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PERMALOSO

Come sappiamo le persone permalose di solito si offendono con troppa facilità, si risentono anche per futili questioni di poco conto, per osservazioni e commenti innocenti frutto spesso di veri fraintendimenti. Ogni discorso viene preso come attacco personale. Di solito i permalosi sono persone troppo insicure, troppo sensibili che finiscono per provare rancore in ogni contesto. Sono ombrosi, suscettibili, irritabili. Dietro ogni frase percepiscono una intenzione malvagia. Sono sensibili alle critiche, alle opinioni che considerano torti alla propria persona. Di solito provano rabbia, tristezza. Alcuni addirittura cadono in depressione. La loro autostima è bassa. Sono scontrosi, duri, chiusi. Tendono a rimuginare. Le critiche potrebbero essere invece utili per migliorarsi. Ogni battuta ironica li irrita. Possono diventare aggressivi, aspri. Per reazioni si chiudono ai rapporti esterni. Molti permalosi in realtà hanno avuto una infanzia difficile, un passato triste, arido, privo di affetto e sorrisi, una adolescenza solitaria, una giovinezza dura senza risorse, uno stato di sudditanza. Molti si sono dovuti inventare il futuro, costruirsi da soli. In apparenza il permaloso sembra felice, sembra credere nel futuro, sembra avere speranze. In realtà nel profondo si sente escluso, frustrato, un ausiliario della vita, affranto da un doloroso risentimento privato. Il permaloso in realtà avverte la solitudine estrema, la mancanza di appoggi sicuri, di direzioni precise. Chi lo critica prende le distanze, non lo appoggia, si allontana. Il permaloso vorrebbe sentirsi nelle relazioni, in famiglia sicuro e protetto, ma la pace non si raggiunge, non si vede neppure con il binocolo. Nessuno lo ama con trasporto e in modo disinteressato. L’afflizione nasce quando molti rapporti si sgretolano, falliscono. Il permaloso si sente come sul patibolo, sconsolato, implorante pietà. Nelle prove della vita nessuno lo soccorre da presso. Il permaloso sente gli influssi negativi e si arrende con acredine. Lui ha bisogno di calore. Si inventa degli hobby solitari per sopravvivere. Gli altri lo ignorano imperterriti, non lo stimano o lo considerano con riserva. La sua eccessiva sensibilità rende il permaloso nervoso, quasi intrattabile. Spesso però nella vita parenti e amici si arrogano il diritto esclusivo di criticare in modo pesante in ogni occasione con spirito ironico e offensivo. Molti sono cattivi per natura e insidiano. Le loro critiche sembrano mosse per caso ma sono perfide, dette in tono confidenziale, con aria di superiorità. Non sono parole sagge, sono offese senza fondamento di verità. Le frasi usate sono convenzionali ma acide, alterate. Sarebbe meglio una sana indifferenza. La persona oggetto di critiche si sente priva di qualità, sminuita, priva di fascino, debole. I dubbi affollano la sua mente duramente attaccata. La sua semplicità disarmante è definita eccessiva. Molti parenti vanno fieri delle loro battute salaci. Si sentono superiori per posizione sociale, per origini. Le esternazioni non contengono elogi. Con una parlantina sciolta il parente di turno infierisce con un linguaggio saporito. Esulta per i suoi commenti e accusa la vittima di essere appunto permalosa, la pecora nera della famiglia, la persona noiosa. I commenti spesso sono altamente offensivi e toccano la sfera intima e personale. Ad esempio la laurea del permaloso fa schifo, il suo abbigliamento è orribile. Spesso si fa tutto un giro di parole per colpire la vittima alle spalle. Le parole offensive sono come mine vaganti pronte ad andare a segno. Il permaloso ha tutti i torti, tutti i difetti, è un guastafeste, ed è meglio stare alla larga da lui. Il permaloso offeso non può essere invitato, lui porta un vento negativo. Il permaloso è invece un ingenuo che crede ancora nei rapporti umani, ed è sempre alla ricerca della luce, della verità, della freschezza, della franchezza. Lui non può sopprimere la sua indulgenza, la sua grazia, la sua vibrante anima, la sua fiducia malgrado tutto, i suoi meriti. Lui non protesta spesso intravede la luce anche nel sarcasmo più nero, nello scetticismo più ipocrita . Il permaloso per molti fa pena, è un essere da congedare invece è sempre affabile in modo autentico, calmo e sereno e fiducioso, pronto a scommettere su un nuova amicizia.

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Diletta Fosso: “Belli/e”

Diletta Fosso: “Belli/e”

La giovane cantautrice e violoncellista pavese torna con un nuovo singolo, secondo classificato al concorso NYCanta trasmesso su Rai 2 e menzione d’onore al Premio Lunezia Il nuovo singolo di Diletta Fosso è “Belli/e”, un brano che racconta il cortocircuito quotidiano tra ciò che vediamo sui social e ciò che siamo davvero. La canzone, scritta da Diletta Fosso con la produzione di Marco Barusso, ha raggiunto la finalissima del concorso NYCanta trasmesso su Rai 2 classificandosi seconda e ha ricevuto la menzione d’onore “Testo Young” alla 30a edizione del Premio Lunezia. ”Belli/e” è un brano pop dal tono lucido e ironico, che mette a fuoco la distanza tra i feed patinati e la vita reale: quella fatta di pigiami, occhiaie, gatti che fanno le fusa e disordine creativo. Il singolo nasce da un’osservazione semplice ma universale: scrolli i feed social e tutto sembra perfetto, poi alzi gli occhi e scopri che la bellezza non è un filtro, non è un trend, non è un algoritmo che decide se vali abbastanza. “Belli/e” celebra la bellezza imperfetta e quotidiana, quella che brilla nei difetti, nei sorrisi spontanei, nelle bambine che corrono felici senza like, nel caos senza trucco in cui ci si riscopre umani. L’atmosfera del brano è pop, luminosa, quasi patinata in superficie, ma attraversata da una nostalgia gentile che profuma di terra bagnata e pagine di libri aperti al capitolo giusto. Le parole inglesi disseminate nel testo sono il linguaggio del feed, mescolate a immagini poetiche per raccontare un mondo che corre veloce ma che ha ancora bisogno di autenticità. Musicalmente, “Belli/e” si muove tra pop e cantautorato contemporaneo, con un ritornello che si apre come un cielo azzurro dopo il temporale. Il violoncello di Diletta — Alfred, la sua inseparabile estensione emotiva — sostiene la voce con eleganza, ribattendo la fondamentale degli accordi, svolazzando prima dei ritornelli e marcando il ritmo senza mai sovrastare il canto. Diletta Fosso è una giovane violoncellista cantautrice che fonde in modo originale la formazione classica con la passione per la musica pop e cantautorale. Frequenta il Conservatorio Vittadini e il Liceo Linguistico Cairoli di Pavia. Nel dicembre 2024 conquista il primo posto al Concorso Nazionale per la Canzone d’Autore Emergente “Città di Quiliano”, ottenendo anche il premio “On Air” assegnato dall’ufficio stampa L’Altoparlante. Nel tempo si esibisce in apertura ai La Crus, gli Yo Yo Mundi e il quartetto d’archi Archimia. A marzo 2025 ottiene la benemerenza cittadina per meriti artistici. Il 13 novembre è invitata alla Camera dei Deputati a parlare dei suoi brani. Con il suo ultimo inedito “Belli/e” vola a New York per la finalissima del concorso NYCanta trasmesso su Rai 2 e si classifica seconda davanti a una giuria composta da Iva Zanicchi, Roby Facchinetti dei Pooh, Gaetano Curreri degli Stadio, Renato Tanchis di Warner Music Italy e Marino Bartoletti. Vince il premio per il miglior brano internazionale insignito dalla Comunità Radiotelevisiva Italofona della RAI e le viene assegnata la menzione d’onore “Testo Young” alla 30a edizione del Premio Lunezia. È ospite in studio alla trasmissione “Non mi capisci” su Radio 24 con Matteo Bussola e Federico Taddia. In qualità di “madrina”, si esibisce a Terralba, in Sardegna, per il concerto organizzato dalla Scuola Civica di Musica Alessandra Saba. Conquista il primo posto ai concorsi nazionali Gran Galà dei Festival 2024 a Ferrara, Musical Day 2023 e 2024 a Milano, Musical Café 2023 a Milano e School Life Music 2022 a Pavia. Nel 2024 riceve una menzione d’onore al Premio Beatrice Giovani di Verona. Con il racconto “Il Condominio” è tra i finalisti pubblicati al Concorso Letterario Caratteri di Penna 2024 con premiazione al Teatro Fraschini davanti a ospiti d’eccezione come Serena Dandini e Laura Formenti. Invitata il 4 ottobre 2024 in Sala Consiliare del Comune di Pavia per la rassegna dedicata alle donne pavesi in primo piano, ha parlato di guerra, femminismo, nuove generazioni e del valore che la musica può avere nella società di oggi. I temi delle sue canzoni spaziano dalla tensione tra sogno e realtà (“Nuvole”) all'ossessione per l'apparenza (“Belli/e”), dal dramma della guerra (“Oltre il rumore”) al desiderio di libertà tipico della sua generazione (“Il vento sale”). Dal 2022 alimenta i propri canali social Instagram e Facebook con performance live, cover e anteprime dei suoi brani inediti, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio. Etichetta: Giotto

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La magia del palcoscenico avvolge Fiuggi: nascono nuove stelle

La magia del palcoscenico avvolge Fiuggi: nascono nuove stelle

FIUGGI SPLENDE DI TALENTO: UN’EDIZIONE INDIMENTICABILE DI “STARS NUOVE STELLE PER LO SPETTACOLO” E “SONG LIVE” Fiuggi non ha solo ospitato un evento: ha vissuto tre giorni di pura magia. Dal 8 al 10 gennaio 2026, l’Hotel Universo si è trasformato in un luogo sospeso tra sogno e realtà, dove moda, musica e talento hanno acceso un’atmosfera che resterà impressa nel cuore dei presenti. La 23ª edizione di “STARS – Nuove Stelle per lo Spettacolo” e la kermes canora “SONG LIVE” hanno regalato emozioni, sorprese e momenti che hanno fatto vibrare la sala come un grande teatro d’altri tempi. Quando la giuria ha pronunciato il suo verdetto, la sala ha trattenuto il respiro. A conquistare il titolo STARS 2025 è stata Vittoria Morga, giovane fasanese che ha incantato tutti con presenza scenica e autenticità. Sul fronte musicale, la voce che ha dominato la finale del SONG LIVE è stata quella di Carmen Longobucco, capace di trasformare ogni nota in un’emozione. Due vittorie, due storie, due talenti che da Fiuggi ripartono con un futuro più luminoso. L’anima di tutto questo è Marino Anzani Ciliberti, Presidente dell’Associazione Fantasy, che da oltre vent’anni porta avanti un progetto capace di scoprire e valorizzare nuovi volti dello spettacolo. STARS non è un semplice concorso: è un viaggio, un laboratorio, un trampolino che unisce tecnica, creatività e passione. Le sfilate firmate Anna Maria Coscarello Creation hanno lasciato il pubblico senza parole: abiti che sembravano raccontare storie, tessuti che danzavano sotto le luci, un’eleganza che ha trasformato la passerella in poesia visiva. Un grazie speciale a Mauro e Stefano Giorgilli e allo staff dell’Hotel Universo, custodi di un’accoglienza impeccabile che ha reso ogni momento ancora più speciale. Dal Piper al Gilda, dall’Heaven allo Shilling, da Cinecittà al Teatro Antico di Fiuggi: STARS ha attraversato luoghi iconici, portando con sé un’energia che si rinnova ogni anno. Un percorso che racconta la forza di un format che non smette di evolversi e di attrarre nuovi talenti. A guidare le serate, con eleganza e ritmo, Emilio Anzani Ciliberti. Le coreografie, firmate da Valentina Basileva, hanno dato vita a quadri scenici intensi e dinamici. La regia audio e video del maestro Mario Fiorellino e di Carlo Federici ha cucito ogni momento con precisione cinematografica. Le immagini di Yulia Mulkovska e Antonio Paradiso hanno immortalato emozioni, sguardi e istanti irripetibili. Le giurie tecniche hanno portato autorevolezza e sensibilità artistica, grazie alla presenza di: • Moira Sorrisi, conduttrice e speaker • Gabriele Marconi, cabarettista e imitatore • Enzo De Carlo, patron del Cantagiro • Liana Amicone, event planner e manager • Giancarlo Fiore, fotografo di moda • Giuseppe Ansaldi, attore • Dott. Paolo Sparvoli, presidente nazionale ANLC • Il Principe Idrissi Durante la seconda serata, la fascia MISS DIANA – 20ª edizione – è stata assegnata alla splendida Giovanna Scafi di Cassino. Per il concorso STARS sono state assegnate le fasce ufficiali: • STARS Hotel Universo: Yulia Mulkovska • STARS Televisione: Bondarenco Madalina e Caterina Alessandra Alberti (ex aequo) • STARS Moda: Giovanna Scafi • STARS Pubblicità: Rebecca Maria Balan • STARS Cinema: Maria Gigashili • STARS Nuove Stelle per lo Spettacolo 2025: Vittoria Morga Categorie speciali: • STARS Baby: Olteanu Raffaella Elena • STARS Lady Over: Uliana Jasinchuk e Donatella Conversano La finale nazionale della kermes canora SONG LIVE ha visto trionfare: • Vincitrice assoluta 2025: Carmen Longobucco • Categoria Juniores: Gennaro Provenzano • Categoria Nuovi Talenti: Krizia Carito • Categoria Over: Nicola Pagliaro • Premio “Armonia di Talenti”: Francesca Giordano La giuria del SONG LIVE è stata presieduta da Enzo De Carlo, figura storica del Cantagiro. Un ringraziamento speciale anche a Carmelo Labate dello Studio K. Al termine dell’evento, Marino Anzani Ciliberti ha espresso gratitudine e orgoglio per il successo di questa edizione, dando appuntamento alla 24ª edizione di STARS e alla prossima avventura del SONG LIVE. Fiuggi chiude così tre giorni indimenticabili, in cui ogni sorriso, ogni passo, ogni nota ha contribuito a creare un mosaico di emozioni. Una città che, ancora una volta, si conferma culla di nuovi talenti e fucina di sogni che iniziano a prendere forma. Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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Il club-soul entra nel percorso di Nikasoul

Il club-soul entra nel percorso di Nikasoul

Nikasoul è una figura che ha attraversato linguaggi e piattaforme diverse, costruendo negli anni una presenza riconoscibile tra televisione, musica, live e social. Un percorso articolato, fatto di esposizione mediatica e sperimentazioni espressive, che oggi trova una nuova direzione con “Come un Temporale” (Jayworks Music/Discolove), brano che segna un passaggio netto verso una dimensione più musicale, più corporea, più centrata sulla voce. Questa uscita rappresenta un ritorno all’essenziale: meno sovrastrutture, più spazio all’identità sonora e alla relazione diretta tra voce e ritmo. “Come un Temporale” unisce ballabilità e presenza vocale, collocandosi in quella zona di confine tra pop, soul e club culture che in Italia resta ancora poco frequentata. Per Nikasoul non si tratta solo di un nuovo singolo, ma di una svolta professionale. Dopo anni di attività in ambiti diversi – tra televisione, palchi e collaborazioni – il brano diventa il punto di avvio di una fase più definita, in cui l’artista sceglie di riportare al centro una parte di sé rimasta a lungo in secondo piano. La simbologia del temporale, infatti, precede il racconto sentimentale e ne diventa la vera chiave di lettura: non solo l’irruzione improvvisa di un amore, ma l’arrivo di qualcosa che rompe le abitudini, sposta il percorso, rimette ordine in ciò che sembrava ormai sedimentato. «Il progetto è nato dal bisogno di tornare alla mia parte più pura, alla mia anima bambina - racconta -. In apparenza sembra una storia d’amore, ma per me è un incontro con ciò che avevo lasciato in silenzio. “Come un Temporale” è stato un momento di svolta.» Sul piano sonoro, il brano si articola su un impianto ritmico solido: groove stabile, linea soul, suoni synth e voce in primo piano. Una scelta che fonde immediatezza radiofonica e funzione da club, evitando le coordinate più prevedibili della dance contemporanea e puntando su una dimensione più fisica, vocale, identitaria. Il videoclip ufficiale, diretto da Newstars Soundworks, segue la stessa direzione: ritmo serrato, movimento centrale, ambientazione ridotta all’essenziale. L’attenzione resta sulla relazione tra musica e corpo, senza costruzioni superflue. “Come un Temporale” introduce un filone musicale quasi inesistente oggi in Italia: una dance che non rinuncia alla voce, che mette insieme ballabilità e racconto, presenza scenica e direzione artistica. Non solo una nuova uscita discografica, ma un passo preciso nella ridefinizione dell’identità di Nikasoul.

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CAMBIAMENTO DELLA SPIRITUALITÀ IN EUROPA, PERCHÉ LA RELIGIONE DEI NATIVI AMERICANI NON È DEGENERATA

CAMBIAMENTO DELLA SPIRITUALITÀ IN EUROPA, PERCHÉ LA RELIGIONE DEI NATIVI AMERICANI NON È DEGENERATA

La perdita dell'equità e la degenerazione della spiritualità sono due facce della stessa medaglia, due fiumi inquinati che scorrono dalla stessa sorgente: la piramide del dominio; per troppo tempo ci hanno narrato la religione come un balsamo per l'anima quando invece per gran parte della storia umana recente essa è stata uno strumento creato per plasmare burattini obbedienti e funzionali al sistema, ma non è sempre stato così. Se volgiamo lo sguardo indietro verso il Paleolitico e il Neolitico scopriamo un rapporto con il sacro così autentico da sembrare un sogno; in quelle comunità l'uguaglianza non era un'utopia, era la realtà, non esistevano élite, le risorse erano un bene comune e la condivisione era il respiro stesso della collettività; in un simile contesto di orizzontalità la religione non poteva essere uno strumento di omologazione perché mancavano i padroni in terra per forgiare quelli in cielo. Le Divinità di quel tempo non erano spettatori giudicanti e distanti, non erano tiranni celesti pronti a sferrare castighi, erano presenze vicine, energie vitali dotate di coscienza che pulsavano in ogni cosa, nel fuoco, nel vento, negli animali, nel raccolto e nell’essere umano stesso; gli Dei erano compagni di viaggio, non carcerieri e i rituali non erano obblighi dettati dalla paura ma espressioni spontanee di gratitudine verso le Divinità; si danzava per il piacere di danzare, si narravano miti che intrecciavano i nostri passi a quelli degli animali e delle stelle, la spiritualità era una forza unificante, il collante di una comunità libera che rifletteva la sua armonia sociale nel suo rapporto armonioso con il Divino. Poi qualcosa si incrinò, se prendiamo il periodo greco romano già qui la spiritualità aveva subito una certa torsione; se da un lato non era c’era ancora il sistema dogmatico e colpevolizzante che sarebbe venuto dopo, le figure degli Dei furono stravolte, gli Dei non cambiarono nella loro essenza, erano sempre loro ma il loro volto fu sfregiato; le élite, assetate di controllo, compresero che la religione poteva diventare uno strumento al loro servizio, avevano bisogno di una spiritualità che giustificasse l'ingiustizia che avevano creato e così trasformarono gli Dei in versioni celesti di loro stessi: potenti, capricciosi e vendicativi; instillarono l'idea che il rapporto con il Divino fosse gerarchico e basato sull'obbedienza rituale, chi si sottraeva dalla partecipazione ai riti non era un libero pensatore, era un traditore; la religione, un tempo fonte di ispirazione e di sviluppo personale e collettivo era già diventata una catena invisibile anche se non ancora del tutto serrata. Ma la fiamma della vera spiritualità non si spense, nel periodo greco romano molti rifiutarono la visione distorta della religione tradizionale; filosofi come Epicuro, Lucrezio e Plinio sbeffeggiavano l'idea di Dei interventisti e punitivi proponendo una spiritualità basata sulla serenità interiore e sulla liberazione dalle paure; accanto a loro prosperarono i sentieri di alcuni culti misterici come quelli di Dioniso che non erano ritrovi per ubriaconi come molti pensano ma luoghi dove veniva offerta agli iniziati un'esperienza trasformativa di se stessi, un percorso di crescita interiore che sfuggiva al controllo dei potenti, erano voci di resistenza, baluardi contro l'appiattimento spirituale. Poi arrivò il colpo di grazia: l’avvento del cristianesimo come culto di stato; con il monoteismo la spiritualità fu definitivamente monopolizzata e messa in catene, il pluralismo vitale del paganesimo fu schiacciato sotto il tallone di un unico Dio onnipotente e legislatore; non più forze immanenti ma un sovrano trascendente, le sue leggi si sovrapposero a quelle umane santificando l'ordine costituito; la paura dell'inferno e la lusinga del paradiso divennero i perfetti strumenti di controllo sociale, non è un caso che le virtù imposte da questo nuovo sistema fossero l'obbedienza, l'umiltà, la rassegnazione, la sottomissione e la sofferenza; il loro scopo era palese: forgiare schiavi devoti, perfetti ingranaggi per una macchina sociale piramidale; la spiritualità autentica, quella che libera, era apparentemente morta e al suo posto sorgeva un apparato di oppressione psicologica e sociale. Eppure questa degenerazione non è un destino ineluttabile, se guardiamo le società dei Nativi Americani prima del genocidio europeo vediamo comunità egalitarie dove il potere era orizzontale e basato sul consenso; qui la Divinità conosciuta come Grande Spirito o Grande Mistero non è mai diventata un mostro giudicante, ci chiediamo perché questa trasformazione non è mai avvenuta? Sicuramente perché non esisteva un monarca assoluto in terra che avesse bisogno del suo corrispettivo in cielo, in una società senza classi dominanti non c'è nessuno che abbia l'interesse o il potere di sfregiare il volto del Divino, la spiritualità rimane una presenza immanente, un legame di armonia con tutto il vivente. La conclusione è che la degenerazione della religione non è una questione teologica, è una questione di potere; dove regnano l'uguaglianza e l'armonia la spiritualità conserva la sua purezza originaria mentre dove si erge la piramide del dominio essa viene distorta, imbruttita e messa al servizio degli oppressori. Sfregiare il volto degli Dei per rendere schiavi gli esseri umani e seminare afflizione è il peggiore dei sacrilegi mentre strappare via queste catene dentro di noi e nella società e far si che le energie Divine tornino a fluire liberamente anche nell’essere umano è il miglior modo per venerare gli Dei, è il ritorno al fuoco sacro della religione originale, è la riconquista di una spiritualità che non chiede obbedienza ma offre #libertà.

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Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui una macchina smette di essere un semplice insieme di lamiere, bulloni e calcoli ingegneristici per trasformarsi in un oggetto del desiderio. Non serve aspettare trent’anni, non serve il bollo ridotto o la targa sbiadita dal tempo. Esistono creature meccaniche che nascono già con la schiena dritta, con lo sguardo rivolto a un futuro che sembrano aver già masticato e digerito. Le chiamiamo Instant Classic, un ossimoro che profuma di gomma bruciata e intuito. Entrare nel garage virtuale di Leggende su strada leggendesustrada.altervista.org/category/instant-classic-leccellenza-del-futuro-da-collezione significa fare un viaggio tra quelle eccellenze che oggi si comprano in concessionaria, ma che domani saranno battute all'asta tra sospiri e rilanci folli. È una questione di anima, direbbe qualcuno. O forse di coerenza. Perché una Instant Classic non cerca di compiacere tutti; cerca di colpire allo stomaco chi sa ancora distinguere un cambio che asseconda il polso da un software che decide per te. Sono auto che hanno il coraggio di essere scomode, magari rumorose, certamente fuori dal coro. Rappresentano l’ultimo baluardo di una resistenza meccanica in un mondo che corre verso il silenzio elettrico. Eppure, proprio in questa loro ostinazione risiede il valore collezionistico. C’è dentro il genio di chi ha osato una linea azzardata, la sapienza di chi ha tarato un assetto per farci sentire la strada fin dentro le vertebre, la visione di chi sa che l’esclusività non è solo un prezzo di listino, ma una promessa di eternità. Su My101 vogliamo celebrare questo paradosso temporale. Perché guardare a queste auto significa allenare l’occhio al bello che non scade. Sono investimenti per il cuore, prima che per il portafogli. Raccontano storie di ingegneri che hanno lavorato di notte e di designer che hanno sognato forme proibite. Se volete scoprire quali sono i pezzi pregiati che scriveranno la storia del prossimo decennio, non vi resta che approfondire questa selezione di eccellenza. Il futuro, dopotutto, è una strada che stiamo già percorrendo.

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Voglio aperta la vagina

Voglio aperta la vagina

Mostro con orgoglio e vanto la mia vagina rosa liscia e aperta pronta per farsi penetrare da più piselli possibili

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Conversazione sul Risorgimento europeo

Conversazione sul Risorgimento europeo

Il prossimo 11 dicembre sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema “Lajos Kossuth e Giuseppe Mazzini” , organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro studi italo-ungherese “Árpád” di Reggio Calabria. Tenuto conto della valenza e dell’alto significato storico-culturale, l’incontro ha ricevuto per tali motivazioni, l’Alto Patrocinio dell’Ambasciata di Ungheria. La manifestazione, come evidenziato nel testo epistolare da parte del Primo Consigliere Dott. Zoltán Adány della Ambasciata di Ungheria, inviato alle due co-associazioni reggine, rappresenterà un autorevole contributo alla promozione del dialogo interculturale e offrirà spunti e riflessioni molto interessanti su un periodo storico di grande fermento e di profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali. Nel corso dell’incontro, organizzato dalle due co-associazioni reggine, si registrano le presenze del Primo Consigliere Dott. Zoltán Adány della Ambasciata di Ungheria, di Pietro Finelli (Direttore “Domus Mazziniana” Pisa); Gianni Aiello (Presidente Circolo Culturale “L’Agorà”) ed Antonino Megali (Vice presidente Circolo Culturale “L’Agorà”). La conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da giovedì 11 Dicembre.

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Una canzone dedicata a Emanuela Orlandi. Simone Riva canta “La città che non parla”

Una canzone dedicata a Emanuela Orlandi. Simone Riva canta “La città che non parla”

Una canzone per ricordare, per non dimenticare e per dare voce a un dolore che attraversa le generazioni. L’appassionato cantante Simone Riva annuncia l’uscita di “La città che non parla”, un brano profondamente emotivo dedicato alla memoria di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa il 22 giugno 1983 e mai più ritrovata. «Guardando la televisione da bambino appresi la notizia della scomparsa di Emanuela Orlandi - racconta Riva -. Un episodio che non ha segnato soltanto l’Italia, ma anche me, in modo profondo. Questa inquietudine l’ho portata dentro fino ad adesso». La canzone nasce proprio da questo sentimento: un’urgenza espressiva, un bisogno di trasformare in musica la memoria di una storia che rimane una ferita aperta nel cuore della nazione. Simone Riva sottolinea come il brano, con un testo scritto di suo pugno, non sia soltanto un omaggio alla giovane Emanuela, ma anche un pensiero rivolto ai suoi familiari, che da oltre quarant’anni portano avanti una battaglia di verità e giustizia. «Voglio dedicare questa canzone alla famiglia Orlandi, che ha vissuto indicibili sofferenze», precisa l’artista. “La città che non parla” è un viaggio sonoro dentro una storia piena di interrogativi. Il testo, carico di immagini evocative, alterna nostalgia, dolore e speranza, chiedendo con voce insistente: “Emanuela, dove sei?”. Una domanda che risuona ancora oggi, come una eco collettiva che non vuole spegnersi. Hanno collaborato alla realizzazione del brano l’arrangiatore e polistrumentista Nicola Ursino, ideando e realizzando interamente la parte musicale; il chitarrista autodidatta Christian Fabiano con un contributo prezioso della sua sei corde; Massimo Pezzoni, poeta e vincitore del Premio Giotto, che ha prestato la voce alla parte introduttiva; Enrico Riva, padre dell’artista, che si è occupato della fotografia. Biografia Simone Riva, classe 1972, ha cominciato a svolgere attività di volontariato, raccogliendo i rifiuti abbandonati, a partire dai cinque anni d’età, dopo che il nonno paterno lo ha rimproverato per aver gettato una bottiglietta di plastica nel camino. Dal 2011 la sua storia di ecologista convinto diventa pubblica, con l’interessamento di giornali, radio e televisioni e la realizzazione di innumerevoli servizi. Per la sua dedizione all’ambiente ha ricevuto oltre venti targhe comunali, un riconoscimento da Regione Lombardia e il prestigioso “Panettone d’oro”, premio alla virtù civica. È inoltre detentore di un record mondiale: dopo la raccolta rifiuti sugli scogli di San Mauro Mare per 25 ore filate e a Mediglia per 30 ore consecutive, nell’autunno 2022 ha siglato l’ultimo record di 50 ore non stop, ottenendo anche una targa ufficiale dal Comune di Peschiera Borromeo. Simone Riva tra il 2022 e 2025 ha inciso diverse canzoni: “Bacchespani”, “Porsea”, “Non abbandonare il cane”, “E invece no”, “La ciappana”, “Giuà l'ucuturash”, “Forse il tuo pisello non lo sa”, “No to violence” della durata record di un solo in un secondo, “L’isola che c’è” per denunciare il problema della plastica in mare, “Miagolandia” dedicata ai gatti trovatelli e al prezioso lavoro dell’omonima Onlus di Mediglia e la cover “Rock'n'Roll Robot” di Alberto Camerini.

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Smart city e efficienza energetica: torna Smart Building Expo 2025

Smart city e efficienza energetica: torna Smart Building Expo 2025

A Fiera Milano, dal 19 al 21 novembre, torna Smart Building Expo 2025, l’evento dedicato alla transizione digitale ed ecologica dell’edilizia. Professionisti e aziende si incontrano per condividere idee e tecnologie al servizio della smart city del futuro. Manca poco all’apertura di Smart Building Expo 2025, la manifestazione internazionale organizzata da Fiera Milano e Pentastudio dedicata all’innovazione tecnologica, all’efficienza energetica e all’integrazione dei sistemi. Dal 19 al 21 novembre 2025, progettisti, ingegneri, installatori, imprese e stakeholder pubblici e privati si incontreranno nei padiglioni di Fiera Milano – Rho per confrontarsi sulle nuove sfide della transizione energetica e digitale. Con un’esposizione in crescita del 20% rispetto alla scorsa edizione, SBE 2025 ospiterà numerosi protagonisti dell’industria e della system integration, tra cui ABB, Adeogroup, Eelectron, Finder, Gewiss e Vimar, e offrirà un ricco programma di workshop, eventi formativi e incontri B2B, costruito per coniugare aggiornamento tecnico e opportunità di business. Un’agenda su tre giorni per raccontare l’evoluzione dell’energia urbana Smart Building Expo 2025 si articolerà in tre giornate tematiche, con focus complementari sui grandi pilastri della twin transition: decarbonizzazione, elettrificazione e digitalizzazione urbana. Il 19 novembre si aprirà con un workshop istituzionale sull’EPBD IV, la nuova direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici, promosso da MASE, ANCE, ANIE e Adiconsum, per analizzare il quadro normativo e gli impatti sui prossimi investimenti pubblici e privati. Alle ore 14.00 è attesa anche la tavola rotonda promossa da CNPI e Fondazione Opificium sul Conto Termico 3.0, in vigore da dicembre, per analizzare il ruolo dei professionisti e delle imprese nella riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, con particolare attenzione agli strumenti incentivanti e alle opportunità concrete per il settore impiantistico. A seguire, un approfondimento tecnico sui Data Center, in collaborazione con DEERNS Italia, proporrà soluzioni per ridurre l’impatto energetico delle infrastrutture digitali attraverso intelligenza artificiale, immersion cooling e fonti rinnovabili. Il 20 novembre il tema centrale sarà l’elettrificazione degli edifici, con un workshop dedicato al Real Estate e all’impatto della nuova normativa europea sulla valorizzazione immobiliare. Seguiranno due focus verticali: il primo in collaborazione con Prosiel, affronterà la sostituzione degli impianti a gas con sistemi elettrici integrati; il secondo, con il format Hotellerie 4.0, esplorerà le potenzialità della digitalizzazione negli hotel tra qualità dell’aria, automazione e comfort personalizzato. Il 21 novembre si passerà dalla scala dell’edificio a quella della città. Con il workshop From Building to City, realizzato con Smart Buildings Alliance, si discuterà di smart city, interoperabilità e digital twin, con al centro la nuova norma UNI 11973-2025, destinata a orientare l’evoluzione intelligente del tessuto urbano italiano. Nella stessa giornata si terrà anche il Meeting Nazionale Smart Installer, che ospiterà il progetto europeo LIFE-SKEMA, dedicato alla formazione tecnica per la twin transition, con ENAIP come capofila. Le quattro Piazze dell’Innovazione Cuore pulsante dell’area espositiva saranno anche quest’anno le Piazze dell’Innovazione, veri e propri hub tematici per l’approfondimento e il networking. A firmare i contenuti delle quattro aree saranno Smart Buildings Alliance (SBA) con From Building to City, AIBACS con la Piazza della Building Automation, KNX Italia con la Piazza dell’Integrazione e Rinnovabili con il Rinnovabili District, lo spazio interamente dedicato alla sostenibilità energetica e alle tecnologie emergenti. Torna il Rinnovabili District Anche nel 2025 il Rinnovabili District si conferma come uno spazio dinamico di confronto tra imprese, istituzioni, ricerca e professionisti. Tre giornate di talk, panel tecnici e momenti di networking animeranno un’area immersiva dedicata all’innovazione energetica e urbana. Mercoledì 19 novembre Focus su energie rinnovabili e modelli energetici emergenti: produzione distribuita, prosumer, multiutility e digitalizzazione dell’energia. Speaker confermati: ENEL X, RSE, IREN Mercato, Italia Solare, R2M Solution, Smart Domotic, GSE, LOYTEC, Schneider Electric, Politecnico di Milano, QUMULO. Giovedì 20 novembre Giornata dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili, alla nuova EPBD IV e all’autoconsumo collettivo. Si discuterà di scalabilità, Smart Readiness Indicator e ruolo dell’EGE. Speaker confermati: E.ON Italia, Rödl & Partner, ENGREEN, EETRA, Consiglio Nazionale Ingegneri, ESCo E2.0, Energy Center del Politecnico di Torino, Asso EGE. Venerdì 21 novembre Al centro: storage, smart grid, idrogeno urbano e infrastrutture per la mobilità elettrica. Approfondimenti su tecnologie di accumulo e città intelligenti. Speaker confermati: PLENITUDE, PRYSMIAN, ECOFLOW, EXIDE TECHNOLOGIES, UFI HYDROGEN, Coordinamento FREE, H2IT. Uno spazio dedicato all’illuminotecnica, grazie alla collaborazione con ASSIL Anche l’illuminazione efficiente sarà protagonista a Smart Building Expo, grazie alla collaborazione con ASSIL, l’associazione confindustriale che rappresenta il settore dei sistemi di illuminazione. Un’area tematica sarà interamente dedicata a questa componente chiave per l’efficientamento energetico degli edifici. Un ecosistema integrato: la proposta di MIBA Il percorso di Smart Building Expo sui temi delle energie alternative e della città sostenibile si inserisce nella visione integrata promossa da MIBA – Milan International Building Alliance, il format fieristico di Fiera Milano che mette al centro l’edificio sostenibile, efficiente e sicuro. SBE si svolgerà infatti in contemporanea con: ● MADE Expo, evento di riferimento per l’edilizia in Italia ● SICUREZZA, tra i principali appuntamenti europei dedicati alla security e alla prevenzione incendi ● GEE – Global Elevator Exhibition, dedicata alla mobilità verticale e orizzontale Una sinergia strategica tra mercati complementari, chiamati a cooperare per costruire il futuro dell’edilizia e delle città intelligenti. Ti aspettiamo dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano. Per ulteriori informazioni: smartbuildingexpo.it Link:rinnovabili.it/green-building/building/smart-building-expo-2025-parte-il-conto-alla-rovescia/

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