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La fame non si sconfigge invadendo l'Ucraina

La fame non si sconfigge invadendo l'Ucraina

La guerra è sempre ingiusta ma da questa se ne impara ancora di più. Infatti, non soltanto il numero di sfollati è aumentato, ma stando al numero dei finanziamenti utilizzati fino a ora, si sarebbe potuta risolvere buona parte della fame nel mondo. A ricordarlo sono i numeri. Perciò non ha importanza quale dei due schieramenti vinca o perda, in realtà abbiamo già perso, visto che al 2022 tra ricchi che si dedicano ai forum e poveri che scappano, la guerra è tornata ancora una volta nel vecchio continente, che dovrebbe essere quello che ne ha conosciute così tante da dover imparare ogni lezione che ci possa essere, al di là della morte dei civili, anche di quella dei soldati, eterni sconfitti di queste fazioni.

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Orlando Ferrari, Perdono

Orlando Ferrari, Perdono

il nuovo singolo, sulla violenza domestica e la diversità. “Perdono” è un brano che nasce dall’esigenza di raccontare la difficoltà del crescere attorniati dal pregiudizio, perché “diversi”. Essere “diversi”, in effetti, significa porre il prossimo innanzi a maggiori difficoltà nell’esercizio della comprensione della propria natura; significa essere bambini e bambine che non rispecchiano quel che il costume ha plasmato e definito, secondo consuetudine, come ammissibile nei ranghi della supposta “normalità”.  “Ero un bambino dolce e fragile”, racconta Orlando Ferrari, “mio padre mi disse che avrei dovuto fare il prete, perché non riusciva a concepire la possibilità, per un bambino maschio, di essere amorevole, mansueto e gentile”.  La diversità arricchisce i nostri rapporti, ma può, altresì, renderli difficoltosi, quando ai nostri interlocutori mancano le doti critiche necessarie a sceverare problemi non comuni. La difficoltà nella comprensione, spesso, scaturisce in un senso di impotenza ansiosa e, in malaugurati casi, in atti di violenza fisica. Sono tanti i bambini, in Italia e nel mondo, che subiscono violenze in ambiente domestico poiché la loro essenza pone complicazioni nel riuscire a carpire la loro particolare natura. Spesso rimangono isolati, poiché, nonostante i loro occhi lancino tristi richieste di aiuto, il vicinato, o persino il contesto scolastico, rimangono amaramente immobili.  È difficile chiedere aiuto. Lo è per tutti ed ancor di più per un bambino che si trova, suo malgrado, imprigionato in un paradosso esistenziale, quello in cui il luogo in cui dovresti sentirti al sicuro e protetto è il luogo in cui vivi un quotidiano inferno. Sappiamo come, per i ragazzini più fragili, sia facile, nel difficoltoso rimuginare e chiedersi infiniti “perché?”, sentirsi colpevoli per il gratuito male che si riceve. Chiedersi infiniti “perché?”, tuttavia, non è il modo migliore per curare le proprie ferite. La colpa, diceva Spinoza, è un concetto precipitabile ad anteriorità logiche e temporali infinite. Cercare un colpevole, nella fatalità esistenziale, è un esercizio faticoso e doloro. Le cose accadono. Al di là delle ragioni consce ed inconsce di ciascuna individualità, non ci è dato il conoscere ragioni universali, in grado di riappacificarci con il nostro destino. La sola via per raggiungere la pace interiore è il perdono; un esercizio di comunione con ogni essere umano, nella comprensione della sola cosa che ci lega: il dolore. Questo è quel che vuole significare il nuovo brano di Orlando Ferrari: solo l’Amore (ovvero la comprensione) ci salva. “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel trovare altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è” [Marcel Proust] Orlando Ferrari è un artista emergente di Brescia. Come la quasi totalità di poeti e suonatori, percepisce la propria devozione alla musica già in tenera età. Purtuttavia, non ama dare una temporalità alla sua dedizione musicale, ma preferisce sottolineare come la musica sia per lui un fattore di costituzione biologica; qualcosa che fonda il suo essere e ne guida ogni apparizione. Orlando vive l'esistenza con stravaganza. Ama descriversi come un “novello Des Esseintes”: radicalmente elegante, tragicamente affascinato dai fasti di Versailles, nonché portato a scavare nei più profondi recessi dell'esistenza come Rimbaud, o un qualunque altro simbolista. Ha pubblicato il suo primo singolo a marzo: “Slava Ucraina, Herojam Slava!”, un brano scritto dopo una nottata passata ad ascoltare un lungo servizio giornalistico, recante le voci di diversi civili ucraini. Presenta, ora al pubblico “Perdono”, il suo nuovo singolo, sulla violenza domestica e la diversità. facebook.com/orlando.ferrari.official/

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BALLATA DEL CAFFE’

BALLATA DEL CAFFE’

BALLATA DEL CAFFE’ CAFFE’ BALLAD L’odio non aprirà mai le porte al dialogo Poiché la sorte se la ride sempre dietro le tendine dell’ideologia. E la savana è uno spazio libero dove portare i propri figli a correre contro il vento. A bagnarsi dentro un mare di sabbia Questa è la sera dei sentimenti timidi e sinceri. Alcuni si alzano in volo , altri vanno verso il mare delle mie memorie Oltre quel muro di ipocrisie e di poesie scritte in silenzio. Scritte sotto le stelle in una sera qualsiasi della mia vita. Ed il mio sognare ad occhi aperti segue il mio credere il mio andare, incontro ad una forma d’amore insolita. E questa la strada da percorrere per giungere alla felicità. E questa la casa della strega malvagia . Di colei che divorò il cuore di mio padre in una notte oscura e tempestosa. E questa la mia vita La mia fragile esistenza. La mia canzone che balza per strada ubriaca di vino Lungo strade macchiate di tante morti innocenti, intrisa di tanti dolori familiari . Lutti che si mischiano nel loro andare contro corrente nel loro giocare , credere e divenire , trascendersi in una nuova esistenza. Sere incantevoli , stare seduti davanti alla televisione a toccarsi e pensare che si può ancora sopravvivere Al male di questo progresso , alla guerra Alle condanne del curato Alle intimidazione del dittatore E la guerra è un fiore sbocciato improvvisamente in un giorno di pioggia Sotto un pergolato carico di presagi Sotto un cielo oscuro , carico di nuvole Carico di fulmini a ciel sereno E si rimane chiusi in una stanza , aspettando nuovi giorni Nuove ere e nuovi traguardi Ci si chiude dentro casa , aspettando che ogni cosa passi Che ritorni l’estate con le sue passioni Con i suoi ricordi di c’era una volta Ed immagino te davanti al sole ,nuda Come una foglia sola sull’albero della vita Che oscilla nel vento E nel dolce pomeriggio la mia immaginazione si declina il mio dire nel verso dei grilli S’inclina in un aurora organica Dentro una domanda goffa Non scappo ,non mi nascondo Ma cerco di riassumere tutto il mio soffrire in pochi versi senza senso. E questa la città di pinocchio mi chiedo Sono in ginocchio Sono davanti ad una nicchia Dentro c’è un uomo che mi guarda E un uomo nudo che pende nel vuoto della storia Passa una lunga carovana di attori girovaghi , mi gridano vieni con noi Mi vogliono portare con loro nella città dei balocchi Verso quel nero patibolo Verso la santa croce Vogliono che sali sul palco e narri la mia odissea E rammento Anna il mio primo amore, aveva le orecchie piccole E Gianni suo fratello sapeva parlare solo in napoletano Tutti , furono sinceri con me in quella strana unione di perché e come. Una storia che non puoi apprendere dai libri di scuola Poiché era la storia del toro camomilla Dai ora non suonare per i padroni ,compagno Non dire che è un lavoro come un altro. T'ho visto salire le scale ,chiuderti nel bagno per festeggiare. Questa tua vanità ti porterà fuori , da questa orchestra Questa tua sofferenza non ha i mezzi per sostenere tanta ingiustizia E dai tagliamo l’amore in due insieme Poiché noi siamo capaci di capire di che pasta sei fatto Siamo pronti a vendere questo cuore Amico non vendere l’animo al diavolo Non rubare testi ai cantanti E non scrivere cazzate Amico sono convinto che tu sei un bravo ragazzo E sai suonare del buon jazz Ragazzo , aziona il cervello Non spingere troppo il pedale dell’acceleratore La strada va verso un ripido pendio Si può anche cadere nel vuoto della storia Ricorda le canzoni sono azioni irreversibili Sono pezzi di questo mosaico Parte di questo viaggio sono questa danza che fa uscire fuori di senno la piccola borghesia Fa uscire pazzi i ragazzi di ogni età Adora la fortuna poiché ella è una donna con dei grandi seni Adora l’amore e la sua commedia La sua indisciplinata illusione Il suo carattere forte come l’acciaio L’amore è un panino con dentro tre fette di mortadella E quella donna lo vende ai lati di un marciapiedi E questa storia , questa strada ,non si sa dove mai ci porterà Bang. Bang. Un colpo di pistola risuona nell’aria I’ innamorato ha sparato alla luna Sotto un cielo, gravido di tempeste un pazzo viene inseguito da un branco di cani. Amico non suonare per i bianchi , descrivi gli anni che avresti voluto vivere. Tutto il resto scorre dentro queste vene Dentro questo blues senza baffi Senza vesti Senza padrone Un blues che riveste il nostro soffrire di luce Di amore in varie metriche elettriche. Ma che sera è questa , cosa è questa guerra che mi rende così inerme Cosa è tutto questo mio protestare contro la pubblicità Contro i cartelli delle manifestazioni studentesche Contro i divieti di transito Contro la guerra, contro l’ingiustizia In questo potere io mi sono arreso davanti ad una timida passione Davanti ad una bandiera che sventola a mezza asta Vedo cosi un negro nudo sopra una lambretta , uno spazzino con l'orecchino Mentre un bambino mi scippa la borsa con un triciclo turbo truccato Cento arabi vestiti di nero e un prete, giuro, vestito da torero mi salutano con un mezzo sorriso . Ho visto un travesto con l'occhio triste che declamava poesie di Lao Tse Ma che sera è questa per diamine Sarà tutto vero o mi hai messo della roba nel caffè? Vedo uno che vende della birra calda al chiosco Due spacciatori di pastiglie di valda sul lungomare Un poliziotto brutto e corrotto con la foto di Gamba di legno sul cruscotto Vedo Topolino con Pippo a piedi per Topolinia. Vedo Minny fare il bagno in una vasca di pesci Sara uno sogno mi chiedo O sarà quella polverina che mi hanno messo nel caffè al bar dei mortacci Spero che presto ogni cosa passi Ritorni il sereno poiché la guerra è una brutta faccenda E una morte annunciata per ogni pecora al macello Con ogni partecipazione e anacronismo Questa cronaca è una nera cronaca, amico Per questo non disturbare il cane che abbaia Non tirare la coda al gatto La strada è ancora tanta da fare , stasera dormiremo tutti insieme sotto magici portici Sotto le volte della galleria principe di Napoli Saremo cosi tutti principi Ci sentiremo re e regine Saremo Benedetti dal signore , veglieremo su i sogni dei piccini Saremo angeli della desolazione Angeli che sognano di mangiare fagioli Ieri sera tre mafiosi piccoli e pelosi mi hanno portato in un locale, Era un brutto locale con uno show di nudo integrale Sul palco una nana cubana bionda naturale muoveva il sedere Contro la pancia del proprietario Muoveva le gambe dentro la seduzione Verso il sesso nero a metà mese. Ma che sera è questa mi sono detto , senza una donna d’amare Sarà tutto vero o mi hai messo della roba nel caffè? E c'era un sadico che guidava un tram pieno di paraplegici E due di san Giovanni reduci dal Vietnam sparavano palle di cannone con la bocca Un rasta con le trecce argentee legate ad un palloncino volava in alto Saliva e fumava verso un cielo pieno di stelle Strafatto ,sconvolto nel suo sballo proibito Due fantasmi giravano per la città a bordo di un auto rubata Mentre due ragazzi gemelli molto belli con le pistole volevano assalire un autobus pieno di turisti in piazza plebiscito Ed infine c'eri tu vestita da farfalla con uno spacco fino alla mascella, mi hai preso per il collo e mi hai baciato sulle labbra. Ed io sono caduto all’indietro dentro la mia illusione Dentro la mia voglia di continuare a vivere da sottoproletario Poi mi sono svegliato e mi son detto Ma che sera è questa , me lo sono ripetuto tante volte. Sara mai tutto vero o mi hai messo della roba nel caffè?

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STEREOTIPI CANINI CHALLENGEN: LA GENOMICA CANINA SFIDA E DEMOLISCE ALCUNI CLICHE'.

STEREOTIPI CANINI CHALLENGEN: LA GENOMICA CANINA SFIDA E DEMOLISCE ALCUNI CLICHE'.

Essere etichettati secondo stereotipi, attribuzioni interpersonali e tipiche reazioni di matrice “popolare” non capita solo alle persone, ed infatti anche i nostri amici pelosi non sfuggono ad una tale “rappresaglia” figlia della banale erudizione da parte di titolati esponenti della mediocrazia più blasonata. Piaccia o meno ma sarebbe quasi ora che qualcuno si svegliasse e si abituasse all’idea, che esprimo “like if I were a 2 year old” (ho un debole per Denzel Washington…che posso farci) che tutti i cani sono “buoni”indipendentemente dalla razza..... Il post nella versione integrale può essere letto ai seguenti link:ilgeneegoista.blogspot.com/2022/05/stereotipi-canini-challengen-la.html facebook.com/permalink.php?story_fbid=128178433204148&id=108135868541738

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La scuola entra in azienda, ed usa le emozioni per guardare il mondo del lavoro.

La scuola entra in azienda, ed usa le emozioni per guardare il mondo del lavoro.

Designofpsychology| 20 maggio | scuola Oggi a Milano c’è stato un momento speciale. Nell'aula convegni del multicentro Gruppobea si è tenuto un interessante incontro tra la classe del 4 anno del corso Relazioni Internazionali per il Marketing dell'ITE Falcone-Righi di Corsico e l'azienda. Ventidue studenti hanno conosciuto le realtà Gruppobea e Soacasa partecipando al training di 4 ore "passaggio tra scuola e lavoro" tenuto dallo psicologo e trainer Jonas W. Bendaou. Una giornata bellissima, fatta di domande e racconti di ogni singolo vissuto, che ha portato i ragazzi ad avvicinarsi al mondo del design e del lavoro cavalcando le emozioni. L'idea, nata dalla collaborazione tra l'istituto e l'azienda Gruppobea al fine di introdurre lo sviluppo delle singole consapevolezze, è stata voluta fortemente dalla docente di diritto internazionale Maria Elena De felice che, assieme alla collega Cristina Macchia, docente di francese, ha supportato la classe in questa esperienza. Passaggi chiave nei confronti della formazione Gli step sono stati essenzialmente tre: Il primo, legato alla visita in show room con tappe in ogni area merceologica, condotto da Gaia Cabrele, ex studentessa di galdus e adesso coordinatore accoglienza clienti. Il secondo, in aula con la presentazione di Roberto Gatti, amministratore unico di Soacasa, che ha toccato i concetti di resilienza, coraggio, volontà, onestà, ed ha aiutato i ragazzi e le ragazze a comprendere quanto sia necessario puntare su passione e determinazione nel passaggio tra scuola e lavoro. Il terzo step, infine, ha visto come protagonisti gli studenti che hanno avuto modo di parlare delle loro visioni e dei loro sentimenti nei confronti di futuro e lavoro. Tutto si è concluso con un piccolo buffet di saluto nel solarium Gruppobea. I protagonisti Cominciamo da lei, Roberto. Conduce una organizzazione leader nel mercato del design, della finitura e della architettura, che opera con 2 showroom di oltre 5000 mq e si rivolge agli oltre 9500 consolidati operatori del settore in Milano e provincia. Con i suoi 100 dipendenti si appresta a festeggiare i primi 50 anni della sede storica di Gruppobea. Ci spieghi, perché sono importanti momenti come questo? Perché oggi ha voluto esserci nonostante tutti i suoi impegni? Innanzitutto sono felice di essere stato coinvolto in questa esperienza che ho trovato efficace per gli studenti e soprattutto per noi. Ritengo che dedicare tempo alle future generazioni sia non solo utile ma doveroso. La nostra azienda è in una fase transizionale e vive intensamente il cambio generazionale. Questo ha fatto in modo che nel tempo crescesse una sensibilità speciale nei confronti dei giovani, le loro esigenze e le loro visioni. Quel che mi è sembrato fondamentale trasmettere ai giovani che hanno partecipato al training è quanto sia importante, per avere successo nella vita del lavoro e non solo, il concetto dell’impegno, della “fatica”, della dedizione, senza affidare le priorità al “posto di lavoro prestigioso” e al “guadagno (a volte fin troppo facile)”; perché diventare bravi, competenti, professionali, generosi nei confronti dell’azienda per cui si lavorerà, non potrà che garantire sicurezza, continuatività, remunerazione e, soprattutto, soddisfazione e realizzazione personale. In parole povere, dipenderà da noi diventare un protagonista o una comparsa nel mondo del lavoro e della vita Professoressa DeFelice, intanto complimenti per la determinazione nel voler costruire questo bellissimo evento. Le va di raccontarci come è nata l'idea, e come è stato strutturato l'evento? Ogni anno il nostro Istituto organizza stage formativi per le classi quarte. In questo contesto ho incontrato Gruppobea e segnatamente Jonas Bendaou. E’ stato un incontro importante perché entrambi abbiamo subito concordato sulla necessità di mettere in primo piano le esigenze formative degli studenti. Ed è per questo che, oltre ad ospitare alcuni studenti in azienda nel mese di giugno, Gruppobea si è resa disponibile ad organizzare un momento di incontro, una vera e propria visita aziendale. In pochissimo tempo, grazie anche all’accordo con il Consiglio di Classe, sono riuscita a coinvolgere tutta la 4ARIM in questa attività che ha superato ogni aspettativa. I ragazzi sono tornati a casa entusiasti. Veniamo alla più giovane. Gaia, tu hai seguito lo stesso percorso di questi studenti grazie ad uno stage che ti ha portato alla assunzione. Adesso fai parte della squadra e copri il ruolo di coordinatore nella accoglienza clienti. Cosa ti ha colpito in questo evento? Soprattutto, cosa consigli a questi ragazzi? Sì, ho fatto esattamente il loro stesso percorso; Ho 19 anni, sono tutti più o meno miei coetanei e, anche per questo, li ho sentiti molto vicini. Di questo evento mi ha colpito molto la voglia e la curiosità di conoscere il mondo del lavoro, che per molti studenti rimane ancora una realtà sconosciuta. Mi ha fatto molto piacere notare che alcuni dei ragazzi presenti avevano già ben in mente cosa voler fare in futuro, il che non è scontato al giorno d’oggi. Sulla base della mia esperienza mi sento di consigliare di dimostrare realmente quanto si vale rimanendo sé stessi, e di non abbattersi mai davanti alle difficoltà. Inoltre suggerirei di inseguire sempre i propri obbiettivi e persistere nell’ottenerli. Nulla è facile, ma che bello quando raggiungi le tappe che ti sei prefissato. Professoressa Macchia. L'abbiamo vista assai coinvolta in questa giornata formativa. Partecipativa e poi grande appassionata di storia. Il suo ruolo è stato determinante. Quali sono state le positività di questo incontro? Sinceramente quando la collega mi ha proposto di partecipare alla visita aziendale non pensavo ad un incontro di questo genere. Avevo in mente i soliti noiosi discorsi di presentazione aziendale e invece sono stata piacevolmente sorpresa di sentir parlare dell’importanza della storia, del diritto e delle relazioni internazionali nel contesto lavorativo. Jonas è stato davvero coinvolgente, ha fatto anche accenno al sistema francese e io, come docente di francese, mi sono sentita a casa. Gli studenti Ci ha colpito molto la risposa degli studenti, che si sono dimostrati maturi e aperti, alla ricerca naturale delle emozioni più nascoste. Ognuno di loro si è messo in discussione raccontando qualcosa di sé e cercando di costruire una visione per il prossimo venturo. Aurora, tu sei stata una delle protagoniste in questo evento che ha visto te e i tuoi compagni di classe mettersi in gioco anche sul versante dei sentimenti. Insieme a Michela sei la rappresentante di classe e ci sei piaciuta moltissimo per la grinta e per le idee chiare. Raccontaci come è andata e quale è stato il sentimento del gruppo. L’incontro è stato interessante e coinvolgente. Ci ha fatto riflettere sul nostro essere studenti. L’obiettivo era una visita aziendale e invece ci siamo ritrovati a parlare di noi stessi dei nostri sentimenti e delle nostre aspettative future. Io sinceramente mi sono molto emozionata. Alcuni di noi hanno vissuto una sorta di viaggio introspettivo. Jonas ci ha condotto alla scoperta delle nostre emozioni e a me sono venute anche le lacrime. Alcuni compagni hanno fatto più fatica a farsi coinvolgere, ma del resto è così anche a scuola, in occasione delle interrogazioni. E poi, l’energia degli altri. In questa giornata ci ha colpito anche Sara, 17 anni che da grande vuole fare la psicologa. Francesco, un'energia superlativa. Ed ancora, Luca, uno sportivo che ama il design. A “rompere il ghiaccio” è stata l’altra Aurora che ha subito esternato la sua passione per la grafica e il design. Sono intervenute anche Andrea, Halima, Alice, Martina, Matilde e Gianluca. Le prime due ancora un po’ insicure e dunque poco determinate riguardo ai loro obiettivi futuri. Le altre invece con le idee già chiare, ma a volte non pienamente consapevoli. Gianluca ha invece parlato della sua passione per lo sport e la forma fisica, richiamando il discorso dell’amministratore unico sulla importanza della determinazione della passione per il raggiungimento degli obiettivi di vita e di lavoro. Tutti si sono messi in gioco mostrando le proprie passioni e le grandi potenzialità da sviluppare. Insomma una esperienza che ha lasciato un piccolo fuoco all'interno di una classe meravigliosa, dotata di ragazzi e ragazze, studenti e studentesse, soprattutto storie e visioni bellissime che a noi hanno fatto bene regalandoci l'idea del vero senso della vita: il viaggio tra le emozioni ed i sentimenti.

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SALVAMARE : i pescatori di plastica

SALVAMARE : i pescatori di plastica

Udite udite la legge SALVAMARE viene approvata dopo ben 4 anni! Per il nostro paese circondato dal mare è una bella notizia. Adesso finalmente avremo uno strumento in più per ripulire e tutelare il nostro splendido mare...e... ciaovecio64.altervista.org/salvamare-i-pescatori-di-plastica/

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TROPPO VIZIATI

Un tempo i genitori erano molto invadenti, decidevano ogni cosa, volevano comandare sulla vita dei figli, imponendo persino la scelta degli studi e del partener. I genitori colti pretendevano che i figli divenissero avvocati, ingegneri, dottori e comandavano ai figli di seguire le orme paterne, di prendere la laurea nello stesso ramo, i contadini consigliavo i figli di lavorare nella azienda di famiglia. Di solito i figli in disaccordo con il padre davano vita a scenate, fughe, le ragazze fuggivano con il primo venuto o erano costrette a sposare il proprietario confinante per allargare l’eredità. Molte ragazze sconsolate erano costrette ad accettare un matrimonio combinato e stringere i denti per il resto della vita. Molti ragazzi erano costretti a fare lavori che non amavano, a violentarsi l’anima per amare la donna scelta dalla famiglia con un senso di oppressione totale. Molti genitori esprimevano apertamente il loro disprezzo per i difetti dei figli e li rimproveravano in modo aspro. Ora i tempi sono cambiati i genitori moderni sono pronti a chiudere un occhio davanti alle marachelle dei figli. Non dettano le condizioni in nessun campo, non ribadiscono le loro posizioni, non si affannano per seguire i figli che vanno a ruota libera senza fretta verso il loro destino. Molti bimbi sono trattati come principi, possono comprare tutto, hanno abiti firmati, oggetti alla moda, camere eleganti dotati di ogni comfort, pc e telefonini personali. Possono coltivare tutti gli hobby che vogliono, ascoltare musica ad alto volume, comprare strumenti musicali, seguire concerti all’estero dei gruppi preferiti, assecondare le proprie inclinazioni e manie con molta disinvoltura. I genitori sono incuranti delle loro burle e dispetti, e non impongono divieti di sorta. I nonni offrono ai nipoti soldi e sollazzi, allungano mance sostanziose e i ragazzi crescono esuberanti e superbi. I genitori sono poco autoritari, si mostrano generosi e non complicano la vita ai figli mettendo il bastone fra le ruote. Alla fine molti figli si sentono coccolati, protetti nelle stanze segrete della propria famiglia e non vogliono uscire dal nido caldo. I genitori non si preoccupano di intromettersi nella vita dei figli li lasciano sbagliare. I figli crescono presuntuosi, testardi, aggressivi, spavaldi, privi di timori, rabbiosi, e spesso vivono vite caotiche perché non sanno affrontare un problema alla volta. I figli troppo viziati compiono spesso passi falsi ed hanno comportamenti stravaganti. A fatica si riesce a stare dietro a giovani viziati convinti di essere al centro del mondo. Per fortuna che in alternativa ci sono giovani impegnati, intelligenti che non sono competitivi, che sono umili e studiosi e a loro si deve guardare come modello.

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"L'equilibrista con la stella" dal 23 Maggio su Amazon Prime Video

"L'equilibrista con la stella" dal 23 Maggio su Amazon Prime Video

La The Palma Movie ha annunciato l'uscita in Italia del film "L'equilibrista con la stella". Il film è stato diretto da Davide Campagna, il quarto regista più giovane del mondo e il più giovane in assoluto ad aver diretto un film sulla Shoah e ad aver ricevuto la qualifica di film d'Essai. Nel film, ambientato durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, una giovane ragazza ebrea si innamora di un clown, il quale la nasconde nel suo circo e inizia a farla esibire come equilibrista, per farla sfuggire alle persecuzioni naziste. Nel cast Angelo Maggi, famosissima voce di Iron man, Tom Hanks e Gary Oldman. Inoltre nel film vedremo Zahira Berrezouga, famosa per aver interpretato la Strega Varana ne La Melevisione e lo stesso Davide Campagna. Il film uscirà su Amazon Prime Video il 23 Maggio 2022.

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Due conversazioni sulla Rivolta di Reggio del ‘70 organizzate dal Circolo Culturale "L'Agor

Due conversazioni sulla Rivolta di Reggio del ‘70 organizzate dal Circolo Culturale "L'Agor

Il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza un nuovo incontro da remoto inerente alla rivolta di Reggio Calabria del 1970. Il 14 luglio di cinquantuno anni fa, a Reggio Calabria, esplode una violenta rivolta popolare. Ad innescarla è la decisione di stabilire Catanzaro la sede dell’Assemblea Regionale a Catanzaro. Il rapporto alla Città da parte del Sindaco Piero Battaglia, l’occupazione della Stazione Centrale, la violenta reazione da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti, il primo caduto nel corso della seconda giornata di sciopero cittadino caratterizzata da durissimi scontri tra scioperanti e forze dell’ordine. In diversi punti della Città spuntano le barricate che paralizzano Reggio Calabria. Cariche della polizia, gas lacrimogeni, lancio di pietre, colpi di arma da fuoco, il primo caduto nella seconda giornata di sciopero, e sulle cui cause ancora vi sono molti interrogativi.In diversi punti della Città spuntano le barricate che paralizzano Reggio Calabria. Cariche della polizia, gas lacrimogeni, lancio di pietre, colpi di arma da fuoco, il primo caduto nella seconda giornata di sciopero, e sulle cui cause ancora vi sono diverse zone d’ombra e tanti interrogativi. Un territorio che diventò teatro di durissimi scontri tra civili, di ogni estrazione sociale e partitica, e lo Stato. La rivolta di Reggio rappresenta la ribellione urbana più lunga che la storia della nostra repubblica ricordi, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine. E proprio da queste cifre i prossimi due incontri (20 e 27 maggio) organizzati dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “Sulle strade della Rivolta”. Nel corso delle due conversazioni, saranno ricordati i vari accadimenti, fatti e personaggi, lungo il percorso di un confronto tra le vie cittadine che furono teatro della ribellione urbana più lunga che la storia della nostra repubblica ricordi, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine. Da queste cifre il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza la prima iniziativa che nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 20 maggio.

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