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Freakybea: “Chiamami strega”

Freakybea: “Chiamami strega”

Il nuovo singolo della cantautrice toscana, un viaggio interiore che trasforma la vulnerabilità in consapevolezza «Un viaggio completo dentro me stessa. Senza scuse e senza filtri svelo la mia parte più recondita. Pregi e difetti si fondono in un cammino che porta alla consapevolezza e all’accettazione. In un mondo interiore dove tutto si gioca sul filo della follia, ritrovo la strada di casa affidandomi a un solo istinto: l’amore.» Freakybea “Chiamami Strega” è il nuovo singolo di Freakybea, un brano che affonda nelle zone più intime dell’identità e racconta il momento in cui ci si guarda senza filtri, accettando luci e ombre del proprio carattere. La canzone nasce da un confronto diretto con sé stessi, da quella sensazione di non sentirsi mai abbastanza e dall’istinto di proteggersi dietro ironia e cinismo. Musicalmente, “Chiamami Strega” si inserisce nel percorso di "Mondi", l'EP in cui l’artista esplora gli universi interiori che ci abitano. Il brano mantiene la cifra stilistica del progetto: un pop che alterna intensità emotiva e sottrazione, con una produzione che lascia spazio alla voce e alla sua capacità di guidare l’ascolto. All’interno dell’EP, “Chiamami Strega” rappresenta uno dei momenti più introspettivi: un passaggio che mette a fuoco la complessità dell’identità personale e la possibilità di trasformare la vulnerabilità in un gesto di forza. DICONO DEL DISCO: «Il bel pop d’autore, quello in rosa, quello che dimostra la voglia di afferrare e confermare i dettami classici per poi sovvertirli in qualche misura.» Raro Più «Un titolo che ci regala mille soluzioni per giocarci e ragionarci su. Perché in effetti non sono solo canzoni nuove ma vere e proprie forme diverse, mondi, sfumature di una stessa faccia.» Mei Web «Qui, rimescolando le classiche forme, è venuto fuori qualcosa che solo Freakybea poteva fare. E si canta la vita e le sue mille facce da mettere al sole, o da tener nascoste nell’ombra, che dir si voglia.» Onda Musicale Freakybea è una cantautrice, performer, vocal coach e produttrice con una carriera poliedrica e una voce autentica. Dopo gli esordi a Sanremo Giovani e un’intensa attività live, diventa impersonator ufficiale di Madonna, calcando palchi internazionali. Collabora con artisti come Africa Unite, Giuliano Palma, Bandabardò e Capleton, e partecipa a programmi TV come ItaliaSì, Linea Verde e I Raccomandati. Nel 2022 debutta a livello discografico con “Sono Tornata”, brano selezionato da Amnesty International per il concorso Voci per la Libertà. Da lì, una serie di riconoscimenti: Premio Orgoglio Italiano, finali di Sanremo Rock, Cantagiro (Premio della Critica), MSC Factor America e Fantastico Festival. Attualmente collabora con Studio Medasound e Fausto Marrucci per produzione, mixing e mastering. Il 12 settembre 2025 pubblica “Settembre (re-version)” seguito il 3 ottobre dal nuovo singolo “Sono tornata”. Il 5 dicembre arriva in radio “Sottovoce”, ultima anticipazione di quello che sarà l’EP “Mondi”, pubblicato il 19 dicembre. Il progetto è stato presentato in anteprima al release party del 14 dicembre presso “Il Pinturicchio” di Lucca. Il 20 marzo 2026 dal Barrio’s di Milano parte il Club Tour di Freakybea che toccherà le principali città italiane. L’ultimo singolo estratto dall’EP è “Chiamatemi strega”, in radio dal 29 maggio. Etichetta: Orangle Records CONTATTI E SOCIAL freakybea.com/ facebook.com/freakybea instagram.com/freakybeaofficial/ tiktok.com/@freakybeaofficial?_t=8WHD2lS94xK&_r=1

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PASSATO

Negli ultimi tempi siamo spettatori del dilagare di nuove mentalità e punti di vista. I pensieri, le riflessioni seguono percorsi diversi. Contempliamo l’ascesa di nuovi atteggiamenti definiti più aperti, più moderni. Ai nostri giorni nelle scelte sentimentali ad esempio il passato non sembra contare più non solo per gli uomini ma anche per le donne. Il passato di una donna non esiste, non conta, viene cancellato con un colpo di spugna. Non viene nominato, evocato, rievocato. Non conta chi è stato il primo uomo della donna. L’amore resta intatto e nell’amore tutto si può recuperare. Gli innamorati sono in uno stato di grazia e sono talmente felici che perdono la concentrazione. All’inizio tutto è splendido. Le storie cominciano quasi tutte con il vento in poppa. Poi ci sono i ripensamenti, i rinfacci, le invettive, le scaramucce, gli scontri verbali e persino fisici. Il passato, che sembrava sistemato, riaffiora, ci sono riesumazioni, rinfacci, ritorni di fiamma, ricordi, rimorsi, rimpianti. Se il passato è pesante torna come un macigno a schiacciare. L’amore diventa un calvario senza sollievo. Lo sguardo sul passato prima distolto si appunta sui nodi critici. La storia si tinge di oscurità. La fiducia si perde. Si vive nella paura della perdita e del tradimento. Subentra il rammarico. Ci sono distacchi e riavvicinamenti. La costernazione fa da padrona. Si perde la pace e la tranquillità. Il partner che ha un passato losco cerca di occultare, mistificare, mentire e colto sul fatto diventa insolente. Il passato proietta le sue radiazioni nel futuro. Per evitare rischi bisognerebbe sempre sapere il passato di una persona e valutarlo, vedere i pro e i contro. Un uomo che ha mostrato in passato strane pulsioni va tenuto d’occhio. Spesso uomini violenti credono di stare al riparo dietro un amore vero. Una donna dal passato oscuro può avere nuovi cedimenti, ritorni di fiamma irrimediabili. I traumi del passato che hanno rovinato la psiche riaffiorano. Spesso si è impotenti. Spesso nell’amore si prova pietà sul passato di una persona e si chiude un occhio ma quel passato può ritornare e rovinare tutto. Persone immorali, depresse vanno messe sotto la lente di osservazione. Non si devono avere scrupoli a lasciare una persona, perché le conseguenze possono essere fatali. Si può optare per una persona dal passato normale, comune. Chi ha un passato atroce ha spesso un carattere ribelle difficile da gestire. Un serial killer , un incallito pedofilo non ha certo le carte in regola e la sua frequentazione può essere nociva, mortale.

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Cinema, amore e futuri alternativi: Mario Signorile torna con un nuovo singolo

Cinema, amore e futuri alternativi: Mario Signorile torna con un nuovo singolo

«Voglio solo ricordare un ricordo, mai esistito davvero». Non sempre il passato coincide con ciò che è accaduto. A volte prende la forma di una vita rimasta soltanto immaginata: una casa, un amore, un domani che sembrava già scritto nei dettagli, una versione di noi stessi che avevamo già iniziato a considerare possibile, quasi inevitabile, e che invece non ha mai trovato spazio nella realtà. Mario Signorile, cantautore, attore e regista pugliese forte di un seguito digitale che supera il milione di visualizzazioni per i suoi sketch cinematografici, declina questa suggestione in “Ritorno a Domani”, un pezzo synth-pop che attinge all'immaginario rétro per riflettere le aspettative tradite dei ventenni di oggi. Il tempo che si pensava di avere davanti, le proiezioni mentali, le frasi dette come promesse senza chiamarle promesse: Signorile sposta la sua capacità di regia dal cinema alla musica per filmare lo smarrimento di una generazione abituata a dover pianificare e controllare ogni percorso, sia personale che professionale, e che si scopre particolarmente fragile quando la traiettoria si interrompe. «La canzone parla di quei futuri che immaginiamo intensamente nella nostra mente, di persone, momenti e possibilità che sembravano destinati ad arrivare e che invece, col tempo, si sono dissolti – racconta -. È il desiderio impossibile di poter tornare in un “domani” che avevamo quasi vissuto nei pensieri, ma che nella realtà non è mai esistito.» Recuperando atmosfere e frequenze del synth-pop anni Ottanta e lavorando su drum machine e tappeti sintetici sfumati di malinconia, l’artista traccia una linea temporale alternativa, simile a una videocassetta ritrovata. La sua scrittura, intrisa della formazione da regista, sviluppa un montaggio di fotogrammi - «Lo scrivevi sul mio banco un ti amo mai esistito davvero», «Una casa e tre cascate, rifugiati dentro a un sogno imperfetto» - e riferimenti pop - «Con il cuore nel sottosopra», «E.T. chiamo se mi cerchi» o «mi devasti come i Gremlins» -, segnali visivi che richiamano l'immaginario cinematografico dei ragazzi cresciuti tra schermi, sogni e realtà. Il videoclip ufficiale, diretto dallo stesso Signorile, richiama esplicitamente la struttura di Ritorno al Futuro. Attraverso una narrazione che si sviluppa su piani temporali diversi, il video mostra come una singola scelta possa cambiare la destinazione che si credeva già scritta, trasformando il viaggio nel tempo in un discorso sulla responsabilità delle proprie decisioni. «Siamo noi stessi gli artefici delle nostre scelte, dei nostri errori e delle conseguenze che questi possono avere nel tempo – conclude -. Allo stesso tempo, però, siamo anche gli unici che possono provare a cambiare il nostro percorso. Siamo padroni di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che sarà.» Questa uscita segue i precedenti lavori del cantautore barese. Se in “Film Romance” la fine di una relazione sentimentale veniva filtrata attraverso i copioni e i cliché delle serie TV, con “Ritorno a Domani” l'attenzione si sposta sull'elaborazione del vuoto, su quella sofferenza che non deriva da ciò che si è perso, ma da ciò che non è mai arrivato. La produzione del brano, affidata a Lorenzo Lorusso per mix e master, pulisce l’arrangiamento elettronico per lasciare spazio alla parola, tenendo il pezzo lontano dalle logiche dei trend mordi e fuggi e mantenendo una forte impronta cantautorale. Classe 2000, Mario Signorile unisce la passione per il cinema alla scrittura musicale. I suoi sketch comici sui social network hanno superato il milione di visualizzazioni complessive. Discograficamente, esordisce nell'aprile 2024 con il singolo “Io”, seguito in estate da “Non ci scotta più”, pezzo dalle atmosfere rétro prodotto da Saverio Autorino. Successivamente pubblica “Sorriso sulle labbra”, brano di denuncia contro la violenza di genere firmato con l'alias Mocky. Con il singolo “Film Romance” sceglie di usare il nome anagrafico abbandonando lo pseudonimo, e prosegue il percorso con il progetto corale “È ancora Natale”, registrato con il coro dell'Accademia Musicale Battista Bia: un brano che inserisce la festività nel contesto drammatico dei conflitti e della crisi migratoria globale, affidando il racconto a una lettera immaginaria scritta da bambini rifugiati. Un tassello ulteriore per un artista che, muovendosi costantemente tra schermo e note, consolida un percorso in cui la scrittura musicale e la regia video non procedono più su binari separati ma dentro la stessa idea di racconto.

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Dalle Terme al mondo: Voci d’Oro diventa un festival internazionale

Dalle Terme al mondo: Voci d’Oro diventa un festival internazionale

Festival Voci d’Oro, 29 anni di musica che unisce generazioni Da quasi trent’anni il Festival Voci d’Oro rappresenta una delle storie più solide e sorprendenti della musica italiana: nato a Montecatini Terme come intuizione coraggiosa di Arcangeli Maria Angela, si è trasformato nel tempo in un punto di riferimento nazionale e internazionale per artisti di ogni età, un luogo dove talento, passione e formazione convivono in un percorso che va ben oltre il semplice concorso. Nato quasi per intuizione, cresciuto per necessità culturale, il Festival Voci d’Oro è oggi una delle realtà musicali più longeve e riconosciute del panorama italiano. Un progetto che nel 1997 Arcangeli Maria Angela immaginò come spazio dedicato a chi, pur non più giovanissimo, non aveva mai smesso di credere nella propria voce. Da allora sono passati ventinove anni, e quel palco continua a essere un punto di riferimento per artisti di ogni età. L’idea iniziale era semplice: offrire un’occasione concreta a chi aveva custodito per anni il sogno del canto. Le Terme di Montecatini, in provincia di Pistoia, furono il primo scenario di un festival che si impose subito come novità assoluta. Negli anni, il format si è ampliato fino a includere tre categorie, junior, giovani e senior, creando una sinergia intergenerazionale rara nel panorama musicale italiano. Oggi il Voci d’Oro è molto più di un concorso: è un percorso di crescita artistica. Gli artisti selezionati, circa cento su oltre trecento candidature annuali, trovano un ambiente professionale, un pubblico attento e un’organizzazione che punta sulla qualità. La selezione avviene online, attraverso il sito maristar.it, dove i candidati inviano materiale e vengono valutati da una commissione. Il festival non si limita alle tre serate finali, le quali vengono in seguito trasmesse su BOM Channel (canale 68 del digitale terrestre). Durante l’anno, gli artisti vengono accompagnati in un vero e proprio circuito di eventi: Sanremo, il MEI di Faenza, fiere musicali, rassegne, produzioni discografiche. Ogni Natale esce una compilation di inediti con venti brani realizzati negli studi dell’organizzazione, a Pistoia. Un lavoro che prosegue senza sosta, senza contributi pubblici, sostenuto esclusivamente dalla determinazione del team. Molti partecipanti hanno trasformato questa esperienza in un trampolino professionale. Tra i nomi più recenti spiccano Niccolò Filippucci, vincitore dell’ultima edizione, e Leonardo Zambelli, categoria Junior, scelto da Paolo Ruffini per produzioni teatrali. Altri hanno calcato i palchi di The Voice Kids, The Voice Senior, programmi Rai e Mediaset. Risultati che confermano la vocazione del festival: non promettere fama, ma offrire opportunità reali. L’edizione 2026 ha segnato un ulteriore passo avanti: sul palco sono arrivati artisti dall’Australia, dalla Svizzera, dalla Germania. Un segnale chiaro della dimensione ormai internazionale dell’evento, che nel 2027 festeggerà i suoi trent’anni. Le location sono cambiate nel tempo, dal Teatro Verdi all’Ippodromo, fino al Teatro Yves Montand di Monsummano Terme, dove un giovanissimo David Bowie mosse i primi passi italiani, ma lo spirito è rimasto intatto. Tre serate, tre finali, tre generazioni che si incontrano e si riconoscono. Un clima che gli stessi partecipanti definiscono “unico”, fatto di rispetto, emozione e condivisione. «La musica è vita», ripete spesso Maria Angela. Ed è forse questa la chiave del successo del Voci d’Oro: un festival che non cerca l’effetto, ma la sostanza; che non alimenta illusioni, ma costruisce percorsi; che non si ferma mai, perché la musica, quella vera, non si ferma mai. In un panorama musicale spesso dominato dalla velocità e dall’effimero, il Festival Voci d’Oro continua a distinguersi come un presidio di autenticità: un luogo dove la passione trova spazio, il talento trova ascolto e la musica, semplicemente, torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere, un’esperienza che unisce, che forma e che resiste al tempo. (nella foto la presidentessa Arcangeli Maria Angela con il vincitore della categoria Senior e vincitore assoluto Damiano Ciranna Lopez arrivato dall’Australia) Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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FREYA E LA MAGIA (CANZONE PER SABBA E LUNE PIENE)

FREYA E LA MAGIA (CANZONE PER SABBA E LUNE PIENE)

FREYA E LA MAGIA Sfiorando l'Alba nuova Sono qui seduto Tra le nuvole d'argento Ad ascoltare il cielo; Qui in cima alle montagne Balla il vento come un ballo E i petali nel vento Ruotando su se stessi Volan via sui verdi prati. Oh Freya Ti vedo in controluce Vestita di silenzio E avvolta di magia, Con la chioma d'oro,  Lo sguardo che risplende E i tuoi gatti blu. Oh Freya La tua essenza è nei cieli e nella Terra, Nel sussurro della Luna, Nella forma e nel colore, In tutto l'Universo In continuo divenire; Grazie a te l’intera vita è emersa, La tua forza eterna mai si è spenta E non avrà mai fine Finché il mondo esisterà, È la trasformazione, È l'energia sovrana, È l’energia sovrana.  Nello stregato cielo E per le vie del mondo Dagli orizzonti sempre nuovi  Nulla si distrugge, Tutto si trasforma in ogni istante, Ogni giorno è un foglio bianco, Ogni giorno è un foglio bianco. Oh Freya Volteggi su nel cielo In faccia all'avvenire, Dai luce ad ogni cosa E rialzi chi è caduto; Col tuo abbraccio eterno L’Universo vive il canto tuo Che permea la realtà, Che permea la realtà. Oh Freya Sei nel cuore di chi ancora crede di sogni,  Sulla via dei desideri Con gli Dei dentro se stessi, Giorno dopo giorno Ogni passo è una conquista,  Lasciamo spazio ai sogni, Lasciamo spazio ai sogni Che danzano con te E fioriranno i sogni Che nessuno ha visto mai E che nessuno ha mai sentito, Ci tingono la vita, Ci tingono la vita, Una vita piena, Questa è la magia, Non vi sembra vero? Non vi sembra vero? Oh Freya. Chiudo gli occhi e ti sento accanto a me, Ho voglia di volare, Di volare assieme a te E danzare tra le stelle.

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Coppie aperte, Wyylde: “Nord e Sud Italia vivono la gelosia in modo diverso”

Coppie aperte, Wyylde: “Nord e Sud Italia vivono la gelosia in modo diverso”

Secondo Wyylde Nord e Sud Italia vivono la gelosia in modo diverso: nelle grandi città si negozia, al Sud resta più legata a possesso e tradizione. La gelosia non sparisce nelle relazioni aperte. Cambia linguaggio, dinamiche e significato. È questo il quadro che emerge dall’analisi diffusa da Wyylde, il social network dedicato alla libertà relazionale e sessuale, che fotografa come anche nelle coppie non monogame consensuali continuino a esistere insicurezze, confronto emotivo e bisogno di rassicurazione. Secondo i dati raccolti dalla piattaforma, il 68% degli utenti dichiara infatti di aver provato gelosia anche all’interno di relazioni aperte. Una gelosia che però non ruota più soltanto attorno al tradimento o all’esclusività sessuale, ma si sposta su aspetti più sottili: il confronto con altri partner, la paura della sostituzione emotiva, la gestione del tempo e dell’attenzione nella coppia. Tra gli elementi più sensibili emerge anche il tema della trasparenza: oltre il 55% degli utenti afferma che conoscere troppi dettagli sulle esperienze esterne del partner può aumentare il disagio invece di ridurlo, evidenziando quanto sia delicato l’equilibrio tra sincerità e protezione emotiva. Uomini e donne vivono la gelosia in modo diverso Le differenze emergono anche sul piano emotivo e culturale. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences nel 2020, basato su oltre 5.000 partecipanti, uomini e donne tendono a vivere la gelosia in modo diverso anche nelle relazioni non monogame consensuali. Le donne riportano mediamente livelli più elevati di gelosia emotiva e relazionale, legata soprattutto alla paura di perdere connessione affettiva con il partner. Gli uomini mostrano invece una maggiore sensibilità alla competizione sessuale e all’idea di esclusività erotica. Lo studio evidenzia però che nelle coppie aperte queste differenze tendono a ridursi grazie a comunicazione, negoziazione e definizione condivisa delle regole. Anche una meta-analisi pubblicata su Evolution and Human Behavior conferma questo schema: gli uomini reagiscono più intensamente all’infedeltà sessuale, mentre le donne risultano più vulnerabili alla perdita emotiva e relazionale. Italia divisa: Nord più aperto, Sud più legato al modello tradizionale In Italia, la gestione della gelosia continua a essere fortemente influenzata dal contesto culturale e territoriale. Gli studi sociologici sulla famiglia italiana — tra cui il lavoro del sociologo Giuseppe Micheli pubblicato sull’European Journal of Population — descrivono il Sud Italia come l’area in cui resiste maggiormente il modello della “famiglia forte”: relazioni più vincolanti, maggiore pressione sociale sulla coppia e una concezione dell’amore ancora molto legata all’esclusività e all’appartenenza reciproca. Le principali evidenze mostrano che nel Sud: • la gelosia viene più facilmente interpretata come prova d’amore o protezione; • il controllo sociale e familiare sulla coppia resta più elevato; • la libertà relazionale femminile continua a essere più stigmatizzata; • i modelli maschili tradizionali mantengono una forte componente identitaria. Al contrario, nelle grandi città del Nord — soprattutto Milano — si osservano modelli relazionali più individualizzati, minore pressione comunitaria e una crescente apertura verso coppie aperte, poliamore e sessualità non esclusiva. Secondo studi sulle reti sociali urbane italiane pubblicati su arXiv e secondo quanto emerge dalle community italiane dedicate alla non monogamia consensuale, nei contesti metropolitani aumenta infatti la separazione tra amore, sessualità e possesso emotivo, mentre nel Sud permane una cultura della coppia più tradizionale, spesso associata a gelosia, controllo e possessività. La gelosia non dipende dal tipo di relazione Le ricerche più recenti confermano però un elemento centrale: la gelosia non è necessariamente più intensa nelle relazioni non monogame rispetto a quelle monogame. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Sexes dai ricercatori dell’Università di Oviedo, che ha confrontato relazioni monogame e non monogame consensuali, non ha rilevato differenze significative nei livelli di gelosia tra i due gruppi. Le persone coinvolte in relazioni aperte riportano invece maggiore capacità di negoziazione, maggiore consenso relazionale e una gestione più esplicita dei conflitti. Anche una meta-analisi internazionale che ha aggregato 35 studi e oltre 24.000 partecipanti conferma lo stesso quadro: la soddisfazione relazionale non dipende dalla forma della relazione, ma dalla qualità della comunicazione, dalla chiarezza degli accordi e dalla connessione emotiva. La nuova generazione separa amore, desiderio e possesso Secondo Wyylde, le trasformazioni più evidenti riguardano soprattutto giovani adulti, professionisti urbani e utenti delle piattaforme dedicate all’open-minded dating, sempre più orientati a distinguere amore, desiderio e possesso. In questo contesto la gelosia viene riletta non come un fallimento della coppia, ma come un segnale utile da comprendere e gestire attraverso il dialogo. “Non abbiamo smesso di essere gelosi, abbiamo imparato a dircelo”: è una delle riflessioni che ricorre più spesso tra le testimonianze raccolte dalla community. Relazioni aperte: la fiducia nasce dagli accordi Secondo la piattaforma, le esperienze più stabili mostrano che la fiducia non nasce dall’assenza di altri legami, ma dalla coerenza tra accordi e comportamenti. Nelle relazioni aperte, spiegano gli utenti, diventano centrali: • la definizione di confini chiari e rinegoziabili; • la gestione del tempo di coppia; • la scelta condivisa di cosa raccontare e cosa mantenere privato; • la presenza di rituali e momenti dedicati alla relazione principale. Il punto, quindi, non sarebbe scegliere tra monogamia o non monogamia, ma costruire modalità relazionali sostenibili, esplicite e coerenti con i bisogni della coppia. Per Wyylde, il tema della gelosia resta centrale anche nelle relazioni aperte, ma viene affrontato sempre più come un elemento da comprendere e negoziare, piuttosto che come un limite invalicabile della coppia. wyylde.com/it-it

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Relazioni diplomatiche tra Ungheria e Italia

Relazioni diplomatiche tra Ungheria e Italia

È stato un momento di grande valore culturale e diplomatico, che ha rafforzato i legami tra Italia e Ungheria quanto è emerso nel corso del convegno che si è svolto presso la prestigiosa sede dell’Università Nazionale del Servizio Pubblico “Ludovika” di Budapest. Il seminario, organizzato dall’Associazione “Dante Alighieri” della capitale magiara, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia di Budapest, l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest e l’Università Nazionale del Servizio Pubblico “Ludovika”. La giornata si è aperta con i saluti ufficiali di Pier Paolo Pigozzi, Vice Rettore dell’Università Nazionale per il Servizio Pubblico “Ludovika”, dell’Ambasciatore d’Italia in Ungheria S.E. Giuseppe Scognamiglio, di Edit Császi, Presidente dell’Associazione “Dante Alighieri” di Budapest e di Roberto Massucco, Presidente di Confindustria Ungheria. La moderazione dei lavori è stata affidata alla Prof.ssa Anna Molnár, Capodipartimento di Relazioni Internazionali dell’Università Nazionale per il Servizio Pubblico “Ludovika” e segretario dell’Associazione “Dante Alighieri” di Budapest.Tredici relatori provenienti da istituzioni accademiche e culturali italiane e ungheresi si sono alternati nel corso delle due sessioni tenutosi nell’importante location culturale, affrontando temi che spaziano dalla diplomazia rinascimentale alla cooperazione culturale contemporanea, tra i quali Gianni Aiello, Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” e del Centro studi italo-ungherese “Árpád”, che ha trattato il tema “Echi rivoluzionari nei carteggi archivistici 1956-2026”. L’intervenuto, nel corso del suo intervento, supportato da slide documentali, ha analizzato svariati documenti del periodo storico in argomento, illustrando all’uditorio della capitale magiara i risultati delle predette ricerche archivistiche che peraltro sono in continuo aggiornamento. Nel corso della conferenza sono emerse diverse cifre a riguardo la tradizione e l’evoluzione dei rapporti secolari tra i due Paesi seguendo un approccio multidisciplinare che ha toccato temi come la storia, la diplomazia, l’economia e la cultura. LINK VIDEO

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L'Abruzzo nella IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) – L'Oleificio Andreassi di Poggiofiorito

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito l'Oleificio Andreassi nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica). L'incontro con il comm. Matteo Andreassi all'Oasi La Brussa in Caorle (Ve), in occasione di VinoCalciando, ha ribadito una scelta che Borghi d'Europa aveva maturato fin dal 2015. Poggiofiorito è un comune italiano di 798 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte dell'Unione dei comuni della Marrucina. I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa lo hanno conosciuto grazie alle degustazioni dell'olio e del vino dell 'Oleificio Andreassi e lo hanno così inserito nella rete dei Borghi del Gusto. Matteo Andreassi,Mastro Oleario, sarà presente alla edizione del 25 maggio di VinoCalciando a Caorle, presso la Trattoria Agli Alberoni, della serata di degustazione e prodotti enogastronomici. L'evento nasce ad Udine da una idea di tre amici Dante Mauro e Claudio, di voler giocare una partita a calcio (cuochi contro camerieri) e degustare ottimi vini e prodotti a fine match. VinoCalciando oggi conserva il nome (nato dopo una serata eroica a Fagagna), ma sopratutto lo spirito. La serata di degustazione viene rinnovata di anno in anno e parte del ricavato è sempre devoluto in beneficenza. L'incontro di Caorle servirà anche a raccontare l'inserimento dell'Oleificio Andreassi nella rete di iniziative giornalistiche che accompagnano dal 1° giugno il turno di Presidenza italiana alla IAI (Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica). Nel giugno del 2025 Borghi d'Europa aveva inserito l'Azienda di Poggiofiorito all'interno delle manifestazioni che avevano ricordato il 25° della nascita della IAI, a giugno 2026 inizierà il Percorso informativo che coprirà dieci Paesi Europei e diverse regioni italiane sulle qualità dell'olio abruzzese. Accanto alla produzione di ottimo olio, il comm. Matteo Andreassi ha unito la produzione di vino. E' nata così Fattoria Andreassi, grazie all'acquisizione di cinque ettari, salvati da una sicura perdita d'identità. 'Volti di un territorio' recita la linea dei vini MUSA : due IGT,Pecorino Terre di Chietie Passerina Terre di Chieti e due DOC (rossi), il Montepulciano d'Abruzzo e il Cavaliere, Montepulciano d'Abruzzo Riserva. " Il Pecorino Terra di Chieti – osserva Alessio Dalla Barba, giornalista e sommlier AIS di Milano-, ha un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Risulta al naso intenso, con note di frutta a polpa bianca/gialla (pesca e albicocca) e più tropicali come mango e kiwi, sentori minerali. Denota una grande freschezza, che si trova al palato, sapido e piacevole ma possiede un buon potenziale evolutivo : perfetto con molluschi e crostacei o con un cous cous con pesce e verdure in ottica estiva" Postato 1 hour ago

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Primo Ciak per il corto Made in Sicily

Primo Ciak per il corto Made in Sicily

Il progetto celebra la cucina italiana patrimonio culturale immateriale dell'umanità UNESCO Si è svolta a Palermo, nel Palazzo dei Crociferi, gentilmente concesso dall'assessorato al centro storico, la prima scena del cortometraggio "Made in Sicily". Il corto vuole celebrare la Sicilia regione della gastronomia 2025 e la cucina italiana ufficialmente proclamata patrimonio culturale immateriale dell'umanità UNESCO. "Made in Sicily" è anche un progetto per sensibilizzare le nuove generazioni sul problema della corretta alimentazione e sui pericoli che possono derivare da conservanti, coloranti, emulsionanti, additivi chimici, acrilammide, PFAS, e cibi ultra processati. La soluzione è naturalmente tornare alle origini e mangiare i piatti tradizionali siciliani e italiani . La regia è di Fabrizio Dia, che si avvale per la realizzazione del progetto di un solido staff tecnico. Direttore della fotografia Sergio Fiorito, sceneggiatura Gabriele Dia, Stylist Kiara Ferretta, aiuto regia Camillo Spoto, assistente alla regia Marco Ermani, trucco cinematografico Marzia Castana, location manager Carlo Muraglia, ciacchista Andrea Conti, dronista Giovanni Nicolosi, consulente per la qualità e sicurezza alimentare Maria Elena Ristuccia e Giuseppe Ciriminna alla presa diretta. Il corto è un progetto corale che coinvolge 50 attori, fra i quali quattro protagonisti, Vito La Grassa noto al pubblico per "Squadra Antimafia" e "Uomini e donne", Sophia Pagliaro vincitrice del titolo nazionale Miss Venere 2025, e gli attori emergenti Rita Bucchieri e Carlo Muraglia. La produzione è dell'associazione Digital H.M. e a maggio 2026 è prevista la presentazione al cinema.

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Diradamento e caduta dei capelli: le nuove soluzioni cosmetiche innovative

Diradamento e caduta dei capelli: le nuove soluzioni cosmetiche innovative

Il diradamento e la caduta dei capelli sono condizioni molto diffuse negli uomini, ma anche tra le donne. Stress, fattori ormonali, predisposizione genetica e squilibri del cuoio capelluto possono influire sulla vitalità dei follicoli e sulla qualità del fusto. Negli ultimi anni la ricerca in ambito tricologico ha compiuto passi avanti significativi, portando allo sviluppo di trattamenti rigenerativi e formule cosmetiche innovative che lavorano in modo mirato sull’ambiente del cuoio capelluto. Quando si parla di ricrescita, è fondamentale distinguere tra: trattamenti medici rigenerativi eseguiti in clinica soluzioni cosmetiche avanzate a base di cellule staminali vegetali e attivi biotecnologici Entrambi gli approcci mirano a sostenere i follicoli ancora attivi, ma con modalità, tempi e costi differenti. Capelli e medicina rigenerativa: come funzionano i trattamenti clinici In ambito medico, i protocolli di medicina rigenerativa utilizzano cellule autologhe (provenienti dallo stesso paziente) o concentrati ricchi di fattori di crescita per stimolare i follicoli indeboliti. Il trattamento è ambulatoriale: Si effettua un prelievo (sangue o tessuto adiposo). Il materiale viene processato. Si procede con microiniezioni nel cuoio capelluto. L’obiettivo è migliorare la qualità dei capelli nelle zone diradate e favorire condizioni più favorevoli alla crescita. I risultati non sono immediati: i primi segnali possono comparire dopo alcune settimane, mentre i miglioramenti più evidenti si osservano generalmente tra i 3 e i 6 mesi, con protocolli che prevedono richiami periodici. Questi trattamenti sono indicati soprattutto nei casi di: -alopecia androgenetica iniziale -diradamento diffuso -mantenimento post-trapianto -caduta legata a stress o squilibri temporanei Il costo varia in base alla tecnica e alla struttura, con un prezzo per seduta che può andare indicativamente da 600 a oltre 2.000 euro. L’alternativa cosmetica: cellule staminali vegetali e attivi tricogeni Accanto all’approccio clinico, la cosmetica avanzata ha sviluppato soluzioni a base di cellule staminali vegetali e complessi biotecnologici. È importante chiarire che le cellule staminali per capelli di origine vegetale utilizzate nei trattamenti cosmetici non sono cellule vive, ma estratti attivi capaci di imitare i segnali di rinnovamento cellulare e sostenere il cuoio capelluto nel tempo. Le formulazioni più evolute puntano a: -rafforzare i capelli esistenti -aumentare lo spessore del fusto -rallentare la caduta -migliorare l’equilibrio del cuoio capelluto L’azione è progressiva e legata alla costanza d’uso. I benefici si osservano soprattutto in termini di: -maggiore forza e resistenza -capelli più corposi -riduzione della caduta stagionale -miglioramento della qualità generale del cuoio capelluto Risultati e aspettative: cosa è realistico aspettarsi Quando si parla di ricrescita, è fondamentale avere aspettative corrette. -I trattamenti clinici possono offrire risultati più evidenti nel medio periodo, soprattutto quando i follicoli sono ancora attivi. -Le soluzioni cosmetiche lavorano in modo graduale e costante, migliorando nel tempo qualità, forza e densità percepita. In entrambi i casi, la condizione iniziale del cuoio capelluto e la tempestività dell’intervento sono fattori determinanti. I benefici sono generalmente più evidenti nelle fasi iniziali o moderate del diradamento, quando i follicoli non sono completamente atrofizzati. Le Novità tutte italiane introdotte da Hilaria Cosmetics Tra le realtà italiane che hanno investito nella ricerca cosmetica rigenerativa si distingue Hilaria Cosmetics, brand specializzato in trattamenti anticaduta formulati con cellule staminali vegetali, estratti bioplacentari, attivi epigenetici e complessi tricogeni. L’obiettivo delle formulazioni è creare un ambiente ottimale per i follicoli ancora attivi, sostenendo: -microcircolo del cuoio capelluto -equilibrio cutaneo -ispessimento del capello -vitalità e densità nel tempo La linea comprende: -Lozione anticaduta a base di cellule staminali vegetali -Shampoo Detox per la ricrescita -Balsamo anticaduta -Integratore alla mela Annurca Tutte le formule sono 100% naturali e pensate per un utilizzo quotidiano, integrabile facilmente nella propria routine. A chi sono indicati questi trattamenti? Sia uomini che donne possono beneficiare di un approccio mirato alla salute del cuoio capelluto. -Negli uomini, i trattamenti sono spesso scelti per contrastare l’alopecia androgenetica e mantenere i risultati dopo un trapianto. -Nelle donne, sono particolarmente indicati nei casi di diradamento diffuso, squilibri ormonali o caduta legata a periodi di stress. La scelta tra trattamento clinico e soluzione cosmetica dipende da: -stadio del diradamento -budget disponibile -preferenza per un approccio invasivo o topico -obiettivi personali Supportare la ricrescita in modo consapevole Oggi la ricerca offre strumenti concreti per intervenire sul diradamento in modo sempre più mirato. La combinazione tra innovazione scientifica e cosmetica biotecnologica permette di costruire percorsi personalizzati, intervenendo tempestivamente nella routine quotidiana con un risparmio di lungo termine sui trattamenti clinici. Intervenire precocemente, sostenere i follicoli ancora attivi e mantenere costanza nel trattamento, sono le chiavi per accompagnare il naturale ciclo di crescita del capello e favorire un aspetto più pieno, forte e vitale nel tempo.

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