Il cotral è nota come compagnia di trasporti laziali per lo più extraurbani e suburbani. E’ nata ufficialmente nel 1976 dalla fusione e accorpamento di varie aziende regionali che si occupavano di collegamenti locali fra le varie province del lazio e i castelli romani. Nel corso del tempo l’ente regionale ha subito molti mutamenti e evoluzioni e ha attraversato anche momenti di crisi. Negli ultimi tempi si è concentrata sul trasporto extraurbano e interregionale. Il rinnovamento ha garantito collegamenti di vario tipo fra le cinque province del Lazio. Molte tratte hanno dovuto subire cambiamenti per via di frane e alluvioni. Il cotral usa vari tipi di mezzi ed ha molti depositi sparsi per il territorio. Negli ultimi tempi l’azienda sempre coinvolta nella realizzazione tempestiva di molti tagli al servizio pubblico. Alcune tratte non sono più garantite e alcune fasce orarie non sono più rispettate. E’ stato un mutamento imposto dall’alto sulla pelle dei cittadini e dei comuni che si sono ritrovati dall’oggi al domani sprovvisti di collegamenti pure con la capitale. Il cambiamento è stato repentino e tassativo. L’epilogo è stato comuni sempre più isolati, cittadini sempre più a disagio. La risposta ricorrente è che bisogna risparmiare. Un tempo quando non c’era la tecnologia e la società non era evoluta c’erano collegamenti fra centri e paesi. Ora che siamo super tecnologici viviamo nel deserto. I comuni si sono spogliati di servizi e mezzi pubblici. Ci sono piccoli e caratteristici borghi non lontano da Roma sprovvisti di collegamenti. In alcuni casi ci sono poche corse in orari assurdi e scomodissimi che non hanno senso e che nessuno può utilizzare. E’ vero che l’uso perseverante dell’auto privata ha limitato il numero dei passaggeri. Ci sono però dei casi che non vanno sottovalutati anziani soli, poco vedenti, che non portano più l’auto, giovani con disturbi visivi che non possono guidare, poveri che non possono permettersi l’acquisto di una vettura, donne sole e vedove, adolescenti e bambini. Tutte queste persone sono lasciate a piedi o al taxi che è costoso. In alcuni casi i percorsi sono coperti a metà, si può arrivare vicino ma non c’è la coincidenza o c’è ma in orari non conformi alla esigenza. Sembra che si possiede in Italia un talento innato a creare disagi senza contare scioperi e strade dissestate e malmesse. Le pensiline non ci sono e si deve attendere il bus in strada al vento, al sole, al freddo. Ci sono poi fenomeni particolari come corse saltate, soppresse all’ultimo minuto. Si esce di casa e non si sa quando si torna. Ogni cittadino con il cotral ha avuto esperienze negative e porta le cicatrici dei disagi spesso gli stessi operatori del numero verde danno notizie errate e frammentate facendo sbagliare l’utente che è costretto a prendere navette, taxi. I viaggi non si possono affrontare mai allegramente per divertimento. Se una persona vuole andare a trovare un parente in un paese deve tribolare. Le corse non ci sono la domenica e nei festivi. Il cotral si limita a garantire solo i collegamenti principali. I paesi devono restare al buio, chiusi nelle loro mura. Ci sarebbe bisogno urgente di una ristrutturazione nel settore trasporti. Il cittadino è preso in giro fino in fondo, costretto a viaggiare con amici, mezzi di fortuna, taxi condivisi. Chi si sposta per lavoro dalle periferie deve perdere ore per strada. Sono accaduti molti episodi strani. Le assenze prolungate dei mezzi si fanno sentire. Anche le scolaresche si lamentano, i ritardi sono all’ordine del giorno. Diamo all’estero l’immagine falsa di una nazione in ripresa. Siamo invece nel pantano e il settore trasporti è trascurato. Si intensifica l’uso delle auto che spesso inquinano e intasano le vie. Una persona vive nell’ansia di non poter arrivare a destinazione. Si buttano soldi per tante cose e si amputa il trasporto pubblico. Certo chi viaggi con l’autista ed ha molte auto non si cura di chi viaggi con mezzi inadeguati e affollati. Certi collegamenti risultano inesistenti da tempo, alcuni sono ridotti a poca cosa come quelli per Rocca Canterano dove gli abitanti hanno inscenato una protesta senza esito. Siamo andando inesorabilmente verso la chiusura definitiva di alcune tratte che non agevolano il turismo. Certi borghi non si possono più visitare e i turisti restano a bocca asciutta, non si può andare in fiere e mercati, i bus sono stati azzerati, sono spariti. Il personale viene ridotto e non si assume nessuno. Il futuro è appeso a un filo e appare oscuro. Gli interrogativi non trovano risposta. I tagli sono esagerati. Certi paesi non meritano l’isolamento. Tutto ha una ricaduta sul lavoro e sulla economia. I paesi si spopolano perché non offrono nulla. In questo contesto l’orgoglio nazionale si è perso per strada appunto. Tutto degenera in un tremendo e pazzesco scaricabarile. Nessuno ha premura di irrobustire alcune sevizi essenziali. Gli occhi stanchi della gente si riempiono di disappunto. La gente è costretta a rinunciare a muoversi. I conducenti spesso rispondono male e sono nervosi. La cruda realtà che niente migliora anzi peggiora in modo estremo anche se vogliono insistentemente farci credere il contrario. Prima il cotral era un esempio vivente di efficienza e dinamicità e si spera che torni ad essere apprezzato anche all’estero come in passato.