101

 

L’UOMO BLU E LA PIETRA DELLA VERITÀ (RACCONTO FANTASY)

L’UOMO BLU E LA PIETRA DELLA VERITÀ (RACCONTO FANTASY)

Apro gli occhi e mi ritrovo in piedi tra enormi pilastri di pietra scolpiti con simboli antichi, riconosco subito questo luogo, è Gobekli Tepe, il tempio costruito venticinquemila anni fa e poi sepolto; il mio corpo astrale emana una luce soffusa a indicarmi che sto sognando eppure tutto appare più reale della vita da sveglio; accanto a me c'è l'Unicorno, la mia guida spirituale, la sua criniera dai mille colori brilla alla luce delle stelle e il suo corno luccica come un riflesso della Luna; ci salutiamo senza dirci una parola e, insieme, ci volgiamo a guardare le pietre silenziose; le incisioni degli animali pare che ci fissino, vedo volpi, serpenti e uccelli, i loro significati si perdono nel tempo, mille domande mi girano in testa come foglie nel vento d'autunno ma le risposte restano fuori dalla mia portata. Poi il cielo inizia a mutare, un bagliore verdastro si espande in alto crescendo fino a diventare qualcosa di simile ad un'aurora boreale ma dipinta con tutti i colori dell'arcobaleno; la voce dell’Unicorno entra nei miei pensieri: "Quello che vedi è un essere vivente", sussurra. I colori dell’aurora si stabilizzano su un blu profondo, la sua luce si condensa, prende forma e davanti a noi appare una figura poco più alta di me, sembra un uomo fatto di zaffiro con occhi che custodiscono la saggezza di mondi lontani. L’uomo blu scende al suolo con sorprendente delicatezza. “Ciao”, dice con una voce che tradisce un leggero imbarazzo. “Mi chiamo Nox e viaggio tra le dimensioni in cerca di aiuto.” La mia guida inclina la testa osservando questo visitatore. “Raccontaci il tuo problema e, se possiamo, ti aiuteremo”, risponde con tono pacato. “Nella mia dimensione un tale di nome Fiz è stato nominato gran sacerdote”, sussurra Nox. “Vieta i rapporti sessuali fuori dal matrimonio, ci proibisce di ridere, ci impone digiuni, bandisce la musica, vieta di interpretare i sogni e ci costringe a uscire di casa solo per lavoro, studio o preghiera; dice che le Divinità parlano attraverso di lui.” Nox alza lo sguardo al cielo come per raccogliere le forze. “Ultimamente pare impazzito, ha ordinato a tutti i maschi di farsi amputare il pene ed è intenzionato a fare abbattere le statue della Dea Afrodite.” Le parole non servono a commentare che tutto ciò è assurdo, Nox ci osserva come se avesse capito la nostra innata predisposizione verso la libertà, le nostre energie paiono in risonanza, siamo diventati amici dopo poche parole. “Portaci nella tua dimensione, vogliamo parlare con questo Fiz”, afferma l’Unicorno. Nox alza le mani, davanti a noi appare un cerchio di luce dorata, un portale tra i mondi, vi entriamo e per un istante tutto si dissolve in un vortice di luce e silenzio poi i nostri piedi toccano un suolo freddo; mi guardo attorno, siamo dentro un tempio di proporzioni mozzafiato, due porte di legno scuro si ergono davanti a noi, sono alte come giganti e intagliate con le figure degli Dei, diverse colonne di pietra bianca si innalzano come alberi secolari verso un soffitto a volta, lungo le pareti affreschi e mosaici incorniciano nicchie dove le statue delle Divinità raggiungono il doppio dell'altezza di un uomo; centinaia di persone riempiono lo spazio, vedo uomini e donne dalla pelle blu che intonano un misterioso canto accompagnato da uno strumento simile ad un organo, sono vestiti con tuniche di lino bianco che arrivano fino alle caviglie, portano collane di pietre azzurre e bracciali di un metallo simile al rame ma ciò che mi colpisce di più sono i loro volti che trasmettono una rassegnazione silenziosa, come se avessero dimenticato cosa significhi sorridere. Al centro del tempio, su un altare rialzato di pietra nera, siede Fiz, è un anziano vestito con una tunica talmente coperta d'oro e diamanti che sembra più un mercante che un sacerdote, nella mano destra stringe uno scettro d'oro tempestato di gemme, una corona di pietre preziose gli cinge la testa calva, la sua aura si estende solo per pochi centimetri dal corpo ed è irregolare, quasi bucata in alcuni punti. “Quando vedi un sacerdote coperto d'oro”, penso, “non è un vero sacerdote”. La voce di Fiz tuona dall'altare: “Oh esseri imperfetti, il pene va amputato completamente per ottenere l'ascensione promessa da Zeus!” La rabbia mi travolge, stringo i pugni, il sangue mi pulsa nelle tempie; mi giro verso la folla e la mia voce esce dal petto come un ruggito: “Non date ascolto a questo impostore! Zeus ci dona l'espansione, l'energia che ci permette di superare noi stessi, non promette nulla e non ci ordina di mutilarci!” Alzo ancora di più la voce. “Gli esseri imperfetti, come quest'uomo vuole farvi diventare, sono quelli che agiscono contro la loro natura!” La mia guida fa un passo avanti. “Parole giuste, Kael.” Il volto del gran sacerdote diventa viola per la rabbia. “Chi siete voi?” chiede con voce improvvisamente gelida. “Siamo viaggiatori”, risponde l’Unicorno. “Ci piace viaggiare tra i mondi.” “Guardie, prendete questi due blasfemi peccatori! Inizieremo a purificare loro! Tagliategli il pene!” urla Fiz. Otto guardie si muovono verso di noi con i volti duri e impassibili, le due più grandi si avvicinano alla mia guida con sorrisi che non promettono nulla di buono. “Vieni qui che ti purifico”, ringhia una. L’Unicorno inizia a muovere le orecchie poi, in un lampo, i suoi zoccoli si alzano con una precisione coreografica, le due guardie, colpite dai suoi calci, volano all'indietro come burattini schiantandosi contro le panche, per un momento nessuno si muove. “Scappiamo, Kael!” grida la mia guida. Sfrecciamo verso l'uscita, le enormi porte di legno si stanno chiudendo lentamente, quattro guardie le stanno spingendo, il varco si restringe, l’Unicorno accelera e io lo seguo, dinnanzi a noi c’è uno spazio di luce sempre più stretto, a pochi metri dall’uscita inciampo e le mie mani battono il pavimento. “Prendete quel blasfemo!” strilla il gran sacerdote indicandomi con il dito. L’ombra di una guardia mi sovrasta, le sue mani cercano le mie spalle poi sento un tonfo sordo e la guardia vola via, è lo zoccolo dell’Unicorno che l’ha colpita al petto; mi rialzo in fretta, tre lunghi passi e scivoliamo attraverso la fessura mentre le porte si chiudono con un boato alle nostre spalle mancandoci per pochi centimetri. Ma non è finita, tre guardie uscite da un ingresso laterale sono a pochi passi da noi, quella più vicina allunga la mano verso di me, le sue dita sfiorano i miei capelli. “Ingrato!”, ringhia. Sento il suo fiato sul collo, la paura mi offusca la vista poi odo una voce accanto a me: “Amico, hai bisogno di un passaggio?” chiede la mia guida. Immediatamente balzo sulla sua groppa e schizziamo via; una lancia fischia vicino al mio orecchio, poi un'altra, il vento mi frusta il viso, il terreno sotto di noi mi pare un alone sfocato, case, persone, il tempio, tutto si fonde in un mosaico di colori; saliamo su di una montagna e il villaggio si rimpicciolisce, le urla diventano sussurri lontani, la mia vista si stabilizza e il mio cuore rallenta, finalmente mi sento sollevato. Davanti a noi si apre un paesaggio che toglie il fiato, un mondo sospeso tra sogno e realtà, il cielo è blu scuro solcato da diversi arcobaleni tenui, le montagne sembrano onde pietrificate; sotto, nella valle, si stende il villaggio degli uomini blu e, al suo centro, dominando tutto come un gigante tra nani, si erge il tempio, è massiccio, imponente, le sue torri sono simili a quelle degli antichi templi Khmer ma molto più alte e di colore blu. Troviamo riparo in una grotta. “Cosa possiamo fare?” chiedo all’Unicorno. “Non ne ho idea”, risponde. Poi vedo che si ferma di colpo attratto da alcune piccole pietre gialle e luminose incastrate nelle pareti. “Senti l'energia di queste pietre? Credo che qui si nasconda qualcosa che può aiutarci”, dice. Io non sento nulla ma mi fido di lui; man mano che scendiamo in profondità le dimensioni delle pietre aumentano fino a quando arriviamo in una camera sotterranea illuminata come se fosse giorno, al centro c'è un meraviglioso lago naturale circondato da grandi pietre gialle. “Quella”, dice la mia guida indicando una pietra in particolare, “è perfetta come contenitore per una forma pensiero, ne creerò una che funziona come quelle videocamere del tuo mondo.” Fa una pausa poi prosegue: “La metteremo a casa di Fiz e se farà qualcosa che rivela la sua natura di ciarlatano la gente vedrà tutto”. Afferro la pietra, l'Unicorno la infonde della sua energia e la programma con tre semplici comandi: inizia, fine e mostra; qualche istante dopo la sua voce si fa seria: “Kael, non creare mai una forma pensiero dotata di coscienza, creeresti un servo che non ha scelto di esserlo”, dice. Passano i minuti e penso a ciò che potrebbe andare storto. “Quanto durerà?” chiedo. “Circa dodici ore”, risponde la mia guida. “E se il gran sacerdote sa percepire la presenza delle forme pensiero? Io ci riesco”, affermo. L'Unicorno mi guarda dritto negli occhi. “Non la percepirà, è troppo concentrato su sé stesso, fidati di me”, sospira. “L'unica cosa che potrebbe mandare all'aria il nostro piano è che la pietra venga accidentalmente rotta, una forma pensiero così debole svanirebbe all'istante ma speriamo che non accada.” Risaliamo verso l'ingresso della grotta e troviamo Nox ad aspettarci. “Vi ho trovati percependo la vostra aura”, dice. “Non posso ospitarvi a casa mia perché vi stanno cercando e lì vi troverebbero subito; vi ho portato dei sacchi a pelo e una zuppa di verdure.” Ringraziamo Nox poi gli spieghiamo il piano per smascherare il gran sacerdote; metto la pietra gialla nelle mani di Nox. “Pronuncia la parola inizia prima di entrare in casa di Fiz”, gli dico, “e pronuncia la parola fine domani mattina, quando uscirai con la pietra.” Ci salutiamo e, dopo che il nostro amico se n'è andato, io e la mia guida ci prepariamo a passare la notte. La notte l’abbiamo passata senza dormire, è già mattina e vediamo arrivare Nox con la pietra, grazie ad una pozione che lo ha reso invisibile è riuscito ad entrare e uscire dalla casa del gran sacerdote senza essere visto; tengo la pietra tra le mani e l'Unicorno pronuncia la parola mostra, all'inizio non appare nulla, Fiz cena e legge un libro poi lo vediamo travestirsi, indossa una tunica bianca, una barba finta e una parrucca, impugna un falso tridente, sembra Zeus; si mette davanti ad una sfera di cristallo, mormora alcune parole magiche poi inizia un ambiguo discorso. “Sono Zeus, per il vostro bene, per la vostra crescita spirituale, tutti i maschi devono farsi amputare il pene”, afferma. Quando finisce di parlare pronuncia altre parole magiche e poi grida: “Incapaci! Buoni a nulla! La vostra vita è nelle mie mani!” Mi giro furioso verso l’Unicorno e Nox “Quell'impostore ha creato una forma pensiero simile alla nostra! L'ha usata per registrare quel video dentro la sfera e vuole mostrarlo alla gente facendo credere che sia davvero un Dio a parlare!” Loro annuiscono. La rabbia attraversa il mio corpo astrale. “Dobbiamo smascherarlo e fargliela pagare! Spero che gli diano tanti pugni in faccia! Io vorrei prenderlo a calci!” urlo. La mia guida sospira. “Kael, tu odi le gerarchie e i rapporti verticali ma pensaci, quando prendi a calci qualcuno, anche un oppressore, stai creando un rapporto verticale; non diventare come chi odi.” Si ferma pensieroso e continua: “In una società che opprime a volte anche gli oppressori sono oppressi.” Rimango perplesso per un momento. “Le solite parole insensate dell’Unicorno”, penso. Lui mi guarda. “Kael, ti ho sentito”, dice ridendo. Accidenti, mi ha letto nel pensiero! Ma mentre ci dirigiamo verso il tempio le sue parole mi rimbombano nella testa, dice di non diventare come quelli che odio ma è così difficile, quando vedi un tiranno vorresti solo distruggerlo. Finalmente io, la mia guida e Nox arriviamo al tempio, tutti e tre siamo incerti su ciò che accadrà. “E se la gente non ci crederà?” chiedo all'Unicorno. “Non preoccuparti, sono sicuro che molti hanno già dei dubbi sulle buone intenzioni di Fiz”, mi risponde. Dentro il tempio la folla è immensa, il gran sacerdote è sull'altare, la sua voce tuona tra le colonne: “Stanotte, sulla mia sfera sacra, ho ricevuto un messaggio da Zeus!” dichiara. “Ascoltate le sue parole!” La sfera di cristallo inizia a brillare, il cuore mi batte forte, Fiz ha già attivato la proiezione del suo falso messaggio. “Dobbiamo fermarlo”, sussurro. “Aspetta, lascia che parli, poi quando la sua bugia sarà al momento più solenne interverremo noi”, ribatte la mia guida. La folla guarda in silenzio il video del falso Zeus e quando finisce il gran sacerdote osserva trionfante la gente; senza dire nulla l’Unicorno si dirige al centro del tempio, accanto all’altare nero, io e Nox lo seguiamo. “Ora guardate il messaggio che la Dea Verità mi ha aiutato a registrare sul mio cristallo sacro!” grida. La folla ci guarda, nervoso tengo tra mie mani tremanti la pietra, la mia guida pronuncia la parola mostra e tutti vedono Fiz travestirsi da Zeus, Fiz che chiede ai maschi di farsi tagliare il pene e infine Fiz che li deride chiamandoli incapaci. La gente è sconvolta, alcuni sono increduli, altri disorientati, molti iniziano a gridare: “Sei un impostore!” Il volto del gran sacerdote diventa viola, poi bianco, poi rosso come un pomodoro maturo, le gambe gli tremano, l’anziano indietreggia inciampando nel suo stesso mantello poi si rialza e corre verso l'uscita di sicurezza; tutti lo seguiamo; Fiz si arrampica sulla palma più alta che trova. “Bugiardo!” urla qualcuno. “Ci hai fatto fare delle cose assurde!” grida un altro. “Vigliacco!” esclama un terzo. L'Unicorno si mette davanti alla folla e afferma: “La violenza in questa circostanza non serve a niente, lasciamo che scenda senza fargli del male.” Guardo la scena e mormoro: “Io lo lascerei su ancora per qualche giorno”. Fiz scende, i suoi piedi toccano terra ma subito cade in ginocchio, i suoi stessi singhiozzi lo scuotono, la corona d'oro e diamanti gli scivola dalla testa e rotola fino ai piedi della gente, tutti tacciono, solo un uomo con il volto contratto e i pugni stretti fa un passo avanti: “Perché l'hai fatto?” urla. L’anziano risponde senza guardarlo negli occhi, la sua voce non è più un tuono ma il sospiro di un uomo stanco: “L'ho fatto a causa del mio fallimento esistenziale, vedevo le persone realizzate ed ero invidioso, avrei voluto essere io al loro posto.” Un brivido percorre la folla, qualcuno trattiene il respiro, il gran sacerdote prosegue: “Vedevo la gente amare, ridere, fare musica, ognuno eccelleva in qualcosa ma io non ho mai avuto niente di tutto questo.” Si ferma, alcune lacrime gli solcano le guance. “Ogni volta che cercavo di emergere il lavoro mi chiudeva le porte, le donne mi voltavano le spalle, di amici veri non ne ho mai avuti, non riuscivo né a scolpire né a dipingere né a eccellere negli sport, tutti mi prendevano in giro.” Molti mormorii si diffondono tra la folla. L’anziano china ancora di più la testa: “Quando ho iniziato a dire che sentivo le voci degli Dei le persone mi guardavano con occhi pieni di rispetto.” Il suo sorriso svanisce. “Eppure dentro continuavo a sentirmi una nullità perché non ero realizzato veramente, davo solo l'illusione di esserlo.” Un lungo silenzio poi Fiz abbassa ulteriormente il capo fin quasi a toccare terra: “Allora ho pensato che se non riuscivo a realizzarmi, se ero un deserto, avrei trasformato tutto ciò che mi circondava in deserto.” La gente tace stupita. L’anziano alza improvvisamente il viso al cielo, i suoi occhi divengono quasi luminosi, la voce gli trema: “A volte, mentre recitavo, credevo davvero di avere gli Dei dalla mia parte, pensavo che se non intervenivano per fermarmi significava che approvavano le mie azioni.” Un brivido attraversa l'aria, la folla è sconvolta, la mia guida fa alcuni passi avanti, la sua voce è gelida come il ghiaccio: “Ma che razza di sacerdote sei?” Fiz trema in ginocchio. “Gli Dei sono fonti di energia dotate di coscienza presenti ovunque, ci donano le loro forze senza chiedere nulla in cambio ma non intervengono mai nelle vicende degli esseri viventi.” L’anziano china di nuovo la testa. “La mia convinzione era follia”, mormora. L'Unicorno si volta verso la folla, le sue parole cadono come pietre in uno stagno: “Phthonos, l'invidia, ci dona la sua energia per spingerci a migliorarci ma quando invece di impegnarci per eguagliare o superare chi è più bravo di noi agiamo per distruggerlo arriviamo a situazioni come questa.” La sua voce si fa più dolce: “Ricordate che nessun Dio vi chiederà mai di fare cose che vanno contro la vostra natura.” Un silenzio profondo pervade l’aria poi Nox si fa avanti accanto alla mia guida, la sua voce è gentile ma ferma: “Fiz ha sbagliato gravemente ma ciò che è successo non è solo colpa sua.” Un mormorio di sorpresa percorre la gente, Nox alza una mano chiedendo silenzio. “Quando era un uomo che cercava di emergere i membri del consiglio del villaggio sapevano bene che era in difficoltà ma non hanno fatto nulla, alcuni addirittura lo hanno deriso.” I membri del consiglio si guardano tra loro, uno alto con i lunghi baffi blu dice: “Fiz ha sempre avuto un carattere difficile, cosa potevamo fare?” L'Unicorno parla ad alta voce: “Non è bastato smascherare Fiz, bisogna smascherare anche la vostra ipocrisia.” Nox, con un leggero sorriso, si volta verso l’anziano e gli tende una mano. “Alzati, non è mai troppo tardi per far fiorire il deserto”, gli dice. lui si lascia tirare su ma resta in piedi a fatica; davanti a questo anziano barcollante che piange la folla tace, dagli occhi di qualcuno scendono delle lacrime, stanno piangendo per l'uomo che voleva mutilarli; la mia guida rivolge lo sguardo verso di me. “Vuoi ancora prenderlo a calci?” mi chiede. Chino la testa e rispondo semplicemente: “No.” Gli abitanti di questa dimensione decidono la punizione di Fiz: arerà i campi e svolgerà altri lavori faticosi per alcuni mesi, nel frattempo i veri detentori di saggezza, persone come Nox, lo aiuteranno a colmare il suo vuoto esistenziale; ma gli abitanti decidono anche di apportare alcuni cambiamenti strutturali al consiglio del villaggio in modo tale che la società sia più attenta ai bisogni del singolo individuo inoltre stabiliscono che d'ora in poi, in materia di spiritualità, non ci saranno più scale gerarchiche; vedo un gruppo di tredici persone sedute in cerchio che suonano tamburi e cantano allegramente, mi rivolgo ai passanti e dico: “Questa è la vera spiritualità.” All'improvviso mi sveglio nel mio letto, sono confuso, vado in cucina e preparo il caffè; mentre la mente si schiarisce penso a Fiz e a tutte quelle persone del mio mondo che, dicendo di parlare a nome di un Dio, impongono restrizioni contrarie alla natura umana e benedicono le guerre; mi chiedo perché dovremmo svuotare le nostre vite di tutto ciò che le rende vibranti, perché imbrigliare la sessualità, ostentare il digiuno, mettere a tacere la musica; se Edone ci dona il benessere, se Afrodite ci dona l'amore, se Polimnia ci dona la musica, perché gettare via questi doni? Questa è ingratitudine; le dottrine che insegnano la rinuncia hanno dimenticato una verità fondamentale: gli Dei non ci donano le loro energie perché le gettiamo nella spazzatura procurandoci sofferenza, ce le donano perché le manifestiamo con l'intento di vivere nel modo migliore possibile. L’essere umano non è imperfetto come diceva Fiz, è la struttura sociale che lo è; in un ambiente in cui le istituzioni creano mostri per poi punirli, in cui una certa percentuale di individui viene esclusa, persone come Fiz proliferano facilmente, persone fallite dal punto di vista esistenziale che, invece di impegnarsi per superare sé stesse, cercano di trascinare gli altri nel loro deserto; penso a mio padre, abbandonato da sua madre quando era ancora in fasce, picchiato da insegnanti e genitori, trattato come un servo dalla sua famiglia d'origine, costretto a un matrimonio combinato; ora non è più tra noi ma se incontrassi la sua anima da qualche parte sul piano astrale non gli tenderei la mano, non lo perdonerei per ciò che ha fatto ma non lo prenderei a calci. Apro la finestra, il Sole splende in un cielo senza nuvole, l'aria del mattino mi accarezza il viso, sento il canto degli uccelli e il profumo dei fiori intorno al laghetto sotto il mio condominio, una sensazione di benessere pervade il mio corpo, è l'energia di Edone. “Grazie Edone”, sussurro.

Leggi tutto

 

Il Dott. Salvo De Vita lancia 5 nuovi magazine digitali per far volare la cultura sul web

Il Dott. Salvo De Vita lancia 5 nuovi magazine digitali per far volare la cultura sul web

Salvo De Vita: la formula vincente del piccolo imprenditore affermato tra cinema, teatro ed editoria DALLO SPETTACOLO ALL’IMPRENDITORIA DIGITALE: IL SUCCESSO DI UN MODELLO INNOVATIVO CHE PARTE DALLA MUSICA, PASSA PER VENEZIA E CONQUISTA IL MERCATO EDITORIALE INTERNAZIONALE. Il Dott. Salvo De Vita si conferma oggi un piccolo imprenditore affermato e un solido punto di riferimento nel panorama produttivo e della comunicazione, sia a livello nazionale che internazionale. A dare ulteriore slancio alla sua carriera è la sua ultimissima produzione musicale: il brano intitolato "AMOR SEM FIM", interpretato dall'artista professionista Elis Martins. Il singolo, interamente scritto da Salvo De Vita, sta riscuotendo un successo straordinario e, dal punto di vista giornalistico, sta letteralmente facendo il giro del mondo, confermando la capacità dell'autore di intercettare i gusti del pubblico globale. Questo nuovo traguardo arricchisce un percorso eclettico iniziato in passato con lavori musicali di forte impatto in rete, come l’emozionante brano "A mia figlia", di cui è autore e produttore, realizzato in collaborazione discografica con la nota etichetta europea Mea Sound di Napoli. La sua profonda competenza nel settore della comunicazione lo ha visto operare come addetto stampa accreditato di livello internazionale per grandissimi big della musica e dell'intrattenimento, tra cui Morgan, Silvia Mezzanotte, Paolo Cevoli, Veronica Pivetti e tanti altri. Negli ultimi cinque anni, in qualità di piccolo imprenditore affermato nel settore della produzione artistica, il Dott. De Vita ha consolidato la sua autorevolezza anche nel mondo del cinema e del teatro. Il suo palmarès vanta due candidature ufficiali al prestigioso Festival Internazionale del Cinema di Venezia e la vittoria del Premio della Critica al Festival del Cinema Europeo Web come miglior produttore esordiente. A questo si aggiunge un forte impegno nei live show: è infatti noto per aver curato le produzioni teatrali di alcuni dei volti più amati della trasmissione televisiva "Made in Sud" su Rai 2, oltre ad aver ideato, prodotto e organizzato eventi e spettacoli dedicati ai giovani talenti usciti dalla celebre scuola di "Amici di Maria De Filippi". Oggi questa solida esperienza si consolida nel settore editoriale e cinematografico. Al timone del suo marchio MP Ufficio Stampa & Produzioni, De Vita ha lanciato a partire dal 2025 un innovativo modello lavorativo basato sul franchising digitale di livello internazionale, dimostrando come la piccola imprenditoria italiana possa competere su scenari globali. La consacrazione definitiva arriva nel mondo dell’editoria. Con l'acquisto di domini strategici e la registrazione di marchi di riviste di sua esclusiva proprietà, ha dato vita al Gruppo MP Magazine. Il gruppo comprende diverse riviste digitali indipendenti, regolarmente registrate con dominio pubblico e numero di deposito: Cronaca-zero.eu Notizieveredigitali.eu Radar-news-spettacolo.eu Info-notizia-vera.eu Iconanews.eu Questi magazine trattano una vasta gamma di argomenti che spaziano dalla cultura alla cronaca, passando per musica, spettacolo, cinema e teatro. I costi per usufruire dei servizi di queste riviste sono assolutamente competitivi. Sfruttando le potenzialità del modello in franchising, il piccolo imprenditore affermato ha voluto tendere la mano anche agli artisti emergenti, offrendo loro una vetrina internazionale accessibile e una reale occasione per lanciare, promuovere e valorizzare i propri progetti nel mercato globale. Articolo: G. Mannone - Rosa Moretti Supervisione del Servizio: Ufficio Stampa & Produzioni MP Distribuzione digitale: Urban Dream di Mietto Elisa

Leggi tutto

 

CALAMITA

Il lago di Fondi costiero, , area protetta, un tempo portava il nome storico di una città scomparsa. Dopo la bonifica inseguito alla presenza di paludi, il lago ha migliorato. Si tratta di un lago di scarsa salinità dotato di canne e ninfe. Nel lago sono presenti varie specie di piante e di uccelli, di pesci. Troviamo frassini, ontano, olmi e uccelli come l’airone bianco e il cormorano, il falco e il tritone. Ci sono anche tassi e istrici. Fra i pesci troviamo carpe, lattarini, spigole, anguille. Troviamo poi un pesco tipico di questo lago detto Calamita, un cefalo appartenete alla famiglia delle mugilidae. Ama vivere in acqua dolci e salmastre nelle zone mediterranee. Si trova in estuari e ama risalire i fiumi. Il suo corpo è slanciato, la testa appuntita e massiccia, il colore è grigio argento. Spesso ha macchie scure e dorate nelle pinne pettorali. Tollera le acque saline. Spesso si trova in lagune. Misura dai venti ai quaranta centimetri e può arrivare ai sessanta. Si nutre di alghe e detriti. La sua carne è digeribile, magra, tenera, è considerata più pregiata del cefalo perché contiene omega 3 e acidi grassi. Questo pesce azzurro ha un sapore deciso come quello del tonno. Nei ristoranti viene cucinato in vari modi in umido, alla griglia, al cartoccio, al forno con olive, sia a tranci che filetti, alla piastra. Ci sono molte ricette. Nei mercati locali viene venduto ampiamente.

Leggi tutto

 

L’industria degli eventi diventa digitale: nasce SoundRights, la piattaforma che semplifica la gestio

L’industria degli eventi diventa digitale: nasce SoundRights, la piattaforma che semplifica la gestio

Un ecosistema indipendente sfrutta tecnologia e Intelligenza Artificiale per automatizzare le procedure, ridurre la burocrazia e rendere più semplice e trasparente l’accesso alle licenze musicali. Negli ultimi vent’anni il settore degli eventi ha attraversato una profonda trasformazione digitale. Biglietterie, pagamenti, prenotazioni e sistemi gestionali si sono evoluti rapidamente, offrendo strumenti sempre più semplici e immediati. La gestione delle autorizzazioni necessarie per l’utilizzo della musica, invece, è rimasta spesso legata a procedure frammentate, regolamenti complessi e passaggi burocratici difficili da interpretare. Per organizzatori di eventi, gestori di locali, strutture ricettive e attività commerciali questo significa ancora oggi perdita di tempo, rischio di errori e possibilità di incorrere in sanzioni. Da questa esigenza nasce SoundRights, la prima Licensing Automation Platform (LAP) italiana, progettata per semplificare e automatizzare la gestione delle licenze musicali. L’idea prende forma dall’incontro tra Simone Prandin, produttore musicale con una profonda conoscenza del settore, e Fabiano Buongiovanni, imprenditore seriale e fondatore del venture builder Pley Ventures. Da un primo confronto è emersa una criticità successivamente confermata da centinaia di interviste realizzate sul campo con organizzatori, DJ, musicisti, albergatori e operatori del settore. Il problema, infatti, non è necessariamente ottenere una licenza, ma riuscire a comprendere quale licenza sia necessaria, a chi rivolgersi e come affrontare procedure amministrative che possono risultare lunghe e complesse. Un unico portale per semplificare l’intero processo SoundRights non nasce come un semplice software o come un comparatore. La piattaforma è stata sviluppata come una vera e propria infrastruttura tecnologica capace di conoscere le regole del mercato, dialogare con le collecting society, automatizzare l’inoltro delle richieste, coordinare gli scambi documentali e monitorare l’avanzamento delle pratiche. L’obiettivo è portare anche nel mondo delle licenze musicali quella semplicità che le piattaforme digitali hanno già introdotto nei settori dei pagamenti e delle prenotazioni. Attraverso un unico portale è possibile: individuare la licenza necessaria e confrontare in modo trasparente le differenti opzioni disponibili; ottenere preventivi immediati e procedere all’acquisto; gestire la documentazione; automatizzare le procedure e seguire l’avanzamento delle pratiche. Meno burocrazia, più libertà di scelta Il progetto si fonda su alcuni principi essenziali. Un solo portale, tutte le licenze. L’utente può orientarsi nel mondo delle autorizzazioni senza dover individuare autonomamente l’interlocutore corretto. Meno burocrazia, più tempo. SoundRights punta a restituire agli operatori tempo prezioso da dedicare alla propria attività, riducendo gli errori e il rischio di sanzioni. In determinate condizioni, la piattaforma indica inoltre la possibilità di ottenere risparmi sui costi di licenza fino all’80%. Libertà di scelta. SoundRights è una piattaforma indipendente e non nasce in contrapposizione alle collecting society. Il suo obiettivo è rendere le differenti offerte più accessibili, comprensibili e facilmente confrontabili. L’Intelligenza Artificiale al servizio del settore musicale. L’AI viene utilizzata per automatizzare le attività ripetitive, semplificare l’interpretazione delle normative e contribuire alla tutela della creator economy. Una piattaforma per eventi, hospitality, commercio e intrattenimento Il mercato al quale SoundRights si rivolge è particolarmente ampio. La piattaforma è pensata per organizzatori di eventi, venue, sale congressi, discoteche, DJ, wedding planner, resort, hotel, ristoranti, bar, commercianti, centri commerciali, parchi tematici e stabilimenti balneari. Realtà differenti, accomunate dalla necessità di utilizzare la musica nel rispetto delle procedure e delle normative previste. Ma la finalità del progetto non riguarda soltanto chi utilizza la musica. Durante lo sviluppo di SoundRights è infatti emerso come, nella maggior parte dei casi, il problema degli operatori non sia la volontà di evitare il riconoscimento economico degli artisti, quanto piuttosto la difficoltà nel comprendere le procedure necessarie per mettersi correttamente in regola. Semplificare questo percorso significa quindi anche contribuire a tutelare il valore dell’industria musicale e favorire il corretto riconoscimento del lavoro di artisti e musicisti. SoundRights vuole creare proprio questo collegamento: rendere più facile per gli utilizzatori rispettare le regole e, allo stesso tempo, agevolare il corretto flusso dei pagamenti verso chi crea musica. Più che una start-up che vende licenze, SoundRights rappresenta quindi un progetto di trasformazione digitale applicato a uno dei mercati ancora più legati a procedure analogiche. Un passaggio verso un sistema più semplice, trasparente e accessibile, nel quale la tecnologia diventa uno strumento per avvicinare chi utilizza la musica a chi la crea. soundrights.it soundrights@soundrights.it

Leggi tutto

 

La Via dei Norcini a Piacenza – Salumi Grossetti e il vino dei Fratelli Piacentini

L’inserimento dei Colli Piacentini nelle iniziative di informazione che accompagnano il turno di Presidenza italiana alla IAI ( Iniziativa Adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), è stato fortemente sostenuto dai giornalisti ‘veronelliani’ di Borghi d’Europa. Dal 28 luglio, giorno nel quale sono stati presentati gli obiettivi della Presidenza italiana alla IAI presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è partito il viaggio del gusto di Borghi d’Europa, alla scoperta degli inediti del buon e bello vivere dei Territori inseriti nella rete internazionale. Fino a maggio 2027 giornalisti e comunicatori visiteranno i borghi e i territori scelti, secondo la logica veronelliana delle visite in incognito. Un progetto, dunque, finalizzato ad informare chi informa, secondo una logica culturale ‘altra’ : l’informazione condivisa. I servizi, le annotazioni dei giornalisti non verranno pubblicati prima della discussione e dell’approvazione da parte dei soggetti intervistati e/o raccontati. Anche la destinazione dei testi costituirà una base di incontro : quali mezzi previlegiare, sulla base di una attenta analisi comunicazionale. Insomma un viaggio ricco di spunti e di nuove conoscenze. Uno dei Percorsi Internazionale è dedicato alla Via dei Norcini. L’appuntamento nei Colli Piacentini ha abbinato come prima ‘sosta gustosa’ il salame stagionato di Salumi Grossetti e i vini della Cantina Fratelli Piacentini. “Il salame da tenere in casa per accogliere gli amici, fetta dopo fetta- commenta Enrico Grossetti - , è il salame adatto a tutte le occasioni. Da gustare sia tenero che molto stagionato in base ai propri gusti, richiama la compagnia di un buon bicchiere di vino. Consigliamo di tagliarlo al coltello in fette non troppo sottili.” Sara ed Emanuel (Fratelli Piacentini), suggeriscono con il salame stagionato un vino importante, come il Gutturnio Superiore Antares. “ È il primo nostro vino rosso fermo, e ha inaugurato la linea di prodotti con nomi ispirati alla volta celeste. Anche qui abbiamo la dimostrazione del fatto che i vini di Piacenza non necessariamente devono essere vini beverini da consumarsi entro breve tempo, anzi! E hanno tutte le carte in regola per competere con i vini di altre zone più blasonate. D’altro canto il ”matrimonio” è fondato su basi solide: barbera e bonarda. Struttura, longevità, eleganza, i figli che ne sono nati. “

Leggi tutto

 

I Calabresi e la guerra delle Fiandre

I Calabresi e la guerra delle Fiandre

Il prossimo 27 luglio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema“I Calabresi e la Guerra delle Fiandre”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello. La Guerra delle Fiandre, nota come Guerra degli ottant'anni (1568-1648), fu il conflitto con cui le 17 province dei Paesi Bassi si ribellarono al dominio di Filippo II di Spagna. I "fanti calabresi" sono stati protagonisti storici della "Guerra delle Fiandre" (e dei successivi conflitti europei) in quanto parte integrante dei tercios della Corona spagnola tra il XVI e il XVII secolo. All'interno dell'Armata delle Fiandre, i reggimenti di stanza nei domini italiani vennero impiegati per decenni negli scenari più duri del conflitto. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte del gradito ospite del sodalizio culturale organizzatore. La conversazione, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 27 luglio.

Leggi tutto

 

Il suono di T.N.Y. riparte da un incontro inatteso con Awa Fall e Ivan Stray

Il suono di T.N.Y. riparte da un incontro inatteso con Awa Fall e Ivan Stray

Cosa succede quando anche chi conosce benissimo l’industria musicale sente il bisogno di sottrarsi alla dittatura della misurabilità? Una possibile risposta arriva con “Solo Noi”, il nuovo singolo del producer platinum certified T.N.Y. feat. Awa Fall & Ivan Stray, disponibile da venerdì 10 luglio. Antonio Colangelo, in arte T.N.Y., questo mercato lo conosce da oltre trent’anni. Dal 1993 lavora come dj, musicista, produttore e ingegnere del suono; ha firmato produzioni, mix e arrangiamenti per artisti come Articolo 31, J-Ax, Tiziano Ferro e Spagna, e ha visto i propri lavori uscire per realtà discografiche internazionali. Nel suo percorso ci sono anche numerose certificazioni: il disco d’oro per la produzione di “Un Bel Viaggio”, con cui gli Articolo 31 sono tornati al Festival di Sanremo nel 2023, il disco d’oro per quattro brani dell’album “Protomaranza” e il disco di platino per “Fiesta” di J-Ax. “Solo Noi” nasce quindi da un produttore che non parla dei numeri come se non li avesse mai incontrati. Li conosce, li ha visti crescere e diventare parte naturale del lavoro, ma, proprio per questo, ha scelto di pubblicare un brano nato in studio quasi per caso, senza partire da un’idea già orientata al rendimento. E questa decisione non arriva come un rifiuto del mercato, né come presa di distanza da un sistema di cui fanno parte artisti, produttori, etichette, piattaforme, media, uffici stampa e pubblico. È, piuttosto, il tentativo di riportare, almeno per una canzone, la musica prima della prestazione, la creatività prima del business, il brano prima della sua possibile resa. Il tutto, in un momento storico e in una stagione – l’estate - in cui la musica sembra dover dimostrare il proprio valore prima ancora di essere ascoltata. Il brano nasce durante una sessione con Awa Fall, tra le voci reggae italiane più riconosciute anche fuori dai confini nazionali. L’artista era arrivata in studio per registrare un altro pezzo; T.N.Y. le fa ascoltare una base, l’intuizione prende forma e da quel momento “Solo Noi” comincia a diventare qualcosa di diverso da una collaborazione creata a tavolino. Awa Fall non è una voce chiamata semplicemente ad arricchire una produzione. Nata a Bergamo da padre senegalese e madre italiana, attiva fin da giovanissima tra reggae, soul, r’n’b, blues e rap, ha portato la propria cifra su palchi e festival internazionali, consolidando negli anni un percorso fortemente legato al roots reggae e a una dimensione live che l’ha resa una delle interpreti più autorevoli della scena reggae italiana. Proprio per questo, la sua presenza in “Solo Noi” diventa uno degli elementi più interessanti: abituata a cantare prevalentemente in lingua inglese e a muoversi all’interno della scena reggae, qui Awa Fall sceglie l’italiano, entra in una scrittura sentimentale e si confronta con una produzione che unisce elettronica e urban-pop. Un cambio d’abito che non cancella la sua identità, ma la porta in un contesto meno atteso, dove la voce resta caratterizzante e, allo stesso tempo, mostra una sfumatura diversa del suo modo di interpretare. Ivan Stray, giovane rapper di Luino, cresciuto artisticamente tra il Nord Italia e il Molise, arriva nel pezzo spostandolo fuori dalla sola storia d’amore. Nelle sue barre il rapporto tra due persone diventa anche il ricordo di ciò che hanno attraversato: ferite, buio - «Siamo il risultato di ferite, sangue, lacrime» - e la sensazione di esserci stati davvero, anche quando chi avevano intorno preferiva non farlo - «Quando tutto va bene chiamano in tanti, ma eravamo solo noi quando il buio era davanti». Da lì, il brano smette di raccontare soltanto un legame e comincia a descriverne gli effetti fisici, sul modo stesso di restare aggrappati a qualcuno. Arterie svuotate, male compresso nella voce, gardenie ridotte in cenere, pupille di benzina, supernove che esplodono nel corpo, pensieri in cui si affoga in metro. E il deserto del Gobi, richiamato più volte, che diventa il luogo simbolico di una fame affettiva estrema: desiderare qualcuno «come una goccia d’acqua nel deserto del Gobi» significa portare il sentimento in una zona di pura necessità, in cui l’amore non è soltanto scelta, ma sete e ostinazione. La produzione di T.N.Y. avvolge perfettamente la vocalità magnetica di Awa Fall e l’intervento street di Ivan Stray, coniugando la mano di un produttore abituato a trattare il suono come materia tecnica e una sensibilità interpretativa che mette ogni elemento al posto giusto. Non è casuale che Colangelo arrivi anche da una formazione in architettura, oltre che da un diploma in sound engineering e mastering: nel brano si percepisce una cura dello spazio sonoro, dei pieni e dei vuoti, delle entrate vocali e delle aperture dinamiche. In un mercato che spesso chiede ai brani di essere già contenuto, già formato breve, già numeri potenziali prima ancora di essere musica, “Solo Noi” prova a ridare centralità alla canzone e al bisogno di tornare alla musica come luogo di rischio, incontro e libertà creativa.

Leggi tutto

 

Cinema: successo di pubblico a Palermo per la presentazione del docufilm "Made in Sicily"

Cinema: successo di pubblico a Palermo per la presentazione del docufilm "Made in Sicily"

PALERMO – Grande partecipazione e un notevole successo di pubblico hanno caratterizzato, giovedì 25 giugno al cinema Aurora di Palermo, la presentazione di "Made in Sicily", il docufilm corale nato per celebrare il prestigioso riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Il progetto, scritto, diretto e prodotto da Fabrizio Dia per l'associazione Digital H.M. (hostessmodelle), ha catturato l’attenzione degli spettatori, configurandosi come un omaggio appassionato alle radici e all’eccellenza gastronomica siciliana. La visione autoriale di Dia, che firma anche la sceneggiatura, ha dato vita a un’opera corale che ha visto la partecipazione di un nutrito staff tecnico, fondamentale per la riuscita della pellicola. La serata è stata l’occasione per ringraziare i professionisti che hanno lavorato al film, tra cui il direttore della fotografia e fotografo di scena Sergio Fiorito, gli aiuti regia Camillo Spoto, Marco Ernani e Andrea Conti, il fonico e microfonista Giuseppe Ciriminna, e i location manager Carlo Muraglia e Marzia Castana. Hanno inoltre collaborato Giovanni Nicolosi (dronista), Kiara Ferretta (consulente costumista e sound design), Maria Elena Ristuccia (consulente per la sicurezza alimentare) e Marzia Castana (make up artist). A impreziosire il lavoro, una colonna sonora originale che include i brani inediti "Marranzano al Vento" e "Buongiorno Sofia", con il sound design curato da Fabrizio Dia e Kiara Ferretta. I riconoscimenti Durante la cerimonia, sono state consegnate targhe al merito per sottolineare l’impegno profuso nel progetto. Il riconoscimento come "Migliore attrice" è andato a Sophia Pagliaro. Premiata anche Maria Elena Ristuccia per la sua preziosa consulenza tecnica. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alle aziende I.D.I.M.E.D. e Cantine Rallo, il cui sostegno è stato fondamentale per la realizzazione dell'iniziativa. Il Cast L'opera si avvale di un vasto cast corale, che annovera: Vito La Grassa, Rita Bucchieri, Emmanuele Crisafi, Maria Giovanna Frangiamone, Elisabetta Inzerillo, Vita Scibilia, Marzia Castana, Manuela Vesco, Aurora Orlando, Alessandra Carollo, Gabriel Torino, Giulia Messina, Davide Messina, Miriam Gioeli, Serena Bommarito, Sabrina Ottobre, Vittoria Martinelli, Aurelia Tripi, Valentina Vara, Chiara Seminara, Simone Aiello, Giorgia Davì, Matteo Provenzano, Gianni Tagliavia, Giulia Perdichizzi, Alice Rubino, Andrea Campisi, Giorgia Di Carlo, Anastasia Caruso, Lorenzo Pulizzi, Maria Amelia Migliore, Roberta Chiodo, Alessandra Chiodo, Greta Giacalone, Sabrina Giacalone, Gabriele Giacalone, Jenny Passantino, Teresa Guddo e Morena Prestigiacomo. Nella foto i protagonisti del docufilm, da sinistra Rita Bucchieri, Vito La Grassa, Sophia Pagliaro.

Leggi tutto

 

Simone Riva, il “Turista Spazzino”, presenta la nuova canzone “De Romedi”

Simone Riva, il “Turista Spazzino”, presenta la nuova canzone “De Romedi”

Simone Riva, conosciuto come il “Turista Spazzino”, torna a unire musica e impegno sociale con il nuovo brano “De Romedi”, una canzone dedicata alle donne di ieri e di oggi, con particolare attenzione alle lavoratrici che affrontano quotidianamente ritmi intensi tra lavoro e famiglia. Il brano nasce da un episodio personale e simbolico: la figura di Elena De Romedi, citata come ispirazione e “esca narrativa” del pezzo, rappresenta tutte le donne che lavorano senza sosta e che, anche dopo turni pesanti, ad esempio in fabbrica, continuano a occuparsi della casa e dei propri cari. «La canzone è dedicata a tutte le donne che “sgobbano” dalla mattina alla sera - spiega Riva -. E nonostante i turni massacranti, non hanno ancora finito il loro lavoro quando tornano a casa. Non a caso in un passaggio riporto: “Fatto sta che le donne che lavorano dalla mattina alla sera sono come invincibili supereroi”. O forse meglio supereroine». Con questo nuovo progetto musicale, Simone Riva conferma la sua doppia identità pubblica: da un lato attivista ambientale noto per le sue iniziative di pulizia volontaria sul territorio, dall’altro autore e interprete di brani che affrontano temi sociali e di sensibilizzazione. “De Romedi” è un brano dedicato al carico quotidiano e spesso invisibile delle donne. Il testo mette al centro la fatica, la continuità e la resilienza femminile, raccontando una realtà fatta di impegno costante e responsabilità che non si fermano mai. Con la nuova canzone, che utilizza un linguaggio diretto e simbolico, prendendo spunto da figure reali e quotidiane per trasformarle in un messaggio universale, si conferma la collaborazione con Nicola Ursino, arrangiatore e polistrumentista. Un professionista delle note che ha composto la partitura musicale sulla melodia e sul testo di Simone Riva. Alla realizzazione del brano hanno anche collaborato la collega Elena De Romedi e l’amico di vecchia data Giorgio Rusconi con alcuni cori. Sia Simone Riva che Elena De Romedi lavorano in Carvel Srl di Cassina de’ Pecchi - specializzata nella lavorazione, studio e progettazione di armadi e articoli speciali per lo stoccaggio di materiali infiammabili, oli e idrocarburi pericolosi - dove hanno avuto modo di stringere amicizia. Lorenzo Perego, Amministratore Delegato, ha dichiarato: «Un bel gesto d’affetto nei confronti della collega e verso l’intera azienda. Elena De Romedi è una donna che si dà da fare ed è bello che venga trattata come la “sorella maggiore”. Questa iniziativa fa bene al morale e all’ambiente della nostra piccola realtà, a conduzione familiare. E fa bene a tutte le donne, a cui vengono giustamente attribuiti grandi meriti». Il brano è ascoltabile su tutte le principali piattaforme di musica in streaming. Il video musicale è visibile su Youtube a questo link:

Leggi tutto

 

Dalle dune di Piscinas a Capocotta: viaggio nell’Italia del turismo libertino

Dalle dune di Piscinas a Capocotta: viaggio nell’Italia del turismo libertino

Secondo il social network Wyylde, sempre più coppie italiane scelgono spiagge per soli adulti. Il fenomeno coinvolge soprattutto persone tra i 30 e i 50 anni alla ricerca di esperienze condivise, privacy e nuove forme di socialità. Le relazioni aperte e il turismo libertino non sono più un fenomeno di nicchia. Secondo Wyylde, piattaforma europea dedicata all’esplorazione della sessualità libera e consensuale, cresce anche in Italia il numero di coppie che scelgono vacanze orientate a libertà relazionale, esperienze non convenzionali, ambienti adult only e socialità open minded. Secondo un’indagine condotta da Wyylde nella sua community italiana, che conta oggi oltre 20mila iscritti, alcune delle spiagge più frequentate dai social network per swinger si trovano proprio in Italia. Nella maggior parte dei casi si tratta di spiagge pubbliche ad accesso libero, senza tessere o ingressi dedicati, ma con aree storicamente frequentate dalla community libertina. I frequentatori si riconoscono attraverso community online, passaparola e app dedicate; gli incontri avvengono spesso nelle zone più appartate, soprattutto al tramonto. In alcuni casi esistono anche beach club privati, resort adults only ed eventi organizzati all’interno del circuito lifestyle e libertino, di cui Wyylde è oggi uno dei principali punti di riferimento in Europa. Dai dati e dall’osservatorio Wyylde emerge inoltre che il fenomeno riguarda sempre più coppie tra i 30 e i 50 anni, professionisti e viaggiatori alto-spendenti interessati al turismo esperienziale e ai circuiti swinger e libertini. Sebbene in Italia non esistano spiagge ufficialmente dedicate allo scambismo, alcune aree balneari sono diventate nel tempo punti di ritrovo storicamente associati a incontri tra adulti consenzienti, cultura swinger, dogging, turismo libertino. A tal proposito Wyylde ha stilato una mappa delle 10 spiagge più note e frequentate dalla sua community, anche per l’estate 2026. Capocotta (RM) — il simbolo storico della trasgressione romana Le dune e le aree più isolate di questa spiaggia sono diventate nel tempo luoghi simbolo della trasgressione romana. Bassona / Lido di Dante (RA) — la più citata nelle cronache recenti È probabilmente la spiaggia italiana oggi più associata al fenomeno swinger. La pineta retrostante viene spesso citata come luogo di incontri tra adulti. Focene (RM) — il litorale “after dark” vicino Roma La sua notorietà deriva soprattutto dal passaparola e dalle community online dedicate agli incontri outdoor. Marina di Camerota (SA) — Spiaggia del Troncone Pur essendo conosciuta principalmente come spiaggia naturista, negli anni è stata citata nelle community swinger italiane come meta discreta e appartata. La conformazione della spiaggia e delle aree circostanti ha favorito questa reputazione. Pizzo Greco (KR) — Calabria Località spesso citata nelle community libertine del Sud Italia per privacy, isolamento e turismo adulto alternativo. La notorietà è soprattutto underground e legata ai circuiti online. Nido dell’Aquila (LI) — Toscana Nel tempo è diventata una delle spiagge toscane più conosciute nei forum dedicati a naturismo, incontri e coppie open minded. Molto apprezzata per l’atmosfera discreta e rilassata. Baia di Sistiana (TS) — Trieste Grazie alla forte influenza mitteleuropea e alla cultura FKK dell’area, è stata associata negli anni a turismo libertario, incontri tra adulti e frequentazione internazionale. Acquarilli (LI) — Isola d’Elba Spiaggia di Acquarilli. Piccola baia isolata, spesso citata nei forum lifestyle per privacy, discrezione E frequentazione adulta. Piscinas (CI) — Sardegna Le enormi dune e l’isolamento naturale hanno reso la spiaggia popolare tra coppie, turismo libertario e viaggiatori alla ricerca di privacy assoluta. Arenauta (LT) — la “spiaggia dei 300 gradini” Storicamente frequentata da un pubblico adulto e da coppie in cerca di discrezione, isolamento e ambiente non convenzionale. La conformazione appartata ha contribuito alla sua fama alternativa. Il decalogo delle spiagge per swingers L’accesso a queste spiagge è libero e non esistono regolamenti dedicati allo “swinging”. Tuttavia, nelle community internazionali e nei circuiti libertini vigono regole comportamentali condivise da Wyylde, fondamentali per la convivenza tra tutti i frequentatori. La prima regola riguarda il consenso, sempre imprescindibile: ogni interazione tra adulti deve essere esplicitamente consensuale e rispettare la volontà di tutte le persone coinvolte. Allo stesso modo, è considerato fondamentale il principio del divieto di fotografare o filmare senza consenso, poiché la tutela della privacy rappresenta uno dei valori centrali della cultura libertina. A questo si aggiunge la necessità di mantenere la massima discrezione. Molti frequentatori scelgono infatti questi luoghi proprio per la possibilità di vivere la propria esperienza in un contesto riservato e anonimo. Il rispetto dei segnali, dei limiti e delle eventuali manifestazioni di disinteresse è una condizione essenziale per una frequentazione serena. È importante ricordare anche che non esiste alcuna aspettativa automatica: il fatto che una spiaggia sia nota all’interno di determinati circuiti non implica che tutti i presenti condividano le stesse intenzioni o siano disponibili a interagire. Ugualmente, occorre prestare attenzione alla legalità, poiché comportamenti espliciti in luoghi pubblici possono essere soggetti a sanzioni secondo la normativa vigente. Tra i principi più condivisi rientra inoltre il rispetto dell’ambiente: pulizia, attenzione agli spazi comuni e comportamento civile contribuiscono alla conservazione e alla vivibilità di questi luoghi. Nelle dinamiche swinger, inoltre, vale la regola secondo cui la coppia è sempre un’unità decisionale, e qualsiasi scelta o interazione deve basarsi su un consenso condiviso. Un altro aspetto caratteristico è che molte interazioni nascono online, attraverso community e piattaforme dedicate che consentono alle persone di conoscersi e organizzare eventuali incontri prima di ritrovarsi in spiaggia. A fare da cornice a tutte queste regole resta infine il principio più importante: la privacy è la regola principe. La discrezione e il rispetto della riservatezza altrui rappresentano infatti il fondamento su cui si regge l’intero ecosistema delle community open minded.

Leggi tutto

Il pulsante spazzatura elimina i contenuti di questo autore dalla tua 101, per sempre!