui fanno parte artisti, produttori, etichette, piattaforme, media, uffici stampa e pubblico. È, piuttosto, il tentativo di riportare, almeno per una canzone, la musica prima della prestazione, la creatività prima del business, il brano prima della sua possibile resa. Il tutto, in un momento storico e in una stagione – l’estate - in cui la musica sembra dover dimostrare il proprio valore prima ancora di essere ascoltata. Il brano nasce durante una sessione con Awa Fall, tra le voci reggae italiane più riconosciute anche fuori dai confini nazionali. L’artista era arrivata in studio per registrare un altro pezzo; T.N.Y. le fa ascoltare una base, l’intuizione prende forma e da quel momento “Solo Noi” comincia a diventare qualcosa di diverso da una collaborazione creata a tavolino. Awa Fall non è una voce chiamata semplicemente ad arricchire una produzione. Nata a Bergamo da padre senegalese e madre italiana, attiva fin da giovanissima tra reggae, soul, r’n’b, blues e rap, ha portato la propria cifra su palchi e festival internazionali, consolidando negli anni un percorso fortemente legato al roots reggae e a una dimensione live che l’ha resa una delle interpreti più autorevoli della scena reggae italiana. Proprio per questo, la sua presenza in “Solo Noi” diventa uno degli elementi più interessanti: abituata a cantare prevalentemente in lingua inglese e a muoversi all’interno della scena reggae, qui Awa Fall sceglie l’italiano, entra in una scrittura sentimentale e si confronta con una produzione che unisce elettronica e urban-pop. Un cambio d’abito che non cancella la sua identità, ma la porta in un contesto meno atteso, dove la voce resta caratterizzante e, allo stesso tempo, mostra una sfumatura diversa del suo modo di interpretare. Ivan Stray, giovane rapper di Luino, cresciuto artisticamente tra il Nord Italia e il Molise, arriva nel pezzo spostandolo fuori dalla sola storia d’amore. Nelle sue barre il rapporto tra due persone diventa anche il ricordo di ciò che hanno attraversato: ferite, buio - «Siamo il risultato di ferite, sangue, lacrime» - e la sensazione di esserci stati davvero, anche quando chi avevano intorno preferiva non farlo - «Quando tutto va bene chiamano in tanti, ma eravamo solo noi quando il buio era davanti». Da lì, il brano smette di raccontare soltanto un legame e comincia a descriverne gli effetti fisici, sul modo stesso di restare aggrappati a qualcuno. Arterie svuotate, male compresso nella voce, gardenie ridotte in cenere, pupille di benzina, supernove che esplodono nel corpo, pensieri in cui si affoga in metro. E il deserto del Gobi, richiamato più volte, che diventa il luogo simbolico di una fame affettiva estrema: desiderare qualcuno «come una goccia d’acqua nel deserto del Gobi» significa portare il sentimento in una zona di pura necessità, in cui l’amore non è soltanto scelta, ma sete e ostinazione. La produzione di T.N.Y. avvolge perfettamente la vocalità magnetica di Awa Fall e l’intervento street di Ivan Stray, coniugando la mano di un produttore abituato a trattare il suono come materia tecnica e una sensibilità interpretativa che mette ogni elemento al posto giusto. Non è casuale che Colangelo arrivi anche da una formazione in architettura, oltre che da un diploma in sound engineering e mastering: nel brano si percepisce una cura dello spazio sonoro, dei pieni e dei vuoti, delle entrate vocali e delle aperture dinamiche. In un mercato che spesso chiede ai brani di essere già contenuto, già formato breve, già numeri potenziali prima ancora di essere musica, “Solo Noi” prova a ridare centralità alla canzone e al bisogno di tornare alla musica come luogo di rischio, incontro e libertà creativa.

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Cinema: successo di pubblico a Palermo per la presentazione del docufilm "Made in Sicily"

Cinema: successo di pubblico a Palermo per la presentazione del docufilm "Made in Sicily"

PALERMO – Grande partecipazione e un notevole successo di pubblico hanno caratterizzato, giovedì 25 giugno al cinema Aurora di Palermo, la presentazione di "Made in Sicily", il docufilm corale nato per celebrare il prestigioso riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Il progetto, scritto, diretto e prodotto da Fabrizio Dia per l'associazione Digital H.M. (hostessmodelle), ha catturato l’attenzione degli spettatori, configurandosi come un omaggio appassionato alle radici e all’eccellenza gastronomica siciliana. La visione autoriale di Dia, che firma anche la sceneggiatura, ha dato vita a un’opera corale che ha visto la partecipazione di un nutrito staff tecnico, fondamentale per la riuscita della pellicola. La serata è stata l’occasione per ringraziare i professionisti che hanno lavorato al film, tra cui il direttore della fotografia e fotografo di scena Sergio Fiorito, gli aiuti regia Camillo Spoto, Marco Ernani e Andrea Conti, il fonico e microfonista Giuseppe Ciriminna, e i location manager Carlo Muraglia e Marzia Castana. Hanno inoltre collaborato Giovanni Nicolosi (dronista), Kiara Ferretta (consulente costumista e sound design), Maria Elena Ristuccia (consulente per la sicurezza alimentare) e Marzia Castana (make up artist). A impreziosire il lavoro, una colonna sonora originale che include i brani inediti "Marranzano al Vento" e "Buongiorno Sofia", con il sound design curato da Fabrizio Dia e Kiara Ferretta. I riconoscimenti Durante la cerimonia, sono state consegnate targhe al merito per sottolineare l’impegno profuso nel progetto. Il riconoscimento come "Migliore attrice" è andato a Sophia Pagliaro. Premiata anche Maria Elena Ristuccia per la sua preziosa consulenza tecnica. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alle aziende I.D.I.M.E.D. e Cantine Rallo, il cui sostegno è stato fondamentale per la realizzazione dell'iniziativa. Il Cast L'opera si avvale di un vasto cast corale, che annovera: Vito La Grassa, Rita Bucchieri, Emmanuele Crisafi, Maria Giovanna Frangiamone, Elisabetta Inzerillo, Vita Scibilia, Marzia Castana, Manuela Vesco, Aurora Orlando, Alessandra Carollo, Gabriel Torino, Giulia Messina, Davide Messina, Miriam Gioeli, Serena Bommarito, Sabrina Ottobre, Vittoria Martinelli, Aurelia Tripi, Valentina Vara, Chiara Seminara, Simone Aiello, Giorgia Davì, Matteo Provenzano, Gianni Tagliavia, Giulia Perdichizzi, Alice Rubino, Andrea Campisi, Giorgia Di Carlo, Anastasia Caruso, Lorenzo Pulizzi, Maria Amelia Migliore, Roberta Chiodo, Alessandra Chiodo, Greta Giacalone, Sabrina Giacalone, Gabriele Giacalone, Jenny Passantino, Teresa Guddo e Morena Prestigiacomo. Nella foto i protagonisti del docufilm, da sinistra Rita Bucchieri, Vito La Grassa, Sophia Pagliaro.

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Simone Riva, il “Turista Spazzino”, presenta la nuova canzone “De Romedi”

Simone Riva, il “Turista Spazzino”, presenta la nuova canzone “De Romedi”

Simone Riva, conosciuto come il “Turista Spazzino”, torna a unire musica e impegno sociale con il nuovo brano “De Romedi”, una canzone dedicata alle donne di ieri e di oggi, con particolare attenzione alle lavoratrici che affrontano quotidianamente ritmi intensi tra lavoro e famiglia. Il brano nasce da un episodio personale e simbolico: la figura di Elena De Romedi, citata come ispirazione e “esca narrativa” del pezzo, rappresenta tutte le donne che lavorano senza sosta e che, anche dopo turni pesanti, ad esempio in fabbrica, continuano a occuparsi della casa e dei propri cari. «La canzone è dedicata a tutte le donne che “sgobbano” dalla mattina alla sera - spiega Riva -. E nonostante i turni massacranti, non hanno ancora finito il loro lavoro quando tornano a casa. Non a caso in un passaggio riporto: “Fatto sta che le donne che lavorano dalla mattina alla sera sono come invincibili supereroi”. O forse meglio supereroine». Con questo nuovo progetto musicale, Simone Riva conferma la sua doppia identità pubblica: da un lato attivista ambientale noto per le sue iniziative di pulizia volontaria sul territorio, dall’altro autore e interprete di brani che affrontano temi sociali e di sensibilizzazione. “De Romedi” è un brano dedicato al carico quotidiano e spesso invisibile delle donne. Il testo mette al centro la fatica, la continuità e la resilienza femminile, raccontando una realtà fatta di impegno costante e responsabilità che non si fermano mai. Con la nuova canzone, che utilizza un linguaggio diretto e simbolico, prendendo spunto da figure reali e quotidiane per trasformarle in un messaggio universale, si conferma la collaborazione con Nicola Ursino, arrangiatore e polistrumentista. Un professionista delle note che ha composto la partitura musicale sulla melodia e sul testo di Simone Riva. Alla realizzazione del brano hanno anche collaborato la collega Elena De Romedi e l’amico di vecchia data Giorgio Rusconi con alcuni cori. Sia Simone Riva che Elena De Romedi lavorano in Carvel Srl di Cassina de’ Pecchi - specializzata nella lavorazione, studio e progettazione di armadi e articoli speciali per lo stoccaggio di materiali infiammabili, oli e idrocarburi pericolosi - dove hanno avuto modo di stringere amicizia. Lorenzo Perego, Amministratore Delegato, ha dichiarato: «Un bel gesto d’affetto nei confronti della collega e verso l’intera azienda. Elena De Romedi è una donna che si dà da fare ed è bello che venga trattata come la “sorella maggiore”. Questa iniziativa fa bene al morale e all’ambiente della nostra piccola realtà, a conduzione familiare. E fa bene a tutte le donne, a cui vengono giustamente attribuiti grandi meriti». Il brano è ascoltabile su tutte le principali piattaforme di musica in streaming. Il video musicale è visibile su Youtube a questo link:

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Dalle dune di Piscinas a Capocotta: viaggio nell’Italia del turismo libertino

Dalle dune di Piscinas a Capocotta: viaggio nell’Italia del turismo libertino

Secondo il social network Wyylde, sempre più coppie italiane scelgono spiagge per soli adulti. Il fenomeno coinvolge soprattutto persone tra i 30 e i 50 anni alla ricerca di esperienze condivise, privacy e nuove forme di socialità. Le relazioni aperte e il turismo libertino non sono più un fenomeno di nicchia. Secondo Wyylde, piattaforma europea dedicata all’esplorazione della sessualità libera e consensuale, cresce anche in Italia il numero di coppie che scelgono vacanze orientate a libertà relazionale, esperienze non convenzionali, ambienti adult only e socialità open minded. Secondo un’indagine condotta da Wyylde nella sua community italiana, che conta oggi oltre 20mila iscritti, alcune delle spiagge più frequentate dai social network per swinger si trovano proprio in Italia. Nella maggior parte dei casi si tratta di spiagge pubbliche ad accesso libero, senza tessere o ingressi dedicati, ma con aree storicamente frequentate dalla community libertina. I frequentatori si riconoscono attraverso community online, passaparola e app dedicate; gli incontri avvengono spesso nelle zone più appartate, soprattutto al tramonto. In alcuni casi esistono anche beach club privati, resort adults only ed eventi organizzati all’interno del circuito lifestyle e libertino, di cui Wyylde è oggi uno dei principali punti di riferimento in Europa. Dai dati e dall’osservatorio Wyylde emerge inoltre che il fenomeno riguarda sempre più coppie tra i 30 e i 50 anni, professionisti e viaggiatori alto-spendenti interessati al turismo esperienziale e ai circuiti swinger e libertini. Sebbene in Italia non esistano spiagge ufficialmente dedicate allo scambismo, alcune aree balneari sono diventate nel tempo punti di ritrovo storicamente associati a incontri tra adulti consenzienti, cultura swinger, dogging, turismo libertino. A tal proposito Wyylde ha stilato una mappa delle 10 spiagge più note e frequentate dalla sua community, anche per l’estate 2026. Capocotta (RM) — il simbolo storico della trasgressione romana Le dune e le aree più isolate di questa spiaggia sono diventate nel tempo luoghi simbolo della trasgressione romana. Bassona / Lido di Dante (RA) — la più citata nelle cronache recenti È probabilmente la spiaggia italiana oggi più associata al fenomeno swinger. La pineta retrostante viene spesso citata come luogo di incontri tra adulti. Focene (RM) — il litorale “after dark” vicino Roma La sua notorietà deriva soprattutto dal passaparola e dalle community online dedicate agli incontri outdoor. Marina di Camerota (SA) — Spiaggia del Troncone Pur essendo conosciuta principalmente come spiaggia naturista, negli anni è stata citata nelle community swinger italiane come meta discreta e appartata. La conformazione della spiaggia e delle aree circostanti ha favorito questa reputazione. Pizzo Greco (KR) — Calabria Località spesso citata nelle community libertine del Sud Italia per privacy, isolamento e turismo adulto alternativo. La notorietà è soprattutto underground e legata ai circuiti online. Nido dell’Aquila (LI) — Toscana Nel tempo è diventata una delle spiagge toscane più conosciute nei forum dedicati a naturismo, incontri e coppie open minded. Molto apprezzata per l’atmosfera discreta e rilassata. Baia di Sistiana (TS) — Trieste Grazie alla forte influenza mitteleuropea e alla cultura FKK dell’area, è stata associata negli anni a turismo libertario, incontri tra adulti e frequentazione internazionale. Acquarilli (LI) — Isola d’Elba Spiaggia di Acquarilli. Piccola baia isolata, spesso citata nei forum lifestyle per privacy, discrezione E frequentazione adulta. Piscinas (CI) — Sardegna Le enormi dune e l’isolamento naturale hanno reso la spiaggia popolare tra coppie, turismo libertario e viaggiatori alla ricerca di privacy assoluta. Arenauta (LT) — la “spiaggia dei 300 gradini” Storicamente frequentata da un pubblico adulto e da coppie in cerca di discrezione, isolamento e ambiente non convenzionale. La conformazione appartata ha contribuito alla sua fama alternativa. Il decalogo delle spiagge per swingers L’accesso a queste spiagge è libero e non esistono regolamenti dedicati allo “swinging”. Tuttavia, nelle community internazionali e nei circuiti libertini vigono regole comportamentali condivise da Wyylde, fondamentali per la convivenza tra tutti i frequentatori. La prima regola riguarda il consenso, sempre imprescindibile: ogni interazione tra adulti deve essere esplicitamente consensuale e rispettare la volontà di tutte le persone coinvolte. Allo stesso modo, è considerato fondamentale il principio del divieto di fotografare o filmare senza consenso, poiché la tutela della privacy rappresenta uno dei valori centrali della cultura libertina. A questo si aggiunge la necessità di mantenere la massima discrezione. Molti frequentatori scelgono infatti questi luoghi proprio per la possibilità di vivere la propria esperienza in un contesto riservato e anonimo. Il rispetto dei segnali, dei limiti e delle eventuali manifestazioni di disinteresse è una condizione essenziale per una frequentazione serena. È importante ricordare anche che non esiste alcuna aspettativa automatica: il fatto che una spiaggia sia nota all’interno di determinati circuiti non implica che tutti i presenti condividano le stesse intenzioni o siano disponibili a interagire. Ugualmente, occorre prestare attenzione alla legalità, poiché comportamenti espliciti in luoghi pubblici possono essere soggetti a sanzioni secondo la normativa vigente. Tra i principi più condivisi rientra inoltre il rispetto dell’ambiente: pulizia, attenzione agli spazi comuni e comportamento civile contribuiscono alla conservazione e alla vivibilità di questi luoghi. Nelle dinamiche swinger, inoltre, vale la regola secondo cui la coppia è sempre un’unità decisionale, e qualsiasi scelta o interazione deve basarsi su un consenso condiviso. Un altro aspetto caratteristico è che molte interazioni nascono online, attraverso community e piattaforme dedicate che consentono alle persone di conoscersi e organizzare eventuali incontri prima di ritrovarsi in spiaggia. A fare da cornice a tutte queste regole resta infine il principio più importante: la privacy è la regola principe. La discrezione e il rispetto della riservatezza altrui rappresentano infatti il fondamento su cui si regge l’intero ecosistema delle community open minded.

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L'Abruzzo nella IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) – L'Oleificio Andreassi di Poggiofiorito

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito l'Oleificio Andreassi nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica). L'incontro con il comm. Matteo Andreassi all'Oasi La Brussa in Caorle (Ve), in occasione di VinoCalciando, ha ribadito una scelta che Borghi d'Europa aveva maturato fin dal 2015. Poggiofiorito è un comune italiano di 798 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina. I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa lo hanno conosciuto grazie alle degustazioni dell'olio e del vino dell 'Oleificio Andreassi e lo hanno così inserito nella rete dei Borghi del Gusto. Matteo Andreassi,Mastro Oleario, sarà presente alla edizione del 25 maggio di VinoCalciando a Caorle, presso la Trattoria Agli Alberoni, della serata di degustazione e prodotti enogastronomici. L'evento nasce ad Udine da una idea di tre amici Dante Mauro e Claudio, di voler giocare una partita a calcio (cuochi contro camerieri) e degustare ottimi vini e prodotti a fine match. VinoCalciando oggi conserva il nome (nato dopo una serata eroica a Fagagna), ma sopratutto lo spirito. La serata di degustazione viene rinnovata di anno in anno e parte del ricavato è sempre devoluto in beneficenza. L'incontro di Caorle servirà anche a raccontare l'inserimento dell'Oleificio Andreassi nella rete di iniziative giornalistiche che accompagnano dal 1° giugno il turno di Presidenza italiana alla IAI (Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica). Nel giugno del 2025 Borghi d'Europa aveva inserito l'Azienda di Poggiofiorito all'interno delle manifestazioni che avevano ricordato il 25° della nascita della IAI, a giugno 2026 inizierà il Percorso informativo che coprirà dieci Paesi Europei e diverse regioni italiane sulle qualità dell'olio abruzzese. Accanto alla produzione di ottimo olio, il comm. Matteo Andreassi ha unito la produzione di vino. E' nata così Fattoria Andreassi, grazie all'acquisizione di cinque ettari, salvati da una sicura perdita d'identità. 'Volti di un territorio' recita la linea dei vini MUSA : due IGT,Pecorino Terre di Chietie Passerina Terre di Chieti e due DOC (rossi), il Montepulciano d'Abruzzo e il Cavaliere, Montepulciano d'Abruzzo Riserva. " Il Pecorino Terra di Chieti – osserva Alessio Dalla Barba, giornalista e sommlier AIS di Milano-, ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Risulta al naso intenso, con note di frutta a polpa bianca/gialla (pesca e albicocca) e più tropicali come mango e kiwi, sentori minerali. Denota una grande freschezza, che si trova al palato, sapido e piacevole ma possiede un buon potenziale evolutivo : perfetto con molluschi e crostacei o con un cous cous con pesce e verdure in ottica estiva" Postato 1 hour ago

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