Ci sono artisti che arrivano alla musica seguendo una linea retta, e altri che ci arrivano attraversando strade, città, insicurezze e rinascite. Francesca Carrozzino appartiene alla seconda categoria: la sua voce è il risultato di un viaggio lungo, vissuto tra Napoli, la Calabria e Londra, tra palchi scolastici, talent, lezioni di canto e momenti in cui la musica sembrava allontanarsi per poi tornare più forte di prima. Dalle prime imitazioni da bambina alle influenze di Anastacia, Shakira, Giorgia ed Eminem, fino alla scoperta del soul e dell’hip hop come casa naturale della sua sensibilità, Francesca ha costruito un’identità artistica che nasce dal cuore prima ancora che dalla tecnica. Oggi canta nei locali, studia con costanza, porta avanti un percorso che l’ha condotta a diversi riconoscimenti, tra cui i premi ottenuti al Festival "Voci d’Oro". E soprattutto ha trovato la sua direzione: usare la voce per unire, per far riflettere, per toccare chi ascolta. In questa intervista, Francesca racconta la sua storia con sincerità e intensità, ripercorrendo le tappe che l’hanno formata e la visione che la guida. Francesca ti va di raccontarci come è nato e come si è evoluto il tuo percorso artistico? Allora, cercherò di essere breve. Io ho scoperto la mia passione per la musica quando ero piccina, avevo nove anni, e fondamentalmente il tutto è cominciato ascoltando due artiste, principalmente, che sono state Anastacia e Shakira. Ricordo bene il giorno in cui avevo nove anni e nella mia stanzetta urlavi dicendo a mamma “Mamma, mamma, io so cosa voglio essere da grande, vorrei stare su un palco come Shakira!” però le canzoni su cui ero più focalizzata erano quelle di Anastacia. Nel corso poi della mia crescita mia madre mi ha portato sin da bambina a una lezione di canto da una persona che conosceva lei. Questa persona disse a mia madre che secondo lei io avevo delle capacità e un grande potenziale, però non so bene a ricordare perché poi mia madre non mi fece fare queste lezioni di canto, sarà stato per la mia insicurezza, per le mie molte potenzialità, però poi questa cosa è stata messa da parte. Nel corso della mia crescita poi anche a scuola mi dilettavo molto a cantare, ero abbastanza fatta per il palcoscenico, nel senso che a tutti gli spettacoli di scuola io ero molto propensa ad essere la protagonista, sia cantando che anche ballando, perché poi crescendo ho fatto anche scuola di danza, però l'arte canora in maniera più assidua si è concentrata nella mia vita dopo che ho vissuto a Londra tra il 2016 e il 2019. Ho deciso di tornare a Napoli perché volevo stare più vicino alla mia famiglia e quando sono tornata ho deciso di prendere lezioni di canto con un maestro. Prima di allora, però, premetto che oltre a quello che già ho detto, ho avuto anche lezioni di canto a Londra, ho cantato tra amici, a spettacoli in Calabria perché io sono metà napoletana e metà calabrese, dove ho vinto alcuni premi da bambina a uno show di karaoke, a una festa di piazza, e ad altri spettacoli. Poi nel 2019 quando sono tornata da Londra ho deciso di intraprendere proprio un percorso con un maestro e, grazie a questo maestro, ho iniziato a capire bene come funzionasse la respirazione, ho iniziato proprio a capire che avevo bisogno di lezioni, grazie a lui ho partecipato a un primo spettacolo dove ho vinto un premio, poi c'è stata anche una fase dove ero molto insicura e ho preferito mettere la musica da parte, ma poi mi è sempre venuta a bussare alla porta perché è un potenziale che non solo nasce nella voce, secondo il mio punto di vista, ma anche nel cuore e quindi la musica ha bussato e ha continuato a bussare sempre alla mia porta fino a che ho cambiato persino insegnante di canto. Attualmente sono quattro anni che studio con Clara Arcucci e lei è proprio la mia guida perché è più simile al mio stile, ha capito il mio stile canoro e grazie a lei insomma sono riuscita anche a capire quale è il mio stile, quale fosse la mia strada. Io ho sempre cantato musica pop, ripeto la mia musa da bambina è stata principalmente Anastacia, però poi crescendo anche grazie ai gusti musicali di mia sorella, mio padre, soprattutto mia sorella che, quando ero piccola, su Emule scaricava la musica e sentivamo di tutto, Eminem, Giorgia, quindi musica rap, musica pop, però la mia strada, la mia linea è sempre stata quella dell'anima perché io sono una persona molto molto sensibile e mi ritengo empatica, però con il carattere che ho mi sono ritrovata di più diciamo in un filone musicale soul e hip hop maggiormente. Attualmente canto nei locali, adesso da sola con le basi musicali però l'ho fatto con musicisti, musica dal vivo e poi ho partecipato a vari talent dove ho vinto dei premi, l'ultimo è stato al Festival "Voci d'Oro" dove appunto ho vinto questo premio stampa internazionale e il premio televisione e prima di questo ho fatto anche altri talent come Angeli Music, anche lì ho vinto il premio giornalistico coincidenza e prima ancora invece il Diamond Lab dove ho portato un mio inedito che mi ha portato alle finali, però poi non ho vinto ma la soddisfazione di portare un mio inedito in inglese mi ha portato comunque alle finali e fu una bella soddisfazione. Come descriveresti la tua musica e la tua personalità artistica? Sono una persona veramente sensibile però questa sensibilità non la vorrei evidenziare come una debolezza ma come un punto di forza perché ci tengo veramente tanto a trasmettere alle persone che mi possono ascoltare un messaggio importante. La mia musica è forte, la mia musica è importante, a me non piace cantare quello che mi viene chiesto, a me piace cantare quello che io sento e quando canto veramente ci metto l'anima, io sudo, mi batte forte il cuore. Come stile ripeto si indirizza molto sull'anima quindi il soul, l'hip hop, anche un po' il pop. Cosa ti ha spinto a partecipare al Festival Voci D’oro? La mia insegnante me ne ha parlato perché lei lo conosceva essendo che è nel mondo della musica da una vita e me lo ha consigliato perché appunto lei sapeva che questo festival essendo un festival che va avanti da 29 anni lei ha dato valore a questo festival e mi ha spinta a partecipare anche un po' per consolidare quello che ho rafforzato negli ultimi anni. Perché veramente è stato un percorso difficile per me e soprattutto per ammettere a me stessa quale fosse la mia strada che appunto più l'hip hop e il soul. Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Voci d’Oro e cosa ti ha fatto scoprire di te come cantante? Devo dire che mi ha fatto capire che valgo perché non sempre è stato facile nella mia vita credere in questa cosa e che veramente la voce può fare tanto in questa vita per se stessi e per gli altri. E sì mi ha fatto capire che io ho un valore e quanto io sia in grado di poter avvicinare le persone e farle scavare nei loro cuori perché non è sempre facile. Vuoi ricordarci la canzone con cui ti sei esibita al Festival Voci D’oro, perché hai scelto proprio questo brano cosa rappresenta per te? Ho portato “Where is the love” dei Black Eyed Peas è un brano hip hop, ho deciso di portarlo, ci stavo lavorando da un anno, sembrerebbe assurdo ma anche se è una cover l'ho voluto proprio interiorizzare perché in questo periodo storico in cui c'è una guerra un po' ovunque io sono molto arrabbiata. Sono arrabbiata, sono triste e sono anche sconcertata perché per me in realtà potrebbe essere veramente facile portare la pace nel mondo se le persone veramente si guardassero dentro. Il motivo per cui ho voluto cantare questo brano è perché io volevo chiedere alle persone dove è l'amore, quando l'amore fondamentalmente sappiamo bene è in ognuno di noi, in quanto ognuno di noi ha un cuore che sicuramente è pieno di rabbia, sofferenza, arroganza, animalità, però il cuore batte, il cuore batte per l'amore, insomma è per questo che ho voluto cantare questa canzone. Hai qualche aneddoto particolare legato a questa esperienza che vorresti ricordare? Assolutamente sì. Ci sono due cose che mi porto davvero nel cuore. La prima è la leggerezza che ho sentito dietro le quinte: ero tranquilla, serena, e questo mi ha permesso di sostenere anche gli altri ragazzi. Alcuni erano più giovani di me, spaventati, insicuri, e mi sono ritrovata spontaneamente a incoraggiarli. Mi sono sentita forte, tanto da incoraggiare loro, con leggerezza e simpatia. Un altro momento molto bello e memorabile di questo festival è stato proprio l'unità che si è creata dietro le quinte tra noi ragazzi che ci siamo messi a cantare canzoni insieme e abbiamo fatto amicizia. Dopo Voci d’Oro, quali sono i tuoi prossimi passi e cosa possiamo aspettarci da te? Con questa voce che ho, sicuramente non smetterò mai di imparare perché non si smette mai di imparare e di migliorare la tecnica, però con le mie corde vocali, la mia voce e il mio cuore io mi auguro di poter arrivare a più persone possibili affinché le persone possano unirsi e veramente mirare alla pace. Ma non lo dico giusto per dire, la pace va fatta prima nel proprio piccolo circolo che è la famiglia, poi pian piano si allarga in cerchi più grandi, però con la mia voce io mi auguro di poter arrivare alle persone perché ci vuole coraggio per guardarsi dentro, ma avere quel coraggio veramente poi può far fare una svolta a chiunque. Veramente a chiunque, mi auguro che io possa continuare a fare questo nella vita arrivare a più persone possibili di quanto tutto questo sia importante. Un cammino costruito con coraggio, cuore e consapevolezza: Francesca continua a cercare la sua verità nella musica, trasformando ogni palco in un invito a guardarsi dentro e a scegliere, ogni giorno, l’amore e la pace. Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa