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Ciad: Esercito afferma di aver ucciso 300 ribelli dopo tentativo di incursione

Ciad: Esercito afferma di aver ucciso 300 ribelli dopo tentativo di incursione

L’esercito ciadiano ha detto lunedi di aver ucciso 300 ribelli che hanno ingaggiato una grande incursione nel nord del paese otto giorni fa, aggiungendo che ha perso cinque dei suoi soldati. Un gruppo ribelle pesantemente armato ha lanciato un raid dalla sua base il Libia l’11 Aprile, lo stesso giorno nel quale l’elezione presidenziale del Chad che vedeva il presidente in carica Idriss Deby Itno pronto a estendere i suoi 30 anni di governo. https://www.guerrenelmondo.it/index.php/2021/04/20/ciad-esercito-afferma-di-aver-ucciso-300-ribelli-dopo-tentativo-di-incursione/

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Il silicone e l'ambiente

Parliamo di un argomento serio, l’ambiente! Noi di www.promobrace.it produciamo gadget in silicone e ci preoccupiamo del loro destino dopo il loro utilizzo. Vogliamo raccontarvi in maniera riassuntiva, quello che facciamo con i pezzi fallati e/o con ordini scartati dal cliente. Per cominciare: vi presentiamo i nostri vicini, lo studio "Architettura x Sostenibilità - AXS". Dai una occhiata cosa fanno Lo Studio di architettura propone idee e soluzioni specifiche per la progettazione di edifici sani e sostenibili e l’uso razionale delle energie. Progetto bioclimatico, materiali naturali, utilizzo di energie da fonti rinnovabili, finiture e arredi eco-friendly e miglior rapporto tra investimento e benefici ottenuti, sono i naturali strumenti di lavoro. Da una loro idea e progetto, accompagnata dalla nostra necessità di trovare un destino sostenibile a tale materiale, abbiamo creato una sedia ( sì, una sedia!!!). Con oltre 400 bracciali in silicone, tra bracciali inutilizzabili e pezzi raccolti dopo l'utilizzo, abbiamo dato forma ad una sedia utilizzando materiali di recupero presi dai loro cantieri, come tondini in ferro e tappi per i tondini stessi. - Un bellissimo lavoro di design che ci ha riempiti di orgoglio. -Una collaborazione nata per quasi che per gioco, con ottimi risultati. La sedia è stata presentata al pubblico per la prima volta, durante l'evento annuale "OPEN! Studi aperti in tutta Italia 2019", evento dedicato a tutti gli studi di architettura in Italia. Guarda il video della Sedia, passo a passo In seguito, lo stesso studio AXS ha creato una sorta di "pannello separé" utilizzabile come sfondo su di una parete, divisione stanza, effetto vedo non vedo per oggetti, arredo ambienti ecc. Utilizzando rigorosamente gli stessi materiali utilizzati per la sedia, con l'aggiunta di anelli di una catena per unire i bracciali. Guarda il lavoro! Inoltre, noi in ufficio abbiamo realizzato 2 pouf, acquistabili vuoti, li abbiamo riempiti di braccialetti in silicone destinati allo smaltimento. Grazie a https://www.reversible.fr/ troverete tanti articoli interessanti ed ecofriendly. Senza dubbio un oggetto di design, comodo e 100% sostenibile. L'Ambiente ringrazia! A chi non è mai capitato di ricevere un bracciale in silicone durante un evento, campagna pubblicitaria, o all'interno di una palestra? Passati mesi, alcuni di questi non li utilizzerete più, pertanto sappiate che anche loro hanno un cuore...no non ce l'hanno, però ecco a voi alcuni degli utilizzi una volta che non li vorrete più al polso, anziché gettarli nella spazzatura. Consigli utili: 1. Tenerli nel cassetto della cucina e quando hai difficoltà ad aprire un barattolo, avvolgi il braccialetto attorno al coperchio (il silicone ti darà una presa migliore). 2. Utilizzare i braccialetti per raccogliere cavi in giro per casa o assicurare piccoli alberi nel cortile ai loro supporti. 3. Usali per evidenziare i barattoli aperti da quelli chiusi o avvolgili intorno alle maniglie dei cassetti per rendere il tuo armadio più colorato. 4. Usali per evidenziare i bicchieri in una serata con gli amici, dove i bicchieri si scambiano facilmente 5. Usali sulle tazzine, bicchierini da caffè e tisane per proteggere le vostre dita dal calore. 6. Usali come spessore 7. Inserendo un anellino in metallo (per portachiavi) avanzato nel cassetto, create un portachiavi unico per la chiave della bici, armadio palestra ecc Beh, noi facciamo il nostro meglio per l’ambiente, evitando gli sprechi di materiale. Se siete interessati ad una donazione dei braccialetti in silicone non utilizzati, fallati, ecc., Promobrace Italy è disponibile a spedirli a proprio carico, sia per la creazione di oggetti, sia per lo sviluppo creativo dei bambini. Ovviamente siamo aperti ai vostri consigli, per insieme trovare un utile destino per questo bellissimo materiale, senza inquinare il nostro fantastico pianeta. PER PARLARE CON NOI, VI ASPETTIAMO QUI: IL NOSTRO WHATSAPP 39-3271684040 OPPURE QUI WWW.PROMOBRACE.IT ! CLICA E MANDA UN MESSAGGINO! Per finire.... Vi consigliamo un sito internet, il quale è stato molto chiaro per quanto riguardano i gadget in silicone ed i nostri braccialetti. Vi lascio alla lettura cliccando su questo link: https://www.recyclingpoint.info/i-misteri-del-riciclaggio-i-braccialetti-in-silicone/

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Energia biomarina, un progetto con l'International World Group

Energia biomarina, un progetto con l'International World Group

In futuro, la Cina e l’Europa competeranno e coopereranno nel settore della produzione di energia oceanica ed energia verde all’idrogeno. Per tale ragione è fondamentale tale punto nell’edificazione di un ponte di cooperazione e amicizia tra Cina ed Europa. L’energia del moto ondoso in Cina è generalmente bassa corrisponde solo ad un settimo dell’energia del moto ondoso in Europa. La Fujian Smart Energy Technology Co., Ltd. dispone di una nuova tecnologia brevettata che può aumentare l’energia del moto ondoso nell’area di operatività di oltre 10 volte, causando all’ambiente cambiamenti trascurabili. Si tratta di una tecnologia rispettosa dell’ambiente che non influisce sulla libera circolazione della vita marina, e può incrementare la generazione di potenza del moto ondoso per più di 100 MW. È, certamente, innovativa, geniale e audace. Essa richiederà un forte sostegno da parte del Ministero delle Risorse naturali. I “National Independent Contributions” sono piani nazionali non vincolanti che evidenziano le azioni per il clima, inclusi obiettivi, politiche e misure relative al clima che i governi intendono implementare in risposta ai cambiamenti climatici e come contributo per raggiungere gli obiettivi globali stabilito nell’Accordo di Parigi del 12 dicembre 2015. In tali progetti la Cina ha proposto che le emissioni di anidride carbonica debbano raggiungere il picco intorno al 2030, sforzandosi – in quanto parte interessata – ad arrivarci il prima possibile. Nel 2030, le emissioni di anidride carbonica per unità di PIL saranno ridotte del 60-65% rispetto al 2005 e l’energia non fossile rappresenterà il consumo di energia primaria. La percentuale ha raggiunto circa il 20% e il volume dello stock forestale è aumentato di circa 4,5 miliardi di metri cubi rispetto al 2005. Il sostegno a questo progetto può consentire alla Cina di raggiungere tale obiettivo in anticipo. Shenzhen (centro sub-provinciale della Repubblica Popolare Cinese appartenente alla provincia di Guangdong) si colloca come città centrale oceanica globale. La Cina intende dar corso a progetti di produzione di idrogeno dalle onde a Shenzhen e stabilirvi una sede centrale. A questo proposito l’Unione Europea investirà 470 miliardi di euro in energia pulita nei prossimi 25 anni, di essi il fulcro è il settore dell’utilizzo dell’energia dall’idrogeno. L’Unione Europea ha già lanciato nell’estate 2020 la Strategia per l’energia dell’idrogeno. Entro il 2024, l’Unione Europea costruirà un lotto di apparecchiature per l’elettrolisi dell’idrogeno rinnovabile con una potenza singola di 100 megawatt e la produzione annuale in tutta Europa supererà un milione di tonnellate. Si desidera promuovere questa tecnologia in Europa e, poi, nel mondo attraverso la Belt and Road Initiative, ossia la Nuova Via della Seta voluta dal Presidente Xi Jinping. Si ha in programma di costruire 100 impianti per la produzione di energia elettrica dalle onde da 600 MW e cento progetti di produzione di idrogeno dalle onde con una produzione annua di 100mila tonnellate nei prossimi quindici anni. La Roadmap 2.0 per la tecnologia del risparmio energetico e dei veicoli a nuova energia della Cina prevede che entro il 2035 il numero di veicoli a celle a combustibile raggiungerà il milione e la domanda d’idrogeno toccherà la cifra di due milioni di tonnellate. Il progetto dell’International World Group di produzione di energia dalle onde da 600 MW produrrà 103mila tonnellate di idrogeno verde all’anno. Il progetto può soddisfare la domanda di idrogeno della Cina sino all’intero anno 2035 e fornirà energia dall’idrogeno verde e rinnovabile. Per il China Hydrogen Energy Industry Development Report 2020 secondo le previsioni, entro il 2050, si stima che l’energia da idrogeno rappresenterà il 10% del consumo finale di energia, e il numero di veicoli a celle a combustibile a idrogeno sarà di 30 milioni e la domanda di idrogeno sarà di 60 milioni di tonnellate. Il progetto dell’IWG può fornire un flusso costante di energia da idrogeno verde per 30 milioni di veicoli. Il relativo accordo di cooperazione strategica per lo sviluppo dell’energia oceanica, sino-europea si articola in una prima e in una seconda fase. Nella prima è prevista l’istituzione di un centro di ricerca e sviluppo sulla tecnologia energetica oceanica a livello globale e poi un centro sino-europeo di ricerca e sviluppo sulla tecnologia energetica oceanica a Shenzhen. Contemporaneamente il contenuto della tecnologia energetica oceanica sarà tratta della generazione di essa: dal moto ondoso, dalle maree senza dighe, dai sistemi eolici offshore e parimenti da energia solare sempre offshore. Il costo di produzione di idrogeno dall’acqua marina non dolce è inferiore alla prodiuzione dell’idrogeno oceanico e appartiene ad una tecnologia avanzata. Al momento la Zhisheng Energy detiene i brevetti di invenzione per: generazione di energia da onde da 100 MW; generazione di energia dalle maree senza danni per l’ambiente; generazione di energia eolica da 10 MW. Proprio nel pomeriggio del 16 aprile, il presidente Xi Jinping ha tenuto a Pechino una video-conferenza-vertice fra i leader di Cina, Francia e Germania con il presidente francese Macron e la cancelliera tedesca Merkel. I capi dei tre Paesi hanno scambiato opinioni approfondite sulla cooperazione nell’affrontare il cambiamento climatico, le relazioni Cina-UE, la cooperazione antiepidemica e le principali questioni internazionali e regionali. Xi Jinping ha dichiarato che la Cina si adopererà per raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e la neutralità del carbonio entro il 2060. Ciò significa che la Cina, in quanto Paese in via di sviluppo più grande del pianeta, completerà la più alta riduzione dell’intensità delle emissioni di carbonio del mondo, utilizzando la riduzione in un tempo più breve di terzi. Tutto questo si pone all’opposto contrario di altre potenze che nei discorsi elettorali dei candidati alla presidenza promettono rispetto per l’ambiente, ma nei fatti non fanno altro che confermare i vecchi sistemi di produzione dell’energia. Il presidente ha affermato che la la Cina ha deciso di accettare l’emendamento di Kigali del 15 ottobre 2016 al Protocollo di Montreal del 26 agosto 1987 per rafforzare il controllo dei gas serra diversi dall’anidride carbonica come gli HFC (gas refrigeranti contenenti idrofluorocarburi). Egli ha sostenuto che rispondere al cambiamento climatico è la causa comune di tutta l’umanità e non dovrebbe essere una merce di scambio per la geopolitica, o un obiettivo per attaccare altri Paesi oppure una scusa per erigere barriere commerciali. Il presidente in video-cinferenza ha detto che la Cina aderirà ai principi di equità, responsabilità comuni e differenziate da rispettive capacità; nonché promuoverà l’attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici de 4 giugno 1992 e del predettti accordo di Parigi e svolgerà attivamente la cooperazione Sud-Sud sui cambiamenti climatici. Si spera, ha aggiunto, che le economie sviluppate diano l’esempio nella riduzione delle emissioni e assumano un ruolo guida nell’adempimento dei loro impegni finanziari per il clima, in modo da fornire un adeguato supporto tecnico e di sviluppo delle capacità ai Paesi in via di sviluppo per affrontare tali mutamenti energetici epocali. Due parole sui più importanti collaboratori di Xi Jingping in tema ambientale: i ministri Lu Hao e Huang Runqiu. Il ministro delle Risorse naturali, Lu Hao (n. 1967), è stato il più giovane governatore provinciale in Cina, reggendo la provincia di Heilongjiang (38.312.224 ab. nel 2010) dal 2013 al 2018. Lu è stato anche Primo Segretario della Lega della Gioventù Comunista e vice sindaco di Pechino. A 20 anni era stato capo del sindacato studentesco universitario, diventando il primo presidente di tale organismo: eletto con voto popolare sin dai tempi della Rivoluzione Culturale. È laureato in Economia all’Università di Pechino. Lu è diventato capo dell’ufficio amministrativo dell’area di Zhongguancun di Pechino nel 1999, iniziando la sua carriera nella pubblica amministrazione. L’area è conosciuta come la Silicon Valley cinese, ricca di start-up di aziende tecnologiche. Ha anche servito ex officio come presidente della China Youth University for Political Sciences. Prima di Lu, vari pesi massimi politici, inclusi gli ex leader del partito Hu Yaobang e Hu Jintao, e il premier Li Keqiang, avevano prestato servizio in questa posizione. Nota sull'Autore International World Group e Cina insieme per un grande progetto di produzione di energia biomarina Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Già Presidente di Autostrade per l'Italia è attualmente Presidente dell’International World Group. Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University. Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France. Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011). A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

 

VON DER LEYEN : L'ottomana turca..

VON DER LEYEN : L'ottomana turca..

La sedia delle diplomazia mancata, quella “nascosta” alla presidente della commissione Europea Ursula Von der Leyen durante la visita ad Ankara al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Lei accompagnata dal presidente del consiglio Europeo Charles Michel, che dichiara di non dormire bene dopo quanto accaduto..ma... https://ciaovecio64.altervista.org/von-der-leyen-lottomana-turca/

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SISTEMI DOMOTICI PER HOTEL E B&B AVANZATI E MODERNI

SISTEMI DOMOTICI PER HOTEL E B&B AVANZATI E MODERNI

Sistemi Domotici per Hotel e B&B Avanzati e Moderni Le strutture ricettive, come Hotel e B&B, si sono ormai orientate verso sistemi domotici più avanzati e moderni, in grado di offrire funzioni pressoché illimitate: dall’accoglienza degli ospiti fino all’abbattimento dei costi di gestione, a volte fino ad oltre il 30% . La strada intrapresa dal settore dell’ospitalità è quella che porta ad ottenere una struttura ricettiva sempre più efficiente, confortevole, smart e dunque in linea con la recente evoluzione tecnologica e le esigenze sempre più numerose degli ospiti. Tutti questi vantaggi sono oggi possibili grazie allo smart building per hotel e b&b, che va a costituire la nuova Domotica Alberghiera. Automatizzare check-in/check-out e controllare da remoto la propria struttura agendo, ad esempio, sull’energia elettrica ed il clima è oggi una realtà ottenibile attraverso la building automation e l’integrazione con il PMS di Get-Access for Hospitality. Il risultato di questa innovazione saranno così sistemi di supervisione per strutture ricettive: hotel e B&B davvero avanzati. Get-Access for Hospitality: Sistema Personalizzabile Get-Access for Hospitality è un sistema personalizzabile che si interfaccia con i componenti domotici di Duemmegi, azienda che da quasi trent’anni è attiva nel settore della building automation e che, con lo 0,1% di prodotti riparati in garanzia negli ultimi 6 anni, è sinonimo di affidabilità e sicurezza. Get-Access for Hospitality è la soluzione centralizzata di domotica per hotel e b&b per la supervisione ed il controllo in tempo reale degli impianti e dell’intera struttura alberghiera. Gestione da remoto di accessi, camere e aree comuni. Attraverso la domotica alberghiera di Get-Access for Hospitality è possibile ottenere una reception per gestire da remoto, in modo facile ed efficiente, accessi, camere e aree comuni. La gestione remota di una reception è una necessità nata dalla crescente esigenza di indipendenza da parte degli ospiti. Si vuole infatti fornire loro la massima flessibilità ed autonomia durante il soggiorno, semplificando in questo modo anche il lavoro del personale della struttura, pur mantenendo un elevato grado di sicurezza di tutti gli ambienti. Il PMS quindi può essere visto come una reception virtuale dove è possibile attuare una gestione delle camere automatica o in caso di necessità, anche un controllo manuale sulla domotica presente in esse, ad esempio sull’energia, sulle porte e se richiesto, anche sulle temperature. La gestione delle aree comuni di una struttura ricettiva, invece, si declina nel controllo e nella gestione degli accessi, quali porte di ingresso allo stabile e, se previsto, agli ingressi dei vari piani che la compongono. Riduci il rischio di overbooking chiudendo automaticamente le vendite quando una stanza viene prenotata Con Get-Access for Hospitality è facile gestire in modo efficiente le prenotazioni di Hotel, Alberghi e B&B, perché il suo PMS integra sistemi di Booking Engine e Channel Manager che ne sincronizzano automaticamente il flusso, riducendo drasticamente spiacevoli e imbarazzanti overbooking. Get-Access for Hospitality è il sistema con software gestionale dall’interfaccia intuitiva che ti aiuta a gestire in modo efficiente la tua struttura ricettiva riducendo gli sprechi, massimizzando i profitti e aumentando la soddisfazione dei tuoi ospiti. E’ inoltre possibile richiedere servizi di marketing opzionali per permettere alla propria struttura ricettiva di essere più visibile nelle ricerche online dei potenziali ospiti, aumentando le chances di essere selezionati rispetto ai competitor.

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Saggistica, ancora sul podio "Il Sistema" di Palamara e Sallusti sui problemi della Giustiz

Saggistica, ancora sul podio "Il Sistema" di Palamara e Sallusti sui problemi della Giustiz

Dopo dodici settimane rimane ancora in classifica il libro che sta facendo tanto discutere gli italiani, alimenta dibattiti sui giornali ed in tv. E' evidente sia cambiata, in profondità, la percezione e l’interesse che i lettori hanno del tema giustizia. Anche per questo "Il Sistema" di Palamara e Sallusti, edito Rizzoli, a tre mesi dalla sua uscita, è ancora sul podio, al terzo posto per la saggistica.

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Il crollo dell’influenza stagionale a seguito delle misure di contenimento per il covid-19.

Avranno in molti notato come i virus stagionali dell’influenza e quelli parainfluenzali (responsabili dei comuni raffreddori, ma anche di altre sindromi simil-influenzali) hanno subito una rilevante riduzione nella loro diffusione a seguito delle misure di contenimento per il covid-19 (mascherine, distanziamento, e lavaggio frequente delle mani)... https://medicinaescienza.wordpress.com/2021/04/16/medicina-in-breve-il-crollo-dellinfluenza-stagionale-a-seguito-delle-misure-di-contenimento-per-il-covid-19/

 

La Milano Design Week 2021 per il lancio del sito di GARCO design®

Per il lancio del sito di GARCO design® ho scelto volutamente la settimana dell'anno dedicata al del design: la Milano Design Week 2021. Personalmente assegno un fortissimo significato simbolico a questo particolare evento (che in parte si sta svolgendo in digitale): Dare inizio alla storia del brand GARCO design® proprio nella settimana in cui si tiene l'evento del design più importante e seguito al mondo: la Milano Design Week. La mission, la vision e la promessa di valore del brand sono sufficientemente argomentati nel sito www.garcodesign.it Per gli appassionati ed i curiosi del design vi invito a visitare il sito web www.garcodesign.it e lasciare, se riterrete necessario, le vostre opinioni... Ah dimenticavo, iscrivetevi alla lista se volete conoscere in anteprima il catalogo e dunque cosa nascondono i teli di seta bianca. Antonio Barbieri founder di GARCO design®

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Alghero Sardegna

Alghero Sardegna

La storia di Alghero risale ai primi del XII quando la famiglia dei Doria decise di fortificare la città.Nel 1102 una potente famiglia genovese, i Doria, decise di fortificare lo scalo marittimo, per difenderlo dalle frequenti scorribande Saracene e Pisane. La scelta dei Doria per Alghero non fu una scelta casuale, infatti la città si trovava in una posizione strategica per quanto riguardava il commercio marittimo basato sulla esportazione di derrate alimentari ed altri lavorati, provenienti dalle zone interne della Sardegna. Nacque così un approdo di notevole importanza che, per le notevoli quantità di alghe che si depositavano in occasione delle mareggiate di maestrale e di libeccio prese il nome di ‘L’Algarium, derivazione della forma latina medioevale riscontrata nei documenti dei Doria (l’Alguer in Catalano e S’Alighera in sardo).Per la sua posizione geografica, Alghero sosteneva un ruolo molto ambito anche nei commerci che si svolgevano all’interno de Mar Mediterraneo, perciò i Genovesi dovettero difenderla ripetutamente dagli attacchi delle navi pisane e aragonesi. La città rimase genovese sino al 1353, quando i catalano-aragonesi, con l’appoggio dei veneziani sconfissero la flotta genovese comandata dall’ammiraglio Grimaldi, in una cruenta battaglia navale al largo di Porto Conte, che finì con l’occupazione di Alghero. Nel 1354 Pietro IV d’Aragona, detto “il cerimonioso” o del Punyalet, ripopolò Alghero di Catalani. espellendo dalla città sardi e liguri, sostanzialmente si trattò di una vera e propria colonizzazione, che creò in Sardegna una piccola realtà con specificità catalane.Al contempo la città venne annessa alla corona d’Aragona e rimase per ben quattro secoli sotto la dominazione prima catalano-aragonese e poi spagnola. Alghero ancora oggi conserva l’impronta del periodo di dominazione catalano aragonese, tangibile nell’architettura delle sue chiese, dei suoi palazzi, dei bastioni (sistema di fortificazioni), e nella parlata tipica della sua gente.Date significative per la storia di Alghero sono: 1576 e il 1652, anni in cui la peste uccise migliaia di residenti e ne causò lo spopolamento, ma nonostante le avversità Alghero seppe risollevarsi e cominciò ad aprirsi alle immigrazioni sia interne alla Sardegna, che esterne, Liguri, che cominciarono a cambiare il volto di una città che si accostava più alla cultura Sarda e nel contempo si allontanava sempre più da quella Catalana. Con l’avvento dei Savoia nel 1720, nel Regno di Sardegna, Alghero cominciò ad accettare sostanziali modifiche nelle sue consuetudini. Furono influenti gli intellettuali, che capirono subito che Alghero non poteva rimanere isolata a causa della sua lingua nei rapporti di “scambio” economico, perchè l’italiano era la lingua dominante negli scambi mercantili, per la presenza di commercianti provenienti dalla Toscana, dalla Liguria e dal Piemonte. Nel 1812 Alghero fu colpita da una storica carestia, che mise in ginocchio la città, visitata in più occasioni dal monarca Carlo Alberto. Nel 1855 il colera causò la decimazione della popolazione locale, si fa risalire a questo periodo l’arrivo in città, con approdo al porto, di Giuseppe Garibaldi, giunto a soccorrere parenti e potenti famiglie locali. Una lastra in marmo nella Torre del forte della Maddalenetta, nella parte fronte mare ricorda l’evento.Nel 1821 la promozione a rango di capoluogo di Prefettura, permette ad Alghero di recuperare con la pubblica Amministrzioine quanto andava perdendo col commercio. Ben prima della cancellazione di Alghero,1861, dell’elenco delle piazzeforti del neonato regno italiano, le sue fortificazioni avevano perduto ogni pratica utilità; e infatti intorno alla metà dell’ 800, trascurati le mura e i baluardi, si vanno affrontando opere di tipo nuovo nel panorama cittadino: la Porta a mare nel 1845, il Teatro Civico sulla piazza dell’Episcopio nel 1862, lo stabilimento balneare nel 1865.Poi ebbe inizio l’espansione: ma la direttrice litoranea nonostante la presenza della ferrovia nel 1879, era bloccata dal bagno penale e da alcuni stabilimenti industriali, e quello a sud est, trovava invece l’ostacolo del cimitero, mentre tutto intorno erano ubicati numerosi orti e giardini ad alto reddito. Un piano di ampliamento predisposto nel 1890 per garantire una espansione ordinata oltre i giardini pubblici, nel 1885, non riuscì ad avere alcun effetto. Solo al cadere del secolo l’apertura delle provinciali per Sassari e Ittiri, via Scala Cavalli, e per Villanova Monteleone e Padria, aggirando quegli ostacoli, riusciva a dare basa concreta a una diffusione del tessuto urbanizzato verso est, che col diffondersi della balneazione cominciava ad indirizzarsi anche lungo costa, verso sud, con bei villini residenziali di gusto liberty.La storia di Alghero cambiò con gli inizi degli anni ’30. Nonostante la città rimase comunque quella di una piccola città sospesa come per magia in un paesaggio naturale di eccelsa bellezza, quasi isolata in una regione dai forti contrasti ambientali, la città ricevette un primo scossone nel 1934, con l’inizio della bonifica della Nurra e la nascita di Fertilia. Ci fu una conseguente richiesta di mano d’opera e di inserimento di risorse locali, come la palma nana, in processi industriali, di cui la prima lavorazione si effettuava in città; poi gli squarci in parte non ancora rimarginati aperti nel tessuto storico della vecchia città dalle distruzioni dell’ultimo conflitto, che annullarono in maniera definitiva l’antico isolamento della piazzaforte del suo territorio; e infine la convulsa espansione del settore turistico negli ultimi decenni, che ha spezzato per sempre i delicati meccanismi del quadro ambientale e ha compromesso i presupposti di un organico sviluppo economico e sociale. Tutto ciò si è tradotto in una crescita enorme della città secondo banali tipologie edilizie e nella sostanziale indifferenza verso i servizi, quasi a esaltare i grossi complessi alberghieri e villaggi turistici di lusso.

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Kaima presenta il suo nuovo singolo “Giura che” prodotto da Pi Greco

Kaima presenta il suo nuovo singolo “Giura che” prodotto da Pi Greco

Da venerdì 9 aprile sarà disponibile in tutti i negozi digitali Giura Che (In distribuzione Artist First), il nuovo singolo di Kaima. Dopo meno di due mesi dalla pubblicazione dell’ultimo brano intitolato “Parleranno di noi ft. Aiden”, il rapper è pronto per tornare sulla scena e questa volta ha intenzione di farlo in grande. Il brano si contraddistingue per i suoni freschi, travolgenti e accattivanti, in cui liriche e melodie creano un connubio perfetto. La ricerca di una certezza, la speranza di un amore eterno, il disperato grido di chi vorrebbe fermare il tempo, anche solo per un attimo, per vivere ogni aspetto dell’amore; forza vitale in cui stelle e luna diventano lo sfondo di un sentimento eterno. Ma anche arte, Modigliani, dal quale l’artista riprende il concetto di sensualità verso la donna amata e dove certezza e paura si mescolano, lasciando all’ascoltatore la facoltà di scegliere a quale delle due dare credito. Il giuramento dell’artista di non esitare dinnanzi alle difficoltà ineludibili che turberanno la vita sentimentale della coppia rappresenta il massimo compimento dell’amore umano. L’inconfondibile tocco del produttore Pi Greco, si rivela ancora una volta essenziale nel conferire un valore aggiunto al singolo. Biografia: Gabriel Covino, in arte Kaima, inizia a scrivere le sue prime canzoni all’età di 16 anni, pubblica il suo primo singolo il 27 dicembre 2018 ” Non sei più mia”. A distanza di 7 mesi pubblica il suo secondo singolo ” Se non mi trovi ” con il quale segna un punto di svolta nella sua carriera artistica; il brano diventa in breve tempo virale su Youtube e data la grande richiesta da parte dei fan, l’artista decide di pubblicare il 13 Febbraio 2020 l’Unplugged version di “Se non mi trovi” su tutti i digital store, da subito anche quest’ultima riscuote un discreto successo, col tempo il brano diventa virale questa volta sulla piattaforma Spotify e a Ottobre 2020 entra in classifica “Viral 50 Italia” ottenendo anche bel seguito sulla piattaforma Tik Tok, il brano Unplugged supera il 1.400.000 streams mentre la versione Youtube totalizza un milione di views. A Settembre 2020 partecipa alla trasmissione X-Factor nella squadra di Mika con L’Inedito “Estranei”. Un artista che si contraddistingue per la sua voce e per la sua tecnica nel rappare, apprezzato principalmente per i suoi testi semplici ma diretti vanta collaborazioni come Aiden, Lortex, Janax, Senk e Pi Greco.

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Estate 2021, speriamo bene!

Al lavoro per preparare la prossima stagione estiva... Speriamo in un bel rilancio del settore turismo!

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Il Salumificio Spader nel progetto internazionale Eurosostenibilità

L'Unione Europea dichiarò il 2018 Anno europeo del Patrimonio Culturale, chiamando gli Stati Membri a realizzare attività ed iniziative volte a valorizzare il patrimonio e a rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Borghi d'Europa partecipò all'Anno Europeo del Patrimonio Culturale sviluppando una iniziativa di informazione che individuava ben 40 borghi e 40 beni culturali poco conosciuti. Il viaggio si concluse con un dossier di oltre 2000 servizi informativi multimediali. Nell'aprile del 2019, Borghi d'Europa presentava a Milano, nella sede del Parlamento Europeo, la naturale prosecuzione del progetto : la creazione di dieci Percorsi Internazionali sui temi 'unificanti' del dossier. A distanza di circa un anno e mezzo dalla sua conclusione, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha ritenuto necessario valutare quale sia stato l'effetto di questa iniziativa, stipulando un accordo di ricerca con la Fondazione Scuola Beni e Attività culturali.Lo studio affidato all'Associazione per l'Economia della Cultura, ha la finalità di offrire un repertorio sostematico di evidenze sull'impatto promosso dalle attività che hanno ricevuto il marchio dell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Fra le 60 realtà coinvolte nella ricerca, vi è anche Borghi d'Europa. Contemporanemente Borghi d'Europa sviluppa i Percorsi Internazionali nell'ambito del progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura', Patrocinato dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica) e di ESOF2020 Euroscience Open Forum,Trieste Città Europea della Scienza, nel biennio 2020-2021. Borghi d'Europa ha deciso dunque di inserire i 40 borghi dell'Anno del Patrimonio Culturale Europeo, nel percorso d'informazione de L'Europa delle Scienze e della Cultura. Borghi d'Europa ha realizzato nel 2020 a Trieste e Cormons, due incontri in occasione di ESOF2020, Trieste Città Europea della scienza, sul tema della sostenibilità nella filiera agroalimentare. Nel corso dell'incontro tenutosi al Porto Vecchio di Trieste, nel Quartier Generale di ESOF2020, il prof. Fantoni,Champion dell'iniziativa, ha affermato che “...una straordinaria eredità di ESOF2020 per Trieste è creare un istituto sulla sostenibilità basato anche sulle idee ascoltate in questi giorni in grado di valorizzare le competenze scientifiche e tecnologiche del territorio, di Trieste Città Europea della Scienza.” La proposta è stata ribadita nel corso della conferenza stampa di chiusura, alla presenza del Presidente del Consiglio. Borghi d'Europa ha deciso di far propria questa idea, dando vita immediatamente ad EUROSOSTENIBILITA', Iniziativa internazionale di informazione e comunicazione sulla sostenibilità. “ Esprimiamo una continuità concreta del progetto 'L'Europa delle Scienze e della Cultura' sul terreno più congeniale a Borghi d'Europa, che è e rimane soprattutto una rete di informazione”. Borghi d'Europa ha così iniziato a scegliere le aziende partner : per la filiera del mondo delle carni e dei salumi la scelta è caduta sul Salumificio Spader di Moriago della Battaglia (TV). LE Delizie della Marca Gioiosa: le carni Treviso, sin dal Medioevo, è stata chiamata “Marca gioiosa et amorosa” per la sua fama di amore per le gioie della vita. Una di esse è senz’altro costituita dalla cucina e particolarmente da quella a base di carne. In questo settore non c’è che l’imbarazzo della scelta visto l’ottima produzione locale di bovini, ovini, pollame e soprattutto maiali (che non potevano mancare in ogni cascina) e la conseguente ricca tradizione gastronomica. Abbiamo pensato di intervistare un’Azienda che ha fatto una scelta produttiva originale: si tratta del Salumificio Spader. La caratteristica particolare di questa Azienda è che non si è concentrata sugli insaccati, come ci si aspetterebbe da un’industria salumiera, ma si è specializzata nella cottura di grossi pezzi di carne da affettare; ha quindi scelto come proprio target principale quello dei rivenditori (rosticcerie, salumerie, ristoratori). Porchetta alla Trevigiana Una scelta coraggiosa che ha avuto grande successo, poiché i rivenditori hanno riconosciuto la grande qualità di questa produzione, che rispetta le tradizioni venete, pur con qualche doveroso excursus nella tradizione del Lazio (ad esempio la Porchetta alla Romana, che fa bella compagnia a quella tradizionale Trevigiana e alla Porchetta Arrosto, o il Guanciale all’Amatriciana, anch’essa affiancata a quella tradizionale, nelle versioni dolce, affumicata, aromatizzata al pepe e aromatizzata al peperoncino; ce n’è per tutti i gusti!). Forse può meravigliare la proposta della Porchetta alla Trevigiana (che tra l’altro ha un grande successo!) in quanto si pensa che sia un piatto solo romano o comunque del Centro Italia. Invece è documentata come specialità trevigiana fin dal 1919, quando fu proposta da Ermete Beltrame nella sua birreria sotto il Palazzo dei Trecento a Treviso. Guanciale all’Amatriciana La produzione di cani di maiale, oltre a quelle di cui abbiamo parlato, comprende anche: la Pancetta stufata, il Prosciutto cotto alla brace e alla fiamma e soprattutto una vera delizia trevigiana: la Lingua salmistrata e cotta a bauletto. Ma Spader ha allargato la sua produzione anche ad altre carni, in particolare a quella di tacchino, di cui propone il Busto arrosto, usando rigorosamente animali maschi di filiera italiana e al Manzo cotto all’inglese (quello che di solito chiamiamo roast beef). Si tratta dunque di un ricco ventaglio di proposte molto gustose, che non potranno che essere apprezzate dagli operatori per la loro qualità e comodità di servizio, non meno che dai consumatori per il loro gusto squisito. Dopo aver assaggiato queste delizie gastronomiche, incominciamo a renderci conto della correttezza dell’appellativo: “Marca gioiosa et amorosa” con cui Treviso era ricordata. Gianluigi Pagano

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Yahoo Answer chiude

Yahoo Answer chiude

Storie di business non poteva mancare di spendere qualche parola per la notizia della chiusura di Yahoo Answer, un'istituzione che indubbiamente ha lasciato un segno nel web. L'immagine che vedete in questo articolo è la comunicazione che io e tutti gli altri iscritti alla community di Yahoo Answer abbiamo ricevuto nella casella di posta. Ammetto che ho avvertito una certa malinconia... e voi?

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Daniele Toesca Daybed DT50

Daniele Toesca Daybed DT50

Unbelievable, stylish and luxurious. Daniele was interested in designing this daybed thinking that creating it with four legs would be too boring. So, inspired by the the small waves of a tiny drop of water and the orbit of the planets around the sun, he created a new type of daybed with high sculptural quality. DT50 is an immediately recognisable daybed, thanks to its elliptical shape (capable of rotating on its axis thanks to a rotating system on which the base rests). The daybed combines balance, construction and choice of materials, creating a collection of great class and sophisticated and iconic design. The structure is in stainless steel and the upholstery is in mohair velvet, for a result of greater comfort and enveloping softness. Complemented by a soft and original cushion, designed to provide proper alignment, support and comfort by following the natural curve of your head. This elegant and simple daybed is designed to furnish different environments, such as a living room or even a public space, like a museum. Let yourself be conquered by its comfort and incredible beauty.

 

VACCINAZIONI “QUASI OBBLIGATORIE”

VACCINAZIONI “QUASI OBBLIGATORIE”

Il caso Astrazeneca tra trattamenti sanitari obbligatori e libertà di scelta del cittadino Il 15 marzo 2021, in via del tutto precauzionale e a seguito di alcuni rari casi di eventi tromboembolici, che si sono verificati in alcuni Paesi Europei, AIFA e le agenzie regolatorie di altri Paesi dell’UE hanno raccomandato la sospensione temporanea dell’utilizzo del vaccino anti COVID-19 AstraZeneca chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) di valutare la casistica raccolta. Il 18 marzo l'EMA, dopo aver analizzato approfonditamente tutti i dati con il supporto di esperti di malattie tromboemboliche, ha confermato che il vaccino COVID-19 AstraZeneca, al pari degli altri autorizzati da EMA, è un vaccino sicuro ed efficace e non è associato ad aumento del rischio complessivo di malattia tromboembolica nella popolazione generale. Si conferma pertanto che i benefici del vaccino nel combattere il COVID-19, malattia che essa stessa provoca problemi di coagulazione che possono risultare fatali, continuano a essere di molto superiori al rischio di eventuali effetti collaterali. Tuttavia secondo il Piano vaccini anti Covid-19 italiano, per i soggetti identificati come estremamente vulnerabili, in ragione di condizioni di immunodeficienza, a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante, che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19, si conferma l’indicazione a un uso preferenziale dei vaccini a RNA messaggero, ossia Moderna e Pfitzer. Massimo Galli, infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano, ha commentato negativamente il blocco di un lotto del vaccino anti Covid di AstraZeneca: “temo proprio che sia una clamorosa bufala e che questa cosa farà molto danno senza che ce ne sia molto motivo purtroppo. Con i vaccini in generale c'è un fenomeno che possiamo chiamare rumore di fondo: le persone continuano ad avere la loro vita, i loro problemi, e poter correre i loro rischi che siano o meno vaccinati". I vaccini attualmente disponibili, ha rimarcato, "possono essere ragionevolmente definiti sicuri, compreso l'AstraZeneca". In merito all'aumento dei contagi delle ultime settimane Galli non ha dubbi: si tratta della terza ondata, e deve essere attribuita principalmente alla presenza delle nuove varianti, in primis quella inglese, capace di infettare anche molto di più bambini e adolescenti, che erano più risparmiati dalle altre varianti; senza poi considerare che l'infezione presa dai bambini viene passata agli adulti, e soprattutto agli anziani. Nonostante le rassicurazioni dei più illustri esponenti della comunità scientifico-medica italiana, i primi “morti da vaccinazione obbligatoria anti-covid 19” non si sono fatti attendere. Od almeno così pare. È infatti di recente morta nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Palermo Cinzia Pennino, docente di 45 anni dell'Istituto Don Bosco Ranchibile. Undici giorni prima del ricovero in Rianimazione si era sottoposta alla vaccinazione con il vaccino di AstraZeneca. Del decesso è stata informata la procura di Palermo, che ha ipotizzato il reato di omicidio colposo dopo la morte dell'insegnante. Il procedimento non è ancora una inchiesta vera e propria, ma i magistrati stanno tentando di capire se ci siano ipotesi di reato. La paziente è giunta al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo il 24 marzo in condizioni molto critiche con trombosi profonda estesa e una storia anamnestica nella quale è presente anche una somministrazione vaccinale. Attualmente però il nesso causale con la vaccinazione non è pienamente dimostrato. E non ce l’ha fatta neanche la docente messinese colpita da trombosi, per cui è al vaglio la correlazione col vaccino Astrazeneca, somministratole 13 giorni prima il ricovero in ospedale. Si tratta di Augusta Turiaco, 55 anni, morta dopo una settimana di coma farmacologico. Il suo caso è all’attenzione dell’Aifa e della Procura di Messina, che ha già avviato un fascicolo. In questa fase critica per la salute pubblica italiana e mondiale, la casa produttrice del vaccino Astrazeneca ha pensato bene di cambiarne il nome in “Vaxzevria”, quasi a voler nascondere le prime morti da vaccino, e tentare di assumere un vantaggio competitivo sul mercato del farmaco mondiale. Il relativo cambio di denominazione è stato peraltro all'approvato dall'Ema il 25 marzo 2021 a seguito di una richiesta da parte del gruppo farmaceutico anglo-svedese. Il vaccino rimane invariato, ma le informazioni sul prodotto, l'etichettatura e la confezione potrebbero presentare un aspetto diverso. Sul sito dell'Ema è stato anche pubblicato il nuovo bugiardino aggiornato. Tra gli effetti collaterali, vengono aggiunti i rarissimi casi di eventi avversi tromboembolici: "È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia". "La maggior parte di questi casi”, prosegue il bugiardino, “si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l'aumento dell'uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale". L’Ema tuttavia ha costantemente affermato che non vi sono le prove di legami tra il vaccino e le morti di trombosi. E però, al contempo, ha anche ammesso di non poterli categoricamente escludere. Alla luce di questi dolorosi fatti di cronaca, si impone nuovamente un dibattito sulla possibilità che lo Stato italiano decida di “obbligare”, se non tutti, almeno parte dei cittadini, in ragione dell’attività professionale svolta o di precarie condizioni di salute. A molti giuristi in questi tempi viene rivolta la seguente domanda: lo Stato può rendere obbligatoria la vaccinazione per il Covid-19? La risposta più corretta è “dipende”. Dipende dagli esiti della sperimentazione scientifica, dipende da chi sia il destinatario dell’obbligo, dipende anche da che cosa si intenda per obbligo. La nostra Costituzione consente al legislatore di prevedere un obbligo vaccinale, se ciò è ragionevole allo stato attuale delle condizioni epidemiologiche e delle acquisizioni, sempre in evoluzione, della ricerca medica. L’art. 32, infatti, tutela la salute non solo come diritto fondamentale del singolo ma altresì come interesse della collettività e permette di imporre un trattamento sanitario se diretto «non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri» (così la Corte costituzionale, nella importante sentenza n. 5 del 2018). Nel caso del coronavirus il contesto è quello di una pandemia che ha fatto decine di migliaia di morti. In una simile situazione, del tutto eccezionale, possiamo dare per assodati un certo numero di presupposti: -anzitutto che la comunità scientifica nel suo complesso garantisca, con il tasso di sicurezza seriamente assicurabile (cioè mai la certezza assoluta), che un vaccino, adeguatamente testato, possa giocare una parte importante nel superamento dell’emergenza. -In secondo luogo, che vi sia una campagna di informazione capillare e adeguata a convincere della ragionevolezza della scelta di vaccinarsi chiunque non sia accecato da bizzarre superstizioni, e che spieghi i (remoti) rischi per chi si vaccina e i (certi) vantaggi per chiunque, soprattutto per le persone più deboli. -Inoltre, che sia prevista una indennità in favore di chi subisca danni dalla vaccinazione, predisponendosi un piano che garantisca a tutti la possibilità di vaccinarsi. A queste condizioni, potrebbe essere disposto, ma solo dal Parlamento nazionale e con legge, una sorta di “obbligo” rispetto a un trattamento sanitario in grado di contribuire a debellare la pandemia. Pare dunque concepibile ed ammissibile un sistema di imposizioni per alcune categorie di soggetti, e di oneri e incentivi per tutti gli altri, che inducano i cittadini a vaccinarsi. Ipotesi di questo tipo non sembrano del tutto prive di razionalità e di fondamento giuridico, e dunque potrebbero essere vagliate da un legislatore che, come ha dichiarato in merito il costituzionalista Michele Ainis, “decida di decidere”. La profilassi potrebbe essere requisito indispensabile per l’esercizio della professione medica o infermieristica, e per chiunque lavori nelle residenze per anziani, per l’inevitabile contatto dei sanitari con persone affette da altre patologie o in là con gli anni. Così come non si vedono difficoltà a prevedere un obbligo di vaccinazione per il corpo docente e non docente delle scuole, per i rappresentanti delle forze dell'ordine e per tutti i soggetti che, per lavoro, hanno un contatto frequente e diretto con un numero elevato di persone, soprattutto se fanno parte della pubblica amministrazione. Chi non esercita queste professioni non dovrebbe essere soggetto ad alcuna imposizione. Anche rispetto all’esercizio di diritti fondamentali come l’istruzione e la religione, non suonerebbe impossibile alle nostre orecchie consentire l’ingresso in aula o nei luoghi di culto solo a chi si sottopone al vaccino. E ciò proprio per consentire a chi è più fragile, e non può essere vaccinato, di esercitare proprio quei diritti fondamentali, alla luce del principio della solidarietà sociale sancito a chiare lettere dall’art.2 della nostra Costituzione. Del resto, con la legge n. 210/1992 è stato riconosciuto il diritto del paziente di vedersi corrispondere un indennizzo nel caso di danno permanente da vaccinazione. La ratio della norma è stata evidenziata in maniera chiara dalla Corte Costituzionale: “se il rilievo costituzionale della salute come interesse della collettività (art. 32 della Costituzione) giustifica l’imposizione per legge di trattamenti sanitari obbligatori, esso non postula il sacrifico della salute individuale a quella collettiva. Cosicché, ove tali trattamenti obbligatori comportino il rischio di conseguenze negative sulla salute di chi a essi è stato sottoposto, il dovere di solidarietà previsto dall’art. 2 della Costituzione impone alla collettività, e per essa allo Stato, di predisporre in suo favore i mezzi di una protezione specifica consistente in una “equa indennità”, fermo restando, ove ne realizzino i presupposti, il diritto al risarcimento del danno” (Cort. Cost. n. 27/1998). Inizialmente, l’indennizzo era riconosciuto solo nell’ambito delle vaccinazioni obbligatorie, mentre a seguito della pronuncia Corte Costituzionale n. 107/2012 è stato esteso anche ai vaccini non obbligatori ma “consigliati” dalle autorità sanitarie (ad esempio in esito ad una campagna di sensibilizzazione da parte delle massime autorità mediche italiane). In un contesto di irrinunciabile solidarietà, la misura indennitaria appare per se stessa destinata non tanto, come quella risarcitoria, a riparare un danno ingiusto, quanto piuttosto a compensare il sacrificio individuale ritenuto corrispondente a un vantaggio collettivo. Titolare del diritto ad essere indennizzato non è solo il paziente a cui è stato inoculato il vaccino, ma anche coloro che abbiano riportato danni a causa del contatto con una persona vaccinata. Questo indennizzo è costituito da un assegno reversibile per quindici anni, cumulabile con ogni altro emolumento a qualsiasi titolo percepito e rivalutato annualmente. Nel caso poi in cui dal vaccino sia derivata la morte, l’avente diritto può optare tra l’assegno reversibile o una somma una tantum di € 77.468,53. Quindi le misure normative di tutela del cittadino, a fronte di una ragionevole compressione della sua fondamentale libertà di curarsi o di non curarsi, di vaccinarsi o di non vaccinarsi, evidentemente non mancano. Addirittura con la legge n. 299/2005 è stato introdotto un ulteriore indennizzo in favore delle persone danneggiate da complicanze di tipo irreversibile verificatesi a seguito di vaccinazioni obbligatorie. L’entità di tale indennizzo è notevolmente superiore rispetto a quello previsto dalla Legge n. 210/92, al quale si somma, ed è corrisposto per la metà al soggetto danneggiato e per l’altra metà ai congiunti che prestano o abbiano prestato al danneggiato assistenza in maniera prevalente e continuativa. Il diritto all’indennizzo si prescrive in tre anni, e deve essere richiesto con apposita domanda indirizzata all’A.S.L. di appartenenza. Resta comunque fermo che è possibile ottenere il risarcimento solo nel caso in cui il danno patito poteva essere previsto e, quindi, doveva essere evitato. Quindi il danno è risarcibile solo nel caso in cui sussista il dolo o la colpa di chi ha preparato o somministrato il vaccino: fuori da questi casi, il danno sarà semplicemente indennizzabile. Nel caso in cui l’effetto indesiderato da vaccinazione obbligatoria sia causato da una intrinseca pericolosità del vaccino , la responsabilità ricadrà senz’altro nei confronti del Ministero della Salute, per aver messo a disposizione dei pazienti un medicinale dannoso per la salute. Con riferimento alla natura della responsabilità, è stato chiarito dalla giurisprudenza della Suprema Corte che la responsabilità civile del Ministero della salute per i danni conseguenti alla vaccinazione, “non è inquadrabile nell'ipotesi di cui all'art. 2050 c.c., non potendosi ritenere di per sé come attività pericolosa, e va ricompresa nella previsione generale dell'art. 2043 c.c.” (Cass n. 9406/2011). In quest’ambito, pertanto, il danneggiato dovrà farsi carico della prova sul nesso causale tra vaccino e danno. Se invece l’effetto indesiderato si è verificato per un’interazione dannosa tra farmaco ed organismo dovuta ad una inidoneità fisica dello specifico paziente, che magari è un soggetto particolarmente debilitato, con malattie congenite o allergie conosciute o conoscibili ai componenti del vaccino, la responsabilità ricadrà sul personale sanitario che ha somministrato il vaccino, ossia di norma il medico di base, e sull’ASL di appartenenza, per non aver valutato correttamente lo stato di salute del soggetto da vaccinare. In una simile ipotesi, “l'attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare il contratto, od il contatto sociale qualificato instauratosi di fatto con ikl competente personale medico, e l'aggravamento della patologia o l'insorgenza di un'affezione, dovendo semplicemente allegare l'inadempimento del sanitario, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato” (…) Competerà al sanitario dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante” (Cass. S.U. n. 577/08). Alla luce di tali premesse, pare ragionevole a chi scrive imporre un obbligo vaccinale a tutte le fasce di età della popolazione nazionale, seguendo l’ordine indicato dal piano vaccinale nazionale, prevedendo eventualmente la possibilità di sospensioni e demansionamenti soltanto a carico degli operatori sanitari, in virtù dell’imprescindibile ruolo dagli stessi ricoperto nella salvaguardia della salute pubblica, in quanto anche essi possibile fonte di contagio per i pazienti. Tuttavia, a fronte di tale imposizione, sarebbe altrettanto ragionevole ed equilibrata una previsione normativa nazionale che consentisse al cittadino, secondo coscienza, di poter scegliere liberamente il farmaco da inoculare per cautelarsi contro il covid-19, tenendo conto dell’evoluzione tecnico scientifica attuale e delle percentuali di copertura dal rischio di contrarre il virus in forma più o meno gravemente sintomatica (si ricordi che il vaccino prodotto da Pfizer, secondo recenti indagini, offre una copertura vaccinale dal rischio di contrarre tale virus pari al 90%, varianti comprese). Se è dunque vero che dobbiamo essere solidali, e quindi accettare i rischi connessi ad un trattamento sanitario “imposto nei fatti”, in quanto attualmente trattamento poco meno che formalmente obbligatorio, è pur vero che la solidarietà sociale garantita dalla Costituzione si colloca non solo sul piano orizzontale dei rapporti tra cittadini, ma anche sul piano verticale dei rapporti tra i cittadini e le istituzioni statali. Insomma, posta la necessità, ed auspicabilmente un obbligo legislativo di vaccinazione, diventa lapalissiano il compito dello Stato di mettere a disposizione del cittadino tutti i possibili vaccini presenti sul mercato, e consentire a ciascuno di noi, nel contesto di una campagna vaccinale regolamentata ed informata, di optare per l’una o l’altra delle possibili soluzioni terapeutiche.

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Who is Rhyme Assassin...?

Who is Rhyme Assassin...?

My name is Tichaona Brian Monera but behind the microphone and onstage I go by my name “Rhyme Assassin” I'm 40 years old and currently I stay in the United Kingdom though my roots are in the motherland Zimbabwe to be specific. I'm quite the jack of al trades an Accident and Emergency Nurse Practitioner by day and an emcee by night. I also dabble in Entrepreneurship because multiple streams of income are the new sexy My passion from music was influenced by the many great rappers I grew up listening to Krs One, Rakim, Rass Kass, Chino XL, Def Squad, Foxy brown and many more Nas,Immortal Technique to the Wutang Clan. Their ability to mould words and create magic in the booth inspired me to pick up a pad and a pen in order to tell my story and the tales of my people. My genre of music is HipHop in its purest form inspired by the greats and learning from the present day crop of artists and the futurists. When I started impacting lives with my music,winning multiple awards and topping charts back in Zimbabwe I realized rap was more than a hobby but my actual reality hardwired in my DNA I have a number of singles already out featuring some of the greatest artists from Zimbabwe e.g Ti Gonzi and Trevor Dongo.As we speak I'm working on my debut yet to be titled album and though I can't reveal much at the moment the outlook is more international from the features to the production including Saigon, Sticman of Dead prez, Rock of Heltah skeltha, Masta Ace and more with productions from Buckwild, Arcitype, Deep Voice and more. I have been on Radio a number of times and even topped the charts on a station called "Power FM" one of the biggest urban stations in Zimbabwe. My future ambitions are to take my career to its Zenith then hopefully use my platform to empower the culture and upcoming artists through Uncle Rhymes Records. Charity is another passion of mine and I look foward to doing a lot for the underprivileged members of the society building off of the Mwana Anokosha/Children Are Important benefit concert we did some time back. Special shout out to everyone who reads this esteemed publication y'all an important pillar in this structure we call music. Rhyme Assassin LINKS: Youtube: https://youtube.com/user/Nameless263 Facebook: https://m.facebook.com/rhymeassassintheman/?tsid=0.5854958933055254&source=result Instagram: https://instagram.com/rhymeassassin?igshid=11bhpa9pzb89y

 

In cina è doppietta Ferrari! Gabbioni precede il team mate Verdi e Raffaele Ciavarella.

In cina è doppietta Ferrari! Gabbioni precede il team mate Verdi e Raffaele Ciavarella.

Ecco i risultati del gran premio virtuale della Cina: PILOTA TEMPO DI GARA LUCA GABBIONI 0:52:303 FABIO VERDI +0:884 RAFFAELE CIAVARELLA +2:233 NICCOLO TRINELLI +9:196 GAETANO MONTE +9:878 CRISTIANO GELMO +25:233 DAVIDE BARBAGALLO +25:485 LORENZO TERSIGNI +25:983 NICOLA FERRISI +29:847 ANTONIO INSIGNA +31:122 PIETRO ESTRO +34:677 FEDERICO INCARDONA +37:201 SALVATORE MONCADA +43:277 VALERIO TRIGONO +49:193

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Dormite senza sonno

la postura è orizzontale il materasso comodo il corpo dorme la testa no Ogni tanto accade Notte bianca in forma privata Privata di sonno perché la sinapsi non si spegne non vuole transitare alla forma del sogno inchioda alle assi del tempo idee a forma di minimi anelli senza movimento in avanti in dietro di lato sopra sotto _ e il corpo si rilassa riposa ma non rigenera perché non c'è un sopra un sotto un destra sinistra c'è solo un corpo che dorme e una testa che no

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Collezione capelli primavera estate 2021 I.LLUMIA

Collezione capelli primavera estate 2021 I.LLUMIA

Collezione capelli primavera estate 2021 Sint.etico, la Collezione I.llumia P/E 2021 firmata Matrix e Cristian Chiffi in cui il vero protagonista diventa il colore e rilancia il nuovo trend sulle balayage, sui capelli luminosi e le sfumature del colore dei capelli. Abbiamo intervistato Cristian Chiffi nel backstage della collezione ci siamo fatti raccontare cosa è I-llumia e cosa ci propone Matrix in questa primavera estate 2021. - Ciao Cristian! raccontaci di I.llumia. - Ciao A tutti, oggi ci immergeremo nella Nuova Matrix e nella Collezione PE 2021 di I.LLUMIA, ne comprenderemo le origini e quanto questa è connessa con il DNA della Marca. Iniziamo a comprendere le linee guida che in questo momento determinano le evoluzioni del mercato e le tendenze moda Comprenderemo i look creati approfondendo Forme e colori viste sulle passerelle e nel life style, quindi i principali trend della stagione e da li ci addentreremo nel vivo della collezione. Matrix è un partner attento e come tale comprende che per essere dei vincenti bisogna evolversi e dare gli strumenti per leggere e interpretare le nostre clienti Forti di un nuovo slancio mettiamo in primo piano Unicità per rispettare le singole identità Inclusività, rispettiamo le diversità e impariamo a gestirle Semplicità, nelle soluzioni che permettono la soddisfazione del cliente e un risultato gratificante per noi professionisti E come ovviamente nel nostro DNA COLORE COLORE COLORE Collezione illumia primavera estate 2021 Abbiamo imparato che è il contesto che determina e legittima ogni scelta estetica, e l’evoluzione è intrinseca e inevitabile Sta a noi coglierne i segnali ed elaborarli Esattamente come ha fatto Il nostro Partner di lavoro Matrix. In questa evoluzione la ricerca di una radicale visione che risolva l’aporia tra etica ed estetica continua ad essere una costante del periodo in cui viviamo. ed ecco che comprendiamo tutti i messaggi della marca che ci rappresenta e che abbiamo scelto. Se da una parte Il recupero delle tradizioni, del sapere formato con l’esperienza con l’artigianalità storica mantiene ancora stretto il legame con il nostro vissuto, dall’altro la proiezione verso un futuro migliore basato su una nuova “tecnologia della sensazione”, sembrano creare un rapporto sinergico e necessario. Nella moda La ricerca textile su nuovi materiali di sintesi a basso impatto ambientale e ad alto riciclo si nutre di un percorso tecnologico di nuova generazione che imita la natura e le sue dinamiche biologiche. Entriamo nel vivo della Stagione e della nostra collezione che abbiamo Chiamato Sint.Etico che è una parola composta da 3 concetti. Sintesi che vuol dire semplice , minimalista, essenziale. Etico, che in Matrix è espresso nel concetto di inclusivo, di tutti, per tutti proprio come in un grande abbraccio Sintetico, che è la ricerca tecnologica che porta all’elaborazione di nuove materie prime più performanti e nello stesso tempo rispettose dell’individuo e dell’ambiante. La prospettiva che la moda ci offre è ormai chiara e ben definita. Il futuro è nelle mani della ricerca di forme semplici, immediate, comode, capaci di rispettare ed esaltare la bellezza delle nostre clienti. La consapevolezza è un ritorno all’essenziale , al ritorno a quella artigianalità della realizzazione partecipata con la cliente per dare vita ad un progetto colore unico che ne esalti la forma, la texture, la natura. Con la collezione Sint.etico abbiamo voluto dare forza a questo concetto di minimalismo creando una collezione in cui il protagonista diventa il colore sapientemente valorizzato dal posizionamento della luce. Una collezione in cui le nostre tessiture, e quindi il posizionamento della luce, valorizzano e danno forza al colore scelto insieme alle nostre clienti. C’è un evoluzione in questo. C’è un evoluzione che ci dice che le sfumature iniziano a diventare l’accessorio del colore e non più il dettaglio su cui focalizzare l’attenzione. Fin troppe volte fino ad ora ci siamo concertati nel posizionare giochi di schiariture sui capelli lasciando che il colore secondario diventasse un supporto alle sfumature. In questa collezione , invece, abbiamo reso il colore il vero protagonista di questa primavera estate. Un colore che, sulle tonalità del biondo, crea giochi di colore che passano dal perla al platino freddo e che insieme evidenziano e mettono in risalto un capello estremamente curato, sano, simbolo vero dell’innovazione tecnologica volta sempre più ad ottenere risultati che permettono ai capelli di restare sani e naturali pur osando con schiariture e decolorazioni. Nei toni più scuri troviamo la presenza imponente dei marroni, che sempre più diventano i colori preferiti dalle nostre clienti e che, a differenza del passato, si esprimono attraverso riflessi pieni e carichi di pigmenti. Il riflesso si deve vedere, si deve far sentire. Ed’ è grazie al Socolorsync e alle nuove collezioni dei marroni, che questo diventa per il parrucchiere semplice da ottenere e facile da proporre come quello che in I.LLUMIA definiamo I.COLOR, (colorare in modo intelligente) Collezione illumia primavera estate 2021 Tutto questo ci fa vivere perfettamente quelli che sono i nuovi Mantra di MATRIX, i concetti sui quali basiamo la nostra quotidianità. Dall’education, al marketing, alla ricerca al lancio di prodotti, tutto si focalizza sui 4 pilastri di matrix che guidano i parrucchieri di tutto il mondo. Think, believe, dream e dare. Pensa (Think) al tuo valore e ai principi sui quali vuoi determinare la tua crescita Credi (believe) in te stesso, nelle tue capacita e nel tuo potenziale Sogna (dream) di realizzare ciò che hai sempre sognato Osa (dare) per permettere ai tuoi sogni, i tuoi progetti di realizzarsi. Sono questi i pilastri che ci accompagnano in tutto ciò che facciamo. Ho amato una frase che ho sentito dire in uno degli incontri internazionali che ho fatto ultimamente. Questa frase recita: “Dobbiamo permettere a tutti i parrucchieri del mondo di essere i protagonisti della loro arte. e dobbiamo farlo attraverso un education semplice e concreta" Il vero minimalismo, probabilmente è questo… https://artistlab.it Thanks to: Cristian Chiffi Simone Di Fazio Laura Piras Monia Silvestri Sara Trisciuzzi (EM L'Oreal - Matrix) Vittorio Masciarelli - Bookin Agency (MI)

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Gruppobea SpA cavalca l’innovazione: i giovani rivoluzionano il pensiero

Gruppobea SpA cavalca l’innovazione: i giovani rivoluzionano il pensiero

Galdus Academy intervista i responsabili di Gruppobea, una grande azienda milanese specializzata in design che ha saputo coinvolgere giovani studenti integrandoli tra le maglie della propria organizzazione. Claudio Gatti, direttore generale, e Jonas W. Bendaou, psicologo e responsabile sviluppo. Cominciamo subito con lei Jonas. Si occupa di formazione e segue per conto dell'azienda l'area sviluppo. Ritiene sia possibile provare ad innovare durante una crisi economica così acuta? Sì, è possibile. Ma per farlo è importante fissare due concetti chiave. Il primo è che durante un momento critico bisogna essere disposti al cambiamento. Il secondo è che il cambiamento comporta sempre uno sforzo notevole. In entrambi i casi saremo chiamati a mutare il nostro modo di pensare. Ed è in questo scenario che, a proposito di formazione, la nostra organizzazione ha scoperto quanto la presenza di studenti in stage all'interno della struttura ha aiutato a far meglio di quanto si potesse sperare. Perché questa relazione tra gli stage e il cambiamento? Semplicemente perché i giovani sono trainanti. Rappresentano, in ogni loro azione, la spinta nei confronti di quel che verrà. Aiutarli a crescere professionalmente, seguirli, dedicar loro tempo, superare le resistenze che emergono quando si ha a che fare con l'insegnamento, ci dà modo di conoscere più profondamente noi stessi, le nostre paure, i nostri limiti. Essere al loro fianco ci ha dotati di uno spirito di osservazione totalmente nuovo. Ci ha abituati a essere più attenti. Ma ci ha anche costretti a parlare in modo diverso, ascoltare in modo inusuale. Pensare in modalità più rapida. D'altronde, entrare nella visione del loro universo ha alterato immancabilmente l'annoso ordine consuetudinario del gruppo. Ecco perché, più siamo stati in grado di dare una mano agli studenti, formandoli ed integrandoli, più è mutata la rete delle nostre abitudini. Più siamo stati disposti a sacrificare il nostro tempo, più abbiamo scardinato vecchi comportamenti per cui c'era assuefazione. E siamo diventati giorno dopo giorno più plastici, esattamente così come accade in una rete neurale ipersollecitata. La verità è che quando è arrivata la crisi, stava già incredibilmente trasformandosi il nostro modo di osservare le cose. In poche parole, con la scuola in azienda, abbiamo costruito inconsciamente l'assetto per prepararci all'innovazione. Sig. Gatti, Come direttore generale del gruppo può spiegarci in che modo si è adeguata la vostra azienda a questo periodo? In questo ciclo difficilissimo abbiamo dovuto essere critici con noi stessi per cominciare a cogliere le diverse aree di miglioramento. Nella prima fase, quando le attività in Italia hanno cominciato a non poter ospitare più nessuno, Gruppobea e SoaCasa hanno guardato al world wide web con meno approssimazione, utilizzando tecnologie che alimentassero la comunicazione a distanza con i clienti. Ovviamente, avendo due show room di 5000 mq dedicati a prodotti di finitura, la difficoltà stava nel conciliare lo spazio fisico, quello non più praticabile a causa del covid, con quello digitale. Si è dunque lavorato sulla valorizzazione dei prodotti esposti avvalendoci di piattaforme come Skype, zoom, WhatsApp, per condividere con il mondo fuori, il nostro mondo. Da qui è nato "smart show room" un progetto studiato per il periodo di chiusura, basato sul servizio di appuntamento in remoto che contemplava una consulenza attraverso video chiamata, e che offriva al cliente la possibilità di poter visionare i prodotti esposti nei nostri stores. Una vera e propria diretta in cui il progettista veniva seguito per tutto il tempo della consulenza da un regista video. Questa nuova attività ha introdotto risposte più rapide ed ha spostato il focus, spronandoci a dare maggiore valore alle richieste di chi non poteva allontanarsi dalla propria casa. Poi, alla riapertura, ho optato per la ratifica di questo standard qualitativo. Quindi, preventivi più rapidi. Gestione degli appuntamenti più mirata. Attenzione ed ascolto attivo per cogliere ogni singola opportunità. Ad oggi, posso dire che non ci lasciamo sfuggire alcuna occasione ed i numeri, a quasi un anno dall'inizio della pandemia, sono confortanti: nonostante la perdita economica dei mesi di marzo e aprile a causa della chiusura forzata, l'azienda è riuscita nei mesi successivi ad eguagliare gli anni precedenti. Inoltre, a partire dall' anno scorso, siamo riusciti ad inserire 7 nuove figure professionali, 5 delle quali provenienti proprio dagli stage. Jonas, pensa sia necessaria anche una buona dose di fortuna per affrontare tutto questo, o uno psicologo ritiene sempre che la fortuna non esista? Non so davvero risponderle. Questo virus ha colpito in lungo e largo penalizzando alcune categorie più di altre e, questo, è un duro colpo alla capacità e allo spirito dei singoli imprenditori italiani che cercano di fare il possibile anche senza l'aiuto di una politica spesso inesistente. Se avessimo avuto un ristorante probabilmente avrei usato parole diverse. Ma se mi chiede quanto la fortuna intervenga quando nel tuo cielo c'è una crisi, non posso che insistere sull'assunto iniziale. La diversa prospettiva, se si ha voglia di mettersi in gioco, ti obbliga a mutare il pensiero. E se il pensiero muta, non cambiano mai improvvisamente le condizioni, cambiano solo gli occhi con cui le osservi. Chiudo con una frase che un mio docente universitario ripeteva spesso: Allontanati dall'elefante se vuoi vedere l'elefante. Bene. Parliamo di quel che vi circonda. Sig. Gatti, ci spieghi se è cambiato (e in caso affermativo in che modo) il rapporto con i clienti, i dipendenti e i fornitori. Direi di sì. Durante la crisi più profonda, e quindi nei periodi di chiusura, abbiamo deciso, nonostante il calo di fatturato, di pagare tutte le scadenze dei nostri fornitori e rispettare gli impegni presi. Stesso dicasi per i nostri dipendenti. Questo ci ha garantito, a costo di un grande sacrificio, credibilità. Il rapporto oggi con i nostri fornitori primari, quindi anche le grandi industrie italiane che fanno parte di quella Confindustria ceramica che ci ha premiato come miglior store italiano, è adesso più forte di prima. I clienti a noi più affini, operatori del settore e architetti, hanno gradito invece la volontà di star loro vicini, con il sostegno nell'ambito del profilo finanziario, il supporto operativo nelle dinamiche lavorative, la creazione di condizioni di business tarate sui singoli bisogni. Soprattutto, hanno apprezzato la predisposizione all'ascolto empatico durante uno dei momenti più complessi degli ultimi cinquant'anni. Ha funzionato ed adesso la filiera è più salda di prima. Si sono dunque presentate opportunità che siete riusciti a cogliere? La vera opportunità, lo ripeto, è proprio relativa al cambio culturale. Modificare le nostre attitudini, le abitudini. Allargare gli orizzonti. In questo scenario ho fortemente voluto investire negli spazi espositivi ed inserire nell'organico un promoter per gli architetti ed un kaccount per nuove canalizzazioni su cantieri. Oggi, 10 mesi dopo, abbiamo circa 230 nuovi operatori del settore che sono entrati a far parte del nostro portafoglio clienti. Il covid in alcuni settori ha accelerato alcuni processi di automatizzazione o ha introdotto alcune novità, è successo anche nelle due aziende? Le novità sono relative agli impianti informatici. Abbiamo consolidato la sezione del crm cominciando a distribuire le informazioni riservate a pochi responsabili, a tutti i livelli della azienda. Si è poi proseguito a lavorare su internet e sui social, assegnando ad un professionista esterno la gestione di quest'area che aveva bisogno di freschezza e continuità. Nell'ambito logistico, invece, abbiamo cominciato a sviluppare una serie di processi utili alla eliminazione della carta, rafforzando la dimensione tecnologica. Se i magazzinieri, due anni fa, avevano bisogno di stampare fascicoli per controllare quanto il cliente ritirava, adesso navigano velocemente grazie ai tablet e l'uso del bar code. Inoltre, con la direzione marketing, nel mese di dicembre abbiamo cominciato ad organizzare il progetto di firma digitale che contiamo di chiudere entro l'anno. Ovviamente, l'innovazione ci ha spinto a cavalcare anche le novità relative all'introduzione di leggi a supporto dell'economia come l'eco bonus, agevolazioni per ristrutturazioni e sviluppo del green, trasformandoci in uno sportello dedicato a chiunque abbia bisogno di una guida nel complesso mondo della fiscalità. E, questo, è un plus. Ci dica, capita mai che un direttore generale voglia che gli studenti di uno stage partecipino al processo di innovazione? Assolutamente sì. E le dirò di più. Non solo partecipano. Lo realizzano. Uno dei progetti in atto ha come focus un tema importante: Il verde. Siamo partiti con una piccola idea che prevede il coinvolgimento degli alunni del corso green galdus per la realizzazione di un arredo verde all'interno del cortile aziendale. Il lavoro messo in campo, che ha previsto un investimento economico da parte della struttura, mette in condizione gli studenti di vivere un vero e proprio laboratorio all'esterno con i propri docenti, per l'acquisizione di tecniche di piantumazione e cura della pianta. E non è tutto. Il progetto potrà essere esteso anche alle altre aziende della zona, perché integrato nella idea più grande di valorizzazione del nuovo distretto TOCO, area che comprende Toffetti e Corvetto, e per cui sono stati coinvolti gli allievi della classe di informatica Galdus per un progetto iniziale a livello comunicativo. Insomma, nel periodo peggiore per per la didattica, realizziamo laboratori all'esterno, portiamo la scuola nei grandi spazi della azienda per far vivere ai ragazzi la dimensione di un obiettivo, tesi fondamentale per cominciare a conoscere il mondo del lavoro. A maggio 2022, grazie al corso Galdus green, 40 gelsomini copriranno interamente le pareti esterne della struttura, e spero davvero possano diventare il simbolo di questo cambiamento. Jonas, lei tratta da sempre materiale umano. Come immagina il futuro? Che bella domanda. A dire il vero, non siamo più abituati da tempo a fare programmi a lungo termine. La pandemia, lo scenario politico, le difficoltà imprenditoriali, la frammentazione europea, le tensioni sociali, la mancanza di lavoro, la solitudine, non consentono a nessuno di poter guardare lontano. Quel che possiamo invece fare è vivere, ed impegnarci adesso. Cercare di essere più attenti al mondo che ci circonda, sensibili ai temi ambientali che rappresentano il futuro delle prossime generazioni. Soprattutto, mi piacerebbe che il nostro domani contenesse la capacità di essere più premurosi nei confronti del prossimo. Un tema complesso e bellissimo. Sì. Ha ragione. Devo dirle che mi ha sempre affascinato il pensiero di un tal Kazuo Yano, visionario scienziato giapponese e ricercatore di Hitachi che, negli studi di una vita, ha spiegato al mondo quanto sia forte la relazione tra quel che facciamo per gli altri e la nostra felicità. Le sue ricerche nell'ambito della intelligenza artificiale sul lavoro, hanno evidenziato che la felicità ci permette di concentrarci sulla nostra operatività. Soprattutto, hanno certificato che le persone felici rendono felice chi interagisce con loro, portando ad aumenti delle prestazioni lavorative del proprio gruppo fino al 27%. Quindi aiutare gli altri, a pensarci bene, fa già parte dei nostri istinti. Spesso, però, lo dimentichiamo. O, ancor meglio, lo nascondiamo. Per quanto ci riguarda, nel nostro micro mondo abbiamo finalmente compreso quanto sia positivo incoraggiare la crescita e la creatività di giovani studenti che arrivano in azienda spaesati, a disagio, impauriti, a volte con storie familiari tristi alle spalle. Perché la preoccupazione per loro, il tempo investito, l'empatia, la formazione, favoriranno immancabilmente innovazione, resilienza, sviluppo, speranza e, come diceva Totò, piccole dosi di felicità

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Teatro in quarantena...disagio e opportunità del digitale

Teatro in quarantena...disagio e opportunità del digitale

Di Toni Andreetta. Il digitale, contrariamente a quanto pensano molti teatranti, potrebbe rivelarsi uno strumento strepitoso per aumentare e sedurre nuovo pubblico lontano dalla sala di rappresentazione anche dopo l’emergenza. Bisogna però comprendere che nel caso di un impiego digitale gli artisti dovranno sperimentare nuovi modelli espressivi e non limitarsi a filmare gli spettacoli senza una adeguata ricerca editoriale. In altri termini non accontentarsi di riprendere lo spettacolo con una telecamera, mandandolo in streaming in diretta o in differita su youtube o facebook. Si tratta di rivoluzionare tutto il paradigma tecnico di strutturazione dello spettacolo, dalla messa in scena alla fase di ripresa e regia in un’ottica totalmente diversa dallo spettacolo dal vivo tradizionale. Ad oggi il mondo dello spettacolo ha per lo più impiegato il digitale come ripresa dello spettacolo dal vivo teatrale tradizionale. Ovviamente bisogna altresì ammettere che il teatro è una forma espressiva che difficilmente può essere disgiunta dal rito collettivo in presenza, dalla potenza del luogo, dall’interazione sociale degli spettatori prima dello spettacolo, durante l’intervallo e all’uscita dopo il rito degli applausi. Però si deve fare attenzione al fatto che la maggior parte dei giovani oggi considerano le forme tradizionali di teatro fortemente noiose e obsolete. A tal proposito in effetti a ben vedere sanno di vecchio un sacco di cose riguardanti il teatro... solo per dirne una, il modello di “teatro all'italiana”, quello per intendersi con palchetti e platea a forma di ferro di cavallo, pur avendo conquistato tutto il mondo, penso sia oggi inadeguato per la prosa.. Infatti per acustica e struttura fu realizzato compiutamente nel XVII secolo per la lirica, la danza, la musica. Un luogo per le famiglie maggiorenti della comunità che avevano in proprietà un loro palchetto. In realtà si racconta che gli spettatori spesso, poco interessati a quanto avveniva sul palcoscenico, fossero molto più attratti dalla possibilità di uno scambio di intimità nello splendido isolamento del palchetto e soprattutto si recassero a teatro per guardarsi da un palchetto all’altro, confermando così la loro condizione socio-economica al fine di negoziare rapporti sociali profittevoli. Tanto è vero che il “teatro all’italiana “ fu definito anche "teatro dello sguardo". Per questi motivi, e per mia esperienza personale, credo che la potenza evocativa del teatro e il suo carattere sacro e rituale si realizzino maggiormente in piccoli spazi fuori del teatro ufficiale. Ora visto che nella storia le trasformazioni della struttura e del consumo teatrale sono parecchie, basti pensare ai passaggi dal teatro classico alle sacre rappresentazioni, dal teatro rinascimentale a quello barocco, sino alla riforma di Wagner e così via, ritengo che valga la pena di raccogliere, senza pregiudizi conservativi e dogmatici, la sfida digitale, sfruttando una opportunità nuova che potrebbe permettere di rivolgersi a un pubblico nuovo con risultati inaspettati.

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Cose da fare a Gallipoli

Cose da fare a Gallipoli

Tra le mete turistiche più ambite in assoluto a partire dallo scorso anno, la Puglia è davvero stata riscoperta come il connubio perfetto di natura, spiagge bellissime con mare cristallino, e promontori fatti di autenticità non ancora esageratamente sfruttata e contaminata dagli investitori del turismo. Tra le moltissime mete disponibili ce n'è una in particolare che ogni anno attira turisti da tutta Italia ma anche dal resto del Mondo, si chiama Gallipoli. Piccola perla del salento che non bisogna assolutamente lasciarsi scappare, anche se per pochi giorni. È vero che ad agosto soprattutto si riempie forse troppo di turisti, ma si consiglia comunque di fermarsi almeno per un weekend. Due o tre giorni potrebbero essere infatti sufficienti a vedere e a godere di tutto quello che questo posto incantevole ha da offrire. Ecco allora una breve lista delle cose da fare e vedere a Gallipoli Il mercato del pesce Gallipoli è sul mare, ed è un centro importante. Come tale ha un porto attivo localmente nella pesca. I fortunati che si trovano nei dintorni potranno comprare il pesce direttamente da lì. Avrete del pesce squisito e appena pescato, ma potrete allo stesso tempo sperimentare una parte della Gallipoli vera, la Gallipoli dei pescatori e degli artigiani, la Gallipoli che ama il proprio mare e i suoi frutti, e li mette a disposizione di chi voglia gustarli. La spiaggia della Purità La troverete sicuramente un po' affollata soprattutto in alta stagione, date anche le sue dimensioni relativamente ridotte. Ma chi ha detto che bisogna uscire dal centro abitato per fare un bagno e prendere il sole? Questa spiaggia si trova infatti proprio a ridosso delle vie principali, affacciandosi sul mare perfetto della costiera Pugliese. Se abbiamo il coraggio di affrontare l'affollamento allora dedichiamo un giorno a questa esperienza a metà tra storia, relax e godibilità. Il centro Storico Il bello del posto è sicuramente il paesaggio naturale, il gatto che si trovi esattamente sulla costa, e su una costa che da su un mare turchese come il cielo. Ma anche il centro storico non è da meno per bellezza. Dopo una giornata di mare, alla sera, quando è sceso il sole e anche le temperature e si può godere della fresca brezza costiera, sarà sicuramente interessante e appagante visitare il vecchio borgo, fatto di richiami artistici e architettonici che rimandano al Seicento. Perché non andare oltre magari scegliendo proprio il centro storico come luogo in cui passare la notte? Se questa sarà la vostra scelta sappiate che il luogo è pieno di affittacamere e b&b, come https://www.gallipolivecchia.com/. Vecchie, rustiche e autentiche abitazioni, riadattate a hotel per far assaporare ai turisti un po' di quello che era la vita nei tempi che furono. Ve ne innamorerete. I bastioni Tornando al centro storico, come vecchia cittadella Gallipoli è dotata di bastioni, che chiaramente attualmente hanno perso la loro funzione originaria per essere riadattati a luoghi vivibili. Ed è proprio dall'alto di questi bastioni che è possibili, e assolutamente da non perdere, ammirare il tramonto sul mare, magari sorseggiando un calice di uno dei buonissimi vini pugliesi. Panorama, gusto, e relax. Il tris che se non conduce alla felicità, ci si avvicina molto. Fuori dal centro: una passeggiata sul litorale GAllipoli vale anche per la sua posizione strategica: il litorale tutto intorno infatti non è ostico, roccioso e frastagliato, ma dolce e liscio, godibile, perfetto per essere esplorato da chi abbiamo voglia di una passeggiata. Il nostro consiglio? Non lasciatevi scappare questa occasione di conoscere più a fondo i promontori pugliesi, fatti di un fascino antico e suggestivo. I suoi spazi aperti, i suoi colori accesi, i suoi profumi intensi sapranno ricaricarvi come poche altre cose al mondo.

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Opera incompiuta

Racconto incompiuto ritrovato per caso. Adorava il suo modo di essere, il suo essere testarda, polemica, il suo andare contro corrente, il suo essere libera, il suo sapersi bastare, senza dover dipendere da nessuno, almeno all'apparenza. Se il mondo andava a destra, lei preferiva la sinistra, se gli altri sceglievano il rosso, lei preferiva il blu e sapeva motivare la sua scelta in modo accurato e chiaro, senza lasciare alcun spazio al ragionevole dubbio. Adorava la sua voglia di vincere, sempre, in tutto, il suo saperti tener testa, ma anche lasciar andare al momento giusto. E il suo sorriso. Era un sorriso furbo, di quelli che quando li vedi pensi: "sta architettando qualcosa", ma che allo stesso tempo sapeva essere dolce e caldo. Adorava e temeva la sua paura di esporsi, il suo non saper dire "ti voglio bene" o "ti amo" e la forza di dirlo ogni giorno con i gesti e le labbra che si dischiudono in un sorriso e gli occhi languidi quando quelle parole venivano dette a lei. Amava quei suoi occhi grandi, scuri: ci poteva nuotare dentro. Aveva paura quando la vedeva piangere: diventava piccola e fragile, la sua forza svaniva all'improvviso e temeva che toccandola sarebbe andata in frantumi come un cristallo incrinato: lei non era mai riuscita a dirgli che nei suoi abbracci, in quei momenti, tutti i suoi pezzi si saldavano assieme. Adorava tutto di lei. Era entrata nella sua vita come una tempesta improvvisa, una bella tempesta improvvisa, di quelle che servono per rigenerarti, di quelle che arrivano quando ormai ti sei abituato alla siccità e non vedi altro e che ti sconvolgono e fanno capire quanto importante sia l'acqua. E ora, mentre riguardava il tempo della loro telefonata, mentre sorrideva ripensando a quello che si erano detti e alla sua voce, mentre la immaginava tra le sue braccia, maledicendo la distanza tra loro, desiderava che quella tempesta non finisse mai.

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L'uomo è cambiato, e con lui il suo modulo.

L'uomo è cambiato, e con lui il suo modulo.

Osservare significa indagare cose che a primo acchitto non notiamo. Guardare, esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizi e considerazioni di varia natura. Osservare, contiene un corrispettivo temporale intrinseco. L' osservazione non è cosa rapida, significa passare ore, giorni a notare quella determinata cosa. Osservare, è un po' come perseverare, ovvero:" persistere, mantenersi fermo e costante nei propositi, nelle azioni, nello svolgimento di un’attività". Mica le stelle le scopre chi sta poco attento, o chi passa davanti ad un telescopio così per caso. Le stelle si osservano non a caso all'osservatorio, cioè una località o costruzione attrezzata per l'osservazione a distanza o per determinate osservazioni, ricerche, indagini di natura scientifica, proprio perché è una cosa che richiede tempo ed attenzione. Poi vabbè, come sempre, abbiamo tutti un cugino che passando davanti al telescopio scopre un nuovo sistema solare, così, per caso, perchè mentre stava fatto di lean (per i meno giovani, il termine lean, in alternativa anche sciroppo, purple drank o sizzurp, è usato per indicare una droga ricreativa composta da una miscela omogenea a base di sciroppo per la tosse, contenente codeina, prometazina o entrambe e una bibita gassata, generalmente Sprite, Mountain Dew o Fanta al gusto d'uva) ha guardato nel telescopio solo perché pensava fosse na canna lunga n'metro, e per puro caso ha visto delle cose. Io non sono quel cugino. Sono quello che osserva, che prima o poi lo prenderà a quel posto dal suddetto cugino che scoprirà un nuovo sistema solare. Questo disegno è la sintesi del mio osservare. Le Corbusier mi scuserà se ho avuto il barbaro coraggio di modificare il suo Modulor. Ma parliamoci chiaro, dal 1948 al 2021 sono passati 73 anni, questo tizio con sta mano alzata che sembra E.T. telefono casa ha un pò rotto i co****ni. Ormai è impossibile pensare ad un uomo senza il suo cellulare, o come si dice adesso, il suo SMARTPHONE. Per non parlare del ragazzino tutto accessoriato che prima di uscire di casa deve configurare lo smartphone con il suo orologio (scusate smartwatch), che a sua volta deve configurare con le cuffie, che deve configurare con il suo monopattino elettrico che suo padre al mercato comprò. L'uomo è cambiato, e con lui il suo modulo. Che poi sto modulo varia in base all'annata...cioè il modulo dell'uomo viene definito anno per anno dalla Silicon Valley, nello specifico da Cupertino, no Copertino in provincia di Lecce, ma Cupertino in California. E questi tizi ogni anno allungano o restringono 'sto smartphone. Quindi gli vorrei di' a Le Corbusier: "Corbù ma ha capito che culo a non dover pensare a tutte ste cose?" Mi si sta scaricando lo smartphone dove sto scrivendo questa nota, ritornerò per 20 min il modulor descritto dal maestro. Ps. Ma solo perché non sono quel ragazzino di prima, altrimenti avrei avuto la power bank e col c***o che mollavo lo smartphone.

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Interviste bolognesi

Interviste bolognesi

Due brevi interviste con Marcello Fois, premiato autore di libri fortunati come Memorie del vuoto e Nel tempo di mezzo, e Mimmo Parisi, scrittore con all'attivo un pugno di pubblicazioni originali. Nonostante la pandemia Marcello Fois cerca di essere positivo. "Ho un piccolo giardino interno nella mia casa di via Pietralata – racconta lo scrittore –. Con due figli e un cane quello spazio è diventato essenziale". "Ho Licia Gianquinto a fianco, Silvia Avallone di fronte, Alex Boschetti poco lontano. Siamo una piccola comunità di scrittori come nel quartiere parigino del Marais". Come mai questa scelta? "Avevo fatto il primo anno di Medicina a Sassari ma non ero contento. Scoprii che a Bologna si apriva la prima facoltà di italianistica e non ci pensai due volte. Sono stato uno dei primi allievi di Ezio Raimondi in via Zamboni 32 e mi sono laureato con lui. Poi ho conosciuto mia moglie Paola, ho cominciato a lavorare all’Archiginnasio, ho fatto il professore precario e ho iniziato a scrivere. Nel ‘92 ho vinto il premio Calvino e lì è iniziato tutto". Anche il romanziere Mimmo Parisi ha un trascorso di universitario giunto da fuori. Più precisamente e diversamente da Fois, frequenta l’Accademia di Belle Arti dove si laurea in Pittura con il prof Contini. Mimmo, conoscevi già Marcello Fois? Certo. Tuttavia non sapevo che anche lui abitasse a Bologna. Sono quei casi strani della vita. Perché strani? Insomma, lui ha una casa in Pietralata e io ci ho vissuto per anni in quella strada. Poi ha parlato di piccola comunità di scrittori: mi sarebbe piaciuto essere parte integrante del gruppo. Forse sarebbe stato utile avvicinarli. Giusto. Tuttavia – visto che mi interesso di narrativa in maniera importante solo da alcuni anni – penso che la mia passione per la musica abbia un po’ diretto la mia vita. Lasciando fuori per forza di cose, altri miei target culturali. Raccontaci in sintesi la tua carriera di musicista. Be’, riassumendo in maniera estrema, io ho fatto parte di diverse formazioni, fino a quella definitiva – con un nome scippato a monsieur Ravel: ‘I Bolero’ –. Dopo la fuoriuscita dalla band ho vissuto una nuova stagione che mi ha visto cambiare pelle in cantautore e, finalmente, anche scrittore. Ultimo libro pubblicato? Ha un titolo che rimanda alla contemporaneità. Alla disavventura che tutti stiamo vivendo, Nemmeno il tempo di un abbraccio (PlanetEditore, pag. 142).

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Dai territori di Roma e Latina: Apetta Delivery il nuovo servizio di consegna a domicilio

Dai territori di Roma e Latina: Apetta Delivery il nuovo servizio di consegna a domicilio

Apetta Delivery nasce dalla collaborazione di professionisti che mettono passione e conoscenza della realtà enogastronomica locale nell’area nord della provincia di Latina e nell’area sud-ovest della provincia di Roma, per garantire un servizio di qualità e per supportare le migliori aziende commerciali italiane. Partiti con un servizio locale, Apetta punta al delivery su tutto il territorio nazionale. Un progetto made in Italy, la cui mission è “Fare per gli altri ciò che ci piacerebbe fosse fatto per noi” e nella contingenza di un momento socialmente difficile si è posta dalla parte delle persone, come un punto di riferimento per tutti coloro che non potevano uscire di casa o che semplicemente per motivi di sicurezza hanno preferito farsi consegnare a domicilio la spesa, il pranzo o la cena. Partendo da un’idea semplice il team Apetta insieme a Buzz Communications - che ha contribuito alla realizzazione del progetto occupandosi della comunicazione web e della brand identity, hanno messo in campo un progetto coraggioso costruendo un nuovo servizio di delivery a domicilio. Infatti Apetta è un servizio dedicato a tutti coloro che per diversi motivi hanno la necessità di farsi consegnare a casa il pranzo, la cena o la spesa quotidiana. Nel servizio sono inclusi anche altri prodotti, come ad esempio farmaci o parafarmaci e generi alimentari di ogni tipo (pesce fresco, le migliori carni, frutta e verdura a km 0). Per usufruire del servizio basta scaricare l’App di Apetta e aprire un account. La clientela registrata attraverso lo smartphone può fare comodamente gli acquisti da casa e tenere traccia degli ordini, salvando i prodotti scelti in modo da creare una solita lista della spesa, da poter riutilizzare. La novità di Apetta è che garantisce una relazione con il cliente, infatti oltre a beneficiare di bonus e sconti, è possibile contattare un servizio clienti dedicato per esigenze particolari al numero WhatsApp 392 2570839 o inviando una mail a assistenza@apetta.it. Al momento Apetta Delivery consegna a domicilio ogni giorno dalle 09.00 alle 23.00 sulle zone indicate dall’app coprendo integralmente il comune del locale da cui scegli di acquistare. Sono disponibili i principali metodi di pagamento, anche quello in contanti. Per l’orario di consegna il sistema della app propone agli utilizzatori il primo orario disponibile rispetto alla distanza, che ovviamente può essere modificato. Spesso la consegna è possibile anche nelle le aree limitrofe, basta verificare la copertura inserendo l’indirizzo. Il costo varia a secondo delle distanze coperte dai fattorini/riders. Scegliere un servizio di delivery che a sua volta sceglie il meglio dei servizi enogastronomici locali è una comodità ma anche una possibilità per contribuire a sostenere l’economia territoriale. Apetta Delivery è pronta ad aprire collaborazioni e partnership con imprenditori che vogliono cavalcare il trend di crescita del delivery e/o con esercizi e driver che vogliano operare sul territorio di Nazionale con Apetta. Apetta delivery – scarica l’app da: https://apps.apple.com/it/app/apetta-delivery/id1537171227 https://play.google.com/store/apps/details?id=com.shopping.eating

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VOLO CANCELLATO IN TEMPI DI COVID IL GIUDICE DI PACE DI BARI CONDANNA IL VETTORE A RISARCIRE I DANNI

VOLO CANCELLATO IN TEMPI DI COVID IL GIUDICE DI PACE DI BARI CONDANNA IL VETTORE A RISARCIRE I DANNI

Il Giudice di Pace di Bari con una recentissima pronuncia di febbraio 2021, destinata a fare scuola , ha condannato il vettore aereo Easyjet Airlines Company LTD al pagamento in favore di una passeggera italiana la compensazione pecuniaria di € 250,00 ed il risarcimento del maggior danno , patrimoniale e morale subito in conseguenza della cancellazione de volo MILANO - BARI del 09.03.2020 , ovvero nei primi giorni di diffusione della pandemia. Nella specie, la sig.ra D. P. giunta in aeroporto a Milano la mattina del 09.03.2020 proveniente da altro volo estero, al fine di imbarcarsi in serata sul volo che la sera avrebbe dovuto riportarla a Bari, si vedeva comunicare direttamente in loco senza aver ricevuto alcun preavviso, che in realtà il viaggio non sarebbe stato effettuato. Inoltre il personale aeroportuale ivi presente non forniva alcuna assistenza , non rimborsando il biglietto , nè offrendo la riprotezione, costringendo la passeggera a riprogrammare in fretta e furia il rientro a casa a sue spese. Ed infatti la viaggiatrice era costretta a noleggiare un auto , a rientrare a casa in macchina con un estenuante viaggio di oltre 10 ore e a rifocillandosi alla buona . Il vettore nei giorni seguenti respingeva le richieste risarcitorie presentate dall'istante personalmente, limitandosi a rimbosare il solo biglietto cancellato, costringendo la sig.ra D. P. a rivolgersi ad adire le vie legali e poi a ricorrere l'autorità giudiziaria . Ebbene il Giudice di Pace adito con la sentenza pubblicata di recente ha accolto la domanda risarcitoria proposta dall'avv. D'Agostino, che rappresentava la passeggera in giudizio. la compagnia aerea Easyjet convenuta in giudizio negava ogni responsabilità nell'evento, asserendo l'esistenza di una circostanza eccezionale non imputabile al vettore , quale la impossibilità di effettuare il volo a causa della emergenza epidemiologica da Covid-19. In realtà osservava il giudicante che alla data del 09/03/2020, non sussisteva ancora alcun divieto di spostamento sul territorio nazionale, tantomeno sussisteva ancora alcun divieto di volare per i vettori aerei. L'Italia infatti era stata dichiarata "zona rossa" solo a partire dal 10 marzo ,ed il Governo in effetti solo con il D.P.C.M. n. 6 del 9 marzo 2020 estendeva la "zona rossa" a tutto il paese dal 1O marzo al 3 aprile 2020. Dunque nel caso di specie l'emergenza epidemiologica da Covid-19, relativamente al volo EasyJet Milano-Bari del 09/03/2020, oggetto del giudizio, non poteva considerarsi una circostanza eccezionale per la compagnia aerea che aveva l'obbligo di rimborsare il passeggero. Secondo Il Giudicante infatti tale cancellazione rientrava infatti in quella scelta arbitraria adottata da molti vettori che alla data del 09/03/2020 si sono preoccupati di cancellare i voli aerei per i casi di "no show" e perché c'era stata una significativa diminuzione della vendita di biglietti, per cui non conveniva far partire un volo aereo con pochi passeggeri. Tale decisione dovuta a ragioni commerciali ed economiche del vettore, non lo esimeva dall'obbligo di pagare la compensazione pecuniaria . Sussistevano quindi tutti gli elementi per ritenere la responsabilità della convenuta EasyJet Airlines Company Itd ed andava pertanto riconosciuta all'attrice, la compensazione pecuniaria di € 250,00 . Inoltre nella stessa sentenza il Giudice riconosceva alla stessa istante anche il risarcimento del maggior danno di natura patrimoniale subito pari ad € 185,95, comprensivo dell 'esborso resosi necessario per raggiungere Bari con mezzi di trasporto alternativi per la data del volo cancellato, e dell'importo di € 20,00 equitativamente determinato per la consumazione dei pasti. Lo stesso Regolamento C.E. n. 261/04 all'art. 12 comma I , infatti, lasciava impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare nelle ipotesi di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardi. Conformemente ad un recente e consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte di Giustizia UE , lo stesso giudicante nel ha riconosciuto anche il diritto al risarcimento del danno di natura non patrimoniale, equitativamente determinato in €. 100,00, per il pregiudizio sofferto a causa della mancata assistenza fornita. Per le argomentazioni esposte la domanda è stata accolta con la conseguente condanna della convenuta EasyJet Airlines Company Itd, al pagamento della complessiva somma di €. 535,95 in favore dell'attrice oltre alle spese di lite. Un'importante successo per l'avv. Alessandro D'Agostino di Napoli che da un anno sta difendendo in tutta Italia i diritti di tanti passeggeri lasciati a terra dei vettori per via del Covid 19.

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"L'ITALIA È UN PAESE INCIVILE CON I DISABILI. UN ESEMPIO PER TUTTI L'OSPEDALE MONALDI

"L'ITALIA È UN PAESE INCIVILE CON I DISABILI. UN ESEMPIO PER TUTTI L'OSPEDALE MONALDI

In un Paese civile non staremmo nemmeno davanti al pc a scrivere queste righe. In un Paese caritatevole e misericordioso, anche. Ed invece l’Italia è la Nazione dei burocrati, delle scartoffie, delle opere incompiute, del politically incorrect, del “io penso a me e Dio a tutti”. Il tema dei disabili è sempre molto caro e “toccante”, almeno a parole certo. Tante, tantissime le iniziative nei confronti di queste fasce considerate più deboli ma, in soldoni, si fa poco o nulla per poter anche agevolare situazioni anche decisamente complicate. Come sempre accade nel nostro Paese i diritti non vanno di pari passo con la gentilezza e sono quindi necessarie disposizioni chiare ed inequivocabili. La politica si prenda le sue responsabilità considerato come dal 1998 sono stati presentati solo disegni di legge e di modifiche delle stesse attualmente vigenti ma a tutt’oggi è ancora tutto affidato alla gentilezza e sensibilità delle persone che, spesso – fin troppo – viene a mancare. Parcheggi dedicati, pass per camminare nelle zone a traffico limitato e tante agevolazioni, tra le più disparate e pure superflue per poi perdersi in un bicchiere d’acqua. Ed in tempo di pandemia, i nodi vengono maggiormente al pettine. Può, un disabile, accelerare le procedure per un tampone? Assolutamente no. Chiunque sia costretto a sottoporsi al tampone, è chiamato a rispettare le file come tutti gli altri cittadini. Caldo o freddo, sole, vento o pioggia non importa. Attendere in fila. Una roba fuori dal mondo. Addirittura, come capitato al Monaldi, le guardie giurate sono state debitamente istruite a tal riguardo; vietato ogni “scavalcamento” di file, bisogna restare per ore in fila ed attendere pazientemente, pur se portatori di disabilità anche importanti. Nell’ultimo Dpcm emanato dal governo italiano, il primo del premier Draghi, un articolo dedicato proprio ai disabili, il 3. Già, ma cosa dice? Di fatto consente la riduzione del distanziamento con gli accompagnatori, l’obbligo di non indossare la mascherina per chi ha patologie alle vie respiratorie, la possibilità di andare a trovare parenti ed amici. Beh, provvedimenti fondamentali, così come la possibilità per i caregiver di assistere i pazienti in ospedale. Cosa sarebbe costato aggiungere un piccolo articolo su file privilegiate? Su percorsi dedicati? Nulla. Per la cronaca abbiamo più volte tentato di contattare il Garante dei Disabili della Regione Campania. Abbiamo anche lasciato un messaggio alla segreteria ma nulla. Forse chiediamo troppo, forse servirebbe ridimensionare le nostre aspettative, d’altronde l’Italia non è un Paese civile.

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“SVEGLIAMI QUANDO SARA' FINITA” di SAVERIO GRANDI

“SVEGLIAMI QUANDO SARA' FINITA” di SAVERIO GRANDI

“Svegliami quando sarà finita” è il secondo dei cinque singoli che anticipa l'uscita del nuovo album (prevista prima dell'estate) di Saverio Grandi. Questo artista è uno dei songwriters più prolifici e di successo del nostro paese, ha pubblicato oltre 300 brani e collaborato con artisti del calibro di Vasco Rossi (compresa la recente “una canzone d'amore buttata via”), Laura Pausini, Nek, Raf, Stadio, Marco Mengoni e tanti altri, vendendo 21 milioni di copie e totalizzando oltre 650 milioni di views su YouTube. Dopo “mi piace”, Saverio pubblica il 19 febbraio “svegliami quando sarà finita”, un pezzo stilisticamente diverso dal singolo precedente ma sempre estremamente valido. Stiamo parlando di una canzone molto sentita, un inno al “non mollare mai” nonostante il brutto periodo. Un brano molto sentito, coraggioso, che dimostra un'incredibile onestà e libertà intellettuale. Saverio Grandi, in questa canzone, descrive perfettamente il “sentiment”, il percepito della maggior parte dell'umanità perchè, in fin dei conti, tutti vogliamo che finisca questo bruttissimo periodo storico e non sempre abbiamo la forza di affrontarlo. Insomma, un inno alla resilienza, una parola che ormai abbiamo imparato benissimo. Nonostante il messaggio molto intimo e malinconico, il pezzo si rivela molto orecchiabile e ben arrangiato (anche se vista la qualità dei lavori di Saverio, c'erano pochi dubbi), la voce calda e “amica” accompagnano l'ascoltatore che si lascia abbracciare da una struttura musicale che rende perfettamente l'idea e il feeling della canzone. Un altro singolo, un altro passo, un altro tassello che va a comporre quello che sarà sicuramente un album molto interessante.

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Wonder Woman 1984 streaming italiano su altadefinizione

Wonder Woman 1984 streaming italiano su altadefinizione

Wonder Woman 1984 in streaming su altadefinizione, finalmente in Italiano. Era un pezzo che aspettavo, c'è voluto un po' prima che togliessero la versione sottotitolata. Per gli amanti del genere questo è da vedere senz'altro, c'è anche una piacevole apparizione di Lynda Carter, l'attrice che interpretò il ruolo di Wonder Woman nella serie televisiva degli anni settanta. https://altadefinizione.tours/wonder-woman-1984-streaming/

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Simone Iodice il designer e fondatore di Severe Gusts Italy un brand che spacca!!!

Simone Iodice il designer e fondatore di Severe Gusts Italy un brand che spacca!!!

Classe 78 nato a Ischia, e’ attualmente uno dei designer e Visual Merchandiser più in vista d’Italia. Alle scuole medie il suo insegnante di disegno gli disse: IODICE TU NON DISEGNI ... TU ZAPPI!!! Eccolo qui’ quello Iodice, disegnatore della sua carriera non solo nell’ambito della moda ma, anche in quello artistico. Immagine di alcune aziende che si sono affidate a lui per comunicare prodotti che spaccano. Ex Ufficiale della Marina mercantile italiana, lui si definisce ex impiegato per una compagnia di trasporti marittimi. Fondatore del modello Kelly Severe Gusts Italy, nel 2012 il successo lo porta tra i vip e tra personaggi famosi della tv. Non contento aveva un ulteriore sogno, quello di recitare con il grandissimo Lello Arena. Riuscito anche in questo , lo potete guardare in foto allegate. Una storia di successo che va’ avanti con milioni di difficoltà. Il COVID non fermerà i nostri sogni, rimaniamo eterni sognatori di un mondo migliore che ci accompagna, queste le uniche parole di Simone.

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Chi è Giovanni Buscetta?

Chi è Giovanni Buscetta?

Giovanni Buscetta è un influencer diciottenne di Busto Arsizio. Studente all’IPC Verri di Castellanza, indirizzo Turistico. Adora allenarsi ed è ormai da 3 anni che fa palestra, è un ragazzo trasparente, intelligente e molto diretto. << Sinceramente non mi sarei mai aspettato tutta questa notorietà sui social e spero un giorno di crearmi un bel futuro rendendo i miei genitori fieri di me. >>

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Stabilità politica fa rima con futuro. Il Premier eletto dai cittadini

Stabilità politica fa rima con futuro. Il Premier eletto dai cittadini

Il nascituro Governo Draghi, il terzo in questa legislatura, evidenzia, più che il fallimento della politica, su cui pure si potrebbe disquisire, l’incapacità alla resilienza del nostro sistema. Resilienza, in informatica, è la capacità di un sistema di adattarsi a nuove condizioni in modo da garantire l’erogazione dei servizi. La Costituzione italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948, è la legge fondamentale dello Stato e regola, tra le altre cose, la forma di Governo. L’Italia è una Repubblica parlamentare che, quindi, vede nel Parlamento l’espressione della rappresentanza popolare essendo eletto quest’ultimo direttamente dai cittadini. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, invece, è espressione di una maggioranza parlamentare e non popolare. La legittimità del Governo è, dunque, dovuta alla fiducia che le due Camere del Parlamento accordano all’esecutivo. Tanto basterebbe ricordare per non alimentare il pensiero di un certo corpo elettorale che, strumentalmente fomentato, ripudia Primi Ministri non eletti dal popolo. In realtà, dal 48 ad oggi, i cittadini non hanno mai eletto nessun Presidente del Consiglio dei Ministri, ma hanno esercitato la propria sovranità eleggendo, quali propri rappresentati, i componenti del Parlamento. Il sistema parlamentare ha palesato nel corso del tempo i propri limiti, basti pensare che in Italia dal 1989 al 2019 si sono susseguiti 16 Governi. Tutto ciò si ripercuote sulla possibilità di programmare a lungo termine poiché il destino della legislatura non è direttamente collegato a quello del Presidente del Consiglio dei Ministri ma a quello del Parlamento che ha facoltà sia di sfiduciare l’esecutivo sia di esprimere una nuova maggioranza. Posto che la democrazia rappresentativa è non solo una conquista di civiltà ma di responsabilità, non si può non considerare che in 73 anni la società sia mutata e che il divenire sia condizione necessaria per l’essere umano. Pandemia, vaccinazione, disoccupazione devono essere i temi principali dell’agenda politica del nuovo Governo ma, al netto della situazione di emergenza in corso, il tema di una Riforma costituzionale che possa prevedere l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri non può continuare a essere ignorato perché stabilità politica fa rima con stabilità economica e prospettive di crescita. L’elezione diretta del Primo Ministro non è garanzia di buon governo ma è una precondizione per porre in essere politiche a lungo termine non più rinunciabile. Sarà un caso se la Germania ha una situazione economica e finanziaria più felice della nostra?

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Qual è il tuo destino finanziario?

Almeno una volta nella vita, ti sei chiesto qual è il tuo destino finanziario, come calcolarlo, e se il destino è già stato scritto. Ebbene, ogni individuo, quando nasce, riceve un giorno, un mese, un anno, e un’ora. Spesso, diamo poca importanza all’ora, al giorno, al mese e all’anno di nascita. Quindi, parliamo di ben 4 punti chiave, però, devi sapere che il punto più importante è il tuo giorno di nascita. Dobbiamo tenere in considerazione i numeri da 1 a 31 (il numero massimo di giorni in un mese). In questo modo, puoi scoprire facilmente quali sono i fattori che determinano la tua situazione economica. Vediamo insieme qual è il tuo destino finanziario, com’è possibile calcolarlo, ma soprattutto cosa significa il numero che scopri, appena hai effettuato il calcolo https://ionyverse.it/2021/02/06/qual-e-il-tuo-destino-finanziario-ecco-come-calcolarlo/

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Emily Dickinson, la scrittrice ribelle.

Emily Dickinson, la scrittrice ribelle.

Emily Dickinson, la poetessa ribelle. “Un’outsider, insofferente alle regole” afferma la scrittrice Alena Smith a proposito di Emily Dickinson, poeta capace di vedere oltre la realtà, perché ella dimora nel mondo infinito dell’immaginazione. Comincerei a introdurre Emily Dickinson con questa poesia: To make a prairie it takes a clover and one bee, One clover, and a bee, And revery. The revery alone will do, If bees are few. Per fare un prato ci vuole del trifoglio E un’ape, un trifoglio e un’ape E sogni ad occhi aperti E se saran poche le api Basteranno i sogni. Le parole entrano nell’anima e liberano strati di verità che fino a un< momento prima non sapevamo neppure di avere intuito Versi, il cui linguaggio, semplice e immediato esalta il potere creativo dell’immaginazione, dono divino del poeta. IN SUPERFICIE Emily Dickinson nasce nel 1830, muore nel 1885, la prima di tre fratelli, lei, Lavinia e Austin; vive ad Amherst, una cittadina nel Massachusetts. Frequenta la Amherst Academy, dove trascorre felice i quattro anni di scuola media, insieme alla sorella Lavinia. Passa il resto della sua esistenza nella dimora del padre, la Homestead, entro i confini del suo giardino, e poi della sua stanza, punto di osservazione privilegiato sulla Vita, sul Mistero, su se stessa soprattutto, filtro vivente della quotidianità e degli accadimenti della vita. Edward Dickinson, suo padre, è avvocato e noto personaggio pubblico, spesso via per affari; la madre, Emily Norcross, ne soffre la mancanza e per il peso della solitudine si chiude lentamente in se stessa. Emily soffre molto per il distacco e la lontananza affettiva dei genitori, scrive: “Io non ho una madre”, eppure è molto affezionata, soprattutto al padre, e si prenderà amorevolmente, e con sacrificio, cura di loro fino alla fine. Su tutto posa il suo sguardo Edward Dickinson, che ha già pianificato la vita dei figli. Le due sorelle avrebbero avuto una sorte diversa rispetto al fratello, su cui egli punta tutte le speranze: Austin si sarebbe laureato in legge. Una volta terminata la Amherst Academy, Emily doveva frequentare il Mount Holyoke Female Seminary, una delle istituzioni cristiane per l’educazione superiore femminile fondate nel XIX secolo negli Stati Uniti. In realtà vi rimane pochissimo tempo, dieci mesi, insofferente alla rigida impostazione morale ed educazione religiosa. Il padre decide di ritirarla, ritiene Emily troppo sensibile, la sua fragile costituzione è turbata dalle numerose letture, è meglio che le coltivi tra le mura domestiche, con una giusta guida. Emily riesce tuttavia a frequentare un corso di letteratura e, a suo modo, si rivale sul padre. Vi incontrerà il primo dei suoi grandi tre “Master”, maestri: Leonard Humphrey, che la avvia alle importanti letture che avrebbero segnato il suo percorso poetico e umano. Purtroppo Leonard muore giovane, ed Emily ne soffre acutamente. Scrive nel 1862: “Sono andata a scuola – ma nel modo in cui intende lei – non ho avuto un’istruzione. Da bambina avevo un amico che mi ha insegnato l’Immortalità – ma essendosi arrischiato ad andarle troppo vicino, lui stesso – non ne ha fatto ritorno. Subito dopo è morto il mio Maestro […]”. Emily adolescente può godere della compagnia di uomini adulti, colti, i suoi tre, insostituibili Maestri. Con essi può discutere di letteratura, filosofia, nutrire la sua naturale curiosità intellettuale. Tra gli altri la Dickinson conosce Ralph Waldo Emerson, poeta e filosofo americano, William Wordsworth, poeta romantico inglese, Lord George Gordon Byron, poeta romantico inglese, noto per il suo atteggiamento sprezzante, inventore dell’eroe Byroniano, Charlotte Brontë, una delle sorelle Brontë, le altre erano Emily e Anne, autrice del romanzo Jane Eyre, Charles Dickens, scrittore inglese vittoriano, autore tra gli altri di Oliver Twist e David Copperfield, e altri classici; Shakespeare naturalmente, ma legge avidamente di tutto, compresa la letteratura a lei contemporanea e le riviste. Tutto qui. Sulla superficie della sua esistenza non avviene nient’altro. È altrove che si deve cercare, più in profondità, oltre le apparenze. ALLA RICERCA Le suggestioni letterarie si univano a un carattere particolare, passionale in tutti i versanti della vita, allo stesso tempo eccezionalmente sensibile, quasi vivesse subendo sulla propria anima ogni contraccolpo proveniente da eventi esterni o interiori. Prova trasporto e abbandono per gli amori della sua vita, donne e uomini, in quanto i sentimenti li viveva, senza giudicarli. Gli slanci sentimentali si manifestano in un tono “quieto”, discreto, in quanto lei affida la sua irrequietezza spirituale alla silenziosa riservatezza della sua poesia. È attraverso essa che Emily impara a conoscere e confrontarsi con le sue pulsioni, i suoi pensieri, i sogni, i desideri e le paure della vita interiore, dalla quale sgorgano, a volte felicemente, altre con dolore e strazio, significati e sensi, ma anche domande angosciate, o meraviglie che la inebriano. Su tutto l’attrae, e la spaventa, il Mistero della vita. Si interroga, e si interroga, senza trovare risposte, né riuscire a costruirle con l’aiuto della fede o del mito. Nei riguardi della fede, Emily ha dubbi, vacillamenti. Per lei i boschi e i prati sono la Chiesa che ama frequentare, non quella dove si reca tutte le domeniche la sua famiglia. Smette così di andarci, in un ambiente e in un’epoca quando questo era considerato un atto empio, che precludeva la partecipazione alla schiera degli eletti. RIBELLE Inizia a scrivere a circa vent’anni, e da subito la sua poesia manifesta tratti originali: non ha messaggi da comunicare, teorie da sostenere, la sua è poesia senza compromessi, il linguaggio si fa forma pura di conoscenza. Una strada impegnativa. Intimamente ribelle, rifiuta le regole e le imposizioni, siano esse compositive, o della rigida società vittoriana in cui viveva. Nel 1850 in agosto ci fu una grande festa per l’adesione di settanta membri alla Chiesa Congregazionista, cui aderivano i Dickinson. In quel clima di forte revival religioso, Emily scrive: “Sono ferma qui, sola, ribelle”. IL SUO “VIZIO” Austin e Lavinia sapevano appena delle sue poesie, del suo “vizio” privato, come dice Barbara Lanati nel suo libro Vita di Emily Dickinson. L’alfabeto dell’estasi. Emily per Amherst non è che una donna normale, nota per il suo ammirato giardino; lei ce ne ha lasciato memoria nel suo Herbarium: vi coltiva nasturzi, campanule, primule, gerani, peonie, iris. Scrisse 1775 poesie, più numerose lettere a diversi interlocutori. Dalle sue parole si possono rilevare le tracce, esili, della sua esistenza. Non scrisse diari, non scrissero su di lei, e quando, dopo morta, venne alla luce la sua opera, le tracce biografiche o erano inesistenti, in quanto Emily volle tenere il suo privato per sé, oppure erano state distrutte, “censurate”, in quanto troppo intime e anti-convenzionali. In compenso, leggendola, la sua anima si schiude al lettore, timidamente, e rivela abissi di consapevolezza. Ci pensava a diventare famosa? In modo del tutto naturale, in una poesia, ipotizza come sarebbe se avesse successo; Emily desidera essere pubblicata, vuole che i suoi versi vengano ascoltati. Success is counted sweetest By those who ne’er succeed. To comprehend a nectar Requires sorest need. Not one of all the purple Host Who took the Flag today Can tell the definition So clear of Victory As he defeated – dying – On whose forbidden ear The distant strains of triumph Burst agonized and clear! Pare il successo dolcissimo A chi non l’ha conosciuto. Solo chi ne sa doloroso il bisogno Conosce il sapore di un nettare. Non uno della Folla purpurea Che oggi ha conquistato la bandiera Saprà con tanta chiarezza Dire ciò che vittoria è Come chi – nell’agonia Dell’esclusione – battuto – sente risuonare Dilacerato e preciso Lo stridore lontano del trionfo. Dunque, a chi non lo ha conosciuto, il successo pare assai dolce, solo chi ne ha provato un forte bisogno conosce il sapore di quel nettare. Quando costui, o costei ne sarà escluso, o esclusa, sentirà comunque sempre, come da lontano, la musica trionfale del vincente che le lacererà l’anima, sfiancata dal quel suono che addolora. A poco a poco, però, la poetessa perde interesse per il mondo editoriale, non le importa più pubblicare; quel che conta è far risuonare la sua voce più segreta, che parla libera con una grammatica esclusiva che illumina, a lei soprattutto, la strada che sta percorrendo. Scrivere per Emily è trovare se stessa. Ne nasce una personalità originale: nel secolo diciannovesimo osò, decisamente controcorrente, fare la scrittrice; allo stesso modo non si conformò mai, sempre il suo pensiero fu libero e autonomo, per molti versi una combattente ante litteram per i diritti delle donne. I suoi versi non concedono nulla alle mode effimere, ma si esprimono in un linguaggio unico, preciso, tagliente, dove la scelta delle parole è sempre assai accurata, e dove nessun dettaglio – dalla punteggiatura alla sintassi – è lasciato al caso, ma piegato alla necessità del parola lirica. Facendo poesia dialoga con se stessa. Le sue sono poesie non facili: non c’è un pensiero logico che le lega, un qualche costrutto o sistema; affollate di immagini che spesso sono convenzioni private dell’artista -come la Circonferenza –, oppure lanciate in uno spazio vuoto di contesto, in riferimento a elementi della sua quotidianità, quasi impossibili da chiarire. In lei tutto è metafora, mai consuete, non è possibile ricorrere a una tradizione per interpretarle e comprenderle. Emily era di riferimento solo a se stessa, e sempre più verso sé stessa si dirige la sua attenzione con lo scorrere degli anni. Per penetrare il senso della sua poesia è necessario purificarsi dagli strati di pregiudizi e consuetudini linguistiche, sociali, personali e culturali, rinunciare agli abituali modi di pensiero, aprirsi al possibile e immergersi con l’essere in ciò che ella dice. A un tratto un’immagine prende forma e illustra il significato. Spesso è destabilizzante, è necessario andare a ritroso, alle origini del pensiero, procedere per associazioni, affidarsi all’intuito per comprenderlo; al contempo, si è sopraffatti da sentimenti forti, da riconoscimenti e somiglianze che paiono echeggiare nell’infinitezza del subconscio collettivo e archetipico. Emily esprime indirettamente quel mistero che lei vede e sente, ma che il linguaggio umano non è in grado di esprimere. Non ha altro modo, lo affronta avvicinandosi il più possibile alla verità, e, come Icaro, si brucia le ali dell’ispirazione, cedendo alla visione mistica. Procedendo negli anni, le sue composizioni diventano sempre più ellittiche, scarne, rimane poco da poter dire attorno all’ineffabile. Pure la punteggiatura è al servizio di questa lingua dell’indicibile, come il trattino che si sostituisce a un significato che non è possibile dire, o pone una pausa, chiede silenzio, per mettere parole e immagini in ordine, collocarle e capirne meglio il senso. Il significato della poetica Dickinsoniana prende corpo componimento dopo componimento, come se essi fossero le voci di un diario interiore, il suo contraddittorio, la verità ultima che cerca e trova in fondo a se stessa. I TEMI I temi del suo percorso lirico sono la Natura, il mistero della Vita e della Morte (lei lo chiama “Circonferenza”, il cerchio concluso dell’esistenza), la Morte e l’aldilà che immagina in tante situazioni differenti; l’amore. Il suo stile è l’espressione della sua fertile interiorità e ne segue fedelmente ogni modulazione, in modo che esterno e interno, macro e micro cosmo diventano una cosa sola. La Morte l’affascina in modo quasi morboso, se la figura in modi e attitudini differenti: un fantasma che adula per svelarsi poi nella sua orridità e catturare… cosa? L’anima? L’essere? Il corpo? Oppure è un gentiluomo che cortesemente l’accompagna all’Eternità. The only Ghost I ever saw Was dressed in Mechlin – so – He had no sandal on his foot – And stepped like flakes of snow – His Gait – was soundless, like a Bird – But rapid – like the Roe – His fashions, quaint, Mosaic – Or haply, Mistletoe – His conversation – seldom – His laughter, like the Breeze That dies away in Dimples Among the pensive Trees – Our interview – was transient – Of me, himself was shy – And God forbid I look behind – Since that appalling Day! L’unico Fantasma che ho mai visto Era abbigliato in Mechlin – proprio così – Non aveva sandali ai piedi – E camminava come fiocchi di neve – Il suo Passo – era silenzioso, come un Uccello – Ma rapido – come il Capriolo – I modi, antiquati, a Mosaico – O magari, Vischio – La conversazione – scarsa – Il riso, come la Brezza Che si spegne in Crespe Fra gli Alberi pensosi- Il nostro colloquio – fu effimero – Di me, era timoroso – E Dio non voglia che mi guardi indietro – Da quel Giorno spaventoso! Oppure: Because I could not stop for Death – He kindly stopped for me – The Carriage held but just Ourselves – And Immortality. We slowly drove – He knew no haste And I had put away My labor and my leisure too, For His Civility – We passed the School, where Children strove At Recess – in the Ring – We passed the Fields of Gazing Grain – We passed the Setting Sun – Or rather – He passed Us – The Dews drew quivering and Chill – For only Gossamer, my Gown – My Tippet – only Tulle – We paused before a House that seemed A Swelling of the Ground – The Roof was scarcely visible – The Cornice – in the Ground – Since then – ‘tis Centuries – and yet Feels shorter than the Day I first surmised the Horses’ Heads Were toward Eternity -– Poiché per la morte non potevo fermarmi, gentilmente a morte si fermò per me. Per noi soli in carrozza c’era spazio – E per l’immortalità – Lentamente – non aveva fretta, io, per la sua cortesia, avevo messo da parte l’ozio e anche il lavoro. Passammo oltre la scuola, dove i bambini nell’intervallo, in cortile, lottavano- Oltre i campi dai quali il grano ci fissava – Oltre il tramonto del sole – Noi lo passammo, o meglio, lui ci passò E la rugiada si fece fredda e tremante – Che di garza avevo la veste, e il mantello nient’altro che tulle– Ci fermammo di fronte a una casa – Come un rigonfiamento di terra – Il tetto appena visibile – Il cornicione – nella terra – Da allora – sono – secoli – pure se mi sembrano Più brevi del giorno in cui, per la prima volta Mi venne il sospetto, che le teste dei cavalli Fossero volte all’eternità – La Morte è un gentiluomo (Emily si inventa una Morte maschile!), tra loro i rapporti sono di estrema civiltà. Lui la porta in carrozza, e lei sente un po’ di freddo, poiché indossa un abitino di tulle. Quel viaggio le pare di qualche giorno, finché le viene il dubbio che i destrieri su quella carrozza magica la portino verso l’eternità. In questa poesia la Morte è amica, un incontro. Lampi di comprensione sublime, estatica si accompagnano a domande metafisiche, prive o sovrabbondanti di risposte: cos’è la Morte? La vita non è altro che un cammino verso la morte? E la morte è forse il centro dell’esistenza? A volte la Morte è incontro, come in “Because I could not stop for Death -”, altre straziante abbandono, perdita, assenza senza fine. Emily non si perde solamente nel suo mondo poetico, è anche molto attenta a quel che accade attorno a lei, intuisce i pensieri, capisce i comportamenti, vede al di là della mera apparenza, giungendo al motivo essenziale che guida la vita di ognuno, per questo osserva in disparte, e non giudica mai, neppure le amanti del fratello, la petulanza delle nobildonne di Amherst. INCONTRI, AMORI, ABBANDONI Chi furono le persone con cui Emily si relazionò? La famiglia, ovviamente, in particolare il padre, che la vorrà accanto a sé e di cui lei era la preferita, Lavinia, Austin e i suoi figli. Al di fuori della cerchia familiare ci furono persone cui Emily si legò visceralmente, nella mente, nello spirito, nella vicinanza fisica. Tra queste Susan Gilbert, conosciuta alla Amherst Academy, che diventerà poi la moglie di Austin. Di lei Emily si innamora, perdutamente. Descrive momenti di intimità, confessioni, racconta di lunghe passeggiate. Tra loro molte poesie, molte lettere, spedite o portate a mano dalla Homestead a Evergreen, la dimora confinante che Edward aveva fatto costruire per Austin e Susan. La passione esplode nei versi, il desiderio si infrange sulle rive dell’amata: Come slowly – Eden! Lips unused to Thee – Bashful – sip thy Jessamines – As the fainting Bee – Reaching late his flower, Round her chamber hums – Counts his nectars – Enters – and is lost in Balms . Vienimi incontro – Eden – lentamente! Labbra che ancora non ti conoscono Succhiano caute ai tuoi gelsomini – Come l’ape, quando ormai sul punto di venire meno – Raggiunge il fiore – tardi – E s’aggira ronzando attorno alla stanza – Ne passa in rassegna i nettari – entra – E infine nei profumi si perde. E ancora: Wild nights – Wild nights! Were I with thee Wild nights should be Our luxury! Done with the Compass – Done with the Chart! Futile – the winds – To a Heart in port – Rowing in Eden – Ah, the Sea!– Might I but moor – tonight – In thee! Notti selvagge – Notti selvagge! Fossi con te Notti selvagge sarebbero la nostra passione. Inutili – i venti – a un cuore ormai in porto – non serve la bussola – non serve la mappa – Remare nell’Eden –Il mare! Potessi almeno ormeggiare – Stanotte in te Immagini erotiche che esprimono lo slancio totale e sincero, quando, alla compostezza del giorno, si sostituisce l’ardore di due anime. Attraverso le parole, percorriamo l’intera parabola della loro relazione: dagli assalti frenetici del cuore, alla freddezza (e al dolore) dell’allontanamento, alla delusione nello scoprire che Susan non è la persona che Emily credeva. Sposato Austin, Susan ottiene ciò che vuole davvero: una grande casa, elegante, in cui ricevere ospiti illustri, che faranno di Amherst un vivace centro culturale. All’egocentrismo e alla brama di prima donna di Susan, Emily risponde con un improvviso silenzio. D’altra parte Susan non ha saputo, o voluto, rispondere con il suo stesso coinvolgimento. Emily riprenderà la corrispondenza con lei solo negli ultimi anni della sua vita, circa 30 anni dopo. Verso le tre figure che ebbero così intensa influenza sulla crescita intellettuale, e maturazione personale di Emily, i Master, Emily provava intensi slanci spirituali, nutriti da ammirazione e attrazione.Non è mai chiaro il confine tra ammirazione e amore per la Dickinson, perché Emily inscrive nel cerchio dei suoi sentimenti anche un affetto siffatto, platonico, di affinità intellettuali, di riconoscenza, e l’entusiasmo con cui vi si immerge non è diverso dai tormenti d’amore. Eppure un grande amore ci fu. Si chiamava Otis Philip Lord, un giudice. In questa poesia Emily usa parole da innamorata: Go slow, my soul, to feed thyself Upon his rare Approach – Go rapid, lest Competing Death Prevail upon the Coach – Go timid, should his final eye – Determine thee amiss – Go boldly – for thou paid’st his price Redemption – for a Kiss – Fai piano anima mia nutriti poco per volta Del suo raro avvicinarsi – Fa in fretta affinché invidiosa la morte Non ne superi la carrozza- Fai attenzione, che il suo sguardo finale Non ti giudichi inopportuna – Fatti avanti – Perché il prezzo richiesto, tu l’hai pagato La Redenzione – per un bacio Descrive l’incontro di due cuori il cui premio finale è un bacio, come nel famoso incontro tra Romeo e Giulietta, nel primo atto, scena quinta. In una lettera nel 1884 gli scrive: “È strano che tu mi manchi tanto di notte dal momento che non sono mai stata con te – ma l’amore puntualmente ti domanda, appena ho chiuso gli occhi – così mi sveglio calda dal desiderio che il sonno ha quasi appagato […].” Si incontrano nel 1859, Otis è collega e amico di Edward, ma la loro relazione sboccia dopo la morte della moglie di lui, Elizabeth, nel 1877 e durerà fino al 1884, anno in cui Otis si spegne. Ebbero una vivida relazione epistolare, dalla quale traspare la loro affinità, soprattutto intellettuale. Dickinson scrisse: “Mentre gli altri vanno in Chiesa, io vado alla mia. Forse che non sei tu la mia Chiesa, forse che noi non abbiamo un inno che conosciamo solo noi?” Lei lo chiamava “il mio amato Salem” (Salem era la città di Otis), e si scrivevano ogni domenica, giorno che Emily aspettava con impazienza, tanto da dire che “martedì è un giorno molto deprimente”. Lui le chiese di sposarla, ma lei declinò. Samuel Bowles, probabilmente uno dei Master (Emily non ne svela mai i nomi), era giornalista e redattore capo dello “Springfield Daily Republican” e molto vicino alla famiglia Dickinson; dal 1858 iniziano uno scambio epistolare. Per lui Emily proverà grande attrazione, intellettuale e personale, lui era molto colto, brillante, sensibile. È Bowles che stampa quattro delle sue poesie tra il 1861 e il 1866, tra cui I taste a liquor: I taste a liquor never brewed – From Tankards scooped in Pearl – Not all the Frankfort Berries Yield such an Alcohol! Inebriate of air – am I – And Debauchee of Dew – Reeling – thro’ endless summer days – From inns of Molten Blue – When “Landlords” turn the drunken Bee Out of the Foxglove’s door – When Butterflies – renounce their “drams” – I shall but drink the more! Till Seraphs swing their snowy Hats – And Saints – to windows run – To see the little Tippler From Manzanilla come! Da boccali scavati in perla – Assaporo un liquore mai distillato. Neppure le bacche di Francoforte Un alcool simile hanno mai dato! Ebbra d’aria – Corrotta di rugiada – Da locande di blu fuso – Vacillo –lungo interminabili giorni d’estate. E quando gli “osti” dalla digitale Cacceranno l’ape ubriaca – Quando la farfalla rinuncerà ai suoi “sorsi” Io, berrò ancora di più! Fino a quando i serafini dondoleranno I loro bianchi cappelli e accorreranno Alla finestra – i santi – per vedere La piccola bevitrice giunta da Manzanilla! Emily si abbandona all’euforia dei giorni d’estate, coi sensi ne gode la bellezza, si ubriaca dei loro liquori, dei profumi, s’immerge nella sensualità della natura senza curarsi dei limiti tra sé e quel mondo inebriante. Un’ubriacatura del genere è flusso vitale, perfino gli angeli, e i cherubini vorranno vedere la sua insaziabile gioia, lei, la “piccola bevitrice” così esperta, proveniente dall’origine stessa della bevanda alcolica, Manzanillo, a Cuba, produttrice di rum. Bowles farà conoscere a Emily Thomas Wentworth Higginson, autore, critico, attivista. Era collaboratore della rivista “Atlantic Monthly”, dove pubblicò un articolo “Lettera a un giovane principiante”, per dare consigli sulla scrittura. Dickinson la legge, e decide di rispondergli, nel 1862, accludendo quattro sue poesie. Higginson rimane colpito da quella ragazza, ma le dice che le sue poesie non sono ancora mature, e che necessitano di correzioni. In realtà, Higginson non capisce, quei componimenti per lui erano qualcosa di rozzo. Non si renderà mai conto di chi ha incontrato, nonostante Emily all’inizio si relazioni a lui come “l’allieva” e gli chieda: “Siete troppo occupato per dirmi se la mia poesia è viva?” Higginson non pubblicherà mai Emily, nonostante ne abbia il potere, le preferisce scrittrici più popolari e di successo, meno imbarazzanti. In vita pochissime poesie di Emily videro la luce: erano troppo rivoluzionarie, originali, provocatorie; nell’America vittoriana dal tempo, percorsa da una profonda rinascita religiosa, non c’era pubblico per quei versi. È PIÙ DIFFICILE VIVERE All’opposto dell’amore c’è la morte, che Emily interroga, immagina, cerca di capire e per questo ne è attratta, morbosamente, come l’ape che sugge il nettare del fiore. Emily incontra molte morti che la feriscono: dalla giovane di quindici anni nel 1844, a quella di Bowles, di suo padre, nel 1874, di sua madre, nel 1882, Otis. Tanto di sé ha investito su quelle persone; quando ella ama, lo fa con tutto il suo essere, dona loro la sua parola, non potendo donare il corpo, e vorrebbe che quel tramite non si spezzasse mai. Al padre, che così tanto chiedeva da lei, che la voleva esclusivamente per sé, Emily era legata profondamente, in quel legame ella aveva trovato la libertà di esistere secondo la sua natura. L’assenza senza fine di Edward Dickinson la priva di riferimenti, e lei vacilla non più perché ubriaca di vita, ma perché ha perso la sua interezza, e così si ammala. Si sente abbandonata, più sola che mai. Nel 1860 era morta anche la zia Lavinia, che Emily aveva amato come e più di sua madre. La poetessa si sgomenta, l’Oscurità della Morte è impenetrabile, incute terrore, perché la priva per sempre di tutti coloro che ama. Proprio nell’assenza impara a tollerare il dolore, ma anche a vivere la gioia dell’attesa e del ritorno; confrontandosi con se stessa, diventa consapevole della difficoltà di vivere. Afferma l’incipit di una sua poesia: “ʻTis not that Dying hurts us so – ʻTis Living – hurts us more”, è più terrorizzante vivere che morire. RECLUSA Per comprendere il dolore, in senso etimologico per includerlo, contenerlo, e così riassettare attorno ad esso tutte le esperienze, decide di vivere appartata, reclusa, di non uscire più dalla sua stanza, di ricevere le persone da dietro la porta. Dal 1861 veste esclusivamente di bianco, come una sacerdotessa, pura, vergine, non toccata dall’Oscurità e dal Male. Lì, in isolamento, scrivendo e riflettendo, fa pace con la sofferenza. Nel 1861 in una poesia immagina una persona morta (lei stessa?) che assiste al suo funerale, in versi di una potenza semantica e creativa straordinaria: I felt a Funeral, in my Brain, And Mourners to and fro Kept treading – treading – till it seemed That Sense was breaking through – And when they all were seated, A Service, like a Drum – Kept beating – beating – till I thought My Mind was going numb – And then I heard them lift a Box And creak across my Soul With those same Boots of Lead, again, Then Space – began to toll, As all the Heavens were a Bell, And Being, but an Ear, And I, and Silence, some strange Race Wrecked, solitary, here – And then a Plank in Reason, broke, And I dropped down, and down – And hit a World, at every plunge, And Finished knowing – then – Sentii un funerale, nel cervello E I passi pesanti di chi mi piangeva Avanti e indietro, lenti, finché – mi parve – il senso prendesse ad affiorare – E quando tutti furono seduti, il Rito come il suono di un tamburo – un ansito continuo finché mi parve che la mente mi si intorpidisse – E poi udì sollevare la cassa, e scricchiolarmi nell’anima con gli stessi stivali di piombo, di nuovo, e poi lo spazio cominciò a suonare a morto, come se i cieli fossero una campana e l’essere, un orecchio, e io e il silenzio, una razza strana, naufraga, solitaria, qui. E poi un asse nel cervello si spezzò, e caddi giù, e giù – colpendo un mondo a ogni tuffo e finii di capire / finii col capire, allora Cos’è dunque la Morte? Cosa c’è dopo di essa? Il nulla, il vuoto, l’eterna assenza. Il senso è percepibile, in uno stato di estasi, ma resta ineffabile. Come una mistica Emily, uscendo da sé, vede che l’abisso che separa il corpo e l’anima, la morte e la Vita, la Circonferenza misteriosa, si risolve nella morte. Negli ultimi anni di vita si ammala gravemente, muore il 15 maggio 1886. Pochi giorni prima aveva scritto un biglietto per le cugine Norcross, le figlie di zia Lavinia: “Called back” richiamata. Anche Emily aveva avuto la sua chiamata, infatti, nell’anno stesso in cui morì suo padre. E ora sente di “tornare” in quel luogo, incomprensibile ai sensi umani, che ora vede. In un condizione cioè dove non c’è più differenza tra corpo e anima, tra Vita e morte, tra pensiero e azione, dove la parola riesce a vivere in pienezza di significato e abita il mondo intero. Dove non c’è solitudine, ma solo Eternità, ritorno, consolazione. In conclusione, avendola ascoltata, e cercato di comprendere, vedo Emily Dickinson danzare nell’immaginazione, libera, leggera, ebbra della gioia della vita, davanti a un pubblico immenso, di vivi e di morti, ormai uguali, di cui lei non si cura. Si preoccupa solo, ma per poco, di non saper danzare sulle punte: I cannot dance on my toes, Non so danzare sulle punte, recita il capoverso di una straordinaria poesia. Non importa, nel sogno è possibile anche questo. Nota bibliografica, che può servire anche da spunto per ulteriori letture. • Le poesie originali sono state prese da: Emily Dickinson. The Complete poems, a cura di G. Ierolli, https://www.emilydickinson.it/poesie.html; • la traduzione in italiano delle stesse si trova in: Barbara Lanati, Emily Dickinson, Silenzi, Fetrinelli Barbara Lanati, Sillabe di seta, Feltrinelli • Per biografia e critica mi sono servita di: Barbara Lanati, Vita di Emily Dickinson. L’alfabeto dell’estasi, Feltrinelli, Harold Bloom, Emily Dickinson, Chelsea House Pub Marisa Bulgheroni, Nei sobborghi di un segreto, Mondadori

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L'alchimia della Scrittura. Trasforma il tuo romanzo in una storia di successo

L'alchimia della Scrittura. Trasforma il tuo romanzo in una storia di successo

CORSO DI EDITING PER SCRITTORI IMPARA A CORREGGERE IL TUO ROMANZO La casa editrice Opposto, divisione Servizi integrati per l’Editoria, presenta Il corso di editing rivolto agli scrittori non professionisti che vogliano migliorare il proprio romanzo in fase di rilettura. Ciò che proponiamo è un metodo rapido ed efficace per riconoscere i punti deboli del proprio testo, apportando le opportune modifiche per rafforzare l’idea portante del romanzo stesso, nonché i personaggi, le ambientazioni, l’uso dei tanti elementi in grado di trasformare una storia nella sua versione migliore. Valuteremo insieme i passaggi base, verificando che siano stati tutti rispettati o se non sia il caso, invece, di rafforzarli . La parte dedicata alla teoria verrà seguita dalle esercitazioni pratiche in aula. L’intero corso è composto dai 4 seguenti moduli della durata di 10 ore ciascuno. La frequenza di ciascun modulo è di una volta alla settimana, per la durata di 2 ore. MODULO 1 IL TESTO IL GENERE E LO STILE L’AMBIENTAZIONE STORIA E NARRAZIONE, FABULA E INTRECCIO LA VOCE NARRANTE I PERSONAGGI ESERCITAZIONI MODULO 2 LA TECNICA L’ONESTÀ DELLO SCRITTORE, STILE CORRETTO/ STILE CHIARO LA TRAMA, INIZIO-SVILUPPO-FINALE IL NARRATORE LA PROMESSA IMPLICITA IL RITMO LA STRUTTURA LO SCHEMA DELLE SCENE ESERCITAZIONI MODULO 3 I PUNTI DI FORZA COME SCRIVERE UNA STORIA DI SUCCESSO IL CODICE SEGRETO DEL RACCONTO INCIPIT VINCENTE I DIALOGHI (DISCORSO DIRETTO, INDIRETTO) LINGUA PARLATA/LINGUA SCRITTA L’USO DEI TEMPI, IL FINALE, IL TITOLO ESERCITAZIONI MODULO 4 REVISIONI EDITING REFUSI EDITING GRAFICO SPAZI, RIENTRI, ORFANE, VEDOVE NORME EDITORIALI INVIARE MANOSCRITTO A UNA CASA EDITRICE SINOSSI SCHEDA DI LETTURA RECENSIONE ESERCITAZIONI Per info scrivi a: editingopposto@gmail.com

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Come la direzione presa cambierà il destino dell'umanità e la nostra vita quotidiana entro il 20

"Dalla mia torre di avvistamento lancio, in tutti i modi, segnali d'allarme e qualche anti-virus. Se non avessi qualche speranza lascerei perdere" (Gianluca Magi).

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ionyverse.it un ottimo punto di riferimento per gli appassionati di astrologia

ionyverse.it un ottimo punto di riferimento per gli appassionati di astrologia

Oggi voglio consigliare a tutti voi un'altra ottima risorsa online per gli amanti dell'astrologia. Si tratta di https://ionyverse.it un sito web molto ben curato che ho scoperto proprio qui su 101. Ho scoperto il sito tramite un articolo pubblicato qui dalla sua autrice Ionela Polinciuc. Vi consiglio di aggiungere il suo profilo ai vostri 101 per restare aggiornati man mano che pubblicherà nuovi articoli, ne vale la pena! Vi lascio il link al suo profilo https://www.my101.org/altro-profilo.asp?u=138

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Buon 2021 a tutti i membri della comunità di 101

Buon 2021 a tutti i membri della comunità di 101

6 Gennaio 2021 | Articolo di Mattia Moraldi Il primo articolo di questo 2021 appena cominciato non potrebbe essere altro che un ringraziamento a tutti coloro che si sono uniti alla comunità di 101, perché ci hanno dimostrato di averne compreso il valore e regolarmente contribuiscono alla sua crescita. Volevamo creare uno spazio nella rete in cui le persone potessero comunicare il proprio pensiero senza timore di essere allontanate o derise dalla collettività, cioè l'ecosistema ideale per la nascita, lo sviluppo, la diffusione e la protezione delle idee. Dopo anni di analisi e riflessioni critiche di quello che è diventato Internet oggi, dopo mesi di programmazione e lunghi confronti, il nostro lavoro di squadra ci ha portato finalmente a ottobre 2020 a pubblicare 101, il tempio sacro nel quale si respira un'aria di rispetto reciproco e per assurdo, si riscontra molta più condivisione rispetto a tutti quei siti dotati dell'apposito pulsante "Condividi". Soltanto poco tempo dopo la pubblicazione del sito, nel periodo delle festività natalizie 101 avuto il suo piccolo miracolo: i membri della comunità si sono scambiati dei sinceri auguri in forma scritta, in altre parole, delle persone che fino a pochi mesi prima neanche si conoscevano, hanno dedicato un po' del loro tempo e un po' della loro attenzione alla scrittura di messaggi di auguri agli altri utenti, o meglio, ai nuovi amici. Quando è stata l'ultima volta che hai assistito a un miracolo simile su Whatsapp, che esiste da molto più tempo di 101? Il successo di una comunità non si misura in base alla quantità dei membri che ne fanno parte, ma nel valore che viene condiviso. In poco tempo di attività 101 ha collezionato alcuni successi dal valore inestimabile. Nella pagina 101 sono state condivise fotografie, dipinti, poesie, racconti, riflessioni personali, prodotti, opere d'arte, video e risorse esterne; molti di questi contenuti sono stati oggetto di discussioni intelligenti e mature, portate avanti da interlocutori più o meno esperti dei vari argomenti ma sempre motivati a dare il meglio di sé. Questa è la prova che per coltivare i propri interessi e tenere lontani i guastafeste non serve creare delle comunità di stampo militare con gerarchie e regolamenti, nelle quali si perde tempo a giocare a guardie e ladri, tra moderatori e spammer, tra chi giudica e chi viene giudicato. Si può andare tutti d'accordo e convivere anche con chi non ci piace all'interno della stessa piattaforma, senza bisogno di essere controllati da amministratori e moderatori. 101 è aperto a tutti e nonostante non sia un forum di discussione monotematico o un gruppo Facebook, il valore generato è sempre in aumento, perché gli iscritti al sito sono selezionati in modo naturale: i malintenzionati che vorrebbero iscriversi per seminare il caos o le persone in buonafede che inconsapevolmente non agiscono nel rispetto della netiquette, si sentono inappropriati e restano alla larga. Quindi, posso concludere queste considerazioni dicendo che sono soddisfatto, contento di riscontrare che la nostra idea ha ottenuto esattamente l'effetto sperato e sta procedendo nella direzione giusta. Propositi per l'anno nuovo: continuare a prenderci cura di questa piattaforma unica nel suo genere, alimentare la nostra comunità per farla crescere e conoscere, perché siamo sicuri di non essere soli, là fuori ci sono altre persone come noi alla ricerca di una Internet migliore. Grazie a tutti.

 

Due influencer contro l'omofobia - ( VIDEO )

Due influencer contro l'omofobia - ( VIDEO )

Due influencer girano un video per sensibilizzare le persone.Da Scampia, luogo dove si sentono, molto spesso, notizie negative, questa volta arriva un messaggio positivo! Parliamo di Christian Musella, fotomodello, blogger e conosciuto per essere il primo influencer Italiano e Antonio Caso, Influencer, blogger e fotomodello di Napoli, precisamente anch'egli di Scampia. I due influencer hanno creato un video per far capire alle persone che ognuno deve rispettare gli orientamenti sessuali altrui ma anche e, soprattutto, che si deve agire se qualcuno fa del male e commette violenza ai danni della coppia omosessuale, lesbica, transgender ecc. Purtroppo vicende con oggetto omofobia sono molto frequenti in Italia, così come in tutto il mondo, e per tale motivo, occorre sensibilizzare quante più persone possibili. Bisognerebbe capire il male che si può fare con un insulto o - peggio ancora - con una violenza fisica. Fatti che, purtroppo, non sempre vengono denunciati dalle vittime che, forse, per ingiustificata vergogna, preferiscono tacere. Per tale motivo i due influencer hanno deciso di girare un video di grande impatto pubblicato il giorno di Natale su Instagram e su Youtube.

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Sofia Gucci

Sofia Gucci

Una delle più professionali e sexy protagoniste del panorama pornografico italiano: Sofia Gucci, attrice di origini rumene naturalizzata italiana che oltre ai film hard ha partecipato a una puntata della trasmissione televisiva Ciao Darwin di Paolo Bonolis e al film Moana con Violante Placido nel ruolo della famosa attrice pornografica Moana Pozzi.

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Il sessismo nel 2020.

Il sessismo nel 2020.

Il sessismo nel 2020 esiste ancora? Chi sono le maggiori vittime? Chiaramente noi donne, soprattutto nel mondo del lavoro. Una donna non si può permettere il lusso di sbagliare senza poi sentirsi dire frasi del genere: “non siete capaci”; “questo lavoro non è per donne”; “spostati che ci penso io”. Ancora peggio è quando a 21 anni ti inizi a muovere nel mondo del lavoro. A 22 anni credi ancora in qualcosa, credi che esista il giusto e lo sbagliato, soprattutto perché ti rapporti con persone più grandi di te con una maggiore esperienza di vita. Chi meglio di loro riesce ad affrontare un inghippo? A 21 anni ti ritrovi con un contratto a tempo determinato, in cui c’è la metti tutta per conquistarti i successivi rinnovi, e chissà..magari riesci a conquistarti l’ambito “contratto a tempo indeterminato”. E allora che si fa? Inizi a fare tutto ciò che ti viene chiesto, orari improponibili, ore in più di lavoro chieste all’ultimo secondo, provi ad imparare procedure che neanche i colleghi centenari non sapevano. Ti fai in quattro senza un minimo riconoscimento..questo perché sei tu, e sei una donna, e quando sei donna ti vengono a contestare solo ciò che fai di sbagliato. Arrivi quasi allo sfinimento cominciando a pensare che quel lavoro non faccia al caso tuo, pensi che sia meglio licenziarti. Quando cominci a pensare queste cose, arriva lui. Lui che cerca di capirti, di farti ragionare, lui che inizia a dirti quello che volevi sentirti quando facevi un buon lavoro. E allora credi di esserti innamorata di lui, e lui si innamora di te. A questo punto vi starete chiedendo dove sia il problema. Il problema c’è sempre. Lui è il tuo capo settore, ed è fidanzato. Quindi provi a reprimere questo sentimento, ma non riesci, è più forte di te. Inizia il lavaggio del cervello con le famose frasi che dicono gli uomini quando sono impegnati: “non va bene da mesi, anni” “domani ci parlo” “ti prometto che la lascerò” “voglio stare con te” “non sono mai stato così innamorato”. A 21 anni, nonostante sai che è sbagliato questo rapporto, nonostante sei la prima persona che è stata male quando il tuo ragazzo storico ti ha sempre tradita..e come si dice “non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stessa”, tu cedi. Cedi perché credi sempre nella parte buona delle persone e aspetti che quel famoso giorno arrivi. Quel famoso giorno però non è mai arrivato, è arrivata solo la lettera di licenziamento per me che avevo una “storia” sul posto di lavoro. A lui cos’è successo? Assolutamente nulla, è stato trasferito di negozio senza retrocedere di ruolo, senza nessun tipo di provvedimento, sapendo che non era la prima volta che aveva questo tipo di atteggiamento sul luogo di lavoro. Anzi vi dirò, per un pò è stato anche ricompensato diventando direttore, ma senza successo, dato che è durato quanto il sapore di una Big Bubble. Quindi..alla domanda: “Il sessismo esiste ancora?” Vi dico chiaramente che esiste.

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nel silenzio

nel silenzio

...quando avrai ripulito la tua anima da rabbia e dolore forse solo allora mi vederai davvero e solo allora capirai quanto sia importante per te... ma ora non posso fare altro che restare muta nel silenzio tra le trame del tempo ad aspettare.... patrjzja

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Droni e borghi antichi: Molini di Triora

Droni e borghi antichi: Molini di Triora

Se vi state chiedendo che cosa ci sia da vedere a Molini di Triora, questo articolo dovrebbe fare al caso vostro. Sicuramente da non perdere il Laghetto dei Noci a pochi passi dal forno, il quale da decenni produce e vende il tipico pane di Molini di Triora; capitare da quelle parti e non assaggiarlo sarebbe un delitto. Molini di Triora è una meta ideale anche per gli amanti della Mountain Bike, a questo proposito vi consiglio di visitare questa pagina https://it.wikiloc.com/percorsi/mountain-bike/italia/liguria/molini-di-triora nella quale potrete trovare indicazioni sulla qualità dei percorsi e sul grado di difficoltà. Per un ulteriore approfondimento vi lascio un collegamento al sito ufficiale del comune http://www.comune.moliniditriora.im.it/ e quello alla pagina di Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Molini_di_Triora Nel video di oggi sorvoliamo tutta la zona grazie al drone Dji Mavic e vediamo alcune immagini dei carruggi di questo meraviglioso borgo situato nella Liguria di Ponente, vi auguro una buona visione.

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Una carezza notturna

Guardo il mondo che si muove. Lo guardo con occhio statico. Non lamento mai poca mobilità emotiva, ne reale coinvolgimento nell'attività vitale del sistema. Non rimpiango un si detto. Mai. Perché dietro esso, un Universo concentrato. Non insisto sul mio vivere, perché ogni entità da a questa parola una personalissima spiegazione. Soddisfo il mio ego con la prepotenza di chi non vuole accodarsi a nessuno. Soddisfo il mio ego con l'orgoglio di chi non vuole paragonarsi a nessuno. Soddisfo il mio ego con l'arroganza di chi vuole rivoluzionare l'ego dell' essere umano. Ma non mi abituo a una conquista. Non mi adagio ad una vittoria. Non gioisco a oltranza di un momento di soddisfazione. Ciò che sarò sarò. Perché l'imprevedibile corso degli eventi lo ha voluto. Perché l'infinita mia anima, lo ha già definito.

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Una coppia dopo 67 anni insieme festeggiano il loro anniversario ancora innamorati..

Lasciare andare quella vecchia me riflessa agli occhi degli altri.. Un rapporto deve continuamente rigenerarsi dopo un po'di tempo si rischia di essere troppo legati a ciò che piace all'altro e schiavi di un continuo ripetersi di eventi..si rischia di cercare nuove relazioni o amanti per uscire dagli schemi.. Vi è mai capitato di essere diversa a seconda di chi avete davanti? Ecco proprio quello.. uscire dagli schemi... L'essere umano ha bisogno di uscire dagli schemi.. pianificazioni paure scelte portano a dover prendere continuamente una decisione... Ma se in una coppia dove si rimane schiavi degli stessi poiché nessuno dei due vuole deludere l'altro e la paura di volare è una decisione e come tale rimane all'interno della coppia per chiunque volesse liberarsene deve uscire dagli schemi. Importante riflessione che porta noi tutti nella stessa direzione il cambiamento.. Abbiamo diritto e bisogno di cambiare non possiamo essere vincolati per sempre da una relazione.. la libertà di pensiero e di poter modificare i nostri modi di dire di pensare e di agire ogni volta che lo desideriamo.. Quante volte ho sentito dire da chi era al mio fianco oggi mi piace fumare poi non mi piace più e poi mi piace ancora questo significa che noi cambiamo continuamente..e così per tutte le cose.. In un nuovo contesto si ha la possibilità di ripetersi oppure riprogrammarsi..o quello che amo dire io rinnovarsi.. La libertà ti da spazio movimento e nessuna staticità nel chiudersi dentro in un rapporto e vedere sempre lo stesso film ripetersi all'infinito..

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TRUMP vs BIDEN: il flop della democrazia USA.

Trump durante il suo mandato, numeri alla mano, ha risollevato l’economia interna del suo Paese, favorendo l’occupazione e aumentando gli stipendi. Ha garantito contributi statali durante il Lock Down. Non ha inviato truppe militari, anzi, in Germania ha fatto proprio il contrario, inimicandosi la Merkel. Non ha bombardato nessuno, a differenza di chi lo ha preceduto. Non ha innalzato muri, come i giornali fanno credere, ha terminato quelli già costruiti dalle precedenti amministrazioni. Assistiamo e assisteremo alla più grande catastrofe della società globalizzata. Un incubo che sta diventando realtà.

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Malevolenza

Cara luna, tanto distante e tanto lucente, quanto tempo che non parliamo, sono convinto che oramai sono l'unico che riesce a farlo; sei meravigliosa in tutte le tue forme, che tu sia crescente, piena o calante: per me tu resti affascinante. Vorrei poter stare con te dal giorno alla notte, sò che per te potrei salpare i mari più profondi e varcare le grotte più tetre e inesplorate; sò per certo che se me lo chiedessi ti regalerei il mio stesso cuore ancora pulsante. La mia attrazione verso di te è senza eguali, ma tu sei distaccata da me, un mio semplice sguardo provoca una smorfia sulla tua faccia, un mio sorriso ti fa disprezzare il mio volto e un ingenuo abbraccio ripugnare il mio corpo. Ti amo, si, ma ti detesto allo stesso tempo: mi fai sentire una piccola e futile creatura senza uno scopo. Ma io sono uno stolto, un semplice cagnolino che scatta a ogni tuo comando, ma che da parte tua riceve solo malevolenza.

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PHP | come riconoscere gli URL in una stringa e attivarne il collegamento

PHP | come riconoscere gli URL in una stringa e attivarne il collegamento

Durante un lavoro per un cliente ho avuto la necessità di far riconoscere al PHP gli URL digitati dagli utenti all'interno di un area di testo, per poterne attivare i collegamenti. Avrei dovuto consentire all'utente di scrivere uno o più URL all'interno di un testo, salvarlo nel database mysql e fare in modo che lo stesso testo, in fase di lettura avesse gli URL attivi, così che fosse possibile cliccare su un URL e raggiungere la risorsa collegata. Ora, se chiedete a Google questo genere di cose specificando PHP, molto probabilmente vi imbatterete in preg_match, preg_match_all, preg_replace_callback. Vi ritroverete ad utilizzare cose di questo tipo: $pattern = '/(\d*)-(\d*)/'; Questo era un esempio molto semplice, ne ho trovati alcuni che facevano paura... Quello che otterrete adottando questo approccio sarà un buon riconoscimento dei link nel testo, ma con un effetto collaterale: verrà considerata come collegamento qualsiasi stringa contente un punto, per esempio pinco.pallino sarà considerato un link. Quando mi sono stufato di setacciare tutti i forum di programmazione, dove a quanto pare su questo tema si brancola nel buio, ho creato uno script PHP in grado di riconoscere gli URL controllando la parte iniziale che può essere: 1 - http 2 - https 3 - www Dopo che lo script identifica una di queste tre stringhe appena elencate, conta uno per uno i caratteri dell'url fino allo spazio oppure al ritorno a capo, oppure alla fine del testo. Incollo lo script qui di seguito a vostra disposizione. $len=strlen($str); $end = 0; $q= 0; $trovato= ""; do{ $q = $q+1; for($i=$end;$i<$len;$i++){ if ($str[$i]== 'h' && $str[$i+1]== 't' && $str[$i+2]== 't'&& $str[$i+3]== 'p' ){$start = $i;$trovato = " http";break;} if ($str[$i]!= '/' && $str[$i+1]== 'w' && $str[$i+2]== 'w'&& $str[$i+3]== 'w' && $str[$i+4]== '.' ){$start = $i+1;$trovato = "www";break;} } if($trovato == " http"){ for($i=$start;$i<=$len;$i++){ if ($str[$i] == " " || $str[$i] == "\n" || $i == $len){$end = $i;break;} } for($y=$start;$y<=$end;$y++){ $linkare[$q] = $linkare[$q].$str[$y]; } } if($trovato == "www"){ for($i=$start;$i<=$len;$i++){ if ( $str[$i] == " " || $str[$i] == "\n" || $i == $len){$end = $i;break;} } for($y=$start;$y<=$end;$y++){ $linkare[$q] = $linkare[$q].$str[$y]; } $linkare[$q] = str_replace(' www.','https://www.',$linkare[$q]); $linkare_flag[$q]="w"; } $trovato = ""; }while ($linkare[$q-1] !== $linkare[$q]); $q=$q-1; // sostituisce tutti i link con l HREF // ES. str_replace(cerca, sostituisci ,dove_cercare) for($q2=1;$q2<=$q;$q2++){ if($linkare_flag[$q2]=="w"){ $lin=str_replace(' https://www.','www.',$linkare[$q2]); $variabile= " > https://$lin> $lin "; $str = str_replace($lin,$variabile, $str); }else{ $lin=$linkare[$q2]; $variabile= " $lin "; $str = str_replace($lin,$variabile, $str); } } Spero che il mio articolo vi sia stato utile. Fatemi sapere che cosa ne pensate nei commenti.

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Le unghie sono produzioni cornee dell'epidermide, poste sulla faccia dorsale delle ultime falangi delle dita di mani e piedi. Sono prerogative dei primati, oltre all'uomo, quindi, sono presenti soltanto nelle scimmie e nei lemuri. UnghieLe unghie contribuiscono in misura sostanziale alla precisione manipolativa della mano. Grazie alla presenza di queste lamine riusciamo a manipolare oggetti molto piccoli, come uno spillo. Le unghie, inoltre, conferiscono alla punta delle dita una maggiore sensibilità, grazie alla ricca innervazione del letto ungueale. Infine, tali strutture fungono da vere e proprie placche protettive dell'estremità digitale.

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