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PAGANESIMO… COME INIZIARE

PAGANESIMO… COME INIZIARE

Non ho mai avuto maestri e non desidero esserlo per nessuno perché credo che ognuno sia maestro di sé stesso, il vero risveglio spirituale non può essere imposto dall’alto, deve essere scoperto dentro di noi. Quando tanti anni fa mi sono avvicinato al paganesimo cercai consigli online, i forum erano pieni di post che suggerivano valanghe di libri da far leggere alle persone nuove, ne lessi molti ma ciò che realmente bramavo non era una bibliografia bensì un come fare, volevo sapere come vivere questa spiritualità, non solo leggerne; quello che segue non è un insegnamento perché non sono un maestro, è semplicemente il resoconto di ciò che avrei voluto sentirmi dire quando mi trovavo all’inizio del mio cammino in cerca di un rapporto con il Divino che fosse autentico. Secondo me, chi desidera avvicinarsi al paganesimo, dovrebbe iniziare con una semplice passeggiata nella natura ma non deve essere una camminata qualunque, dobbiamo imparare a camminare con occhi nuovi, con la consapevolezza che l’Universo è un corpo vivo attraversato dalle energie invisibili degli Dei; personalmente vedo un Dio e una Dea che contengono in sé l'essenza di tutte le altre Divinità tuttavia so bene che molti neopagani percepiscono una moltitudine di Dei ognuno con una propria coscienza e una propria energia e questa è la bellezza del nostro sentiero, non ci sono dogmi, il numero degli Dei è irrilevante, ciò che conta è la relazione che costruiamo con loro; è fondamentale che chi si avvicina a questa spiritualità lo faccia con la chiara consapevolezza che gli Dei non sono né giudici né dispensatori di miracoli, sono nostri compagni di viaggio, parte integrante del grande arazzo dell'esistenza, essendo presenti in ogni cosa, noi compresi, senza chiederci nulla in cambio, ci donano le loro energie, energie che dovremmo accogliere per vivere nel miglior modo possibile la nostra vita. Durante questa passeggiata dobbiamo mantenere viva la consapevolezza che l'essere umano non è una specie eletta separata dalla natura, noi siamo natura quindi non guardiamo i fiori, le farfalle o i pesci dall'alto in basso come se fossimo superiori a loro, riconosciamo che le montagne, il Sole, la Luna, i fiumi e gli alberi sono esseri viventi dotati di una loro coscienza e dei loro sentimenti, potranno non parlare una lingua che le nostre orecchie possono udire ma se parliamo loro, non con parole vuote, ma con parole cariche di emozioni e di autentica partecipazione loro ci ascoltano; ricordo che da bambino, molto prima ancora di conoscere la parola paganesimo, parlavo ai laghi, agli alberi e ai fiumi e ho portato questa abitudine con me fino all'età adulta, questo dialogo con la natura è il più antico e sacro dei rituali. Dobbiamo anche comprendere che ogni essere vivente, noi compresi, è come un filo di una gigantesca tela invisibile che permea l'intero Universo e la salute di tutta la tela dipende dalla salute di ogni singolo filo, se ogni filo è connesso allora ogni nostra azione vibra attraverso questa rete, anche i gesti più piccoli contribuiscono al benessere di questa tela, una tela che la società moderna sta lacerando con voracità. Durante la nostra camminata possiamo assistere alla manifestazione delle innumerevoli energie Divine; quando vediamo due uccelli litigare stiamo assistendo alla manifestazione dell’energia che i romani chiamavano Marte, quando una brezza calda ci avvolge portandoci una sensazione di benessere e gioia stiamo percependo l'energia che i greci chiamavano Edone, quando vediamo due innamorati baciarsi siamo testimoni della manifestazione dell'energia di Afrodite ma i nomi in fondo non sono ciò che conta veramente, l'importante è imparare a riconoscere la manifestazione delle energie Divine nel mondo e soprattutto dentro noi stessi, queste forze non sono concetti astratti, sono correnti attive che scorrono nella nostra vita di tutti i giorni. Nei miei scritti uso i nomi degli Dei greci, norreni e romani per dare un nome alle forze Divine che mi circondano e che permeano l’Universo eppure credo che l'essenza più profonda del paganesimo non si trovi nei pantheon dell'epoca classica, essa risiede nelle forme più antiche di spiritualità, quelle del neolitico; secondo me, in epoca greco romana, fatta eccezione per i culti dionisiaci e pochi altri culti misterici, gran parte dello spirito pagano autentico era già stato corrotto dal denaro e dal potere politico; questa è la mia personale visione e non la impongo a nessuno, il sentiero è aperto e ognuno lo percorre come meglio crede. Con quanto scritto sopra non voglio dire che io abbia rifiutato l'apprendimento dai libri, la mia personale biblioteca, seppur selezionata con criterio, è stata preziosa; ho trovato stimolanti i testi degli autori Wiccan, che hanno il grande merito di aver reso il paganesimo accessibile a tutti coloro che se ne sentono attratti ma la saggezza più profonda l'ho trovata soprattutto nei libri scritti da Nativi Americani e dagli sciamani; preciso che non cerco di appropriarmi dei loro rituali e delle loro tradizioni di cui sono gelosi, li leggo perché, secondo molti esperti, la loro spiritualità e il loro modo di vedere il mondo sono straordinariamente simili a quelli del Neolitico europeo, la loro saggezza rappresenta un ponte vivente verso le radici più antiche del nostro stesso patrimonio spirituale, una fonte a cui attingere con rispetto e gratitudine.

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L’Attore che Non Recita, Incarna: Il Percorso di Nicola Giosuè

L’Attore che Non Recita, Incarna: Il Percorso di Nicola Giosuè

NICOLA GIOSUÉ Attore • Performer • Showman • Volto Televisivo PROFILO ARTISTICO Nicola Giosuè è un artista completo: attore, performer, showman e volto televisivo con esperienze consolidate in produzioni nazionali. La sua presenza scenica, la sua capacità interpretativa e la sua storia personale lo rendono un professionista credibile, versatile e riconoscibile. La sua carriera nasce dalla vita: un percorso umano complesso, trasformato in forza scenica e autenticità. Nicola non interpreta un ruolo: lo incarna. Ogni sua performance è il risultato di una verità che pochi artisti possiedono. ESPERIENZE TELEVISIVE E CINEMATOGRAFICHE Nicola Giosuè ha partecipato a numerose produzioni nazionali, collaborando con registi e attori di primo piano. Le sue interpretazioni, seppur in ruoli mirati, sono state apprezzate per intensità, credibilità e presenza scenica. Fiction e Serie TV (Rai – Mediaset – Sky) Il segreto dell’acqua con Riccardo Scamarcio Squadra Antimafia 6 Romanzo Siciliano con Fabrizio Bentivoglio e Claudia Pandolfi Il giudice Meschino ruolo: maresciallo capo della Catturandi Il commissario Montalbano ruolo: onorevole Luigi Palladino Il commissario Maltese accanto a Kim Rossi Stuart Il Cacciatore – Stagione 2 ruolo: Santo Sottile, prestanome del boss Giovanni Brusca La sua interpretazione ne Il Cacciatore è stata talmente convincente da essere riconosciuto in pubblico come “uno di loro”, a testimonianza della sua capacità di entrare profondamente nel personaggio. Televisione Forum (Mediaset) Presenza annuale e collaborazione come Agenzia di casting per la selezione dei partecipanti. Ci vediamo in tribunale (Rai 2) nel ruolo del Prof. Alberto PERCORSO DA SHOWMAN E PERFORMER Nicola Giosuè è un performer di grande impatto. Per oltre dieci anni ha interpretato Renato Zero in spettacoli che hanno attraversato l’Italia: teatri piazze locali storici eventi istituzionali spettacoli di beneficenza La sua metamorfosi scenica è stata riconosciuta da Alberto Sironi, storico regista del Commissario Montalbano, che gli ha detto: «Se interpreti così Renato Zero, sei un attore a 360 gradi.» Un riconoscimento che certifica la sua credibilità artistica. EVENTI DI PRESTIGIO Nicola è richiesto per eventi di alto profilo, grazie alla sua eleganza, alla sua capacità di leggere il pubblico e alla sua versatilità musicale. Performance Internazionali In occasione di eventi privati ed anche blindati come il 70esimo di Domenico, il padre, venuto a mancare l' 8 Giugno scorso, e del matrimonio di Giuseppe, il fratello, dove, si è esibito in live accompagnato dal pianista (pianoforte a coda) al cospetto di un pubblico istituzionale internazionale come Ambasciatore e Console, rispettivamente suocero e suocera, del fratello Giuseppe. Alle sue esibizioni hanno altresì assistito: rappresentanze diplomatiche professionisti di alto livello famiglie di rilievo internazionale Parte del repertorio selezionato per eventi di classe Barry White Califano (versione jazz) Battisti (chiave jazz) Paoli (versione jazz) Mina Bongusto Un repertorio elegante, cosmopolita, perfetto per contesti raffinati. IMPEGNO SOCIALE E BENEFICENZA Nicola Giosuè porta l’arte dove pochi hanno il coraggio di entrare. Carceri italiane Da anni realizza spettacoli di beneficenza nei penitenziari italiani, tra cui i Pagliarelli, trasformando la sua storia personale in una missione di dignità e riscatto. Anziani e fasce fragili Ha portato musica e calore umano agli anziani ultra novantenni dell’Oasi dei Ricordi, con iniziative completamente autofinanziate. Poveri e famiglie in difficoltà Ogni 24 dicembre organizza uno spettacolo di beneficenza per i poveri di Palermo. Un impegno svolto senza telecamere, senza clamore, con la sola forza dell’umanità. ETICA PROFESSIONALE Nicola Giosuè è un professionista che dice NO. In un settore invaso da improvvisati, difende la credibilità dell’arte e la dignità del mestiere. Non partecipa a produzioni prive di qualità. Non accetta compromessi. Non scende a patti con nessuno. Rifiuta ruoli che non rispettano la professionalità. Ha perso opportunità importanti per difendere la sua integrità, ma ha guadagnato il rispetto dei professionisti veri. PERCHÉ SCEGLIERE NICOLA GIOSUÉ Curriculum televisivo nazionale Esperienza con registi e attori di primo piano Presenza scenica naturale Voce riconoscibile e pulita Versatilità artistica Professionalità assoluta Capacità di emozionare Storia unica che amplifica il valore del personaggio Nicola Giosuè è un artista che merita attenzione. Un professionista pronto per nuove sfide, nuovi ruoli, nuove produzioni. Un uomo che ha trasformato la caduta in arte. CONTATTI UFFICIALI 📧 info@nicolagiosue.it 📱 WhatsApp: +39 347 515 03 69 🌐 nicolagiosue.it Social: Instagram → @nicola_giosue_ Facebook → Nicola Giosuè TikTok → @nicola_giosue YouTube → Nicola Giosuè Filmografia: Showreel Nicola Giosuè.mp4 Show: Buon giorno con "Tammuríata nera", performance tratta dal "Nicola Giosuè Show NICOLA GIOSUE' in RENATO ZERO SHOW Promo ‪@nicola_giosuè‬ Nicola Giosuè Show Cantautorato: Non è vero - Nicola Giosuè AMMUÌNO ‪@nicola_giosuè‬ Il vero Onore ‪@nicola_giosuè‬ Passione: A volte ritorno bambino...‪; @nicola_giosuè‬ ‪@Ferrari‬ Servizi Istituzionali: Escort car service for the Deputy Minister of the Interior of Turkey. Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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LORENZO DA PONTE

Lorenzo da ponte visse nel settecento uno dei secoli più originali e innovativi come fu lui stesso. Egli fu presbitero, poeta, librettista e il primo professore di italiano a svolgere la professione negli stati uniti infatti morì a New York nel 1838. Fu il librettista di alcune opere famose di Mozart come il Don Giovanni, le nozze di Figaro, cosi fan tutte. La sua famiglia era di origini ebraiche. Suo padre era un abile conciatore di pelli. All’inizio seguì le lezioni di un maestro locale dato che la famiglia non era ricca. I suoi studi furono solo letture di autodidatta. Il suo esempio mostra come la formazione può avvenire anche grazie a una assidua lettura di classici e non e di opere di vario tipo. Suo padre, dopo la morte della madre di parto, per sposare una giovane cristiana si convertì al cristianesimo e tutta la famiglia prese il nome del vescovo locale che li consacrò come era allora costume. Poi Lorenzo entrò in seminario con il fratello dove proseguì gli studi con accanimento e compose pure poemetti di versi. Divenne sacerdote a Venezia. Siccome ebbe due figli fu allontanato e per vivere dava lezioni di latino, di letteratura italiana e francese. Divenuto famoso per i suoi saggi e scritti divenne poeta di corte della Sassonia. Visse successivamente in varie città come Dresda, Praga, Londra. Tentò anche la carriera di impresario. Si stabilì negli Stati uniti e a Filadelfia. Aprì una libreria. Insegnò lingua italiana alla Columbia University. Le sue memorie sono racchiuse in tre volumi. Realizzò in America pure un teatro dove vennero rappresentate le opere di Rossini molto apprezzato da Lorenzo. Nel campo dell’arte e della poesia fu un innovatore geniale a lui sono dedicati molti premi letterari tuttora in voga in Italia e all’estero.

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Agroalimentare ed energia: l'innovazione che spinge la competitività del settore

Agroalimentare ed energia: l'innovazione che spinge la competitività del settore

Dall'agrivoltaico al biometano, il lavoro di RSE e CREA traccia la rotta per la sostenibilità. Dialogo istituzionale sulle politiche per rafforzare le filiere. Più di 6.600 GWh di energia elettrica consumati dall’agricoltura e oltre 14.300 GWh dall’industria alimentare e delle bevande nel 2024. A questi dati si affiancano gli oltre 3.100 GWh prodotti da impianti fotovoltaici installati nelle aziende agricole. Numeri, su consumi e produzione, che mostrano con chiarezza quanto l’energia rappresenti oggi una leva strategica per la competitività, la sostenibilità e la resilienza del sistema agroalimentare italiano. Di questi temi si è discusso oggi a Roma, in occasione dell’evento “Le sfide del settore agroalimentare verso la transizione energetica”, organizzato da RSE e CREA per presentare i risultati dell’attività congiunta e per promuovere un dialogo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) su un fronte comune: accompagnare la filiera verso modelli produttivi più efficienti, sostenibili e competitivi, in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico, dalla volatilità dei prezzi energetici e dalla crescente domanda di prodotti sostenibili. «La collaborazione nelle attività di ricerca tra RSE e CREA è strategica per il ruolo che l’agricoltura, la silvicoltura e tutte le industrie agroalimentari hanno nella valorizzazione energetica dei sottoprodotti delle filiere agro forestali e degli scarti agroalimentari», ha dichiarato Franco Cotana, Amministratore Delegato di RSE. «Pen siamo al biometano, le cui potenzialità possono raggiungere i 10 miliardi di metri cubi all’anno; pensiamo al recupero degli oli vegetali da frittura e degli oli ottenuti da oleaginose su terreni marginali per la produzione di biodiesel, HVO e SAF; non da ultimo, pensiamo all’agrivoltaico sostenibile, che richiede una progettazione sartoriale a tutela del paesaggio e delle coltivazioni agricole, anche ai fini delle comunità energetiche agricole rinnovabili», ha continuato l’AD di RSE. Dall’analisi delle filiere produttive del settore agroalimentare realizzata da RSE, emerge come in diversi comparti agroalimentari, i costi energetici rappresentino una delle principali voci che incidono sul costo finale dei prodotti, insieme alla manodopera. Per molte aziende delle filiere della pasta, dell’olio, del latte, della frutta e del vino, l’impatto della spesa energetica supera il 10% del fatturato, influenzando direttamente la competitività delle imprese e il prezzo dei prodotti destinati ai consumatori. La transizione risulta particolarmente complessa per un settore caratterizzato da una forte presenza di piccole imprese. In Italia, il 74% delle aziende agricole presenta una dimensione economica inferiore ai 25 mila euro, mentre l’84% delle imprese agroalimentari e delle bevande conta meno di nove addetti. Si tratta di realtà che spesso dispongono di risorse limitate per investire in innovazione e che necessitano di un adeguato supporto finanziario, tecnico e formativo. È qui che la ricerca può fare la differenza: sviluppando sistemi per integrare le rinnovabili nei cicli produttivi, recuperare biomasse e sottoprodotti, misurare con precisione gli impatti e abbattere consumi ed emissioni. Il vero banco di prova è trasformare queste soluzioni in innovazioni utilizzabili su scala produttiva. Per riuscirci servono competenze, strumenti e un trasferimento tecnologico più efficace, capace di raggiungere anche le aziende agricole e agroalimentari di minori dimensioni. «La transizione energetica dell’agroalimentare non è solo una sfida ambientale: è una leva decisiva per la competitività delle imprese e la resilienza delle filiere, soprattutto in una fase segnata dall’aumento dei costi e dagli effetti del cambiamento climatico», dichiara Andrea Rocchi, Presidente del CREA. «Le aziende devono essere protagoniste del cambiamento. Alla ricerca spetta il compito di trasformare innovazione, competenze e dati in soluzioni concrete, accessibili e adatte anche alle realtà più piccole: meno consumi ed emissioni, più efficienza, autonomia e valore per l’intero sistema agroalimentare» Per rispondere a questa sfida, RSE propone un approccio fondato su quattro pilastri: energia, innovazione, sostenibilità economica e sostenibilità sociale. L’obiettivo è accompagnare le filiere verso modelli produttivi più efficienti e resilienti, attraverso l’integrazione delle fonti rinnovabili, l’elettrificazione dei processi, la digitalizzazione, l’agricoltura di precisione e la diffusione di tecnologie innovative capaci di ridurre consumi, costi ed emissioni. Su questo fronte, il MASAF ha promosso un insieme di interventi volti a sostenere la transizione energetica del comparto agroalimentare, fra cui la misura PNRR “Parco Agrisolare” (DM MASAF 19 aprile 2023; DM MASAF 17 aprile 2024), pensata per sostenere gli investimenti delle imprese agroalimentari e valorizzare le potenzialità delle strutture già esistenti. «Agroalimentare ed energia sono due asset fondamentali per il Sistema Paese. Il Masaf ha messo in atto misure concrete per promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili e accompagnare il settore primario nel per corso della transizione energetica, mettendo al riparo il terreno agricolo da possibili speculazioni. Abbiamo convintamente sostenuto la misura Pnrr ‘Parco Agrisolare’ con oltre 30.000 imprese finanziate per una dotazione complessiva che ha superato gli oltre 3 miliardi di euro – ha ricordato il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo -. Con un risparmio di costi per le nostre imprese stimato in oltre 500 milioni annui e in più di 11 miliardi di euro nei prossimi 20 anni. Una misura che coniuga sostenibilità ambientale ed economica, salvaguardando al tempo stesso la sicurezza alimentare». Link: rinnovabili.it/mercato/le-aziende-informano/agroalimentare-efficienza-energetica-innovazione-competitivita-settore/

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VISION: “YOU”

VISION: “YOU”

Dopo il successo di “Open up your heart - Get Far remix”, primo nella classifica Indie Dance, arriva il nuovo singolo dell'artista visionario “You” è il nuovo singolo di Vision, un brano dance che prosegue il percorso artistico iniziato con “Open up your heart” e il successivo remix firmato da Get Far, che ha raggiunto il 1° posto nella Classifica Indie Dance Italia. L’artista misterioso continua a sviluppare una narrazione che mette al centro l'ascolto e la dimensione interiore. Con “You”, l'attenzione si sposta verso una presenza che non viene mai definita apertamente, ma che si manifesta come punto di riferimento capace di lasciare un segno. La produzione di Indian punta su un groove costante e magnetico, capace di creare una tensione continua che attraversa l'intero brano e ne rafforza il carattere evocativo. La componente dance si sviluppa attraverso una trama ritmica ipnotica che sostiene il messaggio del brano, mantenendo al centro quella ricerca interiore che da sempre caratterizza il percorso artistico di Vision. Ancora una volta, ciò che conta non è il volto di chi canta ma il significato di ciò che viene trasmesso. La scelta dell'anonimato continua a rappresentare il cuore del progetto: lasciare che sia la musica a parlare, creando una relazione diretta tra il messaggio e chi ascolta. Con “You”, Vision aggiunge un nuovo tassello a un percorso artistico che unisce sonorità contemporanee e riflessione personale, mantenendo viva l'idea che la musica possa essere prima di tutto un'esperienza di ascolto. In un mondo in cui tutti vogliono essere guardati, Vision sogna di essere ascoltato. Il progetto nasce da una figura che rifiuta l’esposizione e sceglie di muoversi tra simboli, spiritualità e ricerca interiore. Vision considera il visionario come colui che vola oltre le nuvole per cercare la verità e torna per condividerla con il mondo. “Open Up Your Heart”, in uscita il 10 aprile 2026, è il nuovo capitolo di questo percorso, un invito all’autenticità e al rispetto reciproco, coerente con una visione artistica che mette al centro la verità emotiva e la connessione umana. L’8 maggio 2026 esce il remix del brano firmato da Get Far (Mario Fargetta) che raggiunge la vetta della classifica italiana Indie Dance. Il 18 settembre 2026 arriva in radio il nuovo singolo “You”. Edizioni: G Records - Riservarossa S.r.l.

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Riesi incanta tra moda e talento nella selezione Miss Venere per la Sicilia Centrale

Riesi incanta tra moda e talento nella selezione Miss Venere per la Sicilia Centrale

Riesi 25 settembre 2026 – Il mondo della moda, dello spettacolo e della bellezza ha regalato a Riesi, una notte memorabile, unendo il fascino dei grandi concorsi nazionali alle eccellenze e alle storie più autentiche del territorio. Venerdì 25 settembre, si è tenuta nella splendida cornice del Lounge Vasta, la selezione ufficiale per l'accesso alla Finale Nazionale di Miss Venere 2026, che si terrà a Palermo il 18 ottobre 2026 al De Seta dei cantieri culturali alla Zisa, polo culturale di Palermo. ​A suggellare il prestigio della kermesse è stata la presenza d'eccezione del Patron del concorso Fabrizio Dia, che ha seguito da vicino tutte le fasi della manifestazione insieme a miss Venere 2024 Serena Bommarito, Miss Venere in carica Sophia Pagliaro e Sabrina Ottobre membro della presidenza nazionale. La serata ha offerto un mix perfetto di spettacolo e forti emozioni. Tra i momenti più toccanti e significativi è stato il defilé della modella Monica Ciocan, che ha sfilato con straordinaria grazia portando sul palco un messaggio di speranza, forza e rinascita dopo aver sconfitto il tumore al seno, strappando i lunghi e commossi applausi della platea. Il palinsesto della moda si è poi arricchito con il raffinato defilé di abiti da cerimonia e sposa firmato dall'Atelier dei Fratelli Sciarrino di Riesi, le cui creazioni sartoriali hanno esaltato la classe e la tradizione artigianale locale. ​Tutti i Vincitori e le Corone di Tappa ​Categoria Miss Mascotte: trionfo per Ludovica Morgana 2 anni e mezzo di Mazzarino. ​Categoria Miss Baby, la vittoria è andata in Exequo a Maraya Raimondi 3 anni di Mazzarino e Aysha Incaudo 3 anni di Villarosa. ​Categoria Miss Junior: Miss Città di Riesi Junior 2026: il gradino più alto del podio in ex aequo va Maëlys Raimondi 8 anni di Mazzarino e a Morena Milia 6 anni di Pietraperzia. ​Categoria Miss Teenager: il Titolo va in Ex aequo a Elena Giannuzzo 14anni e Maria Giannuzzo 11 anni, entrambe di Mazzarino. ​Categoria Miss Città di Riesi: il titolo è stato assegnato a Dalia Licata ventenne di Licata (AG). ​Sezione Maschile: successo per i giovanissimi fratelli di Sommatino, con Liam Asaro titolo di Mister Baby Città di Riesi e Natan Asaro Mister Junior Città di Riesi. ​Riconoscimenti Speciali: a Maëlys Raimondi che vince oltre il titolo di Miss Junior Città di Riesi 2026 il titolo Miss Sicilia Junior 2026, e alla piccola Maraya Raimondi che ha conquistato i titoli di Miss Baby Sicilia 2026 e Miss Baby Città di Riesi 2026. Inoltre, Debora Margiotta di Riesi è stata insignita del titolo di Miss Fotogenia, selezionata direttamente dal fotografo ufficiale della serata, Paolo Sciacca, che ha regalato un esclusivo shooting fotografico. Ammessi in finale nazionale anche Salvatore Calcagno, Francesco Coniglio, Alisya Calcagno e Alyssa Scalzo, Liliana Giada Cinquegrani, Jasmine Loussaief, Aurora Galanti, Noemi Farchica, Ileana Inguanta e Rosa Cusenza. ​Il successo della manifestazione è stato reso possibile anche grazie al supporto tecnico e logistico, tra cui Filippo Barrile e Aldo Raimondi direttore artistico, il service curato da Gaetano Bonanno, e alle riprese televisive di canale 97, che hanno immortalato un evento destinato a rimanere nel cuore del pubblico.

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Giudicata, fraintesa, etichettata: Syelune Vorne trasforma tutto in una canzone

Giudicata, fraintesa, etichettata: Syelune Vorne trasforma tutto in una canzone

Debole. Matta. Persino “bestia”. Ci sono parole che raccontano una persona e parole che finiscono per sostituirsi a lei. Syelune Vorne, cantautrice cubana naturalizzata italiana, racconta di averle sentite su di sé, insieme ad altre definizioni nelle quali non si è mai riconosciuta. Etichette nate anche dal modo in cui gentilezza ed educazione sono state talvolta interpretate come fragilità, fino a produrre una distanza sempre più marcata tra ciò che sentiva di essere e ciò che altri avevano deciso di vedere. “Confundieron (Oye mi voz)”, il suo nuovo singolo, parte proprio dal bisogno di trasformare questa esperienza in musica, parlando a tutte le persone che almeno una volta si sono sentite definite dagli altri prima ancora di riuscire a raccontarsi con la propria voce. Non una risposta rabbiosa, dunque, né il tentativo di ricostruire pubblicamente ciò che è accaduto, ma la volontà di ridare parola a chi per troppo tempo ha avuto paura di usarla. «La mia voce, in questa canzone, diventa la mia verità, il mio rifugio e il luogo in cui posso finalmente essere me stessa – dichiara l’artista -. Per molto tempo ho avuto paura del giudizio e del modo in cui gli altri potevano interpretarmi; oggi sento il bisogno di non lasciare più che siano le definizioni esterne a raccontarmi al mio posto. “Confundieron” non è una canzone frutto del desiderio di accusare qualcuno, ma della necessità di trasformare quello che ho vissuto in qualcosa che mi appartenga davvero e che possa, allo stesso tempo, parlare anche a chi si è sentito giudicato, frainteso o definito dagli altri prima ancora di riuscire a raccontarsi.» “Confundieron” è figlia di un’esperienza personale di Syelune, ma intercetta una dinamica che riguarda molte persone e, spesso, molte donne: essere continuamente interpretate attraverso definizioni esterne. Troppo fragili quando scelgono la gentilezza; troppo forti quando pongono dei limiti; troppo ambiziose quando decidono di ricominciare. Non è soltanto una percezione individuale. Gli stereotipi sui ruoli femminili continuano a essere presenti anche nel modo in cui la società misura ambizioni, aspettative e scelte delle donne. Nell’indagine ISTAT condotta nel 2023 sulla popolazione adulta tra i 18 e i 74 anni, il 20,4% degli intervistati riteneva che il successo professionale fosse più importante per un uomo che per una donna. Una seconda rilevazione ISTAT, sempre riferita al 2023 ma dedicata agli 11-19enni e pubblicata nel 2025, mostra invece che il 56,4% dei ragazzi considera la bellezza più importante per le ragazze che per i ragazzi. Due dati diversi, ma capaci di fotografare la stessa evidenza: quanto presto e quanto a lungo lo sguardo esterno continui a pesare sulla costruzione dell’identità di una donna. “Oye mi voz” — ascolta la mia voce — diventa così qualcosa di più di una frase contenuta in un titolo. È un invito a spostare il centro della narrazione di sé da ciò che gli altri hanno detto, pensato o proiettato su di noi a ciò che, finalmente, scegliamo di dire di noi stessi; il passaggio dalla definizione subita alla parola presa in prima persona, dal giudizio esterno alla possibilità di riconoscersi nella propria storia senza doverla più filtrare attraverso lo sguardo altrui. È la possibilità di dire: questa sono io, prima delle interpretazioni che avete proiettato su di me. Nel testo, la voce diventa «la mia libertà», «la mia verità senza trucco», fino a trasformarsi nella biografia stessa dell’artista “fatta movimento”. Non è più soltanto lo strumento attraverso cui canta, ma il luogo in cui torna a riconoscersi. Syelune non vuole ferire per riuscire finalmente a farsi sentire, ed è la canzone stessa a chiarirlo: «No uso palabras para herir» («Non uso parole per ferire»). La scelta di non utilizzare il proprio vissuto per restituire le parole ricevute con altre parole della stessa natura lascia spazio a una consapevolezza ormai acquisita, quella di chi ha smesso di identificarsi con le etichette che gli altri le hanno apposto e può finalmente riconoscersi senza dipendere da quelle definizioni. «Non volevo usare quello che ho vissuto per ferire o accusare qualcuno – prosegue -. Avevo bisogno di trasformarlo. Per me la musica può fare proprio questo: prendere qualcosa che ha fatto male e fartelo vedere in una forma che finalmente ti appartiene.» La produzione, firmata da Emanuele Proietti, porta la voce di Syelune Vorne molto vicino all’ascoltatore, lasciando all’interpretazione una presenza particolarmente diretta, quasi da presa live: una resa immediata, che conserva respiri, intensità e una forte sensazione di prossimità. È una caratteristica che dialoga direttamente con ciò che viene raccontato, perché se il centro della canzone è il diritto di riprendersi la propria voce, proprio quella voce non può restare in secondo piano. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale girato a Roma sotto la direzione di Danilo D’Auria, arriva mentre Syelune Vorne sta ridefinendo con maggiore consapevolezza anche la propria identità artistica. Nata a Cuba e da anni residente in Italia, Syelune porta con sé un rapporto complesso con le proprie origini, fatto di appartenenza e orgoglio, ma anche di distanza e conflitto. L’Italia è il Paese in cui ha scelto di consolidare la propria attività da cantautrice e una nuova fase della propria vita, senza per questo rinunciare alla parte latina né sentirsi obbligata a scegliere tra due appartenenze. “Appartenere non significa scegliere” è la frase che oggi accompagna il suo progetto e che, in “Confundieron” assume un significato ancora più ampio: non due identità da mettere in competizione, ma due anime che convivono. E forse è proprio in questa convivenza, senza obbligo di scelta tra ciò che siamo e ciò che gli altri si aspettano che siamo, che “Confundieron” trova la sua dimensione naturale. Perché il tema non riguarda soltanto l’identità culturale, ma il diritto di sottrarsi alle definizioni altrui, ai ruoli già assegnati, perfino ai tempi che qualcuno considera “giusti” per cambiare strada, ricominciare o scegliere finalmente se stessi. Fino a che punto lasciamo che siano gli altri a stabilire chi dovremmo essere, e persino quando dovremmo diventarlo? Syelune Vorne, questa volta, ha scelto di non lasciare la risposta agli altri e di affidarla alla cosa che più di tutte le appartiene: la sua voce. Il resto, forse, comincia proprio nel momento in cui chi ascolta trova il coraggio di riconoscere anche la propria.

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La regola del 5:1: quanti gesti d'amore cancellano una critica

La regola del 5:1: quanti gesti d'amore cancellano una critica

Le ricerche sulle coppie stabili hanno individuato qualcosa che assomiglia a una vera e propria aritmetica affettiva. Non serve essere perfetti, non serve non discutere mai: serve che i momenti positivi siano nettamente più numerosi di quelli negativi. Continua a leggere graziellaparadisi.it/blog/genitorialita-e-coppia/articoli/rapporto-5-a-1-quanti-gesti-damore-cancellano-una-critica

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La Via dei Norcini a Piacenza – Salumi Grossetti e il vino dei Fratelli Piacentini

L’inserimento dei Colli Piacentini nelle iniziative di informazione che accompagnano il turno di Presidenza italiana alla IAI ( Iniziativa Adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), è stato fortemente sostenuto dai giornalisti ‘veronelliani’ di Borghi d’Europa. Dal 28 luglio, giorno nel quale sono stati presentati gli obiettivi della Presidenza italiana alla IAI presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è partito il viaggio del gusto di Borghi d’Europa, alla scoperta degli inediti del buon e bello vivere dei Territori inseriti nella rete internazionale. Fino a maggio 2027 giornalisti e comunicatori visiteranno i borghi e i territori scelti, secondo la logica veronelliana delle visite in incognito. Un progetto, dunque, finalizzato ad informare chi informa, secondo una logica culturale ‘altra’ : l’informazione condivisa. I servizi, le annotazioni dei giornalisti non verranno pubblicati prima della discussione e dell’approvazione da parte dei soggetti intervistati e/o raccontati. Anche la destinazione dei testi costituirà una base di incontro : quali mezzi previlegiare, sulla base di una attenta analisi comunicazionale. Insomma un viaggio ricco di spunti e di nuove conoscenze. Uno dei Percorsi Internazionale è dedicato alla Via dei Norcini. L’appuntamento nei Colli Piacentini ha abbinato come prima ‘sosta gustosa’ il salame stagionato di Salumi Grossetti e i vini della Cantina Fratelli Piacentini. “Il salame da tenere in casa per accogliere gli amici, fetta dopo fetta- commenta Enrico Grossetti - , è il salame adatto a tutte le occasioni. Da gustare sia tenero che molto stagionato in base ai propri gusti, richiama la compagnia di un buon bicchiere di vino. Consigliamo di tagliarlo al coltello in fette non troppo sottili.” Sara ed Emanuel (Fratelli Piacentini), suggeriscono con il salame stagionato un vino importante, come il Gutturnio Superiore Antares. “ È il primo nostro vino rosso fermo, e ha inaugurato la linea di prodotti con nomi ispirati alla volta celeste. Anche qui abbiamo la dimostrazione del fatto che i vini di Piacenza non necessariamente devono essere vini beverini da consumarsi entro breve tempo, anzi! E hanno tutte le carte in regola per competere con i vini di altre zone più blasonate. D’altro canto il ”matrimonio” è fondato su basi solide: barbera e bonarda. Struttura, longevità, eleganza, i figli che ne sono nati. “

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I Calabresi e la guerra delle Fiandre

I Calabresi e la guerra delle Fiandre

Il prossimo 27 luglio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema“I Calabresi e la Guerra delle Fiandre”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello. La Guerra delle Fiandre, nota come Guerra degli ottant'anni (1568-1648), fu il conflitto con cui le 17 province dei Paesi Bassi si ribellarono al dominio di Filippo II di Spagna. I "fanti calabresi" sono stati protagonisti storici della "Guerra delle Fiandre" (e dei successivi conflitti europei) in quanto parte integrante dei tercios della Corona spagnola tra il XVI e il XVII secolo. All'interno dell'Armata delle Fiandre, i reggimenti di stanza nei domini italiani vennero impiegati per decenni negli scenari più duri del conflitto. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte del gradito ospite del sodalizio culturale organizzatore. La conversazione, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 27 luglio.

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