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Un messaggio per i bambini: il progetto ‘I Nallegrotti’ emoziona la conferenza del 2 Febbraio

Un messaggio per i bambini: il progetto ‘I Nallegrotti’ emoziona la conferenza del 2 Febbraio

Eccellenza e Solidarietà: Il Dott. Salvo De Vita Celebra il Grande Cinema e l'Impegno Sociale In una cornice di respiro internazionale, il noto produttore e fotogiornalista ha conferito prestigiosi riconoscimenti a icone del cinema e promosso progetti ad alto impatto sociale come "I Nallegrotti" di livello Europeo e non solo, rappresentati da un unico marchio di eccellenza italiana sfociato all'estero "Ufficio Stampa & Produzioni MP del Dott. Salvo De Vita". Napoli/Firenze/ Bologna/Milano – La visione del Dott. Salvo De Vita continua a tracciare nuovi confini nel mondo della comunicazione e dell’intrattenimento. Durante l'ultima Conferenza Stampa Internazionale, il produttore ha saputo coniugare l’innovazione del suo sistema di Ufficio Stampa in Franchising con momenti di alta celebrazione artistica e profonda riflessione sociale, circondato da un parterre di ospiti d'eccezione. Il percorso dell’evento si apre con la professionalità del Conduttore Giornalista Antonio Petrino, presentando a fine evento il suo progetto Cinematografico intitolato “VITE DA SALVARE” Film Short premiato al simbolo nazionale di natura culturale. I Premi alla Carriera e all'Eccellenza Il culmine della serata è stato segnato dalla consegna dei premi riservati, che hanno visto protagonisti nomi di rilievo del panorama attoriale: Premio alla Carriera: Assegnato all'attore Walter Lippa, volto celebre e stimato, per il suo straordinario contributo al cinema e alla serialità. Premio di Interpretazione: All'attrice Pamela Formisano, premiata per la sua intensità espressiva e il talento versatile. Premio di Riconoscimento: Conferito all'Associazione Double H di Vincenzo Rotino e al suo staff, per l'eccellenza e l'impegno nel settore. Il Talento sul Palco: Teatro e Impegno Sociale L'evento ha acceso i riflettori su una nuova generazione di interpreti di grande spessore. Tra le presenze, spicca quella di Valeria Campana, attrice teatrale emergente che si sta distinguendo per talento e presenza scenica nel panorama artistico nazionale. Uno dei momenti più toccanti è stato l'esordio di Nia Limby, che ha incantato la platea con il monologo "Tutti Uguali", opera dedicata ai bambini affetti da spettro autistico e legata al progetto animato "I Nallegrotti". Un'iniziativa che conferma la sensibilità del Dott. De Vita verso temi sociali di primaria importanza. Un Parterre di Stelle e Istituzioni L'evento ha visto la partecipazione di figure chiave dell'editoria e dello spettacolo, tra cui lo staff della rivista Ciak Cast Magazine, rappresentato dal responsabile Emilio Anzani Ciliberti, e Marino Anzani Ciliberti, Presidente dell'Associazione Fantasy. Il palco è stato impreziosito dalle esibizioni di talenti nazionali: Cinema: La presenza ufficiale dell’Attore Tommaso Bianco, volto del cinema internazionale. Ospite il Regista/Attore Ciro Cocozza ,che presenta lo Staff del progetto Cinematografico "Na' Mmasciata per Palermo" con i seguenti artisti Gustavo Martucci, Raffaele Lanzieri, Giovanni Esposito. Andrea Caputo noto nel settore della politica rappresentando la presidenza del Partito Politico “Italia Sovrana”. Musica e Cabaret: La voce di Carmen Longobucco (vincitrice Song Live) e la verve comica di Simone Merini, eccellenza del cabaret italiano. Il Circuito STARS: Le vincitrici dei titoli nazionali, tra cui Vittoria Morga (Nuove Stelle), Maria Gigashilli (Cinema) e le Lady Over Donatella Conversano e Uliana Jasinkuk. Cultura: La Famiglia Calderone, rappresentante dell'Associazione Engel Von Bergeiche, colonna portante nell'organizzazione di eventi culturali di livello europeo. Una Nuova Era per la Comunicazione Oltre ai premi, il Dott. Salvo De Vita ha ribadito l'efficacia del suo modello di Franchising per l'Ufficio Stampa, una strategia che permette di gestire con standard qualitativi elevatissimi i grandi progetti cinematografici, teatrali e musicali presentati durante l'incontro. Con questa iniziativa, Salvo De Vita si conferma un vero architetto della cultura, capace di unire il prestigio delle stelle alla solidarietà e alla valorizzazione dei nuovi talenti. Articolo: Dott. Giuseppe Bonomi – Dott. Salvo De Vita Tutela Legale/Immagine: Ufficio Stampa & Produzioni MP Supervisione: Dott. Salvo De Vita Distribuzione Nazionale: Dott.ssa Mietto Elisa

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4Grigio debutta con un disco nato tra Roma e New York

4Grigio debutta con un disco nato tra Roma e New York

New York, 1° gennaio 2025. Fuori Manhattan è paralizzata da una bufera di neve che sfuma i contorni della metropoli; dentro una stanza, un uomo registra l'ultimo respiro di un disco che ha costruito pezzo dopo pezzo, cavo dopo cavo, da solo. Non è l’inizio di un film noir, ma la genesi di "Digitanalogico", il nuovo album di 4Grigio. Romano di nascita e newyorkese d’adozione per affinità elettiva, 4Grigio ha scelto di lavorare in isolamento, allontanandosi consapevolmente dal brusio costante della produzione musicale seriale. Senza team di scrittura né produttori esterni, “Digitanalogico” nasce da un’autarchia creativa, con ogni fase del lavoro gestita direttamente dall’artista. 4Grigio è un artigiano che ha trasformato il suo home studio in un’officina a porte chiuse, un laboratorio che ha reso il lavoro quotidiano un presidio creativo completamente autonomo: ha scritto, suonato, prodotto e mixato ogni singola traccia, cercando un punto di contatto tra la precisione asettica del digitale e la scrittura intuitiva, di matrice analogica. Il risultato è un pop sporco di asfalto americano ma con il DNA del cantautorato italiano, quello che non ha paura di mostrarsi nudo, essenziale. La focus track del disco è "Vette", brano che inverte la rotta creativa dell'intero progetto. Se le altre tracce sono nate da una riflessione lenta, "Vette", accompagnato dal lyric video ufficiale, è puro istinto: una produzione elettronica serrata, definita quasi al 100%, che ha orientato parole e melodia. È uno schiaffo all'immobilismo, un invito brutale a smettere di guardare il mondo dal davanzale per affrontare finalmente la propria strada. «"Vette" è l'urgenza di non perdere la spinta evolutiva proprio mentre il mondo affonda nella mediocrità - dichiara 4Grigio -. L’album vive di questo conflitto costante tra la perfezione delle macchine e il disordine delle mie esperienze reali, dei traslochi, delle notti passate a New York a fare i conti con chi sono diventato.» Dalle ballad incise con la voce graffiata e la raucedine fino alle visioni mistiche nate durante una traversata nel Mediterraneo, "Digitanalogico" documenta un percorso di ridefinizione identitaria. È la storia di chi ha avuto il coraggio di abbandonare i propri «musei personali» a Roma per rinascerne altrove, portando con sé solo lo stretto necessario: una chitarra, qualche synth e il bisogno di non restare a guardare. “Digitanalogico” si compone di episodi, di passaggi, di decisioni prese strada facendo. Ogni traccia rappresenta un momento preciso, senza chiuderlo, preparando il terreno a quella successiva. È un album che avanza mentre si interroga, lasciando che ogni brano aggiunga un tratto a un percorso ancora aperto, ancora in divenire. A seguire, tracklist e track by track del disco. “Digitanalogico” – Tracklist: 1. Vette 2. Troppe verità 3. Che c’è? 4. Altrodove 5. Come stella cadente 6. Dimora 7. Quando non c’eri tu 8. All’anno che se ne va “Digitanalogico” – Track by Track: Vette. L’istinto che precede la ragione. Una produzione elettronica serrata per un testo imperativo: «Lotterai, capirai. Proprio quando sei alle strette, arrivi alle tue vette». Troppe verità. Il pop-country che incontra la strada. Il racconto del trasferimento a New York, dove la libertà coincide con la capacità di lasciar andare il passato. Che c’è. La bellezza dell’imperfezione. Registrata con un mal di gola che ne accentua la delicatezza, è una traccia che ignora la tecnica per cercare il contatto. Altrodove. Un limbo interiore tradotto in frequenze. La ricerca di quel luogo non geografico dove le ansie svaniscono e le idee tornano a fiorire. Come stella cadente. Un’evoluzione materica: nata lo-fi, si è trasformata in un arrangiamento caldo e organico, emblema di una luce che resiste all’oscurità. Dimora. Il mare come unico confine. Ispirata da un’esperienza spirituale nel Mediterraneo, trasforma la «casa» in un concetto metafisico. Quando non c’eri tu. Una storia di rivalsa, di riequilibrio, riflessa negli occhi di chi ci accompagna. Il cielo di Roma che si posa sopra i tetti, regalando un’armonia che sembrava perduta. All’anno che se ne va. New York, 1° gennaio 2025. Una bufera di neve fuori e la necessità di scrivere pagine che sono fermi immagine dell’anima. Il cerchio che si chiude per poter ripartire.

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BARBECUE

La tecnica del barbecue, termine spagnolo che si ispira al linguaggio indigeno della Amarica centrale, ha origini molto antiche, risale alla pratica dei nativi dei Caraibi, tribù locali che usavano particolari strutture di legno, spesso locale, per cuocere lentamente durante i pasti collettivi carne e pesce con l’uso della brace e del fumo., una cottura a bassa temperatura Il metodo fu accolto dai colonizzatori spagnoli e importato in patria dove si diffuse nel sedicesimo secolo. Si usavano griglie e graticole di legno e legno anche verde e si affumicava anche la carne. Anche Colombo importò questo metodo nel vecchio mondo. Il metodo si diffuse in Canada, e negli usa come anche simbolo di convivialità. In Virginia era un metodo per conservare meglio i piatti. Divenne anche un metodo economico per consentire di mangiare anche i tagli di carne più duri e meno costosi. Poi si impose anche una cottura ad alta temperatura con fuoco sempre controllato. Il Texas divenne la patria di questo metodo con l’uso di erbe aromatiche e fumo denso e salse per cuocere manzo . Nello stato della Carolina si preferiva il maiale. Nel XIX secolo in America era usato per scopi elettorali, si facevano grigliate per attirare elettori usando la carbonella o il carbone di legno. In Germania si usava la griglia sospesa sul fuoco per cuocere salsicce e altro. In spagna si grigliavano anche i frutti di mare. Alla fine si fusero tradizioni occidentali e orientali. Negli usa si ebbero molte varianti regionali e si usavano salse dolci e speziate. In Europa il barbecue era una occasione di aggregazione sociale per riprodurre piatti tipici. In Italia nell’ottocento si usava grigliare anche verdure e formaggi di pregio. In Africa si usavano spezie e si marinava la carne specie di agnello. In Asia si preferivano gli spiedini di pollo e tacchino. In Indonesia si preferivano spezie piccanti e aromi naturali. Nel nord Africa si usava carne aromatica con polenta di mais e verdure. In Giappone si usavano molte erbe aromatiche. Si introdussero varie tecniche e accessori. In africa si introdusse la tecnica del fuoco vivo. Negli ultimi tempi è possibile fare grigliate multiple contemporaneamente ci sono diversi strumenti. Il barbecue richiede preparazione, pazienza e precisione. Molti si improvvisano ma poi si sono verificati incidenti, incendi e problemi di vario tipo. Bisogna essere abili e cauti. L’improvvisazione può avere conseguenze anche gravi.

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Conversazione sull’ascia votiva di San Sosti

Conversazione sull’ascia votiva di San Sosti

Il prossimo 25 febbraio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema “L’ascia votiva di San Sosti”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello. Il British Museum di Londra è uno dei più grandi e importanti musei della storia del mondo. È stato fondato nel 1753 da Sir Hans Sloane, un medico e scienziato che ha collezionato un patrimonio letterario e artistico nel suo nucleo originario: la biblioteca di Montague House a Londra, in seguito acquistata dallo Stato Britannico per ventimila sterline e aperta al pubblico il 15 gennaio 1759. Il museo ospita circa 8 milioni di reperti che quotidianamente vengono contemplati da tantissimi visitatori nella location londinese di Great Russell Street. A partire dal diciannovesimo secolo, il polo museale cominciò ad incrementare i propri spazi espositivi con collezioni greche e romane, provenienti da diversi territori del continente europeo, frutto sia di operazioni militari che di spedizioni archeologiche. Nella location museale londinese sono ospitati preziosi manufatti provenienti dalla Calabria. Dopo le vicende esposte, a cura di Gianni Aiello, nelle precedenti conversazioni, inerenti al trattato di alleanza tra Reggio ed Atene, riportato su di un’apposita stele che venne scoperta sull’Acropoli di Atene, ed il tesoro di Sant’Eufemia, l’intervenuto questa volta accende i riflettori su un’altra importante testimonianza del passato calabrese, conosciuta come ascia di San Sosti, o ascia votiva di Kyniskos. Il manufatto votivo, risalente al quarto secolo a. C., è una scure bronzea, costituita da un'estremità ascia e dall'altra martello. Venne rinvenuto nel 1846 nei pressi dell’area del Comune di San Sosti, Calabria, provincia di Cosenza. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte del gradito ospite del sodalizio culturale organizzatore. La conversazione, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 25 febbraio.

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Caronte Showcase @Sanremo 2026

Caronte Showcase @Sanremo 2026

Live e interviste per gli artisti emergenti durante la settimana del Festival Sanremo — Durante la 76a edizione del Festival di Sanremo 2026 (24–28 febbraio), Caronte Music Group presenta il “Caronte Showcase @Sanremo”, un format che unisce esibizioni dal vivo e momenti di racconto artistico, con l’obiettivo di offrire visibilità agli artisti emergenti nel contesto della settimana sanremese. Il progetto, realizzato in collaborazione con ADN Italia S.p.A., prevede performance con brani originali accompagnate da una breve presentazione artistica, all’interno de Il Salotto delle Celebrità. A partecipare allo showcase saranno gli artisti di Caronte Music Group e IMI Music: Camilla, Lulys, Undermyegomusk, Leudys, Cridam, Freddi, Axel Tellerr, Nicolaj e Sammy. Il format si integra con un presidio radiotelevisivo: ogni artista prenderà parte a un’intervista trasmessa in diretta dal Palafiori di Sanremo, all’interno della prestigiosa location Casa Sanremo – Piazza Marconi, attiva dal 22 al 28 febbraio 2026. Radio Jukebox racconterà il Festival con dirette quotidiane 10.00–15.00 e 16.00–19.00, tra interviste, commenti e approfondimenti, con attenzione anche alle attività “fuori Teatro Ariston”. La diffusione è prevista su radio, tv e digitale: l’emittente indica una rete con 359.000 ascoltatori nel giorno medio, 27.000 sessioni di streaming giornaliere e una copertura radiofonica in 48 province italiane; la distribuzione è amplificata anche su Radio Jukebox TV e sulla piattaforma ADN Play (canale 254 del digitale terrestre), oltre a ulteriori province in digitale terrestre. «Lo showcase nasce per creare un’occasione professionale in cui performance e racconto convivono, facilitando l’incontro tra artisti e media», spiegano gli organizzatori. «L’integrazione con le dirette radiotelevisive consente di ampliare la distribuzione dei contenuti e di dare continuità alla narrazione», aggiungono. Caronte Music Group Srl 
P.zza Gae Aulenti 1, Torre B, Milano 20154
info@carontemusicgroup.com carontemusicgroup.com

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Un Olimpo ancora vivo, più concettuale che leggendario

Un Olimpo ancora vivo, più concettuale che leggendario

L’Eredità dell’Olimpo: Viaggio nella Mitologia Greca di Tommaso Ardiani è un saggio che prende le distanze dalla mitologia intesa come semplice raccolta di racconti affascinanti. Qui i miti greci non vengono “narrati”, ma letti come strutture di pensiero, strumenti con cui il mondo antico ha cercato di rendere comprensibili il potere, il tempo, il conflitto, il limite e il destino umano. Il valore principale del libro sta nel suo impianto interpretativo. Ardiani accompagna il lettore in un percorso coerente che collega cosmogonia, divinità ed eroi a questioni universali: il Caos come origine ambigua, il conflitto tra gli dèi come modello del cambiamento politico e sociale, Crono come immagine di un tempo che genera e distrugge, l’eroe come figura sospesa tra grandezza e responsabilità. Il mito emerge così non come superstizione, ma come linguaggio simbolico capace di dire ciò che il pensiero razionale fatica a esprimere. La scrittura è chiara ma densa, più vicina alla saggistica culturale e filosofica che alla divulgazione tradizionale. Questo rende la lettura stimolante e attuale, ma anche meno immediata per chi si aspetta un approccio narrativo o introduttivo. Non è un libro da “scorrere”, bensì da leggere con attenzione, seguendo il filo concettuale che unisce i capitoli. L’assenza di immagini e la scelta di concentrarsi esclusivamente sul testo rafforzano l’idea di un’opera riflessiva, pensata per chi vuole andare oltre la superficie del mito e interrogarsi sul perché certi archetipi continuino a tornare nel linguaggio e nella storia. In definitiva, L’Eredità dell’Olimpo è una lettura solida e intelligente, consigliata a chi desidera comprendere la mitologia greca come forma di conoscenza ancora attiva, non come reliquia del passato. Un libro che non promette risposte facili, ma offre strumenti per pensare meglio.

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Transizione energetica e sostenibilità sociale a confronto nell’evento RSE

Transizione energetica e sostenibilità sociale a confronto nell’evento RSE

Il 6 febbraio 2026 a Milano si terrà il convegno “Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali”, dedicato all’analisi degli impatti economici e sociali derivanti dall’implementazione delle raccomandazioni del rapporto “Energy4All” del Club di Roma È partito ufficialmente il conto alla rovescia per il convegno “Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali”, l’evento organizzato da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) che si terrà il prossimo 6 febbraio a Milano, presso l’Aula Morandi del centro congressi FAST. L’incontro nasce dalla necessità di tradurre le grandi sfide macroeconomiche in soluzioni concrete per la quotidianità. Al centro del dibattito ci saranno le evidenze del report Earth4All del Club di Roma, analizzate attraverso la lente del contesto europeo e nazionale per comprendere come la transizione energetica impatti direttamente sul consumatore finale. Il cuore della discussione riguarderà il superamento del semplice calcolo delle emissioni basato sulla produzione. La nuova strategia di decarbonizzazione proposta punta su una prospettiva basata sulla domanda finale, riconoscendo il ruolo attivo di cittadini e imprese. L’obiettivo è garantire che il cambiamento sia socialmente ed economicamente sostenibile, rispondendo alle crescenti preoccupazioni sugli effetti economici delle nuove politiche green. Un ponte tra ricerca internazionale e policy locali Il convegno fungerà da raccordo tra le raccomandazioni globali e l'elaborazione di politiche locali condivise. Esperti del Club di Roma, ricercatori RSE, accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities si confronteranno su temi critici quali: ● Il costo sociale della decarbonizzazione; ● L'impatto economico sui consumatori; ● I fabbisogni di ricerca per mettere territori e imprese al centro del cambiamento. Verso una transizione equa Un confronto aperto tra esperti, politici e stakeholder sulle strategie europee e sui fabbisogni di ricerca necessari per mettere cittadini, imprese e territori al centro del cambiamento, affrontando nodi critici come il costo sociale della decarbonizzazione e l’impatto economico sui consumatori finali. Attraverso il dialogo tra esperti del Club di Roma, ricercatori di RSE, rappresentanti accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities, la conferenza mira a definire politiche pubbliche capaci di coniugare la tutela del clima con la sostenibilità economica. L’obiettivo è costruire un ponte operativo tra la ricerca d’avanguardia e le necessità quotidiane dei territori, garantendo che la transizione energetica diventi un’opportunità di benessere condiviso e fornisca un’importante occasione di approfondimento e dibattito per contribuire alla definizione di politiche energetiche coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e giustizia sociale. Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link Il programma completo è consultabile qui Link: rinnovabili.it/energia/le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/

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CAMBIAMENTO DELLA SPIRITUALITÀ IN EUROPA, PERCHÉ LA RELIGIONE DEI NATIVI AMERICANI NON È DEGENERATA

CAMBIAMENTO DELLA SPIRITUALITÀ IN EUROPA, PERCHÉ LA RELIGIONE DEI NATIVI AMERICANI NON È DEGENERATA

La perdita dell'equità e la degenerazione della spiritualità sono due facce della stessa medaglia, due fiumi inquinati che scorrono dalla stessa sorgente: la piramide del dominio; per troppo tempo ci hanno narrato la religione come un balsamo per l'anima quando invece per gran parte della storia umana recente essa è stata uno strumento creato per plasmare burattini obbedienti e funzionali al sistema, ma non è sempre stato così. Se volgiamo lo sguardo indietro verso il Paleolitico e il Neolitico scopriamo un rapporto con il sacro così autentico da sembrare un sogno; in quelle comunità l'uguaglianza non era un'utopia, era la realtà, non esistevano élite, le risorse erano un bene comune e la condivisione era il respiro stesso della collettività; in un simile contesto di orizzontalità la religione non poteva essere uno strumento di omologazione perché mancavano i padroni in terra per forgiare quelli in cielo. Le Divinità di quel tempo non erano spettatori giudicanti e distanti, non erano tiranni celesti pronti a sferrare castighi, erano presenze vicine, energie vitali dotate di coscienza che pulsavano in ogni cosa, nel fuoco, nel vento, negli animali, nel raccolto e nell’essere umano stesso; gli Dei erano compagni di viaggio, non carcerieri e i rituali non erano obblighi dettati dalla paura ma espressioni spontanee di gratitudine verso le Divinità; si danzava per il piacere di danzare, si narravano miti che intrecciavano i nostri passi a quelli degli animali e delle stelle, la spiritualità era una forza unificante, il collante di una comunità libera che rifletteva la sua armonia sociale nel suo rapporto armonioso con il Divino. Poi qualcosa si incrinò, se prendiamo il periodo greco romano già qui la spiritualità aveva subito una certa torsione; se da un lato non era c’era ancora il sistema dogmatico e colpevolizzante che sarebbe venuto dopo, le figure degli Dei furono stravolte, gli Dei non cambiarono nella loro essenza, erano sempre loro ma il loro volto fu sfregiato; le élite, assetate di controllo, compresero che la religione poteva diventare uno strumento al loro servizio, avevano bisogno di una spiritualità che giustificasse l'ingiustizia che avevano creato e così trasformarono gli Dei in versioni celesti di loro stessi: potenti, capricciosi e vendicativi; instillarono l'idea che il rapporto con il Divino fosse gerarchico e basato sull'obbedienza rituale, chi si sottraeva dalla partecipazione ai riti non era un libero pensatore, era un traditore; la religione, un tempo fonte di ispirazione e di sviluppo personale e collettivo era già diventata una catena invisibile anche se non ancora del tutto serrata. Ma la fiamma della vera spiritualità non si spense, nel periodo greco romano molti rifiutarono la visione distorta della religione tradizionale; filosofi come Epicuro, Lucrezio e Plinio sbeffeggiavano l'idea di Dei interventisti e punitivi proponendo una spiritualità basata sulla serenità interiore e sulla liberazione dalle paure; accanto a loro prosperarono i sentieri di alcuni culti misterici come quelli di Dioniso che non erano ritrovi per ubriaconi come molti pensano ma luoghi dove veniva offerta agli iniziati un'esperienza trasformativa di se stessi, un percorso di crescita interiore che sfuggiva al controllo dei potenti, erano voci di resistenza, baluardi contro l'appiattimento spirituale. Poi arrivò il colpo di grazia: l’avvento del cristianesimo come culto di stato; con il monoteismo la spiritualità fu definitivamente monopolizzata e messa in catene, il pluralismo vitale del paganesimo fu schiacciato sotto il tallone di un unico Dio onnipotente e legislatore; non più forze immanenti ma un sovrano trascendente, le sue leggi si sovrapposero a quelle umane santificando l'ordine costituito; la paura dell'inferno e la lusinga del paradiso divennero i perfetti strumenti di controllo sociale, non è un caso che le virtù imposte da questo nuovo sistema fossero l'obbedienza, l'umiltà, la rassegnazione, la sottomissione e la sofferenza; il loro scopo era palese: forgiare schiavi devoti, perfetti ingranaggi per una macchina sociale piramidale; la spiritualità autentica, quella che libera, era apparentemente morta e al suo posto sorgeva un apparato di oppressione psicologica e sociale. Eppure questa degenerazione non è un destino ineluttabile, se guardiamo le società dei Nativi Americani prima del genocidio europeo vediamo comunità egalitarie dove il potere era orizzontale e basato sul consenso; qui la Divinità conosciuta come Grande Spirito o Grande Mistero non è mai diventata un mostro giudicante, ci chiediamo perché questa trasformazione non è mai avvenuta? Sicuramente perché non esisteva un monarca assoluto in terra che avesse bisogno del suo corrispettivo in cielo, in una società senza classi dominanti non c'è nessuno che abbia l'interesse o il potere di sfregiare il volto del Divino, la spiritualità rimane una presenza immanente, un legame di armonia con tutto il vivente. La conclusione è che la degenerazione della religione non è una questione teologica, è una questione di potere; dove regnano l'uguaglianza e l'armonia la spiritualità conserva la sua purezza originaria mentre dove si erge la piramide del dominio essa viene distorta, imbruttita e messa al servizio degli oppressori. Sfregiare il volto degli Dei per rendere schiavi gli esseri umani e seminare afflizione è il peggiore dei sacrilegi mentre strappare via queste catene dentro di noi e nella società e far si che le energie Divine tornino a fluire liberamente anche nell’essere umano è il miglior modo per venerare gli Dei, è il ritorno al fuoco sacro della religione originale, è la riconquista di una spiritualità che non chiede obbedienza ma offre #libertà.

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Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui una macchina smette di essere un semplice insieme di lamiere, bulloni e calcoli ingegneristici per trasformarsi in un oggetto del desiderio. Non serve aspettare trent’anni, non serve il bollo ridotto o la targa sbiadita dal tempo. Esistono creature meccaniche che nascono già con la schiena dritta, con lo sguardo rivolto a un futuro che sembrano aver già masticato e digerito. Le chiamiamo Instant Classic, un ossimoro che profuma di gomma bruciata e intuito. Entrare nel garage virtuale di Leggende su strada leggendesustrada.altervista.org/category/instant-classic-leccellenza-del-futuro-da-collezione significa fare un viaggio tra quelle eccellenze che oggi si comprano in concessionaria, ma che domani saranno battute all'asta tra sospiri e rilanci folli. È una questione di anima, direbbe qualcuno. O forse di coerenza. Perché una Instant Classic non cerca di compiacere tutti; cerca di colpire allo stomaco chi sa ancora distinguere un cambio che asseconda il polso da un software che decide per te. Sono auto che hanno il coraggio di essere scomode, magari rumorose, certamente fuori dal coro. Rappresentano l’ultimo baluardo di una resistenza meccanica in un mondo che corre verso il silenzio elettrico. Eppure, proprio in questa loro ostinazione risiede il valore collezionistico. C’è dentro il genio di chi ha osato una linea azzardata, la sapienza di chi ha tarato un assetto per farci sentire la strada fin dentro le vertebre, la visione di chi sa che l’esclusività non è solo un prezzo di listino, ma una promessa di eternità. Su My101 vogliamo celebrare questo paradosso temporale. Perché guardare a queste auto significa allenare l’occhio al bello che non scade. Sono investimenti per il cuore, prima che per il portafogli. Raccontano storie di ingegneri che hanno lavorato di notte e di designer che hanno sognato forme proibite. Se volete scoprire quali sono i pezzi pregiati che scriveranno la storia del prossimo decennio, non vi resta che approfondire questa selezione di eccellenza. Il futuro, dopotutto, è una strada che stiamo già percorrendo.

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Voglio aperta la vagina

Voglio aperta la vagina

Mostro con orgoglio e vanto la mia vagina rosa liscia e aperta pronta per farsi penetrare da più piselli possibili

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