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Angie G, Facciamo un altro post

Angie G,  Facciamo un altro post

l'artista presenta il suo terzo inedito Quando si inizia bene non si può che continuare meglio! E’ il caso della giovanissima Angela Natalia Galeone, in arte Angie G, 15enne cantante sanvitese che presenta il suo terzo ed inedito singolo estivo dal titolo “Facciamo un altro post”, uscito il 12 Luglio. Il brano ha tutte le carte in regola per essere una delle hit di questa estate 2022 caratterizzato fin dall’inizio da una base ritmica che accompagna l’intero brano, il cui sound trasmette subito voglia di allegria e di ballare creando un mood piacevole e tipicamente estivo. Anche il testo risulta orecchiabile, creato con incastri di parole dal tipico linguaggio usato dai millenials, ben legate al ritmo ed in linea con la musica. Azzeccato il titolo, che evidenzia una delle formule di comunicazione più usate dai giovanissimi ed in questo Angie G è una perfetta rappresentante. Il suo stile pulito e moderno si completa con una voce intensa, dalla notevole abilità modulare, capace di attraversare le note dai toni alti e squillanti fino ai bassi e viceversa. Il singolo è stato pubblicato dall’etichetta discografica DMB MANAGEMENT, la stessa dei due precedenti singoli di Angie, il primo inedito “Le cose che non mi hai mai detto", uscito lo scorso 8 Aprile (brano che in un mese ha raggiunto oltre 57.000 streaming sulla piattaforma digitale Spotify) ed il secondo singolo inedito “L´universo in mezzo ai guai”, uscito il 17 maggio. Tutti e tre i brani sono stati scritti dal talentuoso Giuseppe Macchitella, in arte Solo, pluripremiato giovane autore che ha instaurato un sodalizio particolare con Angie, ispirato spesso proprio dalla voce della giovane artista. Residente da poco tempo a Carovigno (provincia di Brindisi) Angie frequenta il secondo anno del Liceo Musicale “Durano” di Brindisi e ha partecipato al concorso canoro “Music Gallery” di Casamassima (Comune della provincia di Bari) arrivando semifinalista dopo la valutazione di un ́importante giuria, dove spiccava la presenza del noto direttore e maestro Beppe Vessicchio. Angie in questo periodo estivo è già stata ospite in diverse manifestazioni nella provincia di Brindisi e parteciperà a tanti altri eventi canori in giro per l’Italia. Recentemente è arrivata in finale al concorso Premio “ Apulia Voice” edizione 2022 a Taranto, valutata da una prestigiosa giuria composta da Simona Bencini ( cantante dei Dirotta Su Cuba), la vocal coach Dada Loi e Riccardo Loda (A&R Manager della Warner Chappell Music). Per sostenere e conoscere meglio il suo mondo e tutti i suoi aggiornamenti basta seguirla sui principali canali Social: Facebook, Instagram e Tik Tok e ovviamente ascoltarla ogni volta che volete su Spotify! LINK INSTAGRAM : instagram.com/angie.g06/ Isabel Zolli Promotion Agency Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

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ARTISTIC SCHOOL IAV CORSI E RICORSI “MAGMATICI” BY IN ARTE VESUVIO

ARTISTIC SCHOOL IAV CORSI E RICORSI “MAGMATICI” BY IN ARTE VESUVIO

Da settembre, impara l’arte e non metterla da parte. Non conosce tregua la creatività e l’azione di stimolo per le arti e la cultura che anima lo IAV (acronimo che sta per “In Arte Vesuvio”), la giovanissima ma già rodata struttura multifunzionale nata dalla passione per la cultura, l’arte e la bellezza delle sorelle Lucia e Angela Andolfo. Situata tra quel Castel dell’Ovo, sede naturale della Sirena Partenope, e Santa Lucia, il Vesuvio di fronte, sembra fatta apposta per dare accoglienza a quel magma artistico e geniale che scorre tra le pietre millenarie e sotterranee di Napoli. Ed ecco pronta da settembre la possibilità per tanti talenti di migliorare e migliorarsi per competere al meglio e - magari - vincere la sfida nel canto, recitazione ed interpretazione, teatro in lingua, musica, spettacolo, tango e milonga, videomaker e filmaker nel cinema, TV e coreografia, barman, Taijiquan, grazie ad una serie di corsi e laboratori appositamente studiati, ed affidati a riconosciute professionalità dei relativi settori. Una serie di corsi e laboratori specializzatissimi per il mondo dello spettacolo, supervisionati da altrettanti tutor dalla riconosciuta professionalità. Dai Maestri Fernando Alfredo Cabrera e Fortuna Del Prete, Mauro Squillante, Antonello Cascone, Leonardo Massa, Angelo Lollo, Lello Giulivo, Lorenzo Marino, Marianna Corrado, Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio, Agostino Chiummariello, Veria Ponticiello e Alessandro Esposito, Giovanni Cafiero, Francesco e Maurizio Giordano, Carmela Filosa. Per maggiori e/o più dettagliate informazioni sulle modalità i contatti sono: cell. 3343013800 - instagram - facebook. Ecco l’elenco dei Corsi: • Mandolino • Chitarra • Pianoforte • Violino • Violincello • Sassofono • Percussioni e Batteria • Basso Elettrico • Contrabbasso • Recitazione ed Interpretazione della Canzone • Fiati • Sax • Flauto • Clarinetto • Tango - Milonga e Laboratori Didattici • Barman • Filmaker e Videomaker • Laboratori di Produzione Audiovisiva • Laboratorio pratico di Teatro • Teatro in lingua • Canto CORSI TEORICI E COLLETTIVI • Solfeggio • Teoria Musicale e Armonia • Ear Training • Storia della Musica • Storia della Canzone Napoletana • Musica d’Insieme • Laboratorio Corale • Orchestra

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STILE DI VITA

Ci sono genitori che lasciano completamente indipendenti i propri figli. E’ ormai di moda lasciare a se stessi i figli, lasciare che sbaglino, che si rompano la testa da soli senza una specifica guida. In nome della libertà è divenuto un comportamento popolare lasciare i figli giocare liberamente anche se distruggono il giardino dei vicini, e magari non si chiede neppure scusa. I bambini hanno tutto, giocattoli di moda, caramelle, cioccolatini, burattini, macchine, ecc. nessuno si accorge che i bambini giocano alla guerra con attrezzature in stile militare. Tutto rientra nella normalità, come educare alla guerra come un fatto comune. I bambini spesso discriminano ragazzini grassi, storpi, negri, bassi ma nessuno interviene, parla, educa, riprende. Le insegnanti stesse per quieto vivere, per non litigare con i genitori, fingono di non vedere e sentire e intanto si alimenta l’odio razziale, sociale. Si discriminano bambini poveri, soli, tristi senza risorse. Nessuno vuole giocare con loro perché non hanno certi tipi di giocattoli in casa. Molti bimbi poveri sono isolati, allontanati con commenti sarcastici. Non hanno certi poster, non indossano sandali firmati ma banali scarpe di plastica. I genitori ignorano tutto dei figli, non sanno chi frequentano, dove vanno nel tempo libero, quali discoteche frequentano, dove si radunano, in quali palestre sono segnati, dove vanno in vacanza. Alcuni non sanno che i figli si preparano a vivere all’estero, a convivere, non conoscono i loro gusti, le loro aspirazioni. Molti genitori non sanno dove lavorano i propri figli se fanno carriera, se fanno straordinari. Molti non sanno se i figli vanno d’accordo fra di loro, se hanno smesso di parlarsi. I figli non vengono tenuti d’occhio. Poi quando accadono delle disgrazie i genitori cadono dalle nuvole, si mostrano stupefatti e impotenti. Ammettono a bassa voce di non sapere che la figlia frequentava un boss e altre cose. Il dolore poi per certe scomparse è lancinante ed eterno. La libertà è importante ma il disinteresse può essere nocivo. I genitori devono manifestare delle curiosità nei confronti degli stili di vita dei figli e possono volendo anche suggerire e consigliare. In fondo hanno più esperienza, e l’esperienza di vita non può essere guardata con sospetto.

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L'antica estetica orientale fa innamorare l'occidente

L'antica estetica orientale fa innamorare l'occidente

Mehndi, mandala, hennè, filo arabo, sugaring... tutti termini che fino a pochi anni fa richiamavano un'atmosfera orientale, arabeggiante, esotica e lontana, ma che negli ultimi tempi iniziano a spopolare, divenendo di particolare tendenza a iniziare tra le dive di Hollywood fino alla più vicina nostra amica particolarmente attenta alle nuove mode e ai nuovi trend. L'hennè è una pasta naturale tratta dalla polvere di lawsonia Inermis, una pianta diffusa in India, Pakistan, Marocco. Mediante l'hennè si può colorare la pelle e/o capelli e peli, ed è qui che la fantasia umana trova spazio. L'hennè infatti si presta facilmente per tatoo semipermenenti (della durata di qualche settimana), ideali quindi sia per un effetto makeup semipermanente sulle sopracciglia, donandole un effetto più pieno, preciso e definito, oppure, come da tradizione indiana, per decorare la pelle con particolari disegni. I tipici disegni delle spose indiane, Mehndi e Mandala (che in Italia spopolavano già in spiaggia nei tardi anni '90) ben si adattano a chi vuole sfoggiare disegni e decorazioni raffinate su mani, polsi, caviglie ecc, senza la paura di stufarsi dopo poco tempo. La cultura orientale si fonde quindi con il concetto di glamour occidentale in un mix di tradizione e fascino, complessità e semplicità, racchiusi in decorazioni con un'antica pasta (l'hennè) che profuma di olii essenziali alla lavanda, cocco, mandorle, jojoba. Ma l'exploit orientale non può non coinvolgere anche le tecniche epilatorie, semplici, naturali ed efficaci: niente striscie epilatorie, spatole o pinzette ma pasta di zucchero (sugaring) e un filo di seta... La pasta di zucchero, la famosa ceretta araba o sugaring, è un composto naturale a base di miele e zucchero con l'aggiunta di alcuni olii. In Italia ha preso particolarmente piede una variante, l'Oro di Cleopatra, una particolare pasta la cui ricetta veniva utilizzata fin dai tempi dell'antica regina d'Egitto, rimodernata ed adattata secondo le necessità attuali, in grado, oltre che rimuovere peli e peluria, anche di idratare ed esfoliare la pelle donandole un'aspetto setoso. Chi l'ha provata assicura relax e non dolore (esatto, relax durante una ceretta) in quanto la stesura della pasta è accompagnata da movimenti simili a massaggi, in grado di stimolare la circolazione, il ricambio cellulare e il drenaggio dei liquidi. Ciò che ne scaturisce è un trattamento completo, in grado di massaggiare, epilare, esfoliare, idratare: un vero e proprio trattamento da regina! Abbinata alla sugaring (o Oro di Cleopatra) vi è anche il filo arabo, una tecnica di epilazione che tramite l'utilizzo di un filo di seta o cotone, permette una rimozione dei peli precisa senza l'utilizzo di altro che non il filo e i movimenti a esso dedicati. Niente irritazioni, arrossamenti o bruciature, ma pelle setosa, luminosa e liscia. La nostra società trova quindi, nel settore dell'estetica orientale, un'enorme bacino multiculturale da cui attingere tecniche e conoscenze in grado di arricchire il classico concetto di bellezza. Uscire il sabato con un delicato mehndi sulle mani, uno sguardo sempre in ordine grazie all'hennè alle sopracciglia, epilate mediante filo arabo, la pelle lucente e idratata grazie all'Oro di Cleopatra, è ormai la quotidianità. Siamo davanti a un mix di trend in continua crescita, con un'essenza orientale, che porta ad esplorare ed esser aperti, volenti o nolenti, a culture un tempo distanti, ma che oggi iniziano a far parte di noi, e di conseguenza della nostra cultura. La modernità occidentale e gli antichi segreti d'oriente si amalgano, trovando nuove soluzioni, innovazione, novità, elementi alla base della moda e del fashion. E tu hai già provato qualcuno di questi trattamenti? Se stai cercando chi si occupi di mehndi, hennè, filo arabo, sugaring ecc a Cagliari o dintorni puoi chiedere maggiori info presso Sabrina Pintus - Lash & Brow Specialistr sabrinapintuslbs.com

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Come un Topper coprimaterasso può migliorare la tua vita e farti risparmiare

Come un Topper coprimaterasso può migliorare la tua vita e farti risparmiare

Pharmaflex lancia degli innovativi topper ortopedici a doppia densità Made in Italy Le quasi totalità della popolazione, si sa, passa la maggior parte della giornata stando molte ore in piedi, seduta o davanti ad un pc, magari con postazioni non adeguate. Si riscontra quindi una tendenza ad assumere delle posture che, a lungo andare, vanno ad incrementare il numero già elevato delle persone che soffrono di sintomatologie dolorose a carico di schiena e collo. Per far fronte a questi fastidi sempre più frequenti, un ruolo cruciale è giocato dalla qualità del riposo notturno, dato che questi possono ripresentarsi ogni giorno fin dal risveglio. Scegliere il giusto dispositivo per dormire può di fare la differenza Utilizzare un supporto, che consenta di mantenere una posizione corretta durante la notte, può contribuire efficacemente a risolvere dolori e fastidi, consentendo un risparmio sulle terapie manuali e migliorando la qualità del sonno, con un impatto positivo sulla vita quotidiana. Ma che succede se in casa si sta utilizzando un materasso vecchio o sbagliato, e non si ha la disponibilità economica per cambiarlo? Proprio per far fronte a queste necessità è possibile utilizzare un topper coprimaterasso. Cosa sono i Topper Coprimaterasso I topper sono dei coprimaterasso imbottiti, più o meno spessi, da stendere sul proprio letto per migliorarne la consistenza. Ancora non conosciuti da tutti, stanno diventando sempre più diffusi nelle case italiane: i consumatori li preferiscono infatti ad un cambio di materasso, proprio perchè considerati una soluzione pratica, economica e funzionale. I topper sono quindi capaci di sopperire alle mancanze di un materasso usurato o dalla consistenza non piacevole ma, proprio come un materasso standard, i modelli comuni non sono in grado di porre rimedio alle problematiche che interessano la colonna vertebrale. Per avere un riposo di qualità è importante scegliere il giusto dispositivo per dormire, che permetta di fare la differenza, migliorando la vita diurna. Per soddisfare queste esigenze nascono i topper ortopedici, dispositivi medici progettati per fornire supporto alle articolazioni e consentire il giusto riposo a chi presenta problematiche di tipo fisiatrico,  consentendo di risolvere il problema in maniera naturale mentre si sta dormendo.  I Topper ortopedici di Pharmaflex Pharmaflex, azienda Italiana nota per i suoi innovatici cuscini ortopedici, in grado di risolvere a diverse sintomatologie quali Cervicalgia, Reflusso Gastrico e Plagiocefalia, ha ora lanciato un modello di Topper Materasso Ortopedico che ha già riscosso ottimi consensi nelle recensioni degli specialisti del settore. Come tutti i prodotti del marchio, il Topper Materasso di Pharmaflex è un prodotto innovativo che incorpora tecnologie avanzate, disegnato e testato per aiutare a risolvere tutti quei disturbi della colonna che causano dolori a schiena e collo. Il topper di Pharmaflex agisce assicurando che la colonna vertebrale sia allineata correttamente, mantenendo il corretto distanziamento delle vertebre per evitarne la compressione, responsabile della maggior parte dei sintomi del mal di schiena, con un sollievo immediato. Come per i cuscini Pharmaflex, alla base del topper c’è la tecnologia AirCell, l’evoluzione del Memory Foam: un materiale traspirante con una speciale formula a cellule aperte completamente permeabile all’aria, rinfrescante e piacevole anche nei mesi estivi. Grazie ad AirCell, inoltre, il topper materasso si adatta in maniera ancora più rapida agli spostamenti del corpo rispetto ai topper memory standard, assicurando il massimo comfort in ogni posizione, ma senza deformarsi nel tempo. Le tecnologie che rendono il Topper Ortopedico di Pharmaflex unico sono: 7 differenti zone di supporto specifiche per le diverse zone del corpo; 2 strati a densità variabile, con duplice azione decontratturante e di decompressione; Un’altezza più alta della media di mercato: ben 8cm; La disponibilità in più misure: singolo, una piazza e mezza, matrimoniale e, a richiesta, su misura; Il certificato di Dispositivo Medico di Classe-1 Come funzionano gli strati a diversa densità La sua stratificazione a base di poliuretano a densità variabile permette al Topper letto di Pharmaflex di assolvere a due compiti: Decontrazione muscolare: distribuisce il peso del corpo uniformemente, riducendo i punti di pressione e rilassando la muscolatura. Decompressione vertebrale: favorisce il corretto distanziamento tra le vertebre dorsali e lombari, evitandone lo schiacciamento. Le 7 zone di supporto Il topper presenta una struttura a onde di dimensioni specifiche, per fornire un perfetto allineamento di ogni parte del corpo: •    Testa e collo •    Spalle •    Colonna Vertebrale •    Bacino •    Gambe •    Ginocchia •    Piedi La Cover in Fibra di Carbonio Come tutti i prodotti Pharmaflex, anche il topper ortopedico viene accompagnato da una cover in fibra di carbonio in grado di scaricare le cariche elettromagnetiche accumulate durante il giorno, oltre a essere antibatterica, antiallergica e antivirale. Come Provare Pharmaflex Topper Materasso Ortopedico Il topper Pharmaflex viene venduto online e in alcune farmacie sul territorio. Essendo l’azienda consapevole di quanto un prodotto del genere vada “testato” dalle persone, ripropone la sua formula vincente: la possibilità di provarlo per 30 giorni con reso gratuito e ritiro a casa, oltre a una garanzia di 2 anni per dare la massima tranquillità ai clienti.  Il sonno rappresenta il 30% della vita di una persona e influenza significativamente il resto della giornata. L’intuizione dei prodotti Pharmaflex è quella di andare a risolvere diverse sintomatologie dolorose in maniera naturale mentre mentre si sta dormendo, evitando la sostituzione dell’intero materasso ed il ricorso alle terapie, consentendo di far ritrovare uil riposo perfetto anche alle persone che ormai non si ricordavano più com’era. Per Maggiori Informazioni potete visitare la pagina prodotto pharmaflex.com/products/pharmaflex-topper

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“MR. STEVE JOHNSON”: DALLA TEORIA ALLA PRATICA NELLA SCELTA DEI FARMACI ANTI OBESITA’ PER NON RISCHIA

“MR. STEVE JOHNSON”: DALLA TEORIA ALLA PRATICA NELLA SCELTA DEI FARMACI ANTI OBESITA’ PER NON RISCHIA

Nel secondo post dedicato all’argomento (ilgeneegoista.blogspot.com/2022/07/mr-steve-johnson-e-decenni-di-pillole.html) ho sottolineato come “per un lungo periodo di tempo, investire in questo settore è stato considerato dalle aziende farmaceutiche un azzardo, tenendo conto anche del fatto che, per tutto quanto riassunto in breve prima, l’asticella normativa per l’approvazione dei farmaci dimagranti, è stata alzata di parecchio” - anche perché - “Oggi, oltre a dover dimostrare una significativa efficacia per l’indicazione proposta unita al mantenimento per un anno di una perdita di peso pari al 5-10% del peso iniziale, vengono anche richiesti dall’FDA gli studi a lungo termine incentrati su sicurezza e tollerabilità.” Ma le cose cambiano e le occasioni, se non mancano, devono essere afferrate al volo, per cui... Il post integrale può essere letto ai seguenti link. ilgeneegoista.blogspot.com/2022/08/mr-steve-johnson-dalla-teoria-alla_3.html facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02u6BJyqXnUqZ3uBYvFkfxbE6Akrx7yjLT2b9GZuqMELBbKqKRwXGFMjv4Uz9bg6P1l&id=108135868541738

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Vetro e carta alle stelle. Così anche il vino in bottiglia costa di più

Vetro e carta alle stelle. Così anche il vino in bottiglia costa di più

Amari calici. A vanificare il rialzo record del 2021 (+13 per cento) dell’export di vino italiano, si sono messi di traverso vetri e cartoni, ferro e carburante alle stelle. Una lista indigesta che rischia di far saltare il tappo anche al mercato interno. Mercato che ha superato i 2,8 miliardi di euro per quanto riguarda le vendite nella grande distribuzione, con gli spumanti in crescita del 18,4 per cento. «La situazione è molto complicata, sia per la guerra in corso sia per i continui aumenti dei costi energetici che si riflettono su produzione e trasporto. Ma anche sulla capacità di spesa dei consumatori, sempre più intaccata», spiega Micaela Pallini, presidente Federvini. «A questo si aggiunge la difficoltà di reperire materia prima come vetro e carta fondamentale per commercializzare il vino. L’Ucraina, per esempio, è un anello importante di questa filiera e, con le fabbriche chiuse, sono venuti a mancare i rifornimenti di bottiglie e di alluminio. Se all’inizio dell’anno gli aumenti per il consumatore finale erano quantificati nell’ordine del 3/5 per cento, ormai un ulteriore rialzo dei listini sembra inevitabile». A fronte di questa situazione, c’è il rischio che le imprese da Nord a Sud non potranno più accettare ordini. Secondo uno studio Censis-Alleanza cooperative agroalimentari i conti extra dovuti ai rincari hanno superato 1,1 miliardi di euro: il conflitto avrebbe già cancellato qualcosa come 212 milioni di esportazioni verso i Paesi coinvolti. Inoltre, le cooperative vinicole sottolineano che, l’aumento dei costi pari a circa 1.124 milioni di euro, si tradurrà in un ulteriore carico sulla redditività delle imprese. Con inevitabile erosione dei margini e diminuzione di quella capacità competitiva che ha sempre caratterizzato il vino italiano sui mercati internazionali. Come stanno reagendo i produttori di fronte a questa emergenza che non ha a che fare con siccità o alte temperature? «Gli aumenti di vetro, cartone, legno per le pedane sono partiti fin da giugno 2021 ma i contraccolpi si sono sentiti relativamente perché la stagione estiva è andata bene grazie alla riapertura delle attività di ristorazione e ai turisti interni e stranieri», racconta Enrico Coser che, con i genitori e il fratello porta avanti Ronco dei Tassi, cantina friulana d’eccellenza sul limitare del Parco nazionale di Plessiva. Una proprietà di 50 ettari di cui 23 a vigneto, con spiccata vocazione per i bianchi: dal Fosarin alla Malvasia, dal Pinot Grigio al Sauvignon. «Per quanto riguarda il vetro, ci riforniamo come tanti da multinazionali che producono anche in Ucraina. Nella nostra regione stanno realizzando una vetreria ma ci vorranno almeno due anni. A fronte di prezzi raddoppiati, ci siamo organizzati scegliendo bottiglie sostenibili ovvero più leggere e cartone meno spesso ma che protegge ugualmente. Inoltre chiediamo ai clienti di fare ordini più consistenti per risparmiare sul trasporto. Ad oggi, il prodotto finale è aumentato del 7 per cento». Dal Friuli alla Franciacorta, dove Fabio Lantieri dell’omonima cantina bresciana sciorina dati non troppo rassicuranti: «Le gabbiette per i tappi costano il 20 per cento in più, il cartone per le scatole il 35 per cento, le etichette il 10 per cento. Non parliamo dei pali per le vigne: oggi impiantare un vigneto richiede un investimento quasi doppio», dice Lantieri che imbottiglia Cuvée Brut pluripremiati, destinati all’ho.re.ca (hotel, ristoranti e cafè). «Si è innescato un meccanismo speculativo con aumenti a pioggia che hanno interessato tutti i comparti». Come correre ai ripari? «Da anni la nostra azienda ha scelto la coltivazione biologica integrale di tutte le uve, una consistente riduzione di emissioni CO2 nell’atmosfera grazie all’impiego di fonti rinnovabili, il recupero dell’acqua piovana. Produciamo in casa il 40 per cento del fabbisogno energetico. Ma non siamo indipendenti», chiosa Lantieri, le cui etichette hanno avuto ritocchi intorno al 6/7 per cento. Saranno le bottiglie da spumante a pesare di più, e non solo in senso materiale, sui bilanci delle aziende vinicole della penisola. «Il costo del vetro, dal primo aprile, ha segnato incrementi del 15 per cento e, per l’anno in corso, i produttori non garantiscono i volumi necessari», spiega Giancarlo Moretti Polegato, imprenditore veneto che con il marchio Villa Sandi è diventato il big dei tre Prosecchi: Doc, Conegliano Valdobbiadene e Asolo. «Investiamo sull’aggiornamento tecnologico 4.0, sui nostri terreni scorre un canale che alimenta la centrale idroelettrica e permette di coprire il 50 per cento del fabbisogno, abbiamo installato pannelli fotovoltaici sui tetti dei magazzini. Per quanto riguarda i trasporti, in Italia sono su gomma e a nostre spese mentre per i mercati esteri (che rappresentano il 70 per cento del fatturato, 121 milioni di euro nel 2021, in crescita del 30 per cento sul 2020, ndr) i container sono gestiti dai clienti», aggiunge Moretti Polegato che, in totale, fa stappare nel mondo circa 30 milioni di bottiglie l’anno divise fra le etichette La Gioiosa e Villa Sandi. «Mai come ora bisogna giocare d’anticipo e stipulare contratti per le forniture di materie prime: abbiamo ordinato 30 milioni di bottiglie ma non sono ancora in magazzino dato che in Ucraina hanno chiuso due grosse vetrerie. Così siamo costretti a riprogrammare tutto», racconta Valentino Sciotti, ceo di Fantini Group che, dal quartier generale di Ortona in Abruzzo, riunisce dodici realtà enologiche del Sud e Centro Italia ed esporta ai quattro angoli del globo: dalla Germania all’Olanda, dal Canada al Giappone. «Bisogna scegliere a chi consegnare e a chi no? Sarebbe come scegliere fra due figli. Senza contare che, a seguito delle sanzioni, ci sarà anche un problema di incassi. A gennaio i nostri vini sono aumentati del 10 per cento. Ma la situazione è in continua evoluzione», sottolinea Sciotti. Che guarda con preoccupazione all’approvvigionamento dei tappi per le bottiglie. «Ne usiamo di vari tipi e attualmente i più difficili da reperire sono quelli di alluminio per cui occorrono sei o sette mesi di attesa. Il maggiore produttore ha sede in Piemonte. Abbiamo lanciato sul mercato una bottiglia dal design innovativo, battezzata Sensuale, a marchio Vigneti Zabù con cantina a Sambuca di Sicilia: un bianco e un rosato. Partiamo con circa 40 mila bottiglie. Qui la scelta del tappo è caduta sul vetro e sulla nuova tecnologia Vinolok: certificato, a chiusura ermetica, con protezione dall’ossigeno esterno per non disperdere le caratteristiche del prodotto. Ebbene, stiamo chiedendo ai clienti di rinviare gli ordini proprio per la carenza di vetro». Fonte: [espresso.repubblica.it/economia/2022/06/27/news/vino_in_bottiglia_costi-355623518/]

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Il bottone sardo, tesoro tradizionale della dea Tanit

Il bottone sardo, tesoro tradizionale della dea Tanit

La tradizione sarda ci ha abituato a capolavori unici, che coinvolgono tanto il settore tessile come quello artigianale. Non è infatti difficile ammirare favolosi abiti, popolari ma allo stesso tempo lussuosi, pieni di ricami, velluti, broccati su ogni dettaglio e spesso adornati da gioielli e monili particolari e preziosi, ciascuno con un significato proprio e con una storia da raccontare. ​ Un esempio di questo sono sicuramente i su coccu scaccia malocchio e il chiamaangeli, e in generale tutti i gioielli in filigrana artigianali, per i quali abbiamo già dedicato degli articoli e che ti consigliamo di leggere. ​ Un altro pezzo unico della tradizione sarda, che ci colpisce subito per la sua leggerezza e la sua eleganza è il caratteristico bottone sardo. Si tratta di uno dei gioielli più rappresentativi della cultura orafa sarda, prevalentemente utilizzato per chiudere il collo delle camicie e delle giubbe femminili o adornare le maniche delle stesse, così da formare “sa buttonera”; ovviamente un altro uso è quello di semplice spilla o ciondolo decorativo. Anticamente aiutava a definire anche lo status sociale della persona che lo indossava o della sua familia, attraverso il materiale utilizzato, la sua grandeza e il suo numero (due per chiudere il collo delle camicie maschili e da sette a dodici per quello femminile). Scopri di più: gioiasarda.com/bottone-sardo

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ITALIA : la terra dei bonus

ITALIA : la terra dei bonus

Il bonus come salvatore della patria economica del nostro paese. Ad oggi siamo arrivati a 35 gli incentivi per smuovere la nostra economia, che tra covid e guerre è stata messa a dura prova. Ma ci si chiede , è la giusta via per la ripresa, o è l’ennesimo palliativo che poi inesorabilmente peserà nelle tasche dell’intera collettività?..e... ciaovecio64.altervista.org/italia-la-terra-dei-bonus/

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2 agosto 1980 – 2 agosto 2022: la storia dimenticata di AntonioFrancesco Lascala: il reggino morto ne

2 agosto 1980 – 2 agosto 2022: la storia dimenticata di AntonioFrancesco Lascala: il reggino morto ne

Martedì 2 agosto il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza una conversazione sulla storia dimenticata del reggino Antonio Francesco Lascala, morto nella strage di Bologna.Sono trascorsi quarantadue anni dalla strage di Bologna (2 agosto 1980, ore 10:25) dove si spensero bruscamente sogni, speranze, affetti familiari, progetti, stroncati da uno spaventoso fragore scaturito da un ordigno posto all’interno della stazione emiliana. Quel terrificante impatto causò la morte di 85 persone (orribilmente mutilate) ed oltre 200 feriti deturpati nel corpo e nell’animo. Tra le vittime dell’attentato vi era il reggino Antonio “Totò” Lascala ed a distanza di tale arco di tempo, la città di Reggio Calabria, nonostante le varie sollecitazioni, sia istituzionali, personali, associative, ancora non ha inteso dedicare uno spazio pubblico ad un concittadino vittima innocente di quella strage terroristica. Il Circolo Culturale “L’Agorà”, vuole ricordare tale figura, anche se purtroppo dimenticato nella memoria, da parte delle istituzioni locali che dovrebbero avere il preciso dovere di trasferire alle future generazioni la memoria di un crimine tanto efferato. A tal fine piace ricordare che venne inoltrata da parte del sodalizio reggino una richiesta di intitolazione di luogo pubblico al Comune di Reggio Calabria, proposta acquisita d’ufficio al prot. 125802 del 6 agosto 2018 – indirizzata al sindaco, al segretario generale, al presidente della Commissione Toponomastica, al presidente del Consiglio. A distanza di quattro anni il Circolo Culturale “L’Agorà” non ha ricevuto nessuna risposta in tal senso. “2 agosto 1980 – 2 agosto 2022: la storia dimenticata di AntonioFrancesco Lascala: il reggino morto nella strage di Bologna” è il titolo della conversazione, alla quale parteciperà in qualità di gradito ospite Ivan Tripodi, già presidente della V Circoscrizione (Rione Ferrovieri, Stadio, Gebbione). Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da martedì 2 agosto.

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