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Filippo Ruggieri tratta la dipendenza affettiva con il nuovo singolo “Ora ti conosco”

Filippo Ruggieri tratta la dipendenza affettiva con il nuovo singolo “Ora ti conosco”

Il brano dell’artista dal 12 aprile sugli stores digitali e nelle radio “Ora ti conosco” è il nuovo singolo del poliedrico artista e cantautore Filippo Ruggieri, sui principali stores digitali e dal 12 aprile anche nelle radio in promozione nazionale. Produzione impeccabile ed originale, dagli arrangiamenti attuali e di tendenza e dalla forte ispirazione Indie, che evidenziano la personalità dell’artista, figlia di una maturità artistica raggiunta a pieni voti. Dolcezza e delicatezza nell’interpretazione, sentita e autentica di Filippo, che dona al tutto un forte impatto emotivo. Melodie vincenti e ben strutturate su cui scivolano i versi che entrano in testa sin dal primo ascolto, destinati a rimanerci. La dipendenza affettiva è il tema di questo nuovo brano di Filippo Ruggieri che sembra proseguire una strada sempre più lontana dal rap e che lo vede affermarsi ormai come cantante Indie d'autore. L'amore è raro, l'onestà intellettuale scomoda e la paura è la vera padrona dei sentimenti dei giovani, per questo motivo “Ora ti conosco” è un anthem alla vera libertà, una benedizione che tende ad assolvere chi si aggancia ancora a un passato che è passato, ponendo un freno alla volontà di gettarsi nel piacere momentaneo con la certezza di soccombere di lì a poco. Un testo che probabilmente merita più di un ascolto per essere compreso a pieno, che parte dalla dinamica del ricatto emotivo e del senso di colpa, ma dove emerge il desiderio di essere lasciati in pace da ciò che non ci appartiene, lasciando spazio alla tenerezza e alla consapevolezza. Ascolta il brano open.spotify.com/intl-it/artist/4jE09teBJPbsJV4LlAt4kv Una provocazione finale "Vuoi l'amore, ma d'amore ti senti all'altezza?", un concetto che appare razionalmente sdoganato ormai (ma forse neanche troppo) ma che necessita di essere compreso emotivamente, per questo la scelta di esprimerlo in musica, dice Ruggieri che non è nuovo a certe tematiche nel suo Monologato Podcast, perché arrivare attraverso una melodia è un modo più efficace e diretto per toccare le corde del cuore. Storia dell’artista direzione816.wixsite.com/servicepromo/filipporuggieribio

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Realbaby: cuore e street life in "Chiara"

Realbaby: cuore e street life in "Chiara"

Realbaby, il rapper della periferia sud di Roma classe 2002, torna sulle scene con il suo nuovo singolo, “Chiara”. Il brano, che arriva dopo il successo del romanticismo dolceamaro espresso in "Amore & Odio", segna un ulteriore passo avanti nel suo percorso artistico, caratterizzato da una notevole maturità autorale e da una profondità emotiva unica. “Chiara” è un vero proprio manifesto street love, un racconto di vita e di amore dalla duplice chiave di lettura, complessa e intrigante. Realbaby confonde e affascina l'ascoltatore, utilizzando il nome di una donna per dar voce a temi universali come i sentimenti, il dolore e la redenzione. La copertina del brano riflette questa dualità, invitando il pubblico ad immergersi in un viaggio emozionale e autentico che, ad ogni play, rivela nuove sfumature e significati. Il singolo è il risultato di vecchie ruggini passate, infuse di "sporco street love” come afferma l’artista, e nasce dall’intensa e fruttuosa sinergia con il suo produttore di fiducia, Exa. Questo progetto rappresenta una direzione stilistica ben definita, caratterizzata da suoni hip hop, urban e rap, ma anche da una ricerca sonora continua. A livello umano e personale, “Chiara” è il racconto in musica della vita di Realbaby, dal bambino che era al giovane uomo che è oggi, fino a ciò che il futuro gli riserva. Il brano trasmette un mix di sensazioni, positive e negative, esperienze che segnano profondamente e vibrazioni che danno forma e temprano sogni, desideri ed obiettivi. Realbaby narra la sua verità senza nascondersi, mostrando un bambino che non c'è più, ma che continua a vivere all’interno dei suoi testi. «Mi sento diverso distratto dall'obiettivo, senti, mon amour, sono ad un bivio: o vivo io o muori tu. Dalla terra ferma ci spingiamo più su, di te non è ossessione, ma è solo una droga»: queste parole traducono il conflitto interiore dell'artista, la lotta tra la realizzazione personale e la dipendenza emotiva. La metafora della droga descrive questa dipendenza da un legame affettivo tossico e cupo, mentre il bivio rappresenta le scelte difficili che definiscono la sua vita. Con “Chiara”, Realbaby consolida il suo stile conscious ispirato ad artisti del calibro di Capo Plaza, Neima Ezza e Gunna. Questo brano è un passo significativo in un percorso che ha preso una svolta professionale circa un anno fa e che promette tante novità in arrivo. Nella strofa «Mi prendi a bene se siamo noi due, non sei una stella forse una scoperta. Semplici origami dopo una tempesta, mi ami o mi odi, non fa differenza. Fammi fuori, mirami alla testa», il rapper evidenzia la complessità delle relazioni e la vulnerabilità che ne deriva. La scoperta e gli origami simboleggiano la fragilità e la bellezza delle connessioni umane, mentre la richiesta di essere ucciso, mirando dritto alla testa, mostra il desiderio di liberarsi dalle catene di un legame che opprime anziché sprigionare il potenziale individuale e di coppia. «Con “Chiara” – spiega Realbaby - volevo raccontare una storia che fosse personale, ma allo stesso tempo che potesse parlare al cuore di tutti. È un brano che parla delle sfide e delle scelte che affrontiamo ogni giorno, delle dipendenze emotive e della necessità di trovare la nostra strada. Spero che il pubblico possa trovare una parte di sé in questa canzone e sentire la stessa connessione che ho sentito io nel crearla». “Chiara” è una testimonianza della crescita artistica e personale di Realbaby, un invito ad ascoltare e comprendere le storie che definiscono la nostra vita, le nostre esperienze e le nostre batatglie. Con produzioni impeccabili e testi di presa immediata, il giovane rapper romano continua a spingersi oltre i confini della musica urban, consolidando la sua posizione come uno degli artisti più promettenti della sua generazione.

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È ancora la velocità la leva nello sviluppo dei prodotti, secondo il report di Protolabs

È ancora la velocità la leva nello sviluppo dei prodotti, secondo il report di Protolabs

Il rapporto "Protolabs Product Development Outlook" esamina le forze che determinano il modo in cui oggi vengono portati i nuovi prodotti sul mercato e le sfide che si prospettano all’orizzonte. Rivela inoltre che la carenza di manodopera è uno dei principali ostacoli all'innovazione, oltrepassando in termini di priorità le sfide legate alla pandemia, alla carenza di materiali e all'interruzione della catena di approvvigionamento. Il rapporto, pubblicato oggi dal produttore digitale Prolotabs, sottolinea come la velocità sia fondamentale nell'attuale processo di sviluppo del prodotto, con oltre l'80% dei 767 intervistati che dichiara di essere alla ricerca di modi per essere ancora più veloci. Protolabs ha intervistato 767 ingegneri, progettisti e sviluppatori di prodotti attivi in tutte le fasi di sviluppo del prodotto, dalla prototipazione iniziale alla produzione in corso passando per la prototipazione avanzata e la produzione a breve termine. I settori rappresentati sono in prima linea nell'innovazione come l'aerospaziale, lo sviluppo di dispositivi medici e l'elettronica di consumo. Circa due terzi (65%) degli intervistati hanno citato la concorrenza come principale motivazione alla base della necessità di accelerare lo sviluppo del prodotto. I vincoli temporali sono stati citati più di ogni altra sfida che influenza lo sviluppo del prodotto durante la fase di prototipazione. Infine la qualità è stata messa in primo piano una volta che il prodotto è passato alla produzione corrente. Lo strascico della pandemia non è ancora concluso, in particolare relativamente alla carenza di materiali e all'interruzione della catena di fornitura. Quasi il 70% degli intervistati dichiara che la carenza di materiali ha avuto un effetto significativo sul raggiungimento degli obiettivi di prototipazione nell'ultimo anno. Quando è stato chiesto se la carenza di materiali avrebbe avuto lo stesso impatto nei prossimi cinque anni, solo il 33% è convinto che sarà ancora un problema. Analogamente, il 74% degli intervistati ha riferito che le interruzioni della catena di approvvigionamento hanno influito sulla produzione dell’ultimo anno; solo il 44% prevede che avranno un impatto significativo nei prossimi cinque anni. La tendenza alla diminuzione è stata prevalente in tutte le fasi di sviluppo per entrambi i temi. Gli intervistati hanno anche specificato quali fattori influiranno (o meno) sui tempi di sviluppo dei prodotti nei prossimi cinque anni, vediamoli: · L'aumento delle richieste dei clienti avrà l'impatto maggiore, secondo il 78% degli intervistati in tutte le fasi di sviluppo; · L'evoluzione del lavoro e della forza lavoro, come la carenza di manodopera e il divario di competenze, continuerà a rappresentare una sfida (65% degli intervistati); · Il 35% ha dichiarato che l'intelligenza artificiale influenzerà la velocità di sviluppo dei prodotti nei prossimi cinque anni; · Più di un terzo (37%) prevede che gli obiettivi ambientali/sostenibilità influenzeranno i tempi di sviluppo futuri. «In qualità di produttore che assiste i clienti dalla prototipazione alla produzione, abbiamo un punto di vista privilegiato da dove poter osservare quali aziende riescono a portare più velocemente che mai i propri prodotti sul mercato, mettendo in campo le nostre capacità per superare le tante sfide che lo sviluppo di prodotto deve affrontare», ha dichiarato Luca Mazzei, Strategic Growth Officer di Protolabs. «Mentre queste sfide continuano ad evolversi, siamo molto contenti di metterci al fianco di chi sviluppa prodotti spingendo il ritmo dell'innovazione oltre ciò che la maggior parte pensava fosse impossibile», conclude. Il report è disponibile al seguente link: protolabs.com/it-it/risorse/white-papers/sviluppo-di-prodotto-le-ultime-tendenze/ Protolabs Protolabs è il servizio di fabbricazione digitale più rapido e completo al mondo. Le fabbriche digitali producono pezzi in volumi medi e ridotti in pochi giorni lavorativi, mentre Protolabs Network sblocca capacità avanzate e prezzi di volume attraverso i suoi partner di produzione preventivamente selezionati. Il risultato è un'unica fonte di produzione, dalla prototipazione alla produzione, per gli sviluppatori di prodotti, gli ingegneri e i team della supply chain di tutto il mondo.

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“I Carafa e la Santa Inquisizione”

“I Carafa e la Santa Inquisizione”

Il Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, ha organizzato un incontro sul tema “I Carafa e la Santa Inquisizione”. La manifestazione, organizzata dal sodalizio culturale, ha il merito di analizzare ed accendere i riflettori su vari aspetti del periodo storico in argomento. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, ha registrato le presenze della ricercatrice toscana Elena Pierotti e di Gianni Aiello, Presidente del sodalizio organizzatore. Il primo argomento della nuova conversazione, sarà affrontato dalla gradita ospite Elena Pierotti, su “Gian Pietro Carafa il “Papa nero”. Le origini della famiglia Carafa, secondo alcuni, si fanno risalire ai Caracciolo soprannominati "Carafa", e in particolare a tale Gregorio Caracciolo, patrizio napoletano, i cui discendenti si chiamarono Caracciolo Carafa e poi solo Carafa. I Carafa furono feudatari dai tempi di re Carlo I d'Angiò, patrizi napoletani del Seggio di Nido o di Nilo, iscritti nel "Libro d'Oro della Nobiltà Napolitana". I suoi membri furono decorati dei titoli di principe, duca, marchese, conte; furono ammessi all'Ordine Gerosolimitano di Malta nel 1394, del quale divenne Gran Maestro dal 1680 al 1690 frate Gregorio Carafa dei principi di Roccella. Gian Pietro Carafa venne eletto Pontefice il 23 maggio 1555 e, durante l’arco di tempo del suo pontificato, durato 4 anni e 87 giorni, utilizzò l’istituto del Sant'Uffizio come strumento di ricatto e selezione della classe dirigente ecclesiastica. Avviando indagini e raccogliendo documentatissimi dossiers ai danni di prelati, vescovi e cardinali, anche solo lontanamente sospettati di professare dottrine eretiche, l'Inquisizione romana riuscì a bloccare l'ascesa di tutti coloro che si opponevano alla sua linea intransigente.Il secondo intervento, quello di Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”), tratterà il tema “Eresie ed altre storie nella Calabria del cinquecento”. Si tratta dello sviluppo di una serie di indagini archivistiche, a seguito dei risultati scaturiti nel corso di un progetto, al quale aveva partecipato Gianni Aiello, finalizzato ad una indagine storica, dottrinale e sociologica delle comunità religiose non cattoliche della Città di Reggio Calabria. Nel corso del suo intervento, Gianni Aiello, presenterà alcuni dati, scaturiti da pazienti ed articolate ricerche, relativi all’analisi e la consultazione di diversi testi e documenti archivistici. Si argomenterà sulla dissidenza religiosa sul territorio durante il periodo della Riforma protestante, dell’emigrazione di molti reggini che si rifugiarono a Ginevra per sfuggire alle dure repressioni di quel periodo storico. Nella pubblicazione “Storia di Reggio Calabria da' tempi primitivi sino all'anno di Cristo 1797”di Domenico Spanò Bolani, vengono narrate le vicende a riguardo l’eresia luterana che ebbe a riguardare sia alcuni familiari dell’Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria Agostino Gonzaga, sia gli attriti tra due nobili famiglie cittadine, quelle dei Monsolino e dei Malgeri. A causa di questi dissidi giunse sul territorio Pietro Antonio Pansa, definito dallo Spanò Bolani “uomo d’inflessibile austerità: il quale esaminando a tortura molti infelici, con questo atroce argomento di quel secolo molti convinse di eresia, e molti condannò a perder la vita sul rogo. Tra questi sciagurati furono quattro cittadini di Reggio, ed undici di San Lorenzo; di questi undici sette eran frati Cappuccini”.Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi, nel corso della giornata di studi organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 22 maggio.

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ANCORA OBESITA’, WEGOVY & OZEMPIC …AND SO ON.

ANCORA OBESITA’, WEGOVY & OZEMPIC …AND SO ON.

Di Wegovy (e Mr. Steve Johnson - una persona qualsiasi - :-) ) ho già scritto qualcosa qui: ilgeneegoista.blogspot.com/2022/07/mr-steve-johnson-ed-il-suo-rapporto-con.html, e qui: ilgeneegoista.blogspot.com/2022/08/mr-steve-johnson-dalla-teoria-alla_3.html. Ora proverò a farne maggiore chiarezza e quindi ricominciamo dall’inizio. Nel 2021 l’FDA approvò Wegovy, un farmaco a base di Semaglutide (2,4 mg una volta alla settimana), per il controllo cronico del peso negli adulti con obesità oppure sovrappeso con almeno una condizione a questo correlato (ad es. ipertensione, diabete di tipo 2 o ipercolesterolemia), da utilizzare in concomitanza ad una dieta ipocalorica e ad una maggiore attività fisica (fda.gov/news-events/press-announcements/fda-approves-new-drug-treatment-chronic-weight-management-first-2014), una opzione terapeutica che a differenza di quasi tutti i precedenti farmaci dimagranti funzionava davvero bene, tanto da diffondersi in poco tempo in tutto il mondo e da guadagnarsi le prime pagine di importanti testate giornalistiche (nytimes.com/2021/02/10/health/obesity-weight-loss-drug-semaglutide.html). Attualmente l’azienda produttrice Novo Nordisk commercializza due farmaci a base di Semaglutide, il Wegovy e l’Ozempic (farmaco impiegato per il trattamento del diabete di tipo 2) con la differenza che il Wegovy è distribuito ad un dosaggio più elevato. Come ho già avuto modo di scrivere, la Semaglutide è una molecola analoga ad un peptide simile all’ormone Glucagone o GLP-1 prodotto fisiologicamente dal nostro organismo. Il GLP-1 viene rilasciato, in risposta all’ingestione di cibo, nel tratto gastrointestinale e da qui invia altri segnali in diversi distretti del nostro organismo. A livello pancreatico, genera la produzione di Insulina allo scopo di ridurre i livelli di zucchero nel sangue e, dal momento che la Semaglutide mima la stessa azione, ciò costituisce il motivo per cui fu considerata efficace per curare il diabete. Al contrario di quanto molti pensano circa lo sviluppo clinico di una nuova molecola che avverrebbe al fulmicotone e senza intoppi e/o imprevisti (caxxata su cui ho avuto modo di scrivere più volte), il trattamento del diabete di tipo 2 con la Semaglutide è stato indagato per oltre un decennio e Ozempic ottenne l’autorizzazione e l’indicazione nel 2017. Già a partire dai primi studi... Il Post integrale lo potrete leggere al seguente link: ilgeneegoista.blogspot.com/2024/05/ancora-obesita-wegovy-ozempic-and-so-on.html

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Intervista alla showgirl Antonella Mosetti

Intervista alla showgirl Antonella Mosetti

Oggi siamo onorati di intervistare Antonella Mosetti, showgirl carismatica, attrice, opinionista ecc. un curriculum vasto per la sua bravura. 1) Antonella Mosetti, com’è cambiata la vita di tutti i giorni, dal dì che hai iniziato la tua carriera nel mondo dello spettacolo, con la crescita dopo tanti successi, che hanno forgiato la donna che sei oggi? “Posso dire, che sin dalla mia gioventù, quando ho iniziato il percorso dello spettacolo ho sempre tenuto la mia vita privata in prima linea rispetto all’apparire. Valori, che la mia famiglia mi ha instillato con grande amore e rispetto vivendo con essa.  La mia vita è stata molto frenetica, un matrimonio fatto da giovane, una bellissima figlia, traguardi importanti e allo stesso tempo impegnativi.  Potevo fare mille cose, ma ho rimandato per un dato periodo, il lavoro, prediligendo la famiglia, penso che sia un grande punto di forza per una persona. Nella mia vita ho cercato sempre di lavorare, dando risalto a mia figlia, quindi tutto è dipeso sempre da un connubio forte con lei, e tutt’ora anche se mia figlia ha 27 anni, li compie a settembre, ho un grande amore per lei che è al disopra di tutto”. 2) Il tuo futuro lavorativo come si sta ampliando e quali secondo te saranno i punti di forza? “Qualche anno fa, ho avuto come si suol dire un rigetto, perché dopo trent’anni che fai questo lavoro e cambia repentinamente anno dopo anno, non rispecchiando le tue aspettative, di botto  ho avuto un cambio di rotta, pensando di escogitare un approccio più fresco a livello lavorativo con varie chances su determinate piattaforme. Il tutto per potermi rigenerare, per essere più giovane con la mente, quindi sono approdata su altre piattaforme, che non sono Facebook o Instagram, ma che sono secolari come: Tik Tok, OnlyFans, tutto quello che la gente guarda con un occhio superficiale ho voluto studiarlo, e approdare in modo sereno e tranquillo su questi social. Questo modo, il mio, è per avere un rapporto più fresco, rapportandomi con i giovani, un dialogo che molte colleghe della mia età dello spettacolo non riescono ancora ad affrontare per evolversi. Cerco sempre di sviluppare nuove idee, prenderle, farle mie, quando ancora in Europa hanno poco impatto e lavorarci come una creator qui in Italia”. 3) La tua vita nei vari spettacoli, una full immersion tra: TV, film, ecc. ora c’è qualche altro sogno nel cassetto che vorresti realizzare? “Ultimamente viaggio molto, cosa che ho sempre fatto nella mia vita, che adoro. Aprire la mente a nuovi orizzonti, voglio continuare proprio a fare tutto ciò. Vorrei trasferirmi all’estero, anche se per adesso non posso ancora farlo, però un giorno chissà diventando nonna, stando più serena forse potrò cambiare l’iter della mia vita. Voglio vivere i miei anni con serenità, non essere sempre sotto la spada di Damocle, con questo doversi rapportare con i soliti schemi, perché il pubblico italiano vuole vedere sempre al massimo del livello, voglio crescere con serenità”. 4) Antonella, col tuo sorridere alla vita con discrezione, donna emancipata e solare, in questo lavoro che ti vede partecipe, oggi cosa ci puoi dire in merito? “Purtroppo, non c’è un confronto equo con l’essere chi sei e  con quello che devi apparire, anche questo aiuta, ma Antonella prima di tutto è una persona, con mille sfumature. Sanno tutti che cucino, che amo cucinare, perché ho avuto Asia molto presto, cucinavo per lei e per le amichette. Amo cucinare e amo più il pesce della carne, dicono che sono molto brava a fare: gli spaghetti classici con vongole e cozze che può sembrare semplice ma non lo è, la pasta con i peperoni, come secondo di carne mia figlia mi richiede peperoni al posto del pollo alla cacciatora, non amo fare i dolci sono più orientata sul salato, tanto che alla mattina amo più mangiare una pizzetta fatta in casa con mozzarella e alicette  piuttosto che un dolce.  Nell’ottica, oggi mi si dice: ma dai sei bella e ami anche cucinare? Sono creativa, specie in cucina, dove mi piace sperimentare, vivo da sola col mio cane, faccio cene anche da sola, per me è un culto che non tutti hanno. Sono stata sempre un po' ribelle, anticonformista, anche da bambina, accettavo non di buon grado il vestire imposto, ho lavorato molto nello studiare in modo rigido, pagandolo  poi, nelle scelte lavorative post crescita, non abbassandomi mai a nessuno. Forse lo avrei potuto fare, ma non è stato mai nella mia indole”. 5) Una bellezza senza eguali la tua Antonella, vi sono segreti nell’alimentazione, sai molte donne sono curiose…? “Guarda non ho segreti, perché mangio normalmente, bevo normalmente, anzi alcune volte mi lascio andare ai piaceri della tavola e del bere in compagnia con i miei amici. Figurati che, in passato ero astemia, ma da poco ho cominciato con una mia evoluzione a bere champagne, a cucinare e gustare la cucina appieno. Già da piccola avevo la passione per lo sport, mio nonno mi mise in mano dei pattini a rotelle già prima che io camminassi, poi crescendo ho fatto sempre palestra. Adesso per questo modo di vita sano e sportivo “vivo di rendita”, cioè con un corpo tonico.   Da un anno ho staccato questo discorso, perché avevo la testa da tutt’altra parte, quindi ho dovuto fare un po' i conti come tutte le donne, prendendomi cura di me in modo diverso, con accorgimenti col dermatologo, con qualche intervento sul mio corpo, come quando dopo aver avuto mia figlia Asia, ho fatto dei ritocchi al seno. Curare queste piccole cose per me è il minimo, ci si deve stare dietro ed è inutile come dicono tante colleghe che non correggono i segni dell’età sul corpo, il che non è vero tutte si ritoccano, non ho mai avuto un impatto tragico col mondo, cosa che mi ha sempre insegnato mio padre, un grande carattere e tutto quello che vuoi ha sempre bisogno di un aiuto. Comunque la bellezza che mostri, non può essere solo quella esteriore, ma deve essere una compensazione di quello che sei, cioè essere allineato col mondo”. 6) Cosa ti rende felice coi tuoi fans? “Sono felicissima quando mi fermano per una foto, un autografo, anche se la mia indole è di donna alquanto timida. Molta gente, mi scrive per un supporto, un consiglio, che do nel mio limite. Mi fa felice tutto ciò e anche quando scrivono cose brutte, per me tutto è motivo di crescita, di autoanalisi, cerco di avere una mente aperta e scindere il bene dal male. Una cosa che non posso accettare, però, è se, a parlare o scrivere male di me, sono le persone a cui voglio bene...mi sembra logico!” 7) Se dovessi parlare in modo soft e sorridente di te come dipingeresti un tuo autoritratto? “Una bambina donna, estremamente sensibile, a cui non è facile stare vicino, ma è più difficile starmi lontano”. Incaricata alla distribuzione Dott.ssa Mietto Elisa Articolo e dirigente del Servizio: Ufficio Stampa e Produzioni Mp di Salvo De Vita

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Apprendimento e disturbi specifici (DSA)

Lavoro presso istituzioni scolastiche da oramai ventinove anni e mi capita, sovente, d’imbattermi in ragazzi che evidenziano difficoltà specifiche nell’ambito dell’apprendimento Continua a leggere graziellaparadisi.it/blog/salute-e-benessere/articoli/apprendimento-e-disturbi-specifici-dsa

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SCUOLE

Negli ultimi tempi proliferano corsi formativi, scuole di pensiero, incontri didattici sia in presenza che online. Gli eventi si moltiplicano in molte città italiane e straniere. Negli ultimi tempi a Torino, Bologna ma anche in Giappone, Russia, Cina ecc. si stanno diffondendo molte scuole di seduzione con docenti esperti nel settore e studiosi di psicologia. Sono corsi periodici che si possono ripetere sia di gruppo che percorsi personali a seconda delle esigenze. I corsi per entrambi i sessi aiutano a diffondere una mentalità più aperta, un atteggiamento più modesto, una fiducia in se stessi più marcata. I corsi sono sia pratici che teorici, fatti di test, di test attitudinali, di giochi, simulazioni, analisi. Si forniscono alla fine del corso attestati di partecipazione sia in formato cartaceo che digitale da scaricare da internet. Le lezioni si svolgono sia in presenza che da remoto. I temi sono quelli relativi alla comunicazione e ai rapporti interpersonali. Ci sono corsi anche per studenti. In alcuni corsi si accettano pure i giudizi espressi dai partecipanti per ottimizzare le lezioni. Si forniscono consigli sulla abilità seduttiva. In queste scuole di seduzione si impara il corteggiamento lento, l’arte amatoria e erotica. Si discute di aspettative, di contatti umani, di ascolto, di capacità di persuasione, di doti personali e psicologiche, di attrazione . I corsi sono veri pacchetti che includono pure in certi casi la cura del corpo. Si scopre cosi che le donne che piacciono di più sono quelle formose, sexy, poco litigiose, generose, poco tristi, vivaci, poco gelose, capaci di ascoltare, a tratti misteriose . Provocanti, dal carattere forte, disposte al perdono. Fisicamente sono quelle che hanno un bel fondoschiena e caviglie sottili e un piede elegante. Gli uomini che piacciono di più sono quelli galanti, gentili, pronti al confronto e al dialogo, allegri, intelligenti, capaci di complimenti, dallo sguardo intenso, altruisti, sensibili, attraenti, dal sorriso schietto, tranquilli, che hanno grinta e autostima. Nei corsi viene insegnato il rituale complesso del corteggiamento che può durare molto per verificare da presso il grado di compatibilità. Vengono spiegate le tecniche per capire l’innamoramento.

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"Jet lag": il nuovo singolo del cantautore Pierpaolo Marino

"Jet lag": il nuovo singolo del cantautore Pierpaolo Marino

“Jet lag” è il nuovo singolo del cantautore siciliano Pierpaolo Marino. Registrato e mixato da Fabio Genco con il mastering di Fabian Tormin (Platlin Mastering, Amburgo), “Jet Lag” è una canzone che si è imposta, è nata di getto, voracemente scanzonata. “Avevo già in testa la melodia e la parte di chitarra, è stato facile svilupparla, anche se è una cosa che capita di rado e quando arriva bisogna cavalcare il momento. Era da tempo che avevo in testa di scrivere qualcosa, a modo mio, sulla stanchezza dovuta agli spostamenti per via del lavoro, della mancanza di sonno, dello stress e della sensazione di ‘sballo’ naturale che ti procura questo stato, a volte bisogna prendere le cose in maniera leggera e scanzonata, forse riderci sopra e avere sempre la voglia e l’urgenza di tornare a qualcosa di familiare, di caldo e confortante, che può essere la tua casa, la tua donna, la tua famiglia e tutto ciò che per troppo tempo ti è mancato”, afferma Pierpaolo Marino. Ascolta il brano su Spotify: b-url.it/WJLpu Il brano gode delle chitarre e la voce di Marino e delle tastiere e la batteria di Fabio Genco. “Jet Lag” arriva dopo l’album ‘Senza Controllo’, il secondo nella carriera del cantautore marsalese e racchiude le ultime influenze sonore e artistiche maturate negli ultimi dieci anni. Crediti: Testo e musica di Pierpaolo Marino Tastiere e batteria di Fabio Genco Registrato e mixato da Fabio Genco Mastering di Fabian Tormin presso gli studi Platlin Mastering

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Pace: Apra ospita la Biblioteca delle Nazioni Unite di Ginevra

Pace: Apra ospita la Biblioteca delle Nazioni Unite di Ginevra

A Roma presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum un evento sulla Pace tra le Nazioni in Cristo. Al centro del convegno il più antico libro presente nella collezione della Pace della Biblioteca e degli Archivi delle Nazioni Unite di Ginevra "Fedus Christianum" (1504), tradotto di recente dal latino medievale in inglese grazie ad una donazione della Fondazione Angelini La Pace tra le Nazioni in Cristo al centro dell'evento accademico “La Biblioteca delle Nazioni Unite di Ginevra in Apra”, tenutosi il 6 maggio presso l'aula Magna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. L'occasione nasce dalla traduzione del testo "Fedus Christianum"(1504), scritto in latino medievale dal monaco tedesco Ambrosius Alantsee, il più antico presente nella collezione della Pace della Biblioteca e degli Archivi delle Nazioni Unite di Ginevra. Il libro é stato tradotto in inglese grazie ad una donazione della Fondazione Angelini e all'iniziativa del prof. Carmelo Pandolfi, docente di Filosofia medievale in Apra e consulente scientifico della stessa Fondazione. La pubblicazione è suddivisa in sei capitoli, è un testo breve la cui particolarità è nella rilegatura: un foglio in cui sono raffigurate le note musicali. In apertura dei lavori, padre Alberto Carrara, decano della Facoltà di Filosofia in Apra, prendendo spunto dalle parole dell'autore Ambrosius Alantsee "Chiunque tu sia, sarai un amante della dolce pace", ha sottolineato l'importanza del testo "quale piattaforma per il dialogo e per realizzare strategie pacifiche volte a sensibilizzare sulla cultura della pace e per la promozione di un futuro pacifico". A moderare l'incontro il prof. Carmelo Pandolfi. "Esiste una pace cattiva che disturba la vera pace - ha evidenziato Pandolfi nel riassumere il testo - come dice San Tommaso c'è pace anche in una banda di ladri, perché la pace è tranquillità fondata sull'ordine; la pace è una delle otto beatitudini, c'è una pace fraterna, c'è una pace verso il Padre, c'è la pace dentro e c'é la divisione della buona pace, fondata sul Padre, il Figlio e lo Spirito, che è un interiore atto di amore, di carità. Come diceva Sant'Agostino, il confine tra la città dell'uomo e la città di Dio passa nel cuore di ciascuno di noi. La vita è inconciliabile con ciò che toglie la vita, la vita non è conciliabile con ciò che è guerra". Al convegno sono intervenuti padre Dominic Farrell, docente di Etica in Apra, che ha illustrato la dottrina e le fonti del "Fedus christianum"; padre Eamonn ‘O Higgins, docente di Filosofia politica in Apra; Cristina Giordano, bibliotecaria responsabile servizio referenza della Biblioteca Onu di Ginevra che ha raccontato della riscoperta di un testo antico sulla pace: il "Fedus christianum" di Ambrosius Alantsee nella Biblioteca delle Nazioni Unite di Ginevra. Presente la traduttrice Nataalya Kahn, titolare di un master all’Università di Cambridge e di Ginevra, che si è soffermata sulla difficoltà della traduzione svelando l'arcano di alcune abbreviazioni. A seguire Barbara Fleith, docente di Lingua e Letteratura tedesca all’Università di Ginevra, che ha affrontato il tema delle "Strategie di marketing nel 1500" inerenti il ‘Fedus christianum’; Alberto Garcia Gomez, decano della Facoltà di Bioetica all’Apra e Chairholder Unesco Chair Bioetics and Humans Rights all’Apra-Uer, che ha parlato di "Gesù Cristo Re pacificatore, Speculum per principi di ieri e di oggi". In chiusura dei lavori, è intervenuto in collegamento l’ambasciatore David Fernandez-Puyana, osservatore permanente dell’Università delle Nazioni Unite per la pace presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, che ha approfondito il tema "Educare alla pace: l’esperienza delle Nazioni Unite". L'evento si è concluso con una visita alla Biblioteca "Papa Pio XII" dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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