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STILE DI VITA

Ci sono genitori che lasciano completamente indipendenti i propri figli. E’ ormai di moda lasciare a se stessi i figli, lasciare che sbaglino, che si rompano la testa da soli senza una specifica guida. In nome della libertà è divenuto un comportamento popolare lasciare i figli giocare liberamente anche se distruggono il giardino dei vicini, e magari non si chiede neppure scusa. I bambini hanno tutto, giocattoli di moda, caramelle, cioccolatini, burattini, macchine, ecc. nessuno si accorge che i bambini giocano alla guerra con attrezzature in stile militare. Tutto rientra nella normalità, come educare alla guerra come un fatto comune. I bambini spesso discriminano ragazzini grassi, storpi, negri, bassi ma nessuno interviene, parla, educa, riprende. Le insegnanti stesse per quieto vivere, per non litigare con i genitori, fingono di non vedere e sentire e intanto si alimenta l’odio razziale, sociale. Si discriminano bambini poveri, soli, tristi senza risorse. Nessuno vuole giocare con loro perché non hanno certi tipi di giocattoli in casa. Molti bimbi poveri sono isolati, allontanati con commenti sarcastici. Non hanno certi poster, non indossano sandali firmati ma banali scarpe di plastica. I genitori ignorano tutto dei figli, non sanno chi frequentano, dove vanno nel tempo libero, quali discoteche frequentano, dove si radunano, in quali palestre sono segnati, dove vanno in vacanza. Alcuni non sanno che i figli si preparano a vivere all’estero, a convivere, non conoscono i loro gusti, le loro aspirazioni. Molti genitori non sanno dove lavorano i propri figli se fanno carriera, se fanno straordinari. Molti non sanno se i figli vanno d’accordo fra di loro, se hanno smesso di parlarsi. I figli non vengono tenuti d’occhio. Poi quando accadono delle disgrazie i genitori cadono dalle nuvole, si mostrano stupefatti e impotenti. Ammettono a bassa voce di non sapere che la figlia frequentava un boss e altre cose. Il dolore poi per certe scomparse è lancinante ed eterno. La libertà è importante ma il disinteresse può essere nocivo. I genitori devono manifestare delle curiosità nei confronti degli stili di vita dei figli e possono volendo anche suggerire e consigliare. In fondo hanno più esperienza, e l’esperienza di vita non può essere guardata con sospetto.

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L'antica estetica orientale fa innamorare l'occidente

L'antica estetica orientale fa innamorare l'occidente

Mehndi, mandala, hennè, filo arabo, sugaring... tutti termini che fino a pochi anni fa richiamavano un'atmosfera orientale, arabeggiante, esotica e lontana, ma che negli ultimi tempi iniziano a spopolare, divenendo di particolare tendenza a iniziare tra le dive di Hollywood fino alla più vicina nostra amica particolarmente attenta alle nuove mode e ai nuovi trend. L'hennè è una pasta naturale tratta dalla polvere di lawsonia Inermis, una pianta diffusa in India, Pakistan, Marocco. Mediante l'hennè si può colorare la pelle e/o capelli e peli, ed è qui che la fantasia umana trova spazio. L'hennè infatti si presta facilmente per tatoo semipermenenti (della durata di qualche settimana), ideali quindi sia per un effetto makeup semipermanente sulle sopracciglia, donandole un effetto più pieno, preciso e definito, oppure, come da tradizione indiana, per decorare la pelle con particolari disegni. I tipici disegni delle spose indiane, Mehndi e Mandala (che in Italia spopolavano già in spiaggia nei tardi anni '90) ben si adattano a chi vuole sfoggiare disegni e decorazioni raffinate su mani, polsi, caviglie ecc, senza la paura di stufarsi dopo poco tempo. La cultura orientale si fonde quindi con il concetto di glamour occidentale in un mix di tradizione e fascino, complessità e semplicità, racchiusi in decorazioni con un'antica pasta (l'hennè) che profuma di olii essenziali alla lavanda, cocco, mandorle, jojoba. Ma l'exploit orientale non può non coinvolgere anche le tecniche epilatorie, semplici, naturali ed efficaci: niente striscie epilatorie, spatole o pinzette ma pasta di zucchero (sugaring) e un filo di seta... La pasta di zucchero, la famosa ceretta araba o sugaring, è un composto naturale a base di miele e zucchero con l'aggiunta di alcuni olii. In Italia ha preso particolarmente piede una variante, l'Oro di Cleopatra, una particolare pasta la cui ricetta veniva utilizzata fin dai tempi dell'antica regina d'Egitto, rimodernata ed adattata secondo le necessità attuali, in grado, oltre che rimuovere peli e peluria, anche di idratare ed esfoliare la pelle donandole un'aspetto setoso. Chi l'ha provata assicura relax e non dolore (esatto, relax durante una ceretta) in quanto la stesura della pasta è accompagnata da movimenti simili a massaggi, in grado di stimolare la circolazione, il ricambio cellulare e il drenaggio dei liquidi. Ciò che ne scaturisce è un trattamento completo, in grado di massaggiare, epilare, esfoliare, idratare: un vero e proprio trattamento da regina! Abbinata alla sugaring (o Oro di Cleopatra) vi è anche il filo arabo, una tecnica di epilazione che tramite l'utilizzo di un filo di seta o cotone, permette una rimozione dei peli precisa senza l'utilizzo di altro che non il filo e i movimenti a esso dedicati. Niente irritazioni, arrossamenti o bruciature, ma pelle setosa, luminosa e liscia. La nostra società trova quindi, nel settore dell'estetica orientale, un'enorme bacino multiculturale da cui attingere tecniche e conoscenze in grado di arricchire il classico concetto di bellezza. Uscire il sabato con un delicato mehndi sulle mani, uno sguardo sempre in ordine grazie all'hennè alle sopracciglia, epilate mediante filo arabo, la pelle lucente e idratata grazie all'Oro di Cleopatra, è ormai la quotidianità. Siamo davanti a un mix di trend in continua crescita, con un'essenza orientale, che porta ad esplorare ed esser aperti, volenti o nolenti, a culture un tempo distanti, ma che oggi iniziano a far parte di noi, e di conseguenza della nostra cultura. La modernità occidentale e gli antichi segreti d'oriente si amalgano, trovando nuove soluzioni, innovazione, novità, elementi alla base della moda e del fashion. E tu hai già provato qualcuno di questi trattamenti? Se stai cercando chi si occupi di mehndi, hennè, filo arabo, sugaring ecc a Cagliari o dintorni puoi chiedere maggiori info presso Sabrina Pintus - Lash & Brow Specialistr sabrinapintuslbs.com

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Come un Topper coprimaterasso può migliorare la tua vita e farti risparmiare

Come un Topper coprimaterasso può migliorare la tua vita e farti risparmiare

Pharmaflex lancia degli innovativi topper ortopedici a doppia densità Made in Italy Le quasi totalità della popolazione, si sa, passa la maggior parte della giornata stando molte ore in piedi, seduta o davanti ad un pc, magari con postazioni non adeguate. Si riscontra quindi una tendenza ad assumere delle posture che, a lungo andare, vanno ad incrementare il numero già elevato delle persone che soffrono di sintomatologie dolorose a carico di schiena e collo. Per far fronte a questi fastidi sempre più frequenti, un ruolo cruciale è giocato dalla qualità del riposo notturno, dato che questi possono ripresentarsi ogni giorno fin dal risveglio. Scegliere il giusto dispositivo per dormire può di fare la differenza Utilizzare un supporto, che consenta di mantenere una posizione corretta durante la notte, può contribuire efficacemente a risolvere dolori e fastidi, consentendo un risparmio sulle terapie manuali e migliorando la qualità del sonno, con un impatto positivo sulla vita quotidiana. Ma che succede se in casa si sta utilizzando un materasso vecchio o sbagliato, e non si ha la disponibilità economica per cambiarlo? Proprio per far fronte a queste necessità è possibile utilizzare un topper coprimaterasso. Cosa sono i Topper Coprimaterasso I topper sono dei coprimaterasso imbottiti, più o meno spessi, da stendere sul proprio letto per migliorarne la consistenza. Ancora non conosciuti da tutti, stanno diventando sempre più diffusi nelle case italiane: i consumatori li preferiscono infatti ad un cambio di materasso, proprio perchè considerati una soluzione pratica, economica e funzionale. I topper sono quindi capaci di sopperire alle mancanze di un materasso usurato o dalla consistenza non piacevole ma, proprio come un materasso standard, i modelli comuni non sono in grado di porre rimedio alle problematiche che interessano la colonna vertebrale. Per avere un riposo di qualità è importante scegliere il giusto dispositivo per dormire, che permetta di fare la differenza, migliorando la vita diurna. Per soddisfare queste esigenze nascono i topper ortopedici, dispositivi medici progettati per fornire supporto alle articolazioni e consentire il giusto riposo a chi presenta problematiche di tipo fisiatrico,  consentendo di risolvere il problema in maniera naturale mentre si sta dormendo.  I Topper ortopedici di Pharmaflex Pharmaflex, azienda Italiana nota per i suoi innovatici cuscini ortopedici, in grado di risolvere a diverse sintomatologie quali Cervicalgia, Reflusso Gastrico e Plagiocefalia, ha ora lanciato un modello di Topper Materasso Ortopedico che ha già riscosso ottimi consensi nelle recensioni degli specialisti del settore. Come tutti i prodotti del marchio, il Topper Materasso di Pharmaflex è un prodotto innovativo che incorpora tecnologie avanzate, disegnato e testato per aiutare a risolvere tutti quei disturbi della colonna che causano dolori a schiena e collo. Il topper di Pharmaflex agisce assicurando che la colonna vertebrale sia allineata correttamente, mantenendo il corretto distanziamento delle vertebre per evitarne la compressione, responsabile della maggior parte dei sintomi del mal di schiena, con un sollievo immediato. Come per i cuscini Pharmaflex, alla base del topper c’è la tecnologia AirCell, l’evoluzione del Memory Foam: un materiale traspirante con una speciale formula a cellule aperte completamente permeabile all’aria, rinfrescante e piacevole anche nei mesi estivi. Grazie ad AirCell, inoltre, il topper materasso si adatta in maniera ancora più rapida agli spostamenti del corpo rispetto ai topper memory standard, assicurando il massimo comfort in ogni posizione, ma senza deformarsi nel tempo. Le tecnologie che rendono il Topper Ortopedico di Pharmaflex unico sono: 7 differenti zone di supporto specifiche per le diverse zone del corpo; 2 strati a densità variabile, con duplice azione decontratturante e di decompressione; Un’altezza più alta della media di mercato: ben 8cm; La disponibilità in più misure: singolo, una piazza e mezza, matrimoniale e, a richiesta, su misura; Il certificato di Dispositivo Medico di Classe-1 Come funzionano gli strati a diversa densità La sua stratificazione a base di poliuretano a densità variabile permette al Topper letto di Pharmaflex di assolvere a due compiti: Decontrazione muscolare: distribuisce il peso del corpo uniformemente, riducendo i punti di pressione e rilassando la muscolatura. Decompressione vertebrale: favorisce il corretto distanziamento tra le vertebre dorsali e lombari, evitandone lo schiacciamento. Le 7 zone di supporto Il topper presenta una struttura a onde di dimensioni specifiche, per fornire un perfetto allineamento di ogni parte del corpo: •    Testa e collo •    Spalle •    Colonna Vertebrale •    Bacino •    Gambe •    Ginocchia •    Piedi La Cover in Fibra di Carbonio Come tutti i prodotti Pharmaflex, anche il topper ortopedico viene accompagnato da una cover in fibra di carbonio in grado di scaricare le cariche elettromagnetiche accumulate durante il giorno, oltre a essere antibatterica, antiallergica e antivirale. Come Provare Pharmaflex Topper Materasso Ortopedico Il topper Pharmaflex viene venduto online e in alcune farmacie sul territorio. Essendo l’azienda consapevole di quanto un prodotto del genere vada “testato” dalle persone, ripropone la sua formula vincente: la possibilità di provarlo per 30 giorni con reso gratuito e ritiro a casa, oltre a una garanzia di 2 anni per dare la massima tranquillità ai clienti.  Il sonno rappresenta il 30% della vita di una persona e influenza significativamente il resto della giornata. L’intuizione dei prodotti Pharmaflex è quella di andare a risolvere diverse sintomatologie dolorose in maniera naturale mentre mentre si sta dormendo, evitando la sostituzione dell’intero materasso ed il ricorso alle terapie, consentendo di far ritrovare uil riposo perfetto anche alle persone che ormai non si ricordavano più com’era. Per Maggiori Informazioni potete visitare la pagina prodotto pharmaflex.com/products/pharmaflex-topper

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“MR. STEVE JOHNSON”: DALLA TEORIA ALLA PRATICA NELLA SCELTA DEI FARMACI ANTI OBESITA’ PER NON RISCHIA

“MR. STEVE JOHNSON”: DALLA TEORIA ALLA PRATICA NELLA SCELTA DEI FARMACI ANTI OBESITA’ PER NON RISCHIA

Nel secondo post dedicato all’argomento (ilgeneegoista.blogspot.com/2022/07/mr-steve-johnson-e-decenni-di-pillole.html) ho sottolineato come “per un lungo periodo di tempo, investire in questo settore è stato considerato dalle aziende farmaceutiche un azzardo, tenendo conto anche del fatto che, per tutto quanto riassunto in breve prima, l’asticella normativa per l’approvazione dei farmaci dimagranti, è stata alzata di parecchio” - anche perché - “Oggi, oltre a dover dimostrare una significativa efficacia per l’indicazione proposta unita al mantenimento per un anno di una perdita di peso pari al 5-10% del peso iniziale, vengono anche richiesti dall’FDA gli studi a lungo termine incentrati su sicurezza e tollerabilità.” Ma le cose cambiano e le occasioni, se non mancano, devono essere afferrate al volo, per cui... Il post integrale può essere letto ai seguenti link. ilgeneegoista.blogspot.com/2022/08/mr-steve-johnson-dalla-teoria-alla_3.html facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02u6BJyqXnUqZ3uBYvFkfxbE6Akrx7yjLT2b9GZuqMELBbKqKRwXGFMjv4Uz9bg6P1l&id=108135868541738

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Vetro e carta alle stelle. Così anche il vino in bottiglia costa di più

Vetro e carta alle stelle. Così anche il vino in bottiglia costa di più

Amari calici. A vanificare il rialzo record del 2021 (+13 per cento) dell’export di vino italiano, si sono messi di traverso vetri e cartoni, ferro e carburante alle stelle. Una lista indigesta che rischia di far saltare il tappo anche al mercato interno. Mercato che ha superato i 2,8 miliardi di euro per quanto riguarda le vendite nella grande distribuzione, con gli spumanti in crescita del 18,4 per cento. «La situazione è molto complicata, sia per la guerra in corso sia per i continui aumenti dei costi energetici che si riflettono su produzione e trasporto. Ma anche sulla capacità di spesa dei consumatori, sempre più intaccata», spiega Micaela Pallini, presidente Federvini. «A questo si aggiunge la difficoltà di reperire materia prima come vetro e carta fondamentale per commercializzare il vino. L’Ucraina, per esempio, è un anello importante di questa filiera e, con le fabbriche chiuse, sono venuti a mancare i rifornimenti di bottiglie e di alluminio. Se all’inizio dell’anno gli aumenti per il consumatore finale erano quantificati nell’ordine del 3/5 per cento, ormai un ulteriore rialzo dei listini sembra inevitabile». A fronte di questa situazione, c’è il rischio che le imprese da Nord a Sud non potranno più accettare ordini. Secondo uno studio Censis-Alleanza cooperative agroalimentari i conti extra dovuti ai rincari hanno superato 1,1 miliardi di euro: il conflitto avrebbe già cancellato qualcosa come 212 milioni di esportazioni verso i Paesi coinvolti. Inoltre, le cooperative vinicole sottolineano che, l’aumento dei costi pari a circa 1.124 milioni di euro, si tradurrà in un ulteriore carico sulla redditività delle imprese. Con inevitabile erosione dei margini e diminuzione di quella capacità competitiva che ha sempre caratterizzato il vino italiano sui mercati internazionali. Come stanno reagendo i produttori di fronte a questa emergenza che non ha a che fare con siccità o alte temperature? «Gli aumenti di vetro, cartone, legno per le pedane sono partiti fin da giugno 2021 ma i contraccolpi si sono sentiti relativamente perché la stagione estiva è andata bene grazie alla riapertura delle attività di ristorazione e ai turisti interni e stranieri», racconta Enrico Coser che, con i genitori e il fratello porta avanti Ronco dei Tassi, cantina friulana d’eccellenza sul limitare del Parco nazionale di Plessiva. Una proprietà di 50 ettari di cui 23 a vigneto, con spiccata vocazione per i bianchi: dal Fosarin alla Malvasia, dal Pinot Grigio al Sauvignon. «Per quanto riguarda il vetro, ci riforniamo come tanti da multinazionali che producono anche in Ucraina. Nella nostra regione stanno realizzando una vetreria ma ci vorranno almeno due anni. A fronte di prezzi raddoppiati, ci siamo organizzati scegliendo bottiglie sostenibili ovvero più leggere e cartone meno spesso ma che protegge ugualmente. Inoltre chiediamo ai clienti di fare ordini più consistenti per risparmiare sul trasporto. Ad oggi, il prodotto finale è aumentato del 7 per cento». Dal Friuli alla Franciacorta, dove Fabio Lantieri dell’omonima cantina bresciana sciorina dati non troppo rassicuranti: «Le gabbiette per i tappi costano il 20 per cento in più, il cartone per le scatole il 35 per cento, le etichette il 10 per cento. Non parliamo dei pali per le vigne: oggi impiantare un vigneto richiede un investimento quasi doppio», dice Lantieri che imbottiglia Cuvée Brut pluripremiati, destinati all’ho.re.ca (hotel, ristoranti e cafè). «Si è innescato un meccanismo speculativo con aumenti a pioggia che hanno interessato tutti i comparti». Come correre ai ripari? «Da anni la nostra azienda ha scelto la coltivazione biologica integrale di tutte le uve, una consistente riduzione di emissioni CO2 nell’atmosfera grazie all’impiego di fonti rinnovabili, il recupero dell’acqua piovana. Produciamo in casa il 40 per cento del fabbisogno energetico. Ma non siamo indipendenti», chiosa Lantieri, le cui etichette hanno avuto ritocchi intorno al 6/7 per cento. Saranno le bottiglie da spumante a pesare di più, e non solo in senso materiale, sui bilanci delle aziende vinicole della penisola. «Il costo del vetro, dal primo aprile, ha segnato incrementi del 15 per cento e, per l’anno in corso, i produttori non garantiscono i volumi necessari», spiega Giancarlo Moretti Polegato, imprenditore veneto che con il marchio Villa Sandi è diventato il big dei tre Prosecchi: Doc, Conegliano Valdobbiadene e Asolo. «Investiamo sull’aggiornamento tecnologico 4.0, sui nostri terreni scorre un canale che alimenta la centrale idroelettrica e permette di coprire il 50 per cento del fabbisogno, abbiamo installato pannelli fotovoltaici sui tetti dei magazzini. Per quanto riguarda i trasporti, in Italia sono su gomma e a nostre spese mentre per i mercati esteri (che rappresentano il 70 per cento del fatturato, 121 milioni di euro nel 2021, in crescita del 30 per cento sul 2020, ndr) i container sono gestiti dai clienti», aggiunge Moretti Polegato che, in totale, fa stappare nel mondo circa 30 milioni di bottiglie l’anno divise fra le etichette La Gioiosa e Villa Sandi. «Mai come ora bisogna giocare d’anticipo e stipulare contratti per le forniture di materie prime: abbiamo ordinato 30 milioni di bottiglie ma non sono ancora in magazzino dato che in Ucraina hanno chiuso due grosse vetrerie. Così siamo costretti a riprogrammare tutto», racconta Valentino Sciotti, ceo di Fantini Group che, dal quartier generale di Ortona in Abruzzo, riunisce dodici realtà enologiche del Sud e Centro Italia ed esporta ai quattro angoli del globo: dalla Germania all’Olanda, dal Canada al Giappone. «Bisogna scegliere a chi consegnare e a chi no? Sarebbe come scegliere fra due figli. Senza contare che, a seguito delle sanzioni, ci sarà anche un problema di incassi. A gennaio i nostri vini sono aumentati del 10 per cento. Ma la situazione è in continua evoluzione», sottolinea Sciotti. Che guarda con preoccupazione all’approvvigionamento dei tappi per le bottiglie. «Ne usiamo di vari tipi e attualmente i più difficili da reperire sono quelli di alluminio per cui occorrono sei o sette mesi di attesa. Il maggiore produttore ha sede in Piemonte. Abbiamo lanciato sul mercato una bottiglia dal design innovativo, battezzata Sensuale, a marchio Vigneti Zabù con cantina a Sambuca di Sicilia: un bianco e un rosato. Partiamo con circa 40 mila bottiglie. Qui la scelta del tappo è caduta sul vetro e sulla nuova tecnologia Vinolok: certificato, a chiusura ermetica, con protezione dall’ossigeno esterno per non disperdere le caratteristiche del prodotto. Ebbene, stiamo chiedendo ai clienti di rinviare gli ordini proprio per la carenza di vetro». Fonte: [espresso.repubblica.it/economia/2022/06/27/news/vino_in_bottiglia_costi-355623518/]

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Il bottone sardo, tesoro tradizionale della dea Tanit

Il bottone sardo, tesoro tradizionale della dea Tanit

La tradizione sarda ci ha abituato a capolavori unici, che coinvolgono tanto il settore tessile come quello artigianale. Non è infatti difficile ammirare favolosi abiti, popolari ma allo stesso tempo lussuosi, pieni di ricami, velluti, broccati su ogni dettaglio e spesso adornati da gioielli e monili particolari e preziosi, ciascuno con un significato proprio e con una storia da raccontare. ​ Un esempio di questo sono sicuramente i su coccu scaccia malocchio e il chiamaangeli, e in generale tutti i gioielli in filigrana artigianali, per i quali abbiamo già dedicato degli articoli e che ti consigliamo di leggere. ​ Un altro pezzo unico della tradizione sarda, che ci colpisce subito per la sua leggerezza e la sua eleganza è il caratteristico bottone sardo. Si tratta di uno dei gioielli più rappresentativi della cultura orafa sarda, prevalentemente utilizzato per chiudere il collo delle camicie e delle giubbe femminili o adornare le maniche delle stesse, così da formare “sa buttonera”; ovviamente un altro uso è quello di semplice spilla o ciondolo decorativo. Anticamente aiutava a definire anche lo status sociale della persona che lo indossava o della sua familia, attraverso il materiale utilizzato, la sua grandeza e il suo numero (due per chiudere il collo delle camicie maschili e da sette a dodici per quello femminile). Scopri di più: gioiasarda.com/bottone-sardo

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Sessantotto Village! Ancora musica e spettacolo

Sessantotto Village! Ancora musica e spettacolo

Al via gli appuntamenti dell’ultima settimana Ridendo e scherzando, è il caso di dire, siamo giunti alla settimana conclusiva della manifestazione musicale e di spettacolo “Sessantotto Village”. Questa prima settimana di Agosto sarà quella di chiusura dell’evento, che quest’anno ha registrato più che mai numeri importanti per affluenza e gradimento di pubblico. La programmazione ha portato in scena cantanti, cover band rinomate, jazzisti e i più famosi cabarettisti del momento.
; Protagonista di queste ultime serate sempre la grande musica di qualità: si comincia martedì 2 Agosto con la Freestyle Orchestra che presenta “Futura” – Omaggio a Lucio Dalla. Sul palco la formazione che vede protagonisti Emma Re (voce), Anna Rollando (viola), Roberta Golisciani (pianoforte), Claire Briand (violoncello), Danilo Raponi (sassofono), Fabio Tortora (basso), Roberta Plamigiani(violino) e Fabio Giandon (batteria). Vengono riproposti i migliori e più famosi brani della produzione di Dalla, con cenni personali e di rivisitazione anche nei brani storici più lenti ed emozionali. Mercoledì 3 saranno in scena i “Backroads Project”, quintetto strumentale guidato dal musicista Alberto Lattuada. Il gruppo presenta un repertorio di musica jazz elettrica degli anni ’80 (Bob Berg, Mike Stern Band, Chick Corea Electric Band, Steps Ahead...) rivisitata in chiave moderna. Questa sarà anche l’occasione per presentare il primo album di composizioni originali, “Waiting Times”, fatta eccezione per l’omaggio al chitarrista Mike Stern per il brano “After You”. Giovedì 4 uno degli appuntamenti più attesi con i “Moon Head” – Pink Floyd Tribute Band che ci porteranno nelle famose atmosfere psichedeliche di uno dei gruppi più cult del mondo. Marco Tribuzio (voce e chitarra), Luca Mancini (voce e basso), Daniele Trevisiol ( voce e tastiere) e Fabrizio Boccardelli (batteria) interpretano passione e professionalità musicale le straordinarie composizioni del gruppo britannico. Se vi aspettate di sentire tutti i classici del repertorio floydiano, vi sbagliate; i quattro musicisti propongono un repertorio particolare, fatto di brani intensi, di suites, di psichedelia, di energia grezza, di brani poco conosciuti al grande pubblico, di capolavori immortali con una scaletta mai uguale in ogni show. Partecipare ad un loro concerto significa immergersi visivamente ed acusticamente in quel mondo floydiano onirico, con la loro caratteristica di offrire al pubblico delle novità nell’interpretazione dei brani. Tutt’altra musica ci aspetta Venerdì 5 con l’energico rock nostrano dei “Rock Sotto Assedio” – Vasco Rossi Tribute Band. Il gruppo si forma nel 2003 ed ha visto avvicendarsi negli anni diversi musicisti, anche di fama internazionale. Ad oggi la formazione vede presenti Mirko Renda (voce), Luigi La Rocca (chitarra), Stefano Ciotola (chitarra solista), Francesco Barberini (basso e cori), Claudio Catanzani (tastiere) e Marco Lombardo (batteria).  Nei loro concerti danno vita a delle vere e proprie performances e sono capaci di ricreare così fedelmente il sound del mitico Blasco da disorientare anche l’orecchio dei fedelissimi del rocker di Zocca. La band rappresenta uno tra i più interessanti gruppi nel panorama delle cover band nazionali. Le ultime due serate di sabato e domenica chiuderanno questa edizione con un finale ad alto tasso di energia e dance!Sabato 6 vanno in scena i “Rockssetti Inc.”, band formata da Gianni Sgarano (voce), Marco Rossetti (chitarra elettrica), Paolo Castellani (keyboards & vocals), Fabrizio Ninja Ruggiero (bass & vocals) e Matteo Rossetti (batteria). Tutti i classici del rock italiano ed internazionale riproposti con una personale interpretazione allegra ed energica. Domenica 7 gran finale con la band “Figli delle Stelle 2.0” – Dance anni ’70! In attività dal ‘95, la band ha alle spalle più di 2500 esibizioni live tra le quali una trasmissione Rai, per Radio Rock nello storico Teatro Palladium a Roma e al mitico Piper. Si sono esibiti in numerosissimi locali, con altrettante trasferte in tutta Italia, facendo ballare e scatenare migliaia di persone con un repertorio che comprende tutti i brani più famosi della Disco Anni ‘70 (Gloria Gaynor, Diana Ross, KC & The Sunshine Band, Boney M., Bee Gees, Santa Esmeralda, Village People, Delegation, ecc.). La formazione attuale è composta da Francesca Favorini (voce solista), Cecilia Leccese (voce solista/corista), Roberto Sbriccoli (chitarra), Stefano Di Natale (batteria), Marco Poverini (basso) e Orlando Salvitti (tastiera). Una rivista musicale inglese li ha classificati tra le migliori band italiane di dance anni ’70! W il rock e la musica del Sessantotto Village! Ingresso gratuito - Inizio concerti ore 21:00 Il programma completo e gli aggiornamenti della manifestazione saranno consultabili sul sito sessantottovillage.it e sui canali social Facebook e Instagram # “Sessantotto Village” Isabel Zolli Promotion Agency Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

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ITALIA : la terra dei bonus

ITALIA : la terra dei bonus

Il bonus come salvatore della patria economica del nostro paese. Ad oggi siamo arrivati a 35 gli incentivi per smuovere la nostra economia, che tra covid e guerre è stata messa a dura prova. Ma ci si chiede , è la giusta via per la ripresa, o è l’ennesimo palliativo che poi inesorabilmente peserà nelle tasche dell’intera collettività?..e... ciaovecio64.altervista.org/italia-la-terra-dei-bonus/

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2 agosto 1980 – 2 agosto 2022: la storia dimenticata di AntonioFrancesco Lascala: il reggino morto ne

2 agosto 1980 – 2 agosto 2022: la storia dimenticata di AntonioFrancesco Lascala: il reggino morto ne

Martedì 2 agosto il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza una conversazione sulla storia dimenticata del reggino Antonio Francesco Lascala, morto nella strage di Bologna.Sono trascorsi quarantadue anni dalla strage di Bologna (2 agosto 1980, ore 10:25) dove si spensero bruscamente sogni, speranze, affetti familiari, progetti, stroncati da uno spaventoso fragore scaturito da un ordigno posto all’interno della stazione emiliana. Quel terrificante impatto causò la morte di 85 persone (orribilmente mutilate) ed oltre 200 feriti deturpati nel corpo e nell’animo. Tra le vittime dell’attentato vi era il reggino Antonio “Totò” Lascala ed a distanza di tale arco di tempo, la città di Reggio Calabria, nonostante le varie sollecitazioni, sia istituzionali, personali, associative, ancora non ha inteso dedicare uno spazio pubblico ad un concittadino vittima innocente di quella strage terroristica. Il Circolo Culturale “L’Agorà”, vuole ricordare tale figura, anche se purtroppo dimenticato nella memoria, da parte delle istituzioni locali che dovrebbero avere il preciso dovere di trasferire alle future generazioni la memoria di un crimine tanto efferato. A tal fine piace ricordare che venne inoltrata da parte del sodalizio reggino una richiesta di intitolazione di luogo pubblico al Comune di Reggio Calabria, proposta acquisita d’ufficio al prot. 125802 del 6 agosto 2018 – indirizzata al sindaco, al segretario generale, al presidente della Commissione Toponomastica, al presidente del Consiglio. A distanza di quattro anni il Circolo Culturale “L’Agorà” non ha ricevuto nessuna risposta in tal senso. “2 agosto 1980 – 2 agosto 2022: la storia dimenticata di AntonioFrancesco Lascala: il reggino morto nella strage di Bologna” è il titolo della conversazione, alla quale parteciperà in qualità di gradito ospite Ivan Tripodi, già presidente della V Circoscrizione (Rione Ferrovieri, Stadio, Gebbione). Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da martedì 2 agosto.

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Eurosostenibilità – La sostenibilità nel settore delle calzature da lavoro – L'impegno di Konsum

Borghi d'Europa propone dal 2020 un percorso informativo internazionale denominato EUROSOSTENIBILITA', che ha preso il via dal Patrocinio concesso da ESOF2020 Trieste Città Europea della Scienza a Borghi d'Europa. Le iniziative 2022 sono dedicate ai temi della sostenibilità aziendale e vengono supportate da Konsum srl di Cornuda (TV), azienda che opera nel Centro-Nord nei settori della segnaletica stradale e della commercializzazione di prodotti di antinfortunistica e pulizia. Molte sono le aziende che hanno l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale dei propri prodotti e di perseguire una strategia di economia circolare. Si sviluppano così progetti che previlegiano prodotti e processi in grado di diminuire gli impatti ambientali, dalla quasi eliminazione degli scarti al recupero e al riuso di materiali, dalla riduzione dei consumi energetici , alla compensazione della CO2 tramite specifici progetti. Nel settore delle scarpe antinfortunistiche Konsum srl realizza una selezione rigorosa, che combina la sostenibilità ambientale ed elevati standard di sicurezza. L'avanzamento delle tecnologie e la volontà di raggiungere sempre migliori risultati, hanno consentito di realizzare una calzatura antinfortunistica per lavorare nella più totale sicurezza senza però rinunciare al comfort. " Le scarpe antinfortunistiche sono una necessità per operare senza paura e a proprio agio. Vi sono delle rigorose norme di legge che tutelano i lavoratori : di conseguenza le aziende si sono impegnate a studiare soluzioni costruttive innovative, per realizzare scarpe da lavoro capaci di garantire la protezione del lavoratore, per ogni tipologia di mansione."; Il miglioramento delle tecnologie di produzione finalizzato al raggiungimento di obiettivi di sicurezza sempre più avanzati, ha permesso al settore delle calzature antinfortunistiche di fare un balzo in avanti, garantendo sicurezza e comfort. In effetti le calzature antinfortunistiche che si trovano sul mercato, sono comode e leggere, e non sfuggono al fattore estetico. Vi è in effetti una autentica somiglianza delle calzature da lavoro alle scarpe da ginnastica, tanto che potrebbero essere 'portate' anche fuori dal luogo di lavoro con un abbigliamento 'casual'. Konsum srl collabora con l'azienda Pezzol di Barletta. "Pezzol Industries è un'azienda italiana riconosciuta a livello internazionale come eccellenza " Made in Italy" nel settore delle calzature da lavoro ad uso professionale, interprete di un design innovativo, pienamente consapevole degli Standard Internazionali e delle evoluzioni normative. L'azienda rappresenta oggi uno dei marchi più prestigiosi e apprezzati nel settore delle calzature da lavoro, un marchio caratterizzato da un background e da un sapiente mix di Tradizione e di Tecnologia "interamente" Made in Italy. Noi della Pezzol Industries consideriamo l'Innovazione come il fattore chiave per migliorare costantemente il livello dei nostri prodotti; la nostra visione è quella di progettare e di "fabbricare" calzature da lavoro belle, leggere e confortevoli sempre all'avanguardia.Siamo un’azienda che progetta e produce calzature di qualità per il mondo del lavoro. Pezzol crede nel modello industriale italiano che sviluppa design e innovazione combinata a processi industriali avanzati ed eco-sostenibili. Fondiamo il nostro lavoro sulla passione e sul coraggio. Sulla forza e lo sviluppo delle nostre competenze. Crediamo nelle partnership a lungo termine con i Clienti che hanno fiducia nel nostro Prodotto, offrendo costantemente loro supporto sul piano della sicurezza normativa. "

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