101

 

Il sarto della musica italiana Radiosuoff cuce sogni e neve su una Bari inedita

Il sarto della musica italiana Radiosuoff cuce sogni e neve su una Bari inedita

Una città di mare sotto la neve. Bari trasformata in un paesaggio invernale che non le appartiene, una distesa bianca che interrompe l'abitudine e si fa spazio tra i palazzi della costa. Sotto questa coltre inedita, Radiosuoff, all’anagrafe Luca Laruccia, firma il suo atto di riappropriazione artistica con il singolo “Fuori Nevica”. Laruccia, l'artigiano delle parole che la critica ha ribattezzato il sarto della musica italiana per la sua capacità di modellare successi per terzi e per la sua sapiente scrittura, decide di riprendersi la propria voce dopo anni passati all'ombra dei grandi palchi nazionali. L’artista sveste i panni del chitarrista d'eccezione — già al fianco di giganti come Francesco Renga, Giusy Ferreri, Irene Grandi e star internazionali del calibro di LP e Dotan — per tornare al centro della scena con un brano che, anche grazie alla produzione del Maestro Marco Falagiani e alla co-produzione di Lavù, segna un banco di prova cruciale: l'unione tra una melodia immediata, quasi epidermica, e una narrazione intima e tersa, che recupera la tenerezza dei legami più puri. Tutto il racconto gravita attorno a un’immagine tanto ancestrale quanto inusuale: una Bari sommersa dalla neve. Un’idea nata anni fa e oggi cristallizzata in una produzione che fluttua tra il ricordo e la riappropriazione di sé. «Questo brano – dichiara Radiosuoff - rappresenta per me una nuova sfida: portare una musica orecchiabile ma con un testo che racconti davvero una storia. Con "Fuori nevica" vorrei trasmettere un messaggio che sembra smarrito: l’amore vissuto con estrema dolcezza, che sia quello tra due amanti o il legame indissolubile tra un padre e un figlio.» Questa dedizione alla parola, che lo ha portato a firmare numerosi brani per i circuiti dei grandi festival nazionali, è racchiusa nello pseudonimo scelto: Radiosuoff. Un nome che sottolinea la volontà di silenziare il rumore di fondo e le sovrastrutture, per lasciare che a parlare sia solo la composizione nella sua forma più pura. Un approccio che gli ha permesso di perfezionarsi negli anni come cantautore, raccogliendo risultati importanti con singoli come “Scrivimi”, “Acqua Minerale” e “Amore Discount”. La componente visiva di “Fuori Nevica” è destinata a generare un forte impatto, non solo per l’estetica raffinata ma per il suo valore simbolico. Scritto e ideato dallo stesso Radiosuoff e realizzato dal regista Gianluca Giannini attraverso un uso pionieristico e autoriale dell’Intelligenza Artificiale, il videoclip ufficiale trasforma il capoluogo pugliese in un paesaggio onirico e ovattato. In questa tela digitale, un non-luogo innevato che sovverte i lineamenti geografici della città, si muove il piccolo Mattia, figlio di Luca. Accanto a lui, a caricare l’opera di ulteriore umanità, la presenza di un’icona del calcio come Igor Protti. L'eroe della Curva Nord, simbolo di una comunità intera, presta il volto a un progetto che mescola vita vissuta e suggestione algoritmica in un momento personale delicatissimo. «Ho voluto fortemente un cameo di Igor Protti, eroe indiscusso della città che oggi sta combattendo una battaglia personale difficile - confida Laruccia -. Vedere Bari sotto la neve, seppur con il supporto dell’IA, restituisce un realismo tale da creare scalpore, un'emozione che spero arrivi dritta allo spettatore.» Tra riflessi di luce e fiocchi che cadono su una vita che «rotola e si scopre sempre un po’ più scomoda», Radiosuoff dimostra che la vera maestria non sta solo nel saper suonare sui palchi più prestigiosi, ma nel saper attendere il momento giusto per raccontarsi. "Fuori nevica" è il perfetto come back di un artista che ha smesso di stare in ombra per illuminare, con la propria voce, quel sentimento chiamato amore che, alla fine, avrà la forza di sciogliere anche la neve più ostinata.

Leggi tutto

 

Milomaria e Leo Gullotta: “Via Maqueda”

Milomaria e Leo Gullotta: “Via Maqueda”

Il nuovo singolo del cantautore siciliano è un dialogo intimo tra fragilità e saggezza, impreziosito dalla straordinaria partecipazione di Leo Gullotta “Via Maqueda” è il nuovo singolo di Milomaria, con la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta -che proprio qualche giorno fa ha compiuto 80 anni- uno dei volti più autorevoli del teatro e del cinema italiano. Un brano che attraversa la mancanza senza cercare scorciatoie emotive: Milomaria si espone restando in equilibrio precario, mentre Gullotta diventa la voce che consola e rimette ordine nel caos interiore. “Via Maqueda” non parla solo di assenza, ma del modo in cui la memoria continua a vivere nei luoghi. Palermo è musa, è il posto dove il pensiero prende forma e il dolore trova un nome e una direzione. La canzone è un confronto tra due parti della stessa anima: l’io che chiede e l’io che ha già capito. Una confessione sussurrata che riconosce una verità semplice e antica: anche dopo la burrasca, il mare resta un posto dove tornare. L’arrangiamento è essenziale, costruito intorno alle voci dei due artisti e al pianoforte di Primiano Di Biase che accompagna il brano con delicatezza, mentre la produzione di Andrea Allocca scolpisce un paesaggio sonoro intimo e quasi cinematografico. Emiliano Maria Balbo, in arte Milomaria, nasce a Piazza Armerina, in Sicilia. Dopo un lungo peregrinare tra teatro, musica e scrittura, si stabilisce a Roma, dove attualmente risiede. La sua carriera musicale attraversa diversi generi fino a diventare frontman della band indie-rock Perché Mamma ha paura dei Topi, con cui realizza l’album “Tutto Qui". La band si distingue nei principali contest nazionali, tra cui la finale di Sanremo Rock e il Tour Music Fest, partecipando anche a festival dedicati ai diritti civili. Nel 2018, il videoclip del brano “Masticando la realtà” – con un cameo dell’amico attore internazionale Alessandro Cremona (Ferrari, Mafia Roma, Padre pio, Si vive una volta sola, Spectre - 007) – porta la band a essere l'unica italiana finalista al LGBTQ-COMING OF AGE SHORT FILMS FESTIVAL di Parigi e San Francisco. Dal 2021, Milomaria intraprende la carriera solista. I suoi brani ottengono ottimi risultati nelle classifiche italiane: “Yellow Pecora” entra nella top 20 di Indie Music Like rimanendoci per oltre 3 mesi, “Come i Lego” raggiunge la top 5 iTunes Elettronica e la top 100 iTunes Pop, mentre “Terra Marcia” si posiziona al n. 12 tra gli indipendenti emergenti italiani. Nel 2024, il testo di “Terra Marcia” viene selezionato per l’antologia del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo, vincendo nella categoria testo di canzone, e nello stesso anno è semifinalista del Premio De André. Parallelamente alla musica, porta avanti la sua attività di scrittore e narratore, con una ricerca espressiva che attraversa diversi linguaggi artistici. L’11 aprile 2025 esce “Negli occhi di Frida” e il 13 giugno il nuovo singolo insieme a Elisa Benetti “L’Amuri”. Il 13 gennaio 2026 arriva in radio “Via Maqueda”, con la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta. Etichetta: Kate Records Distribuzione: FUGA

Leggi tutto

 

Conversazione sul Tesoro di Sant’Eufemia

Conversazione sul Tesoro di Sant’Eufemia

Il prossimo 28 gennaio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversione sul tema “Il tesoro di Sant'Eufemia”, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, registra la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello. Il British Museum di Londra è uno dei più grandi e importanti musei della storia del mondo. È stato fondato nel 1753 da Sir Hans Sloane, un medico e scienziato che ha collezionato un patrimonio letterario e artistico nel suo nucleo originario: la biblioteca di Montague House a Londra , in seguito acquistata dallo Stato Britannico per ventimila sterline e aperta al pubblico il 15 gennaio 1759. Il museo ospita circa 8 milioni di reperti che quotidianamente vengono contemplati da tantissimi visitatori nella location londinese di Great Russell Street. A partire dal diciannovesimo secolo, il polo museale cominciò ad incrementare i propri spazi espositivi con collezioni greche e romane, provenienti da diversi territori del continente europeo,frutto sia di operazioni militari che di spedizioni archeologiche. Nella location museale londinese sono ospitati preziosi manufatti provenienti dalla Calabria, tra i quali quelli conosciuti come il “tesoro di Sant’Eufemia”. I preziosi reperti vennero scoperti fortuitamente in contrada Terravecchia nella piana di Sant’Eufemia. Il tesoro è stato definito dall’archeologo britannico Dyfri Williams, del Dipartimento delle Antichità del British Museum, come “il più grande e importante ritrovamento di oreficeria della Magna Grecia”. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte del gradito ospite del sodalizio culturale organizzatore. La conversazione, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 28 gennaio.

Leggi tutto

 

"Un sorriso per tutti" il nuovo progetto di Salvo De Vita

"Un sorriso per tutti" il nuovo progetto di Salvo De Vita

Nasce “Un Sorriso per Tutti”: il progetto editoriale e teatrale dedicato all’inclusione dei bambini con difficoltà comunicative L’Ufficio Stampa & Produzioni MP, sotto la direzione del Dott. Salvo De Vita, annuncia con entusiasmo il lancio del progetto “Un Sorriso per Tutti”, un’iniziativa editoriale e sociale pensata per promuovere l’inclusione e lo sviluppo comunicativo nei bambini con disturbi dello spettro autistico. Il cuore del progetto è un libro digitale in stile fumettato, intitolato “I NALLEGROTTI” ideato per stimolare l’attenzione, la comunicazione verbale e gestuale e la motricità fine attraverso il gioco e la narrazione. I protagonisti della storia — Nino, Nina, Nono e Nana — accompagneranno i piccoli lettori in avventure colorate e inclusive, favorendo l’apprendimento attraverso l’empatia e il divertimento. A impreziosire il progetto sarà la presenza di un monologo originale intitolato, "Tutti uguali" interpretato dall’attrice esordiente Nia Limby e prodotto dal Dott. Salvo De Vita. Il monologo, pensato come strumento emotivo e narrativo, offrirà un ulteriore livello di coinvolgimento, sensibilizzando il pubblico sul valore dell’inclusione e della diversità. “Un Sorriso per Tutti è più di un libro: è un ponte tra mondi, un invito a guardare con occhi nuovi le potenzialità di ogni bambino.” Il progetto coinvolge professionisti del settore educativo, sanitario e artistico, tra cui: Distribuzione Digitale: Ufficio Stampa & Produzioni MP di Salvo De Vita Grafica e Sviluppo: Urban Dream di Mietto Elisa Ufficio Stampa: Dott. Salvo De Vita - Dott.ssa Mietto Elisa Distribuzione Internazionale Giornalistica: Ufficio Stampa & Produzioni MP di Salvo De Vita  Sceneggiatura:  Dott. Salvo De Vita Partnership: Urban Dream di Mietto Elisa Tutela Legale: Patamu Registry.com Sponsor Ufficiali: ART MC, SD Profumo Intenso Cafè, Snack Bar Gelateria “IL BRIVIDO”. Sponsor Ufficiale/Partnership: Ass. Engel Von Bergeiche “Un Sorriso per Tutti” comprenderà una serie di eventi e workshop dedicati a famiglie, educatori e operatori del settore, con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’inclusione e della partecipazione attiva. Il progetto sarà presentato in anteprima lunedì 2 Febbraio all'Hotel “Luna Rossa” di Napoli, durante la conferenza stampa internazionale tenuta dall'Ufficio Stampa e Produzioni MP di Salvo De Vita. Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

Leggi tutto

 

SOPRA

Ai nostri giorni, specie i giovani, amano condurre una vita agiata, avvolta nella calda coperta del benessere fisico e principalmente economico. I giovani, gli adolescenti amano pensare in grande. Le feste di compleanno, di natale devono essere vissute in grande stile. Non si accettano compromessi al ribasso. L’importante è far sapere agli altri di essere felici, ricchi. La povertà è una grana che nessuno vuole avere. Non è piacevole sentirsi poveri davanti alla ostentazione del lusso. Per le ragazze la bellezza merita cura e di solito spendono un patrimonio per mantenere un look apprezzabile che non passa inosservato. I ragazzi pretendono moto e auto, felpe firmate. Anche le persone di mezza età si lasciano irretire dal lusso, dalla idea di viaggi costosi e oggetti preziosi. Le spese non vengono mai rimandate. Si vuole progredire, apparire. Si comprano oggetti di alta qualità. Si allentano i cordoni della borsa, si fanno debiti per fare certe cose al pari degli altri. Nessuno fa più economia. Ci sono moltissime persone che vivono al di sopra dei propri mezzi. Fanno il passo più lungo della gamba influenzati dalle mode, per assaporare il successo, la stima degli altri. Nessuno si preoccupa di fare dei conti. Si spendono soldi per vacanze, libri, feste, regali, profumi, accessori, computer. I conti languono o ristagnano. Sull’esempio degli amici si cambiano auto, moto, abiti di continuo. Si spende con slancio, in modo scorretto. La sete di denaro diventa una trappola. Si chiedono soldi in prestito, si ruba nel portafoglio dei genitori e parenti, si chiedono soldi ai nonni e agli zii, si vendono libri e oggetti, ricordi, si studiano espedienti per racimolare denaro, si ruba nelle tasche di colleghi e alunni. Nel cuore si insinua il demone del lusso a ogni costo, anche a costo di rimetterci. Le feste dei bambini sono sontuose, principesche. Si fanno pochi figli e quei pochi devono fare la vita di lusso. Lentamente per tappe si arriva alla dipendenza da denaro, i soldi sono l’unica ragione di vita, il solo scopo, da accumulare in fretta e furia. Si fanno rate, cambiali, prestiti. Si festeggiano avvenimenti in grande stile senza risparmio on toltale incoscienza. I giovani sono quelli più distratti a cui non è stato insegnato il valore dei soldi che dissipano in una serata. Per amministrare i soldi ci vuole una certa competenza che va acquisita sul campo. I soldi non si trovano per strada.

Leggi tutto

 

CAMBIAMENTO DELLA SPIRITUALITÀ IN EUROPA, PERCHÉ LA RELIGIONE DEI NATIVI AMERICANI NON È DEGENERATA

CAMBIAMENTO DELLA SPIRITUALITÀ IN EUROPA, PERCHÉ LA RELIGIONE DEI NATIVI AMERICANI NON È DEGENERATA

La perdita dell'equità e la degenerazione della spiritualità sono due facce della stessa medaglia, due fiumi inquinati che scorrono dalla stessa sorgente: la piramide del dominio; per troppo tempo ci hanno narrato la religione come un balsamo per l'anima quando invece per gran parte della storia umana recente essa è stata uno strumento creato per plasmare burattini obbedienti e funzionali al sistema, ma non è sempre stato così. Se volgiamo lo sguardo indietro verso il Paleolitico e il Neolitico scopriamo un rapporto con il sacro così autentico da sembrare un sogno; in quelle comunità l'uguaglianza non era un'utopia, era la realtà, non esistevano élite, le risorse erano un bene comune e la condivisione era il respiro stesso della collettività; in un simile contesto di orizzontalità la religione non poteva essere uno strumento di omologazione perché mancavano i padroni in terra per forgiare quelli in cielo. Le Divinità di quel tempo non erano spettatori giudicanti e distanti, non erano tiranni celesti pronti a sferrare castighi, erano presenze vicine, energie vitali dotate di coscienza che pulsavano in ogni cosa, nel fuoco, nel vento, negli animali, nel raccolto e nell’essere umano stesso; gli Dei erano compagni di viaggio, non carcerieri e i rituali non erano obblighi dettati dalla paura ma espressioni spontanee di gratitudine verso le Divinità; si danzava per il piacere di danzare, si narravano miti che intrecciavano i nostri passi a quelli degli animali e delle stelle, la spiritualità era una forza unificante, il collante di una comunità libera che rifletteva la sua armonia sociale nel suo rapporto armonioso con il Divino. Poi qualcosa si incrinò, se prendiamo il periodo greco romano già qui la spiritualità aveva subito una certa torsione; se da un lato non era c’era ancora il sistema dogmatico e colpevolizzante che sarebbe venuto dopo, le figure degli Dei furono stravolte, gli Dei non cambiarono nella loro essenza, erano sempre loro ma il loro volto fu sfregiato; le élite, assetate di controllo, compresero che la religione poteva diventare uno strumento al loro servizio, avevano bisogno di una spiritualità che giustificasse l'ingiustizia che avevano creato e così trasformarono gli Dei in versioni celesti di loro stessi: potenti, capricciosi e vendicativi; instillarono l'idea che il rapporto con il Divino fosse gerarchico e basato sull'obbedienza rituale, chi si sottraeva dalla partecipazione ai riti non era un libero pensatore, era un traditore; la religione, un tempo fonte di ispirazione e di sviluppo personale e collettivo era già diventata una catena invisibile anche se non ancora del tutto serrata. Ma la fiamma della vera spiritualità non si spense, nel periodo greco romano molti rifiutarono la visione distorta della religione tradizionale; filosofi come Epicuro, Lucrezio e Plinio sbeffeggiavano l'idea di Dei interventisti e punitivi proponendo una spiritualità basata sulla serenità interiore e sulla liberazione dalle paure; accanto a loro prosperarono i sentieri di alcuni culti misterici come quelli di Dioniso che non erano ritrovi per ubriaconi come molti pensano ma luoghi dove veniva offerta agli iniziati un'esperienza trasformativa di se stessi, un percorso di crescita interiore che sfuggiva al controllo dei potenti, erano voci di resistenza, baluardi contro l'appiattimento spirituale. Poi arrivò il colpo di grazia: l’avvento del cristianesimo come culto di stato; con il monoteismo la spiritualità fu definitivamente monopolizzata e messa in catene, il pluralismo vitale del paganesimo fu schiacciato sotto il tallone di un unico Dio onnipotente e legislatore; non più forze immanenti ma un sovrano trascendente, le sue leggi si sovrapposero a quelle umane santificando l'ordine costituito; la paura dell'inferno e la lusinga del paradiso divennero i perfetti strumenti di controllo sociale, non è un caso che le virtù imposte da questo nuovo sistema fossero l'obbedienza, l'umiltà, la rassegnazione, la sottomissione e la sofferenza; il loro scopo era palese: forgiare schiavi devoti, perfetti ingranaggi per una macchina sociale piramidale; la spiritualità autentica, quella che libera, era apparentemente morta e al suo posto sorgeva un apparato di oppressione psicologica e sociale. Eppure questa degenerazione non è un destino ineluttabile, se guardiamo le società dei Nativi Americani prima del genocidio europeo vediamo comunità egalitarie dove il potere era orizzontale e basato sul consenso; qui la Divinità conosciuta come Grande Spirito o Grande Mistero non è mai diventata un mostro giudicante, ci chiediamo perché questa trasformazione non è mai avvenuta? Sicuramente perché non esisteva un monarca assoluto in terra che avesse bisogno del suo corrispettivo in cielo, in una società senza classi dominanti non c'è nessuno che abbia l'interesse o il potere di sfregiare il volto del Divino, la spiritualità rimane una presenza immanente, un legame di armonia con tutto il vivente. La conclusione è che la degenerazione della religione non è una questione teologica, è una questione di potere; dove regnano l'uguaglianza e l'armonia la spiritualità conserva la sua purezza originaria mentre dove si erge la piramide del dominio essa viene distorta, imbruttita e messa al servizio degli oppressori. Sfregiare il volto degli Dei per rendere schiavi gli esseri umani e seminare afflizione è il peggiore dei sacrilegi mentre strappare via queste catene dentro di noi e nella società e far si che le energie Divine tornino a fluire liberamente anche nell’essere umano è il miglior modo per venerare gli Dei, è il ritorno al fuoco sacro della religione originale, è la riconquista di una spiritualità che non chiede obbedienza ma offre #libertà.

Leggi tutto

 

Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

Instant Classic: il ruggito del domani che abita già qui

C’è un momento preciso, quasi impercettibile, in cui una macchina smette di essere un semplice insieme di lamiere, bulloni e calcoli ingegneristici per trasformarsi in un oggetto del desiderio. Non serve aspettare trent’anni, non serve il bollo ridotto o la targa sbiadita dal tempo. Esistono creature meccaniche che nascono già con la schiena dritta, con lo sguardo rivolto a un futuro che sembrano aver già masticato e digerito. Le chiamiamo Instant Classic, un ossimoro che profuma di gomma bruciata e intuito. Entrare nel garage virtuale di Leggende su strada leggendesustrada.altervista.org/category/instant-classic-leccellenza-del-futuro-da-collezione significa fare un viaggio tra quelle eccellenze che oggi si comprano in concessionaria, ma che domani saranno battute all'asta tra sospiri e rilanci folli. È una questione di anima, direbbe qualcuno. O forse di coerenza. Perché una Instant Classic non cerca di compiacere tutti; cerca di colpire allo stomaco chi sa ancora distinguere un cambio che asseconda il polso da un software che decide per te. Sono auto che hanno il coraggio di essere scomode, magari rumorose, certamente fuori dal coro. Rappresentano l’ultimo baluardo di una resistenza meccanica in un mondo che corre verso il silenzio elettrico. Eppure, proprio in questa loro ostinazione risiede il valore collezionistico. C’è dentro il genio di chi ha osato una linea azzardata, la sapienza di chi ha tarato un assetto per farci sentire la strada fin dentro le vertebre, la visione di chi sa che l’esclusività non è solo un prezzo di listino, ma una promessa di eternità. Su My101 vogliamo celebrare questo paradosso temporale. Perché guardare a queste auto significa allenare l’occhio al bello che non scade. Sono investimenti per il cuore, prima che per il portafogli. Raccontano storie di ingegneri che hanno lavorato di notte e di designer che hanno sognato forme proibite. Se volete scoprire quali sono i pezzi pregiati che scriveranno la storia del prossimo decennio, non vi resta che approfondire questa selezione di eccellenza. Il futuro, dopotutto, è una strada che stiamo già percorrendo.

Leggi tutto

 

Voglio aperta la vagina

Voglio aperta la vagina

Mostro con orgoglio e vanto la mia vagina rosa liscia e aperta pronta per farsi penetrare da più piselli possibili

Leggi tutto

 

Una canzone dedicata a Emanuela Orlandi. Simone Riva canta “La città che non parla”

Una canzone dedicata a Emanuela Orlandi. Simone Riva canta “La città che non parla”

Una canzone per ricordare, per non dimenticare e per dare voce a un dolore che attraversa le generazioni. L’appassionato cantante Simone Riva annuncia l’uscita di “La città che non parla”, un brano profondamente emotivo dedicato alla memoria di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa il 22 giugno 1983 e mai più ritrovata. «Guardando la televisione da bambino appresi la notizia della scomparsa di Emanuela Orlandi - racconta Riva -. Un episodio che non ha segnato soltanto l’Italia, ma anche me, in modo profondo. Questa inquietudine l’ho portata dentro fino ad adesso». La canzone nasce proprio da questo sentimento: un’urgenza espressiva, un bisogno di trasformare in musica la memoria di una storia che rimane una ferita aperta nel cuore della nazione. Simone Riva sottolinea come il brano, con un testo scritto di suo pugno, non sia soltanto un omaggio alla giovane Emanuela, ma anche un pensiero rivolto ai suoi familiari, che da oltre quarant’anni portano avanti una battaglia di verità e giustizia. «Voglio dedicare questa canzone alla famiglia Orlandi, che ha vissuto indicibili sofferenze», precisa l’artista. “La città che non parla” è un viaggio sonoro dentro una storia piena di interrogativi. Il testo, carico di immagini evocative, alterna nostalgia, dolore e speranza, chiedendo con voce insistente: “Emanuela, dove sei?”. Una domanda che risuona ancora oggi, come una eco collettiva che non vuole spegnersi. Hanno collaborato alla realizzazione del brano l’arrangiatore e polistrumentista Nicola Ursino, ideando e realizzando interamente la parte musicale; il chitarrista autodidatta Christian Fabiano con un contributo prezioso della sua sei corde; Massimo Pezzoni, poeta e vincitore del Premio Giotto, che ha prestato la voce alla parte introduttiva; Enrico Riva, padre dell’artista, che si è occupato della fotografia. Biografia Simone Riva, classe 1972, ha cominciato a svolgere attività di volontariato, raccogliendo i rifiuti abbandonati, a partire dai cinque anni d’età, dopo che il nonno paterno lo ha rimproverato per aver gettato una bottiglietta di plastica nel camino. Dal 2011 la sua storia di ecologista convinto diventa pubblica, con l’interessamento di giornali, radio e televisioni e la realizzazione di innumerevoli servizi. Per la sua dedizione all’ambiente ha ricevuto oltre venti targhe comunali, un riconoscimento da Regione Lombardia e il prestigioso “Panettone d’oro”, premio alla virtù civica. È inoltre detentore di un record mondiale: dopo la raccolta rifiuti sugli scogli di San Mauro Mare per 25 ore filate e a Mediglia per 30 ore consecutive, nell’autunno 2022 ha siglato l’ultimo record di 50 ore non stop, ottenendo anche una targa ufficiale dal Comune di Peschiera Borromeo. Simone Riva tra il 2022 e 2025 ha inciso diverse canzoni: “Bacchespani”, “Porsea”, “Non abbandonare il cane”, “E invece no”, “La ciappana”, “Giuà l'ucuturash”, “Forse il tuo pisello non lo sa”, “No to violence” della durata record di un solo in un secondo, “L’isola che c’è” per denunciare il problema della plastica in mare, “Miagolandia” dedicata ai gatti trovatelli e al prezioso lavoro dell’omonima Onlus di Mediglia e la cover “Rock'n'Roll Robot” di Alberto Camerini.

Leggi tutto

 

Smart city e efficienza energetica: torna Smart Building Expo 2025

Smart city e efficienza energetica: torna Smart Building Expo 2025

A Fiera Milano, dal 19 al 21 novembre, torna Smart Building Expo 2025, l’evento dedicato alla transizione digitale ed ecologica dell’edilizia. Professionisti e aziende si incontrano per condividere idee e tecnologie al servizio della smart city del futuro. Manca poco all’apertura di Smart Building Expo 2025, la manifestazione internazionale organizzata da Fiera Milano e Pentastudio dedicata all’innovazione tecnologica, all’efficienza energetica e all’integrazione dei sistemi. Dal 19 al 21 novembre 2025, progettisti, ingegneri, installatori, imprese e stakeholder pubblici e privati si incontreranno nei padiglioni di Fiera Milano – Rho per confrontarsi sulle nuove sfide della transizione energetica e digitale. Con un’esposizione in crescita del 20% rispetto alla scorsa edizione, SBE 2025 ospiterà numerosi protagonisti dell’industria e della system integration, tra cui ABB, Adeogroup, Eelectron, Finder, Gewiss e Vimar, e offrirà un ricco programma di workshop, eventi formativi e incontri B2B, costruito per coniugare aggiornamento tecnico e opportunità di business. Un’agenda su tre giorni per raccontare l’evoluzione dell’energia urbana Smart Building Expo 2025 si articolerà in tre giornate tematiche, con focus complementari sui grandi pilastri della twin transition: decarbonizzazione, elettrificazione e digitalizzazione urbana. Il 19 novembre si aprirà con un workshop istituzionale sull’EPBD IV, la nuova direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici, promosso da MASE, ANCE, ANIE e Adiconsum, per analizzare il quadro normativo e gli impatti sui prossimi investimenti pubblici e privati. Alle ore 14.00 è attesa anche la tavola rotonda promossa da CNPI e Fondazione Opificium sul Conto Termico 3.0, in vigore da dicembre, per analizzare il ruolo dei professionisti e delle imprese nella riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, con particolare attenzione agli strumenti incentivanti e alle opportunità concrete per il settore impiantistico. A seguire, un approfondimento tecnico sui Data Center, in collaborazione con DEERNS Italia, proporrà soluzioni per ridurre l’impatto energetico delle infrastrutture digitali attraverso intelligenza artificiale, immersion cooling e fonti rinnovabili. Il 20 novembre il tema centrale sarà l’elettrificazione degli edifici, con un workshop dedicato al Real Estate e all’impatto della nuova normativa europea sulla valorizzazione immobiliare. Seguiranno due focus verticali: il primo in collaborazione con Prosiel, affronterà la sostituzione degli impianti a gas con sistemi elettrici integrati; il secondo, con il format Hotellerie 4.0, esplorerà le potenzialità della digitalizzazione negli hotel tra qualità dell’aria, automazione e comfort personalizzato. Il 21 novembre si passerà dalla scala dell’edificio a quella della città. Con il workshop From Building to City, realizzato con Smart Buildings Alliance, si discuterà di smart city, interoperabilità e digital twin, con al centro la nuova norma UNI 11973-2025, destinata a orientare l’evoluzione intelligente del tessuto urbano italiano. Nella stessa giornata si terrà anche il Meeting Nazionale Smart Installer, che ospiterà il progetto europeo LIFE-SKEMA, dedicato alla formazione tecnica per la twin transition, con ENAIP come capofila. Le quattro Piazze dell’Innovazione Cuore pulsante dell’area espositiva saranno anche quest’anno le Piazze dell’Innovazione, veri e propri hub tematici per l’approfondimento e il networking. A firmare i contenuti delle quattro aree saranno Smart Buildings Alliance (SBA) con From Building to City, AIBACS con la Piazza della Building Automation, KNX Italia con la Piazza dell’Integrazione e Rinnovabili con il Rinnovabili District, lo spazio interamente dedicato alla sostenibilità energetica e alle tecnologie emergenti. Torna il Rinnovabili District Anche nel 2025 il Rinnovabili District si conferma come uno spazio dinamico di confronto tra imprese, istituzioni, ricerca e professionisti. Tre giornate di talk, panel tecnici e momenti di networking animeranno un’area immersiva dedicata all’innovazione energetica e urbana. Mercoledì 19 novembre Focus su energie rinnovabili e modelli energetici emergenti: produzione distribuita, prosumer, multiutility e digitalizzazione dell’energia. Speaker confermati: ENEL X, RSE, IREN Mercato, Italia Solare, R2M Solution, Smart Domotic, GSE, LOYTEC, Schneider Electric, Politecnico di Milano, QUMULO. Giovedì 20 novembre Giornata dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili, alla nuova EPBD IV e all’autoconsumo collettivo. Si discuterà di scalabilità, Smart Readiness Indicator e ruolo dell’EGE. Speaker confermati: E.ON Italia, Rödl & Partner, ENGREEN, EETRA, Consiglio Nazionale Ingegneri, ESCo E2.0, Energy Center del Politecnico di Torino, Asso EGE. Venerdì 21 novembre Al centro: storage, smart grid, idrogeno urbano e infrastrutture per la mobilità elettrica. Approfondimenti su tecnologie di accumulo e città intelligenti. Speaker confermati: PLENITUDE, PRYSMIAN, ECOFLOW, EXIDE TECHNOLOGIES, UFI HYDROGEN, Coordinamento FREE, H2IT. Uno spazio dedicato all’illuminotecnica, grazie alla collaborazione con ASSIL Anche l’illuminazione efficiente sarà protagonista a Smart Building Expo, grazie alla collaborazione con ASSIL, l’associazione confindustriale che rappresenta il settore dei sistemi di illuminazione. Un’area tematica sarà interamente dedicata a questa componente chiave per l’efficientamento energetico degli edifici. Un ecosistema integrato: la proposta di MIBA Il percorso di Smart Building Expo sui temi delle energie alternative e della città sostenibile si inserisce nella visione integrata promossa da MIBA – Milan International Building Alliance, il format fieristico di Fiera Milano che mette al centro l’edificio sostenibile, efficiente e sicuro. SBE si svolgerà infatti in contemporanea con: ● MADE Expo, evento di riferimento per l’edilizia in Italia ● SICUREZZA, tra i principali appuntamenti europei dedicati alla security e alla prevenzione incendi ● GEE – Global Elevator Exhibition, dedicata alla mobilità verticale e orizzontale Una sinergia strategica tra mercati complementari, chiamati a cooperare per costruire il futuro dell’edilizia e delle città intelligenti. Ti aspettiamo dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano. Per ulteriori informazioni: smartbuildingexpo.it Link:rinnovabili.it/green-building/building/smart-building-expo-2025-parte-il-conto-alla-rovescia/

Leggi tutto

Il pulsante spazzatura elimina i contenuti di questo autore dalla tua 101, per sempre!